giovedì 18 maggio 2017

Passerella e milonga

Tango? Io non l'ho visto né udito. Anche solo il vestito è incompatibile. Ella rimane bella, italiana, mediterranea, gli occhi gioiscono. Osservavo, poi, la dolce vita della passerella. Una cosa buffa è che noi, noi della ghenga milonghera, questa dolce vita la viviamo settimanalmente come registi, attori, soggettisti, interpreti, spettatori e critici. C'è la bellezza, il culto della bellezza, il piacere di esibirla e di osservarla, di goderla, il nostro teatro estetico.
Certo, in milonga non ci sono le stelle del cinema, ci sono quelle del tango. Ecco, la passerella di un evento come Cannes è uno dei posti che, forse, riesce a superare un poco la concentrazione di bellezza di alcune milonghe.
A differenza di una passerella, la bellezza in milonga è accompagnata da grazia, da arte in corpo, dalla musica che ti porta sulle sue ali, dalle emozione delle letras. Veneri, nel tango che sono anche Apollo, Muse.
Accarezzare l'ego, essere gaudenti di grazia e bellezza. Mi emoziono, anche solo a narrarlo, sale l'onda dentro.
Intanto, in sottofondo, ascolto le milonghe tristi, le milongas camperas, era la musica dei gacho inurbati della metropoli delle buone arie, disillusi dalla vita. E ancora,  le emozioni virano, diventano morbide, crepuscolari, la malinconia mi abbraccia e porta via.

17 commenti:

  1. Succede anche nel running fidati

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    1. Per me l'essere sportiva è una caratteristica sexy per una donna.

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  2. Sempre belli questi pezzi sul tango, e s'impara spesso qualcosa.
    SE io non fossi TOTALMENTE NEGATO ALLA DANZA, parteciperei senz'altro, siccome sedotto dalle atmosfere della tua scrittura.

    ===

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    1. Massimo Fini deve tirare a campare prendendo soldi da Il Fatto Quotidiano che viene venduto a persone che sono, in maggioranza, adepti fanatici e fondamentalisti della nuova religione massmigrazionista.

      Il problema, ancora una volta, è cosa ci faccia quel sikh qui, come sia arrivato e perché crede di continuare a vivere nella sua terra.

      Aggiungo, per altro, che la comunità Sikh è una delle migliori, pacifica, lavoratrice in ambienti rurali, nutre anche mie simpatie.

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    2. La ragione della presenza dei sikh è una delle poche comprensibili ma anche triste, ho visto un documentario in merito.

      In sostanza sono contadini.
      Dato che certe produzioni agroalimentari italiane richiedono parecchia manodopera che non si può automatizzare, i Sikh hanno cominciato a sostituire gli Italiani mano a mano che andavano in pensione gli anziani e i giovani non volevano mettere le mani nelle merda di vacca.

      Ci sono delle ricadute a lungo termine.
      Primo, per quanto brava gente non possono rimpiazzare la "sapientia majorum" dei contadini italiani rispetto alle produzioni tipiche.
      Secondo, quando diventerà ovvio che un formaggio italiano è uguale ad un formaggio brasiliano perché viene fabbricato con gli stessi ingredienti e con gli stessi criteri, crollerà l'economia del "prodotto tipico" e della "qualità", per cui non ci sarà bisogno Sikh in Italia, dove comunque costano 100 volte di più che in India.

      A quel punto avremo anche il problema di trovare una collocazione alle nuove generazioni di Sikh che saranno diplomati e laureati in Italia in un mondo "globale" dove la laurea la devi spendere la dove c'è mercato e l'Italia si basa sulla manifattura di cose il cui "valore" scende di continuo. Quindi emigreranno un'altra volta.

      Il sindaco Sala dice che siamo ricchi perché abbiamo i pizzaioli magrebini. Non so è chiaro dove si va a parare.

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    3. Sala è uno degli arcivescovi della religione massmigrazionista.
      Mah.

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    4. Lorenzo; "i giovani non volevano mettere le mani nelle merda di vacca"

      Personalmente questa affermazione vorrei vederla sottoposta a una seria verifica basata su fatti e non su "sentito dire". Magari può essere stata vera qualche anno fa, ora ho i miei dubbi. Diciamo piuttosto che (come fa un mio compaesano piuttosto creativo) conviene assai avere un lavoratore registrato, magari part-time, che lavora ufficialmente 4 ore al giorno e che invece abita in un cascinale con la sua più o meno vera e invariabilmente numerosissima famiglia allargata che è qui per ricongiungimento e che mai si sognerebbe di affiancare il presunto capofamiglia in giornate lavorative un po' meno trasparenti che si estendono nell'arco di dodici ore almeno. Ciò non accade. No. E' che i ggiovani italiani certi mestieri proprio non li vogliono fare!

