lunedì 6 aprile 2015

Tutto in poco

Avevo tentato, anche scherzosamente, di convincerlo ad andare al museo. Altrettanto scherzosamente aveva resistito. Poi si è girato mi ha preso la mia mano, l'ha stretta a sé, ha chiuso gli occhi e si è addormentato.
Ha dormito profondo fino alle sei d'un sonno pesante. In questi giorni non sta bene, prima sembrava influenza, ora penso che sia una leggera forma di gastralgia, già somatizza il mio bipedinone.
Anche se giovane mio figlio è “logorato” dagli orari pesanti come pendolare per il liceo importante in città. E poi anche un po' di ansia per il calcio, lo aveva capito e ce lo eravamo detti con l'allenatore in seconda.
Allora io comprendo, lo guardo e lascio che rallenti un po'.
Qualche giorno insieme è sufficiente per iniziare a intenderci anche nel silenzio. Vedo quel suo corpo di ragazzo forte, quasi uomo, con dentro un bambino ancora, così fragile. La sua mano che vuole la mia e la stringe. Non servono parole, basta il silenzio del suo respiro regolare; è bene questo riposo, fermati un po'.
Sono momenti rari per un papà separato. Una mano che stringe la tua è da contemplare. Pensi che se fosse stato diversamente... Illusione, perché quella intensità è proprio perché è tutto in poco. Posso solo accarezzarti leggero.
I miei veci, il mio bocia io in mezzo a questo mistero.


(sconosciuto)

35 commenti:

  1. Non siamo di ferro nemmeno noi adulti.
    Comprensibile che gli adolescenti risentano della "pressione".

    Una cosa che non mi spiego ancora bene, e' come mai che i bambini/giovani di oggi sembrino più insicuri di come mi sembrava di essere io alla loro eta'.
    Forse me ne sono dimenticata di come ero? Forse i genitori di oggi sono meno affettuosi dei genitori di un tempo, o i ruoli sono "confusi"? Forse i bambini passano troppo tempo a scuola e non hanno un riferimento chiaro in famiglia? Hanno troppe attività organizzate che disperdono le loro forze e li frustrano?

    Comunque, via, cerca di capire cosa lo angustia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. > i bambini/giovani di oggi sembrino più insicuri di come mi sembrava di essere io alla loro eta'

      Come diventi sicuro, abile?
      Superando difficoltà.
      I nostri bambini invece crescono in ambienti in cui cerchiamo via via più di eliminare ostacoli, difficoltà, asprezze.
      Guarda, è veramente semplice quanto sconcertante.
      Prendi una qualsiasi attività/disciplina/sport: diventi abile agile forte sicuro solo superando un sacco di difficoltà, sbagliando, facendoti male, risolvendo problemi.
      In un certo senso è dovuto al fatto che i genitori oggi, noi, siamo più affettuosi e cerchiamo di dare loro tutto il possibile.
      Ciò inibisce le loro capacità e anche le sicurezze.
      Se fossi stato un genitore del 1950 o un genitore nordico o cinese avrei semplicemente cooptato mio figlio al museo. In un certo senso egli avrebbe "sconfitto" la stanchezza e ne sarebbe stato temprato.
      Certamente questo comporta dei contro, oltre a dei pro.
      Una volta la popolazione era più forte, temprata e sicura ma moriva anche prima, in un qualche modo si "usurava" prima.

      Da sempre, UnRagazzo, è molto responsabile. Questo pro comporta anche l'ansia però.

      Elimina
    2. Come diventi sicuro, abile?
      Superando difficoltà.


      Sono d'accordo.
      Ma ti faccio un esempio: io da piccola non avevo nessun patema d'animo: mi sentivo protetta e sicura. Non ho mai avuto dubbi sul fatto che i miei genitori, mio fratello mi volessero bene. Non passavano il tempo a fare pucci pucci cicci cicci, tesoro mio o amore di mamma. Pero' avevano cura di me, c'erano, mi insegnavano le cose, mettevano dei limiti. E non riversavano su di me le loro frustrazioni, non proiettavano i loro sogni irrealizzati.
      Io ero una bambina che saro' stata anche di poche pretese, non davo nessun disturbo, ma ero libera. Sbagliavo e ne subivo le conseguenze. Ma venivo redarguita e avvertita anche prima. E, a mio avviso, le cose erano fatte a mia misura, senza caricarmi di responsabilità.

