lunedì 23 marzo 2015

Le farfalle non mangiano panna cotta

Prima di uscire, ha calzato delle décolleté in vernice rossa, altissime, penso tacco 12. Osservavo i suoi piedi fini in quelle strutture scarparie e il contrasto che ne derivava.
Quando vai in un posto nuovo, e ieri era così alla Maquina Tanguera a Rimini, un luogo che ha fame di livello alto, di (bella) gente esigente, che "se la tira", un posto un po' ostico a seconda di alcuni, è bene entrare con garbo nell'organismo danzante, a guardare, ad osservare, a prendere contatto visivo, con gli occhi specchi dell'anima, con esso.
Mi aveva volto lo sguardo. Il gioco degli sguardi (mirada) è uno degli aspetti forse più negletti ma anche affascinanti in milonga, soccombe sempre più spesso ma... non tutti se lo perdono.
L'avevo vista alta e fine, elegante: uno sguardo e via, con un tango vals che amo partire con le sue rotondità, i suoi spazi.
Cosa combini di bello nella vita?
Io l'ho guardata un  po' stranito: dai abbracciamoci, ora, è il tempo per parlare senza parlare.
Attenzione per i corpi, per i profumi - indossava un ottimo profumo - per i batticuori, la postura, le mani, il respiro, il batticuore.
Poi è andata via al termine della tanda, con la sua erre che _isa diceva romagnola. Anche il numero di tanda è... un atto di intimità, di fiducia. A volte esci da quegli abbracci, riprendi gli spazi, il respiro: solo una. Io ora sorrido, ci sarà tempo per altre, dopo, se così deve essere. E infatti.
La vedevo, là, un po' da sola, a volte con la lucina azzurra di smanettamenti sul furbofono.
La mia impressione? La mia intuizione, che io trascuro e che non merito l'affetto e la perseveranza di essa per me?
La mia intuizione è che fosse una giovane donna di famiglia abbiente, arrivata al tango, un po' isolata dal suo censo e dalla sua riservatezza. Una donna con...
Così magra che diventa difficile stimarne l'età
Il ritratto fisico si è compiuto con le tanda successive.
E mi sono via via impressionato, anche solo a sentire quanto esile fosse il torso che non riuscivo pure ad abbracciarla che il mio braccio, a confronto, poteva girarle attorno a spira. Sentivo le sue scapole piccole emergere, muoversi nella dissociazione. Sei leggera come 'na farfalla! le ho detto. Sorrideva.
E con le mie braccia i miei desideri tre minuti, di farla sentire ben voluta, circondata, protetta. Sai, quando il corpo prende il sopravvento sulla mente, sono molte le emozioni e i moti che emergono. Un senso di fragilità e anche di... di sofferenza, là sotto, in fondo.
Nella ressa che si era formata perché c'era la panna cotta di Tiziana (o qualcosa del genere) ella lontana. La farfalla lontana dalla panna cotta. Osservi e metti lì. Un caso?
Una farfalla, con il suo profumo, la erre elitaria, le décolleté rosse, finita in una milonga "de la tarde".
Forse per una pausa nella sua lotta per la vita (la mia intuizione è che forse non era anoressica ma certamente con un rapporto complicato col cibo, ziobono, ch'era così magra, esile).
Le farfalle non mangiano panna cotta e le décolleté sembrano sempre un po' grandi.



49 commenti:

  1. a me sembrava perfetta per qualunque cosa. tu però sei andato via senza avere il suo numero di telefono o altro, immagino.....

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    1. Oh, sì, Francesco, no numero di telefono.
      Non uso la tua parola - squinternata - perché in questo caso non è appropriata.
      Per quanto interessante, Francesco, la tipa è(ra) problematica.
      Io non ho forza, generosità e altruismo per dedicarmi a persone così problematiche che anche se tutti abbiamo i nostri casini, alcuni ne hanno parecchio più degli altri.

      Poi, ripeto, mia intuizione, mi potrò sbagliare... ma la tipa se non anoressica era non molto lontano da... diciamo un marcato problema metabolico (forse solo ipertiroidea? ma allora perché no panna cotta? quando la tiroide lavora troppo c'è un aumento dell'appetito).
      Insomma, anche questa (apparente ?) fragilità così estrema diventa interessante e non ho parlato di un'altra dozzina di tanghere con cui ho interagito (ballato e/o parlato).

