venerdì 19 maggio 2017

Parte della vita

Che bello aver pene d'amore!
Eh, spapuz?!
Significa che hai una storia che ti appassiona. Arrivano i dolori ma anche le gioie.
No, le pene sono brutte, bruttissime.
Ho il bipede in stato catatonico, ci sono problemi con UnaBipede. Il mio prodotto si è abbottonato, non mi racconta nulla (ritengo sia giusto così, so che si è confidato con _zzzino :).
Gli ho detto che come uomo rispetto e comprendo il suo silenzio.
Anche che ho un piccolo male, come papà, come genitore, nel non poterlo aiutare, l'impotenza è sempre dolorosa. A volte più altre meno. Ma che la filosofia mi aiuta: il pendolo va da una parte poi dall'altra.
Dopo cena si è messo a spippolare, come sempre. Lo prendo in giro e lo chiamo Spipolator ed egli si irrita, s'incazza.
Stare continuamente a rimestare con la (ex?) moros(ett)a non ti fa bene, ti tiene sempre in quelle pastoie. Noi maschi abbiamo bisogno di staccare, di stare nella caverna. C'è una leggenda dei pellerossa...
Ma io non sono come te, non ci sono regole, siamo tutti diversi! ha sbottato.
L'adolescenza porta seco l'irruenza, la hybris che Io cambierò il mondo e quella è roba vecchia che per me non vale.
Ho sorriso: anche questo è parte della vita.

62 commenti:

  1. Pubblicato da furbofono, scusate per la (orribile) formattazione (è tutto blogger che fa).

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  2. Come gia detto tu più che padre se una specie di coetaneo. Che poi è uno dei mali evidenti dell'oggi.

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    1. Hai in parte ragione.
      Io preferisco osservare che non sono (solo o spesso) arcigno come i padri di una volta.

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    2. Sei mica il solo babbo che conosco che non riveste nessuna funzione se non di mera logistica.

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    3. Che poi, nello specifico degli eventi che ci hai narrato, hai avuto due profili, quello meramente tecnico dello strumento contraccettivo e delle statistiche, dello strumento che rimedia al guasto dell'altro strumento, con altre statistiche, eccetera e quello da romanzo rosa, il "romanticismo" e le "pene d'amore", il figlio che dice e non dice, te che ti struggi per lui/loro e bla bla.

      Boh, se fosse solo sul tuo lato, strano per me ma innocuo, irrilevante. Il guaio è che tu dovresti essere una "figura di riferimento" e abbiamo una idea un po' differente, credo, di cosa significhi.

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    4. La figura di riferimento deve fare i conti con le condizioni in cui si trova a vivere, operare ed educare.
      Il riferimento si fa con i gesti, gli atti e la condotta quoditiana, anche se non soprattutto.
      In quanto ad essere respons-abile non devo prendere patenti, è solo la vita che le dà.
      Tu non hai figli e quindi non puoi avere e una sfera personale di genitore (sentimenti compresi) e neppure la possibilità di esercitarla con una certa frequenza e impegno.
      Insomma, prima di andare a fare le pulci al fornaio, bisognerebbe provare a fare il pane almeno un paio di volte alla settimana e per un certo tempo.

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    5. Io non ho bisogno di frugarti la pelliccia per trovare le tue pulci, sei tu che me le esibisci qui. Quando esibisci le tue pulci, io le conto e ti dico quanto fa. Nota che se ti dico che la ruota è sgonfia non sto dicendo che è "male" o "bene", che sei creatura di Satana o benedetto dal Signore. Sto descrivendo l'evidenza.

      Se tu non avessi la tendenza ad incartare i fatti con certe spiegazioni/motivazioni/giustificazioni sarebbe tutto più neutro. Quante volte di ho detto che se assumi posizioni "assolute" poi devi anche avere coerenza "assoluta"? Pena la conseguenza di risultare, come dire, poco serio. Tu mi rispondi che per te essere incoerente è inevitabile, parte del vivere. Quindi mi dici che per te essere poco serio è inevitabile. A me non fa piacere, quindi non deve piacere nemmeno a te, per via del feedback. Mi sembra equo e solidale.