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    5. No no, non so tu che età abbia ma io ricordo chiaramente gli anni in cui fare il contadino era considerato "degradante" e tutti ambivano almeno ad un posto in fabbrica.

      Cosa comprensibile perché in quegli anni si vendeva l'idea della "ridistribuzione della ricchezza" tramite meccanismi automatici di compensazione, tipo la "scala mobile", i prepensionamenti (ricordo il fatto che ho personalmente incontrato uno che è andato in pensione a 38 anni), i lavori tanto per dire, eccetera. I contadini sono sostanzialmente imprenditori e assumono dei rischi che non sempre, per non dire raramente, sono adeguatamente compensati. Basti pensare alla differenza di prezzo tra il campo o la stalla e lo scaffale del supermercato.

      L'agricoltore non piace ai "sinistri", non piace da sempre, dalla Vandea francese. Proprio perché è una figura completamente differente, per prassi e mentalità, dall'operaio, che nasce dai contadini spossessati della terra e inurbati a forza nei famosi "falansteri".

      Aggiungo un'altra cosa ovvia: mentre si vendeva l'idea che fare il contadino o l'allevatore fosse degradante, si spingeva per spopolare i paesi e costruire le metropoli, io ci sono nato e ci vivo, quindi so di cosa parlo. I vecchi coltivavano orti lungo i viali nelle zone semi-abbandonate, come un riflesso condizionato.

      Eccetera eccetera.
      Sarebbe interessante fare un giro nei pressi dei gruppi di giovinastri e fare un sondaggio per sapere quanti vorrebbero accudire le vacche o lavorare il formaggio.

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    6. Lorenzo, da quel che ho capito siamo pressoché coetanei.

      Non ci sono in giro solo "giovinastri". Quelli sono la parte più ingombrante e molesta, dunque più visibile. Conosco di persona diversi giovanotti (non saprei, però, quantificarli con una percentuale attendibile) con la testa saldamente sul collo, non di rado meglio dei genitori.

      Certo, è innegabile che un ragazzotto rimane un ragazzotto, con i pregi e i difetti che quella condizione comporta per lui, ha comportato per noi e comporterà per chi verrà quando saremo carne marcia (o magari neppure più quella).

      Da non dimenticare: a rendere possibile l'eccellenza è la marea dei mediocri che procura all'eccellente il sostentamento che serve per lasciargli il tempo d'essere tale. Diversamente, Renzo Piano (è poi così eccellente?) dovrebbe interrompere il suo lavoro geniale per rincalzare le cipolle, scacchiare i pomodori, lavare i vetri e sanificare la tazza del water. Forse, così facendo, ci guadagnerebbe in concretezza.

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    7. Avevo scritto un commentone, perso, vabe.

      Dunque, dicevo che mentre i Sikh a casa loro sono contadini e allevatori e quindi vengono chiamati in Italia a fare il loro mestiere, sia pure dentro parentesi differenti, la faccenda è completamente diversa per la "Milano multietnica & multiculturale" in cui vivo.

      Come dicevo, partiamo dal presupposto che il contesto è quello dei palazzoni e delle fabbriche.

      Le fabbriche stanno scomparendo perché ad un certo punto è partito il "mantra" del "terziario avanzato" e dei "servizi". Allora hanno cominciato a tirare su palazzi di uffici, che adesso sono spesso vuoti, perché c'è un limite ad una economia basata sulla fuffa e sull'imbroglio.

      In questo contesto arrivano migliaia di persone dell'est europa e questi in qualche maniera si impiegano a fare più o meno le cose che facevano a casa loro, operai per la maggior parte, idraulici eccetera. Poi arrivano migliaia di magrebini. Questi, oltre a non sapere leggere e scrivere e parlare una qualsiasi lingua europea, non sanno fare niente perché a casa loro non esiste un contesto assimilabile al nostro. Quelli più svegli finiscono a fare le pulizie, bassa manovalanza nei sempre più radi cantieri edili, facchinaggio, lavapiatti, qualcuno apre dei negozi tipo lo spaccio che non si capisce esattamente cosa venda o la pizza/kebab che riscalda robe surgelate. Poi arrivano i neri, passando sotto le forche caudine dei loro antichi schiavizzatori arabi. Questi hanno veramente solo le braccia, esauriti i posti per strappare le erbacce, possono solo bighellonare nei centri di accoglienza.