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    2. dovevi scopartela, mica sposarla

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    3. _isa procava molte emozioni ma non quelle di sesso, porcaggine.
      A me ha colpito per la sua estrema esilità. Se avesse avuto 15kg in più sarebbe stata una (bela) donna.

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    4. Forse sono strano ma per me la donna è "bella" quando arrivi sul rifugio ed è tutta impiastrata di sudore. In fatica veritas. Altro che milonga.

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    5. Le donne nella fatica sono meravigliose.
      Una delle cose che amavo di A-Woman era proprio la sua energica vitalità, la sua tenacia, il suo essere sportiva.
      Dovrei raccontare di sabato, alla spacchettamento dell'ordine (sempre più grande) dei gas.

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    6. Lorenzo, sei strano, te lo confermo.

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    7. Be ma lo diceva anche Giovanotti che se guardi la donna quando è camuffata poi la mattina dopo è un'altra roba.

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    8. bisogna avere occhio e immaginare anzi capire come trovi il giorno dopo una conosciuta la sera

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    9. Lorenzo mica e' la regola!

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    10. Cosa ha detto di strano, Lorenzo?
      Nelle situazioni impegnative emerge l'essenza delle persone.
      Porti in là il livello di fatica, impegno fisico, emotività e l'essenza delle persone esce, finzioni, trucchi, sofisticazioni si sciolgono e lasciano apparire ciò che un* è.

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    11. credo che Sara alludesse al risveglio del mattino e basta....cioè ti svegli e trovi uno scorfano....

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    12. Ma uno deve essere "embriaco" la sera prima!

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  2. "un senso di .. sofferenza, là sotto"
    Se potesse leggerti, farfalla, te lo porterebbe con le décolleté, il suo numero, fino su a casa.

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    1. Pensa un po'...
      Mi porta il suo numero. Allora, dopo averla osservata, dopo aver annusato le tracce del suo profumo, la inviterei al preludio.
      C'è un posto qui vicino, dove si mangia meravigliosamente. I miei amici allevano mora romagnola allo stato semibrado, poi, con le ortiche raccolte a primavera, preparano delle tagliatelle al ragù di mora che sono caravaggesche.
      No, grazie. Non mangio mai a stomaco vuoto.

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    2. Può essere che abbia anche... quel problema.
      Ahahah

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    3. Allora avra'un bel culo vegano.

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    4. A me piace la vita fine (v,. alcune pagine in feticci e fin qui ci siamo) ma poi sopra e sotto carnoso, insomma un profilo (silhouette) a clessidra. E qui non ci siamo. Il resto era minuto, no seno, non fianchi, no glutei.
      Le vegane hanno un bel culo?
      _tra, vegana, aveva bel culo, bellissimo, bel seno e vita fine. Ah, che meraviglia!

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    5. Cosa intendi? Che il veganesimo contribuisce ai bei sederi?

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    6. se mangi poco non ingrassi......quello è sicuro ! i vegani mangiano poco, certo che sì !

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    7. Le cule (sederi di donna) magro-piccole a me_non_piacciono.
      Il piccolo dipende dal bacino, non dall'alimentazione e ci sta.
      Ma il magro-piatto dipende da movimento fisico e alimentazione.

      Insomma, _isa era filiforme e la sua cula pure.
      Difficile che un corpo così estremamente / patologicamente (?) magro posso sfoggiare non dico pelle e ossa ma quasi ovunque e poi una bella sedera a mandola, tornito, sodo e in carne.

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  3. Le altre donzelle della serata invece com'erano? Ti ha colpito solo la flaca ?

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    1. Allora, vediamo un po'.

      _isa
      Di lei ho parlato in questa pagina

      _ola
      Pesarese, diciamo un'ottina di anni più di me, fatto fuochi di artificio in una tanda di milonga., studia da 8 anni e ... si sente.
      Un po' difficile raccontare quando ci si sente un giocoso cordinato animale a quattro zampe

      _ara
      Ci eravamo visti a Bologna venerdì: è riservata, alla Bruja mi aveva salutato con un leggero ticchettio delle dita sulla spalla.
      Piace anche a _zzz ma ... ieri ha ballato solo con "i fighi" (maestri), tra noi solo saluti, scappava via quando la miravo.

      _ana
      Bazzica tra la romagna e Bologna, principiante, si era prenotata per una tanda di milonga e poi se ne è andata via prima.

      _nia
      Cesenate, è brava a ballare, in piena febbre tanghera, mi tampina un po', è gentile, mi fa un sacco di complimenti che perfino mi imbarazza.
      Alla fine era lì che mi chiedeva quando e dove ci si sarebbe visti.
      Baci abbracci e via.
      Se io devo pensare se dareprendere o meno un telefono a una mi sono già risposto.