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  3. Comunque se inquadra come ti sei ridotto te.. a pene d'amor truccate da maschio alfa, spippolerà sempre di più...

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    1. Non ho capito.
      Io come mi sono ridotto?
      Pene d'amore truccate da maschio alfa?

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  4. Ma ...
    quale leggenda dei pellerossa ?

    ===

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    1. La tradizione orale in molte nazioni pellerosse prevede che le madri educhino le figlie a non seguire il futuro marito quando egli si ritirerà per risolvere problemi in uno spazio introspettivo.
      L'allegoria è espressa come "se ti avvicinerai arriverà un drago che ti incenerirà".
      Citata da John Gray, Gli uomini vengono da marte, le donne da venere.

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  6. Uomo non possiamo applicare i nostri ragionamenti agli adolescenti. Forse a loro va bene cosí: litigare e poi spippolare al telefono. Facciamocene una ragione. 😊

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    1. Del resto, noi pure stiamo spippolando. E, temo, non siamo neppure più adolescenti!!! :)

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    2. Io non spippolo che in periodi limitati e circostanziati. Sono fieramente a-social.

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    3. Io non spippolo.
      La faccenda del "social" è una balla, una mistificazione, ne ho scritto sul mio blog. Per riassumere la questione, "social" in realtà significa "un versione per ritardati di Internet, da fruire con dispositivi semplificati che non richiedono alcuna competenza tecnica".

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    4. Scusate se insisto, ma leggere e commentare queste pagine è spippolamento a tutti gli effetti (ai miei tempi si definiva più genericamente cazzeggiamento lo sprecare il proprio tempo in attività tutto sommato futili). Non che ci sia qualcosa di male, è un passatempo innocuo, ma prendiamone atto.

      P.S. Se non altro, noi ci esprimiamo in buon italiano, con frasi di senso compiuto, e non sempre si può dire lo stesso di quel che si legge in giro (con la scusa della fretta troppi uccidono la sintassi, la grammatica e pure l'ortografia).

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    5. No. la differenza è che tu non puoi spippolare senza l'opportuno gadget elettronico, che non decidi tu come è fatto e senza i servizi "social" che ancora non decidi tu come sono fatti. Lo spippolamento è un obbligo per molti, senza spippolare cessi di esistere nella "comunità" o più precisamente cessa di esistere il tuo/i tuoi alter ego.

      Uno dei mantra di questi giorni è che Internet è una cosa brutta perché raccoglie e amplifica espressioni deteriori.

      E' il solito meccanismo ridicolo per cui prima si crea un problema ad arte e poi ci si propone come la soluzione. Le merdacce che escono dalle facoltà universitarie e che vanno ad occupare i "ruoli manageriali" oiù i soliti noti lavorano incessantemente per lavare il cervello alla gente, mutilando e storpiando e poi si scandalizzano (a chiacchiere perché in realtà ci campano) dei risultati.

      Che poi è storia vecchia. Alla plebe pane e giochi. Ma la plebe deve esistere, altrimenti non c'è aristocrazia.

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    6. Deficienti lobotomizzati con la mente ottusa dal loro oppio.
      Se non fosse per la catastrofe che stanno realizzando mi farebbero persino pena.

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    7. Come in molte altre cose, credo che tutto sommato sia una questione di proporzioni, di misura. Spippolare non è di per sé Il Male, farsene travolgere sì. E farsi travolgere è tipico di chi non ha strumenti per essere consapevole di sè, e la giovinezza è una condizione che espone assai all'inconsapevolezza di sè, pur non essendo né condizione necessaria, né condizione sufficiente.