      Ora mi sembra che ai bambini si cerchi di far fare l'impossibile, gli si compra l'impossibile, li si lascia davanti alla TV o all'Ipad, sono praticamente attaccati sotto tutti i fronti.
      I genitori non vogliono fare sacrifici per i figli, perche' non e' in, non sanno dire di no quando serve, finiscono per caricare i figli delle proprie aspirazioni infrante.

      Insomma, nemmeno io forse mi salvo, mica sono perfetta, ma e' difficile tirar su dei bambini con alcuni principi "old fashioned". Anche per il fatto che tutto il resto del mondo fa diversamente. Quindi, occorre proprio rendere i bambini forti anche contro l'atteggiamento avverso del mondo esterno, e anche capire, pero', che hanno bisogno di avere amici, di sentirsi accettati e costruire le loro relazioni di amicizia, la loro rete.

      Insomma io posso essere una genitrice talebana (nel senso di "inflessibile" sui miei principi) quanto voglio, ma questo va bene per i miei figli? Secondo me no, come non va bene concedere tutto e insegnare che si fa come fanno gli altri solo per non avere fastidi.

      Non so, la vedo difficile, almeno per me.
      Non e' solo abituare alla fatica. E' formare una persona. E secondo me, oltre al superamento delle sfide in autonomia, ci deve essere una sorta di sentimento di protezione, affetto, aiuto, che solo l'appartenere ad una famiglia può' dare. Il sentire che non sono soli. Che non vuol dire che il genitore li tira fuori dal minimo impiccio, ma che c'e', quando serve.

      Elimina
    3. E' vero solo in parte.
      Come scrivevo nell'altro post, UomoCoso te hai questo filtro per cui cancelli automaticamente tutto il "portato" della "sinistra" e cioè il relativismo del pensiero e dei valori.

      I giovani d'oggi non sono vivono in ambienti sterilizzati, gli viene anche insegnato che non esiste giusto e sbagliato, bianco e nero, alto e basso, eccetera.

      Quindi non solo non imparano a superare le difficoltà, non hanno nemmeno UNO SCOPO, una direzione, perché gli è stato tolto qualsiasi sistema di riferimento.

      Uno potrebbe obbiettare che avere dei riferimenti sbagliati non è meglio di non avere riferimenti. Infatti. Vedi un po' se i riferimenti che sono proposti dal "cattocomunismo" sono giusti o sbagliati, considerato che ruotano attorno alla soppressione dell'individuo per discioglierlo nel "sociale", dove esisti solo come "emanazione" di qualcos'altro e dove sei comunque uguale, qualsiasi cosa tu faccia o non faccia, qualsiasi cosa tu sia o non sia.

      Poi io non direi che sono "insicuri" i ragazzi, piuttosto gli viene appositamente impedito di maturare perché da adulti devono rimanere adolescenti e come tali costituire il servo/consumatore ideale.

      Elimina
    4. I ragazzi di oggi devono rientrare nelle tre categorie più una. Di queste, della terza categoria, quella dei furbastri e della quarta, quella dei fenomeni da baraccone, c'è bisogno di pochi. Quindi la maggioranza dovrà rientrare nelle due categorie degli idioti e degli eterni adolescenti. Non si scappa.

      Elimina
    5. x Nuvola Sospesa:
      Io non ho dati, non ho fatto ricerche... epidemiologiche.
      Ho indicato uno dei fattori e non è certo l'unico.
      Ad esempio anche l'artificializzazione via via peggiore delle vite comporta disturbi ... via via più gravi.

      > sentirsi accettati
      Questo è un punto critico.
      Perché ha come difetto una spinta all'omologazione.
      Se a me_mi piace il rugby o la scherma e ai miei amichetti piace la pedata, per essere "accettato" devo convertirmi a questo sport?