      Ora, di tutti questi una buona parte trova più facile, conveniente o anche necessario dedicarsi al crimine a vario titolo, dal furto allo spaccio.

      Il paragone coi Sikh è improponibile, sia perché sono diverse le condizioni di partenza, sia perché è completamente diverso il contesto in cui si inseriscono e che vanno a costituire. I Sikh stanno nei paesi rurali e non si impongono con una violenza passivo-aggressiva, sono richiesti. Altre etnie si inseriscono nel contesto "operaista" che era già terribile decenni orsono e lo fanno in condizioni di partenza a di arrivo che sono obbiettivamente impossibili, impraticabili.

      Aggiungo un ultimo dettaglio banale: mentre noi coi Sikh non abbiamo nessuna questione in sospeso quindi non ci intimoriscono a parte la loro diversità, con gli Arabi, altrimenti detti "mori", siamo in guerra guerreggiata da 1500 anni, tanto che se ai bimbi romani si minacciava Annibale alle porte, ai bimbi italiani per secoli si minacciava lo "uomo nero".

      Infine, i "giovinastri". Quelli che ci sono qui sono i figli dei loro genitori e nipoti dei loro nonni, gente trapiantata dal Meridione per fare l'operaio al "norde" e che a 50 anni di distanza ancora parla un italiano incerto. Come forse saprai l'agricoltore meridionale era appena sopra lo schiavo, con tutte le ricadute in termini di "civismo" che si possono vedere nella "vita pubblica" italiana.

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  4. Che dirti...questi post sul tango propongono un UUIC diverso, umano, senza astio a piene mani per cose-scritti poco appassionanti e scusami ma noiosi; soprattutto quando le idee son chiare, note e spesso obsolete.

    Buon tutto al tanghero UUIC

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    1. Una volta io dissi a Ucoso che i post con argomento anale li vorrei evitare e lui mi rispose qualcosa sulle linee de "sei mica costretto a leggerli".

      Ecco.

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    2. Grazie Lorenzo.
      Ho pochissimo tempo in questi giorni.

      Daoist, visto che vige ovunque la martellante catechesi massmigrazionista, sulle meraviglie del panmixismo, dalle corsie della Coop, fino al Corriere - Manifesto, dalle parrocchie ai convegni sull'economia dei migranti in Appennino, dall'elogio delle okkupazione delle case popolari alle leggi che garantiscono impunità reale ai clandestini, altrettanto severe con gli indigeni, dalle orribili inchiavabili africane elette Miss Helsinky fino agli anarchici che si rallegrano per i doni che fanno a pezzi i controllori, dal diritto alla casa fino alla "terra è di tutti", dall'islam religione di pace al fatto che essi paghino le pensioni agli italiani, è una propaganda di assurdità, menzogne, falsi in ogni angolo, ad ogni momento.
      Quindi qui io reagisco come posso e ogni colpo di martello, a ogni suadente menzogna è necessario replicare.
      Il primo crimine di questo piano folle è la distruzione sistematica della logica, del senso comune, di scienza e conoscenza in questo orribile, brutale oscurantismo.

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    3. Non replico al tuo commento perchè ho rispetto per quello che scrivi: d'accordo o meno sul contenuto. Detto ciò, ho semplicemente espresso una opinione sui post che alterni tra la passione per il tango e simili; e i post sulle cose politiche...tutto quì! Tuttavia i commenti in materia di politica da parte mia, non vogliono essere di mancanza di rispetto alle tue convinzioni, ci mancherebbe !!!
      Non tollero viceversa quelli che chiamo professionisti del web nello scassare i coglioni al prossimo con le loro filippiche, masturbazioni craniche e quant'altro.

      Comunque grazie per l'ospitalità...e buona vita.

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    4. Mi tocca ripetere per la centomillesima volta che la parola "rispetto" significa "una cosa importante che deve essere ricontrollata, riguardata" e non significa "chiunque e qualsiasi cosa ha ugual valore", l'esatto contrario.

      I danni degli anni '70 sono incalcolabili.

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    5. Io mi preoccupo, perchè più passa il tempo, più trovo sensati i discorsi di Lorenzo.

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.