      Ora Lorenzo dovrebbe (giustamente) ricordare che esistono gli eterni adolescenti... il che parrebbe spiegare come sia possibile vedere in giro quarantenni che vivono il furbofono come un organo vitale del proprio organismo. E' un'ossessione!

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    8. No, Lorenzo non vede una ossessione ma vede una dipendenza, che a sua volta viene dal bisogno di "esistere" rispetto ad una comunità. L'uso del furbofono è come l'uso del ciclostile negli anni '70, è necessario perché se non lo usi sei un reietto, un drop out, non fai parte del gruppo.

      Gli adolescenti sono massimamente dipendenti dalla approvazione dei loro pari, del loro gruppo.

      Siccome ormai nessuno diventa veramente adulto, l'adolescenza tende ad essere eterna, quello che succede è che il gruppo degli amichetti si dilata ad includere colleghi di lavoro, le mamme dell'asilo, quelli del corso di zumba, eccetera, più i "quasi anonimi" del "social" in senso lato, che poi è gente che vorrebbe solo incontrarsi per trombare, perché alla fine è tutto li.

      Ora, io pensavo di essere un eterno adolescente perché mi vesto come quando avevo 20 anni e faccio le cose che facevo allora, con un po' più di consapevolezza e meno prestanza.

      Adesso però penso di essere stato un adolescente atipico fino da allora, perché nel far parte di un "gruppo" non ci ho mai visto un bisogno, sopratutto ho tollerato solo gruppi che non mi chiedevano di uniformarmi (tranne la naja ma li non avevo scelta).

      Infine vorrei dire che, avendo esperienza di aggeggi connessi che risale ai primi anni '90, concludo che la "presenza" delle persone "online" è finzione oppure, nel migliore dei casi, deformata. Questo ha come conseguenza che le "frequentazioni" di questo genere vanno prese con leggerezza, sapendo che conoscersi di persona cambia completamente le cose. Sopratutto se si vuole approfondire la conoscenza.

      Qui interviene un altra tematica collegata, il fatto che nessuno approfondisce più nulla, è tutto a livello estremamente superficiale, istantaneo, stereotipato. Azione-reazione.

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    9. Aggiungo uno dei miei argomenti ricorrenti, la Scuola.

      A parte l'ovvia necessità di dare lavoro ai disoccupati facendogli fare gli insegnanti, l'altro scopo della Scuola è operare il lavaggio del cervello secondo le teorie di Gramsci, che poi sono una variante del filone novecentesco per cui se dici una cosa un numero sufficiente di volte, questa diventa "la verità".

      Cosa ne consegue?
      Primo, gli insegnanti sono come la media della popolazione o sotto la media (chi non sa fare niente, insegna). Quindi non potrebbero fare della "majeutica" e portare i ragazzi ad essere meno vuoti nemmeno volendo.

      Secondo, se un insegnante si provasse ad "educare" i ragazzi in maniera contraria alla propaganda catto-mondial-comunista, di cui gli aspetti "social" sono una derivata, sarebbe prima ripreso e poi eliminato. Perché non contribuirebbe al lavoro di costruzione del "senso comune" di cui sopra alla voce "Gramsci".

      E quindi nelle Scuole pericolanti trovi la "lavagna elettronica" e gli insegnanti contattano le famiglie via "uozap". Ma nessuno sa o prova a fornire ai ragazzi e quindi alla popolazione la consapevolezza, la padronanza degli strumenti e delle idee.

      Si deve marciare inquadrati. Fa ridere a pensarci, che la gente pensa di essere "libera", i famosi "valori" della Europa eccetera. Invece siamo dentro 1984.

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    10. I "partigiani" che combattono il "fascismo" della "rete" sono uno spettacolo del circo, cosi come le musichette balcaniche e le coreografie della marcia del 20 maggio a Milano.

      Esempio di rincoglionimento indotto: che bella la Milano senza muri, l'Europa senza muri e come ha detto il sindaco pakistano di Londra, fa parte dell'abitare una metropoli il rischio di essere fatto a pezzi da un fanatico islamico e vedere i soldati per le strade.