      _xyz che non ricordo il nome:
      Ravennate, la vedo talvolta alla Milonga Sì, tiziana di capelli, non abbiamo avuto gran intesa. Alla fine di un paio di tanda è rimasta un po' male perché l'ho lasciata lì che avevo promesso a _ana una tanda di milonga.
      Poi, mentre ballava con le altre, mi guardava un po' torva.

      _ela:
      Non se di dove, forse riminese, occhi azzurri e che avevano attraversato mezzo locale fino ai miei, una bella tanda di vals.
      Poi è rimasta seduta, ha detto che era stanca. L'ho punzecchiata un po' visto che ballava bene ma ha pigreggiato.

      _zia:
      Maestra di tango pesarese. Cosa posso dire di lei?

      _zyx, pesarese, la chiamo Isabella Rossellini con i capelli brizzolati
      Un po' di chamuyo (conversazione spicciola) perché c'era una temperatura caldo umida che in confronto il caldo della jungla è un freddo secco.
      Intesa strada facendo ed è bello.
      Si conveniva del lusso dello spazio (anche in milonga) e del tempo.

      _yyy
      Aveva già messo gli stivali ma... un pezzo birbone di charlestone-swing alla fine aveva messo l'argento vivo in corpo a lei e a me. ci siamo trovati a scherzare un po'.
      Diceva che... ballare senza tacchi era una goduria.

      _via, conosce _ina la ravennate
      qualche parola alla fine, sapeva il mio nome, che _ina le aveva parlato di me.
      Mah.

      Dovrei scrivere sei pagine di roba.
      Come vedi sono stato abbastanza sul piano coreutico, la milonga per me è un luogo più artistico che sociale/seduttivo.
      E poi sono miei punti di vista sommari su queste donne. Quando balli noi uomini abbiamo mille mila cose da fare.
      Prendere tutto con le pinze.

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    1. Ho troncato completamente i rapporti. Silenzio.
      E nonostante, quando rientro a casa, a volte gira ancora per la mia testa.

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    2. Volevo proprio chiedere di _tra.
      Certo che ne gira di gnocca lì...non c'è che l'imbarazzo della scelta :))

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    3. Meta della popolazione milonghera è... "gnocca" (non di rado anche di più).
      Ma, come avrai letto, non mi son soffermato granché sull'aspetto gnoccoso (questioni estetiche).
      Ho osservato altre volte che, a differenza di altri luoghi di ballo, nel mondo tanghero ci sono molte donne "belle" (lo scrivo tra virgolette perché è soggettivo), di più che in altri ambienti.
      Poi, alla fine, anche molte "belle" mollano, ne ho viste sparire un tot.
      Perché trovano un moroso, perché non resistono all'impegno (di studio e pratica) richiesto.

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    4. La squinternatezza è ovunque, Francesco.
      Basta leggere la cronaca, osservare i comportamenti...
      Mi sembra, sempre più spesso, che ci sia un aumento dei de-menti.
      Nei luoghi di ballo entri in contatto maggiore col prossimo e lo fai col corpo che... non mente.
      Per cui c'è una percezione forse più diretta.
      Ma nei (non)luoghi pubblici, nel traffico, negli autobus, nelle code per gli acquisti, negli stadi, tu ritieni che ci sia meno svalvolatezza? meno squinternaggine?

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    5. l'arte, la cultura, la creatività è portatrice di squinternatezza

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    6. O forse nella "arte, cultura, creatività", essere squinternati è una posa.

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    7. Francesco, non sai quanto ho riso.

      Lorenzo, in effetti c'è una posa anche nell'essere squinternati.
      Diciamo che essere squinternati è molto più facile che non esserlo, che essere ordinati, con un buon piano mentale, con una buona organizzazione e autodisciplina.
      La squinternatezza va nella direzione dell'entropia personale.
      E' molto più facile atteggiarsi a squinternati che atteggiarsi a ordinati, autodisciplinati, logici.

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    8. no no, sono proprio matte. se lavori al catasto o in banca non sei matta. ma se la sera vai a ballare il latinos sei matta. insomma, bisogna conoscerla una donna per quello che fa nelle 24 ore.

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    9. "l'arte, la cultura, la creatività è portatrice di squinternatezza"

      Mi pieghi in due dalle risate. :)

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    10. Nelle osservazioni di Francesco, che sollevano l'ilarità di Clorinda e la mia, c'è la realtà.