      Essere genitori "alla vecchia" (old fashoned) non è possibile perché i tuoi figli vivono in un ambiente, si rischia di creare dei disadattati o delle persone senza sistema "immunitario" alle schifezze del non-ambiente in cui passano non poco del loro tempo.

      Aggiungo infine che anche noi siamo poco "resilienti" e andiamo in apprensione per le apprensioni dei nostri piccoli. Il problema è ricorsivo, direi, permeante.
      Tu noti la questione del "caricare i figli delle proprie aspirazioni infrante" e anche questo fa parte del non-ambiente, di una mancanza o sofferenza di ecologia. D'altra parte una volta non era così? siamo sicuri? Non ci giurerei affatto.

      x Lorenzo:
      Sì, la mancanza di una direzione può disorientare.
      Assolutamente sì.
      Butto lì ancora una provocazione: se tu hai perso la capacità di arrampicarti su un albero, di giocarci sopra e l'unico tuo non-movimento fisico verticale è spostarsi con l'ascensore tra lilvelli diversi di ambienti artificiali (edifici) perderai il senso fisico del verticale e quindi, quasi certamente, anche parte della dimensione spirituale. Questo contribuisce a degradare la vita degli homo e indurrà altre e varie patologie.

      D'altra parte ogni ambiente, anche quelli "artificiali" comporta una selezione. Per assurdo anche quelli ugualizzati/"cattocomunisti" .
      Certo è una selezione sull'innaturale e quindi, quasi certamente, comporterà una selezione al contrario, ovvero una selezione di esemplari con problemi o capaci di risolvere problemi generando problemi peggiori.

      Elimina
    6. > sentirsi accettati
      Questo è un punto critico.
      Perché ha come difetto una spinta all'omologazione.
      Se a me_mi piace il rugby o la scherma e ai miei amichetti piace la pedata, per essere "accettato" devo convertirmi a questo sport?
      \

      Sentirsi accettati non vuol dire essere omologati. Certo, un bambino puo' voler imitare gli altri solo "perche' lo fa il bambino/a leader" ma dentro di se' avrebbe altri interessi. Anche gli adulti lo fanno. Pretendiamo che i bambini siano meglio? Noi come adulti dobbiamo vedere se cio' succede con i nostri figli e, eventualmente, spronarli a fare cio' che va fatto, non cio' che e' in voga.


      Essere genitori "alla vecchia" (old fashoned) non è possibile ....
      Certo, viviamo in un'epoca diversa, ma non di meno io neghero' di comprare 10 barbie o 50 elicotteri giocattolo perche' lo trovo diseducativo, non ho i soldi per farlo e pure se li avessi non lo farei.

      Aggiungo infine che anche noi siamo poco "resilienti" e andiamo in apprensione per le apprensioni dei nostri piccoli. Il problema è ricorsivo, direi, permeante.
      Tu noti la questione del "caricare i figli delle proprie aspirazioni infrante" e anche questo fa parte del non-ambiente, di una mancanza o sofferenza di ecologia. D'altra parte una volta non era così? siamo sicuri? Non ci giurerei affatto.


      Io parlo per me. I miei genitori, benche' facessero lavori umili, potevano manterere due figli ed erano grosso modo realizzati.
      Non mi hanno mai accollato frustrazioni proprie.
      Di questo, davvero, li ringrazio.

      Elimina
  2. Boh... riscrivo...
    Bellissimo post Un Uomo. Io ho due femminucce poco più grandi del tuo bipede. Ora che si stanno un poco liberando dalla mamma/chioccia, dialogo e mi confronto di più con loro. Desideri, aspettative, paure, sogni... ma la manina me la chiedono.. nonostante tutta la loro apparente sicurezza...

    RispondiElimina
  3. Boh... riscrivo...
    Bellissimo post Un Uomo. Io ho due femminucce poco più grandi del tuo bipede. Ora che si stanno un poco liberando dalla mamma/chioccia, dialogo e mi confronto di più con loro. Desideri, aspettative, paure, sogni... ma la manina me la chiedono.. nonostante tutta la loro apparente sicurezza...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Penso che una mano tra padre e figlio sia meno comune che una mano tra padre e figlia.
      Comunque mi ha molto impressionato quel gesto di affetto "silenzioso". Succede sempre così quando passiamo qualche giorno insieme.