      Per essere "liberi" viviamo nel terrore.
      Per essere "fratelli" di tutti e "accoglienti", incontriamo qualcuno ed evitiamo di guardarlo negli occhi, sia mai che questo si faccia saltare per aria mentre ci incrocia.

      La gente, condizionata alla demenza, non si accorge nemmeno dei paradossi, sono "normali".

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    11. La realtà della scuola ai vertici è come la descrivi. La realtà della scuola alla base è molto più variegata, anche se il perfezionamento delle strutture di coercizione da applicare al personale stanno rapidamente peggiorando la situazione, portando il marciume uniforme dei piani superiori a intaccare in modo sempre più uniforme anche la base.

      Personalmente mi ritengo ancora (anche se non so per quanto ancora) abbastanza estraneo alla realtà che descrivi, e che pure osservo in alcune sue manifestazioni (che non considero deprecabili e alle quali tento di non adeguarmi). Per la cronaca: non sono pochi coloro che mi considerano strano, ed accade fin da quand'ero bambino. Me ne son sempre fatta una ragione, perché per me non è un problema ma un motivo di vanto.

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    12. Mi accorgo d'aver scritto "che non considero deprecabili e alle quali tento di non adeguarmi", laddove sarebbe dovuto essere "che considero deprecabili e alle quali tento di non adeguarmi".

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    13. L'altro giorno mia nipote che fa la terza elementare, che mi spaventa perché non sa risolvere il problema "la mamma deve fare 12 pizze, se ne fa 5 col pomodoro, quante ne deve fare con le acciughe?", mi fa "zio, te che hai fatto il soldato... di sicuro sai cosa sono i campi di concentramento".

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    14. A proposito della "base".
      Ovunque vado, qualsiasi cosa faccio, è sempre colpa dei "vertici", dove si concentra il "male assoluto" e mai della "base", dove sono tutti capaci, volenterosi, indignati, piani di principi, eccetera.

      Quando la meccanica della cosa mi dice che di solito i "vertici" sono i meno scemi che sono saliti dalla "base". A parte il Ministro della istruzione attuale che non ha manco un diploma, è solo una sindacalista. Di solito per arrivare a coprire un incarico "dirigenziale" bisogna avere fatto la trafila dalle elementari a salire, per essere primario bisogna essere medico, ecc.

      Piuttosto, negli annali non si ricorda un qualsiasi sciopero in nome della !qualità dello insegnamento" ne si ricorda che un partito politico abbia proposto di selezionare meglio insegnanti (o altra categoria qualsiasi di dipendenti pubblici, inclusi per es. i dipendenti RAI).

      Non conosco nemmeno qualcuno che personalmente abbia detto "basta, questo modo di lavorare è da cialtroni, mi dimetto e andate a fare in culo".

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    15. Lorenzo: "Non conosco nemmeno qualcuno che personalmente abbia detto 'basta, questo modo di lavorare è da cialtroni, mi dimetto e andate a fare in culo'."

      Dammi tempo una manciata d'anni e ne vedrai uno. Ovviamente ciò ha un prezzo, e bisogna vedere se gli stronzi al vertice mi lasceranno tenere le sostanze (leggi "i soldi") che sto incamerando per poter attuare il progetto. Sai, quelli quando decidono che "quel che è mio è mio e quel che è tuo è pure mio" non ci mettono né uno né due a rapinarti per l'ennesima volta.

      Postilla. Come ben sai non perdo occasione di riassumere le figure dirigenziali con un sintetico "ottime capacità, pessime intenzioni". Non cretini, delinquenti. Ogni volta che sali un gradino trovi un po' meno cretini e un po' più delinquenti. In "basso", invece, ci trovi letteralmente di tutto in proporzioni variabili, dal santo con l'aureola al pervertito sadomasochista e pure un po' antropofago.