      Man muss noch Chaos in sich haben, um einen tanzenden Stern gebären zu können.

      Bisogna avere ancora un caos dentro di sé per partorire una stella danzante.

      F. Nietzsche

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    11. certo che c'è la realtà, ne ho conosciute così tante.... irrequiete, poco pratiche, malmestose, incapaci di adattarsi.....

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    12. Era ciò che, solo in principio, detestavo e adoravo di _tra. Qui va sulla psicologia, eh!?
      Gli Zadra, in Tantra per due (se ricordo bene o era Trasgredire con amore? mah, non importa) spiegavano proprio, con grande chiarezza, i meccanismi per cui siamo attratti così fortemente da ciò che va a sollecitare le nostre ombre in ciò che è paradossale e, una volta spiegato, assolutamente logico. Ora, però, non ricordo più quel meccanismo.

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  5. O magari non le piace la panna cotta, o magari è intolelrante al lattosio, o magari non sopporta la ressa, o magari è timida, o magari è diabetica, o magari...

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    1. Si', Alahambra.
      Io mi sono affidato alla mia intuizione, nessuna certezza, come ho scritto.
      Forse le tessere sono troppo poche per avere un'immagine dal mosaico.

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  6. La descrizione di questa tanghera mi fa venire alla mente certi personaggi femminili un po' fuori dalla realta' di Pavese

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    1. Le milonga sono nel mondo e i personaggi del mondo, per quanto filtrati dalla difficoltà dei balli milongheri, sono nella milonga.
      _isa non era fuori dalla realtà, era proprio reale. Con la sua esilità e pure la sua vita e il suo aspetto che in qualche modo la testimoniava.
      Buongiorno Spirita

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    2. Per fuori dalla realta' non intendevo irreale...ma solo un po' "surreale"...come se appartenessero ad un mondo "a se", come se indossando quelle scarpette e quei vestiti diventassero dei personaggi vagamente felliniani....quetso e' quello che mi evocano certe tue descrizioni di tanghere...ma e' solo una mia impressione, ovviamente. :)

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    3. Hai osservato bene, Spirita, non dico mica di no.
      Al termine, quando ci eravamo seduti in una improbabile pizzeria d'asporto, un non luogo tra tradizione e la peggior modernità, pensavo a Fellini, al suo "mi ricordo"!
      Penso che la Romagna sia così contraddittoria, proprio per il suo virulento, esplosivo passaggio da un lento arcaico preconsumista radicato ad una frenetica liquidità consumista modernista.
      Essere diversi avviene anche in milonga che è caratterizzata, come tutti i luoghi che non sia non-luoghi, generici, da canoni abbastanza precisi.
      Comunque, ne parlavo oggi con uno dei miei maestri, la Maquina Tanguera è nota anche per la cordialità della sua gente.
      Non solo un posto tecnicamente ostico (che a me non è parso così ostico, ma una sola volta non dice nulla), che "se la tira" quindi.

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  7. Ma nell'arte del ballo, non è forse vero che il fisico quanto la dinamicità aiutano a rendere "la bellezza" e ad esaltare l'edonismo nelle posture, oltre al piacere in sè del ballo? Ed essere vegani che c'entra, anzi no, è l' ultima frontiera della ricerca dell'alimentazione...sino alla soppressione di se stessi ?

    Buona giornata UUIC

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    1. Sino alla soppressione di se stessi...
      Ahaha
      Il suicidio, in effetti, è l'atto ecologico più efficace.
      Fisico e dinamica...
      Sì, il corpo (non necessariamente bello in termini di estetica sessuale, ci sono corpo bellissimi, atletici di persone che non sono "belle") e la dinamica sono parte del piacere del ballo e della danza.
      Nel tango è il trovarsi in due, il dialogo senza parole, l'ascolto e la proposta che si alternano, lo scoprirsi, condurre e accogliere, il tornare vulnerabili nell'essere forti che contribuiscono a ciò che, talvolta, è proprio una fiaba di tre minuti, vissuta realmente con l'anima e il corpo.
      A me affascina l'intesa non verbale, l'intesa tra le anime, che talvolta avviene, si manifesta. Ha un che di tantrico, di ... direi quasi divino.
      Su piani più alti è quello che avviene quando fai l'Amore con l'amat*.
      Fare l'amore con il corpo, fare il tango con le anime.
      Uh che merviglia.
      Forse anche per questo resisto a questa cast(r)ità prolungata.

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