      I nostri piccoli o ex-piccoli hanno sicurezze e insicurezze che si sono trasformate: hanno superato la dimensione del cibo, poi quella della salute, ora si trovano scenari in cui sono gli aspetti esistenziali e di prospettiva (ma su questo c'è il folle tranquillismo giulivo crescitista che tiene sedate la maggior parte delle menti) che li inquietano.

      Buondì John.
      Grazie dell'intervento. Apprezzo sempre le tue note. :)

      Elimina
  4. Non e' semplice portare avanti il liceo e un'attivita' sportiva contemporaneamente, forse dovra' fare una scelta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Spero (nonostante si tratti di pedata) che porti avanti entrambe le cose (c'è anche il piano, una volta alla settimana).
      Mens sana in corpore sano!
      Preferirei qualche voto in meno, se necessario (preferire anche uno sport come il rugby, ad esempio, ma questo è un'altra questione).

      Elimina
  5. Che bel post, Uomo.

    Riposatevi, ritempratevi, che avete ancora cime innevate su su cui inerpicarvi, sentieri da esplorare, vallate da attraversare.
    Non importano i se, i ma. Quella stretta di mano è più importante di tutto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ieri sera ero un po' stanco ma mi sono preso un paio di quarti d'ora proprio per scrivere questa pagina, questa memoria.
      Scrivere è un po', anche solo un po', rivivere.
      Non volevo che andasse persa così velocemente nell'oblio.
      Come comunque sarà, del resto.
      Buongiorno nottebuia.

      P.S.
      L'altro giorno pensavo a quanto desidero che le notti tornassero buie, almeno un po' di oscurità senza quel merdoso inquinamento luminoso sempre più grave.

      Elimina
  6. UomoCoso, gli esseri umani sono programmati per dormire in gruppo, a contatto fisico. Non solo genitori e figli, chiunque di noi. Siamo animali gregari.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Già.
      A volte ci dimentichiamo di questa dharma di origine biologica.
      Beh, io ormai non dormo con una morbida tiepida profumata da un tot di tempo e quindi... sono "ammalato" pure io e non poco. ;)

      Elimina
  7. hai fatto bene Uomo...quella mano ha più valore di mille presenze/assenze.
    Invece contesto Lorenzo, i giovani ragazzi di oggi, a parte quelli che ci propinano con atti di bullismo, alcoolisti e sbandati, deviati, sono una minoranza.Io che vivo in una città altamente a rischio, ti assicuro che è una gioventù molto più sana degli eroinomani degli anni 80, solo che non lo ricordiamo più e, allora non c'erano i social che pubblicavano le bravate oppure Italia Uno che ci rimanda giovani che abusano di alcool o che si prostituiscono per un cell.
    Si faceva anche in decenni precedenti. esattamente come adesso ma in percetuale minore. I ragazzi di 13/14 sono molto meglio di come ci li descrivono, studiosi, legati ai valori della famiglia, quasi tutti fanno sport, suonano uno strumento musicale. Dunque non ho questa visione così pessimistica. E se per esempio qualcosa sta cambiando contro le illegalità diffuse è proprio grazie a loro che, educati sin da piccoli, tramite associazioni,
    tra cui Libera per le mafie, che nelle nostre terre del sud si può sperare in in miglioramento.
    Parlando da mamma invece, io penso che le asprezze della vita, il confrontarsi con l'insuccesso, la stanchezza ed ai limiti imposti da me, alcuni no, che non si conformano a quello che fa " tendenza" o "gruppo" ripaga. buona giornata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi fai ridere. Io negli anni 80 avevo da 15 a 20 anni e nessuno dei miei amici beveva, si drogava o altro. Uno (uno) fumava.

      Riguardo all'essere "legati" ai valori della famiglia, significa che quando un ragazzo di 16 anni alto due metri si dimentica a casa le chiavi, il padre deve partire da ovunque si trovi per andarlo a prendere e accompagnarlo a casa. Se io avessi chiamato mio padre al lavoro per qualsiasi cosa che non fosse questione di vita e di morte mi avrebbe mandato a dare via i ciapp.