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    16. ...e, ovviamente, dall'imbecille al genio come dal genio all'imbecille.

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    17. 'scolta...
      Il delinquente tende per sua natura a fare il venditore o il politico, ovvero professioni incentrate sulla capacità e prassi di turlupinare il prossimo.

      I delinquenti o aborriscono le ideologie della "equalizzazione" oppure ne diventano i cinici profeti. Il delinquente non può stare nel mezzo.

      Invece il cretinetti delle altre due categorie, ovvero l'idiota assistito e l'eterno bambino, è come il corallo, è insieme il costruttore e il costruito del guscio in cui trascorre l'intera esistenza, lui e tutta la sua genia.

      Certo ci sono eccezioni, cosi come nascono vitelli con tue teste. Ma la scuola è come la barriera corallina e gli insegnanti sono come i piccoli polipi antozoi.

      Dice ma attorno/sopra ci sono gli squali, le murene, le cernie. Si ci sono. Ma come si fa a non vedere che la barriera corallina ospita forme di vita eterogenee solo per incidente, il suo unico scopo diretto è ancorare generazioni di antozoi una sopra l'altra, che non fanno altro che stare ancorati al proprio posto e filtrare l'acqua che passa.

      La variabilità degli antozoi esiste ma è minima, perché se avessero attributi troppo diversi non potrebbero stare li nel loro guscio di calcare. Sarebbero squali, murene, cernie.

      Qual'è l'interesse dello antozoo? Che rimanga tutto cosi. Qual'è la paura dell'antozoo? Che cambi qualcosa, di trovarsi a nuotare in acque libere.

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  7. l'unica soluzione è che si lascino. quello che è successo mesi fa, che tu hai fin troppo minimizzato, sta (credo) venendo su alla grande. solo che con una vita nuova potranno uscire dal dolore (più lei di tuo figlio, ovviamente)

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    1. Anch'io credo che tu abbia minimizzato, quella vicenda non può essere banalmente dimenticata.

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    2. Qui partiamo dal presupposto che UCoso e UCosino siano due bravissime persone, sempre e comunque. Potrebbe anche non essere vero.

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    3. Più che altro mi stupisco della ragazza. Ma evidentemente anche a quell'età contano i rapporti di forza. I miei genitori dopo una vicenda del genere avrebbero obbligato mia sorella a chiudere il fidanzamento o quel che e....

      Qui invece....

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    4. Condivido il pensiero di Francesco.

      Le contorsioni moralistiche di Lorenzo.
      Spassose.
      ''Qui partiamo ...'' e non ha capito un cazzo del senso delle parole di Francesco.
      D'altronde, per intendersi tra esseri umani, è necessaria una MINIMA quota di empatia.

      :)

      ===

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    5. No, l'empatia ce l'hanno anche le bestie.
      Per intendersi tra esseri umani ci vuole una quota minima di cultura, che presuppone intelligenza e tutto quello che sta sopra. Prova ne sia il fatto che qui esistiamo sotto forma di byte che girano cavi e onde radio.

      Nel caso in oggetto, potrei fare il solito pippone etimologico sulle parole che usi a sproposito ma se sei semianlfabeta sono problemi tuoi. Invece chiarisco un fatto che è evidentemente banale: la vita ci mette davanti di continuo delle scelte, di solito si tratta da una facile ma sbagliata e una difficile ma giusta. Suggerisco che le due U non facciano sempre e comunque la scelta giusta, particolarmente quando si tratta di certe tematiche e per una certa tendenza alla auto-assoluzione.

      Sulla faccenda specifica ho commentato allora.

      Invece a Francesco dico che nella situazione presente nessuno è responsabile di alcunché, ovvero nessuno risponde delle sue azioni. UCoso per esempio allora ci presentò l'evento come un mero incidente meccanico, che si risolveva con una procedura altrettanto meccanica. Privo di anima il prima e privo di anima il dopo. Quindi se ne prende semplicemente atto. Io una volta presi un cinque in fisica e a casa si scatenò l'apocalisse, se avessi avuto lo "incidente meccanico" di cui sopra probabilmente sarei finito mozzo su un mercantile liberiano. Altri babbi dell'Antico Testamento, questi sono i babbi di Peppa Pig.

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    6. Io cheho qualche informazioni in più di voi... non so quasi nulla di quanto stia o non stia succedento ad UnBipede.
      Ieri sera mi ha detto che con UnaBipede va meglio.
      Certe affermazioni trancianti direi che lasciano il tempo che trovano.

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    7. Non lasciano il tempo che trovano, invece è che sono fatti vostri, comunque. Un po' diverso.

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    8. Sull'empatia delle bestie non mi pronuncio, anche se tendo io pure a pensare che in qualche misura e ogni specie a suo modo sia effettivamente presente. Quel che invece mi preme sottolineare è che siamo bestie. Non rinneghiamo la nostra natura, perché accettarla serenamente è il primo passo per amministrarne con il minor danno possibile le ricadute.

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    9. Gli animali sono adoperati per aiutare gli infermi, non a caso.

      Il nocciolo della questione è il "sentire" che è una funzione immediata, automatica, che non richiede la RAGIONE.

      La frase "siamo bestie" non significa niente, vale come dire "siamo stelle" perché siamo composti dagli stessi atomi delle stelle.

      Abbiamo abbandonato il vivere come bestie da tantissimo tempo, tanto che passiamo tutta la vita imparando e applicando la "cultura", ovvero l'insieme di competenze e convenzioni tramite le quali occupiamo un posto nel consesso umano.

      Se invece la tua frase va letta al contrario, come va di moda oggi, cioè "le bestie sono persone", è altrettanto falso, non solo perché ci sono classi di bestie che sono un prodotto tecnologico e non esistono "in natura" ma anche perché le bestie non hanno "cultura", ognuna nasce e ricomincia da zero.

      Piccola nota di colore, leggevo non so dove che un cane mediamente ha una memoria di 5 minuti.

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    10. Lorenzo, essere persone è un sottoinsieme dell'essere bestie. Ovvia che siamo un tipo di bestia particolare: un umano è diverso da un cane in modo non dissimile da come un delfino è diverso da un tonno. Anche stilare classifiche è futile, perché per stilare una classifica occorre prima decidere in base a quali criteri avviene la valutazione del "merito". Ad esempio, è più "elevato" un ingegnere umano che calcola la portata di un trave o una tartaruga che è in grado di sopportare un intero inverno ibernata in un ambiente così asfittico, umido e glaciale da uccidere qualunque umano in meno di tre minuti?

      Considera anche che l'ingegnere non potrebbe materialmente realizzare il suo trave senza consistenti apporti esterni, laddove la tartaruga fa tutto da sé.

      Altro esempio. Gli umani impiegano gli antibiotici per salvaguardarsi dalle infezioni; una cornacchia può impunemente cibarsi di una carcassa semiputrefatta senza battere ciglio.

      Anche in questo caso, per avere gli antibiotici occorre un'infrastruttura di tutto rispetto, laddove la cornacchia ha giusto bisogno del suo becco.

      Comunque il tuo punto era leggermente diverso. Dici: "Abbiamo abbandonato il vivere come bestie da tantissimo tempo, tanto che [ecc.]". Io invece direi che continuiamo a vivere da bestie secondo la conformazione tipica della nostra specie. La tanto esaltata "cultura" è senz'altro un tratto caratteristico (non oserei "esclusivo") della nostra specie. Un'altra caratteristica, che penso accomuni tutte le specie (ma questa è un'illazione), è quella di credersi in vetta alla Classifica Ufficiale della Miglior Specie dell'Universo. Ah, potessi leggere nella mente di quel cane! Chissà quante sorprese ci troverei...

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    11. Ecco, essere persone è un sottoinsieme di essere atomi che a sua volta è un sottoinsieme di essere protoni, neutroni, elettroni, quark e quirk.

      Il modo in cui siamo "dissimili" non è affatto quello di un delfino e un tonno (il primo non è un pesce, il secondo si). Il modo in cui siamo dissimili NON E' MATERIALE, FISICO, consiste nel fatto che una parte di noi esiste e persiste anche se noi non ci siamo, nella parola scritta, nelle pitture rupestri, nei templi, nelle memorie che si tramandano per generazioni.

      Io sono andato a scuola per decenni, ci sono andato perché per vivere non apro la bocca e ingoio un pesce, devo sapere cosa è e risolvere un integrale multiplo, devo sapere tre lingue, devo sapere cosa è una rappresentazione assonometrica isometrica, devo sapere che zinco e rame in soluzione acida costituiscono una batteria, devo sapere che variando un campo magnetico si induce una corrente elettrica e un sacco di altre cose, alcune inutili.

      Gli anni 70 erano 50 anni fa. Ripetere queste stronzate che erano "new age" allora, adesso è solo una cosa triste, non solo perché priva di senso ma per la inconsapevolezza del "vintage".

      La "conformazione" della nostra specie non è cambiata affatto perché non ne ha avuto il tempo. Se non andassimo a scuola per trent'anni e scomparisse la "civiltà", ci ridurremmo a vivere più o meno come gli scimpanzé, perché non credo ci sia qualcuno in questo blog che è capace di mettere insieme anche solo gli strumenti del neolitico.

      Noi NON VIVIAMO AFFATTO come "specie", viviamo come esseri la cui parte biologica è del tutto subordinata e dipendente dalla tecnologia. Se non ci fosse tutta la tecnologia che uso, io non potrei vivere qui perché sarebbe una regione INABITABILE, troppo fredda d'inverno, non ci cresce niente di commestibile per metà dell'anno.

      Scusa se rido al tuo pippone da testimone di Geova tipo "credersi in vetta alla classifica della miglior specie dell'universo". Lo leggo sul mio monitor 28 pollici LED collegato a un numero incalcolabile di dispositivi, in cui magari alla fine c'è una diga di cemento armato in cima ad una montagna e un capannone pieno di server in Islanda.

      Ma sveglia, in nome di Odino!

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    12. Comunque oggi che un altro depresso emarginato dalla ingiustizia sociale ha fatto scomparire nel nulla decine di persone, eviterei gli argomenti da Topolino.

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    13. Gli islamisti che hanno donato un segno di ringraziamento a coloro che li hanno "accolti" nel RU sicuramente, come tutti i moralisti fanatici religiosi (monoteisti) usano "bestia" con coloro che non si adeguano ai loro divieti e precetti.

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    14. Eventi come quello dello stronzo depresso emarginato sono all'ordine del giorno, solo che non tutti gli eventi di quel tipo ci vengono raccontati. Anche quella della menzogna (e l'omissione, a certi livelli, è una forma di menzogna) è una caratteristica della nostra specie. Non solo della nostra, però, non crediamoci così unici, che non lo siamo.

      Aggiungo, e so che la pensi come me: visto che il depresso non è originario del RU e che se lì si trovava era per decisione deliberata di persone "altolocate" con nome e cognome, chi ha preso le decisioni che hanno portato alla sua presenza nel RU quanta parte di responsabilità hanno? Che provvedimenti si intende prendere nei confronti di costoro? Facile: nessuno. Anche questa è una caratteristica della nostra specie (e non solo della nostra): il più forte fa quel che gli pare e le regole valgono solo per i sottoposti.

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    15. Il disegno di una società a scoppio è evidente.
      Con la degerazione che i marxisti sono complici, militanti e zelo (direi utili idioti) in ciò che essi chiamano sfruttamento delle classi subalterne.

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  8. Chissà se veramente si desiderano ancora, quei ragazzi...

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    1. Chissà se lo sanno loro stessi, di desiderarsi o meno.
      A quell'età, l'ormone è talmente potente che il Desiderio prende la forma di un totem onnipotente e minaccioso, talvolta imperscrutabile dagli stessi soggetti che lo portano in sé, e faticano a comprendere quanto esso sia proiezione della loro fisiologia.

      Chissà.

      ===

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    2. Sicuramente un fatto di quel genere avrebbe distrutto quasi ogni coppia....se i due ragazzi si frequentano ancora (suppongo non forzati da chicchessia) forse vuol dire che il legame c'è.
      Certo....a quell'età parlare di amore maturo e consapevole ecc. credo sia troppo. Forse non gli è ancora passata del tutto la fase ormonale,ecco.

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    3. Io non credo che abbiano molta consapevolezza di quanto è accaduto.

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    4. Il confine tra ormoni, affetto, novità, piacere per la scoperta dell'eros in sé, etc. non esiste.
      Sospetto che UnBipede abbia, non poco, un mio difetto di quando ero adolescente/giovane, ovvero di eccesso di romanticismo / idealizzazione della partner / modello di eros "ideale" mai esistito.

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    5. Come scrissi, Sara, mio figlio non capiva come mai io fossi così incupito, così attanagliato (per loro due), in quel periodo.

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    6. Ripeto, UCoso, tuo figlio non capiva e tu eri "attanagliato". Se fossi stato io e mio padre, sarebbe stata la Fine del Mondo. A parte che se hai l'età per fare zin zin hai anche l'età per capire quello che devi capire, a meno che tu sia tonto.

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    7. Ubi minchia, ibi ius...

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    8. Balle sara. Tutta la faccenda del non capire niente perché travolti dalla passione è solo letteratura. E' più o meno come la balla che i ladri rubano per fame.

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    9. Veramente ho espresso un concetto diverso!

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    10. Sara, tu puoi esprimere tutti i concetti che vuoi, bisogna vedere se si applicano al caso in oggetto.

      La narrazione che UCoso fa delle sue cose e di quelle di suo figlio per me non solo è palesemente incoerente, passando dallo "pseudo-scientismo" tipico degli "pseudo-ecologisti" anni '70 (di cui la polemica sui vaccini è solo l'eco ennesima) al neo-romanticismo decadente e un po' dannunziano delle "pene d'amore".

      Io non so perché UCoso ci racconta queste storie e perché lo fa in questi termini. Fatto sta che sono tutte balle.

      E' una balla che le cose "capitano" ed è una balla tutta la faccenda della "follia passionale".

      La realtà è banale, come quella del topo in gabbia, se ci fosse una punizione per ogni sbaglio, ci sarebbero meno sbagli, quasi zero. Se invece non c'è punizione, non importa quanto sia "grave" lo sbaglio, c'è il massimo possibile di sbagli, perché non esiste nemmeno il concetto di "giusto" e "sbagliato", esiste solo il concetto di "cose che succedono" e che possono essere tranquillamente folli, demenziali, perfino autolesionistiche.

      Poi, io capisco che oltre a non avere le idee chiare sul "giusto" e "sbagliato" e sul concetto di "sbaglio - punizione", certi babbi contemporanei non possono dire "fintanto che vivi in casa mia fai come dico io" perché nella famiglia allargata il confine della "casa" è labile come debole la forza dei legami.

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    11. Voglio essere chiaro: gli adolescenti sono scemi da sempre. Solo che una volta quando facevano una scemenza da cui non sapevano uscire con le loro forze, MORIVANO e stop.

      La storia di Giulietta e Romeo è una TRAGEDIA, non un favoletta.

      Le tragedie servivano a ficcare nelle teste della gente il "timore di Dio", ovvero l'idea profonda che ci sono conseguenze, potenzialmente letali, per ogni SCELTA, per ogni AZIONE.

      Adesso viviamo in un mondo dove davanti ad un cadavere le persone pensano solo a farsi un "selfie".

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