      Riguardo a fare sport, lo si faceva anche negli anni '80, solo con meno mezzi e camminando col borsone da/per la palestra.

      Riguardo suonare uno strumento musicale e il resto, si si tutto molto bello. Calano i barbari, cosa vuoi che facciano i nostri efebi? Suonano la cetra e declamano versi.

      Riguardo le "terre del sud", ahahah, bella questa barzelletta.

      Elimina
    2. Ah poi, fammi indovinare tu in che "parte politica" ti collochi... :)

      Ah signore, come sarebbe bello essere un alieno e potere ridere di tutto questo senza retropensieri.

      Elimina
    3. > solo che non lo ricordiamo più e, allora non c'erano i social che pubblicavano le bravate
      > oppure Italia Uno che ci rimanda giovani che abusano di alcool o che si prostituiscono per un cell

      Questa è una questione importante e non so quanto sia possibile trovare dati e una conclusione.
      Una volta c'era meno violenza/degrado o non si sapeva, non si veniva a conoscenza di esse?

      Penso che il degrado e la violenza si siano trasformati. Ma non solo.

      Ad esempio una volta le donne venivano picchiate da mariti spesso alcolisti tutto in silenzio in casa. Una cosa orribile che non trapelava.
      (mia nonna ostetrica e suddita austroungarica ha visto, in masi isolati, nei paesini del Tirorlo meridionale cose che voi umani...).
      Apparentemente nessuna violenza, nessun reato, tutto in ordine.
      Ora questo non è più ammesso: ecco che la violenza emerge e si palesa. Ma NON è nuova violenza, no.

      D''altra parte ci sono i bagni nelle case ma discariche diffuse ovunque visto che arrivano masse spropositate di gente (clandestini e non) da posti nei quali, ancor peggio che da noi (e giù al sud siete messi peggio che qui al nord) il bene comune n° 1 che è l'ambiente viene trattato come una pattumiera.
      Ma una volta era più pulito ma le industrie operose facevano un buco nel piazzale dietro e ci scaricavano ettolitri di solventi clorurati e cromo esavalente. Tutto "pulito" e silenzioso, ora Brescia galleggia sui veleni.

      Questione complessa.
      Anche il peggio è si è trasformato.
      Ritengo che la mancanza di ecologia della repressione, dell'etica della responsabilità e la diffusione delle varie impunità, alla lunga, peggiorino le condizioni generali: non sono neutre, non c'è solo una trasformazione ma un peggioramento, tanto più subdolo quanto meno diretto, meno visibile.

      Elimina
    4. UomoCoso, no.
      Io da ragazzo non possedevo nulla, tranne i vestiti e una bicicletta. Si giocava in strada e si facevano dei giochi paleolitici, per cui bastava un sasso, una biglia, una scatola, della corda. Vicino casa mia c'era un campo usato come discarica e andavamo li a frugare tra i rifiuti per trovare cose da riutilizzare. Mi ricordo che si mettevano insieme due lire dei nonni e si andava alla ferramenta a comprare i tubi di plastica che si usavano per fare gli appoggi agli uccellini nelle gabbie, ce li facevamo tagliare alla lunghezza di un braccio per fare le cerbottane, poi si tagliavano le strisce di carta di giornale e ce le si infilava nelle braghe per fabbricare i bussolotti alla bisogna. Il tira-elastici fatto con la molletta ricoperta di elastico per tenerla chiusa e un manico di scopra con il taglio.

      C'erano poche direttive e chiare:
      Qualsiasi sia il problema, arrangiati.
      Vai a scuola? Arrangiati con lo studio, i professori, i voti, ecc.
      Vai in giro per la città? Arrangiati ad evitare le "zone proibite" e quelli che ci abitano.
      C'è uno che ti ha preso di mira? Arrangiati, o lo eviti, o lo metti sotto o te lo fai amico.

      Da mangiare c'è la minestra. Non la vuoi? Si vede che non hai fame.

      Eccetera.

      Secondo me oggi succede il contrario, siamo travolti dal "troppismo", troppo di tutto. E' il solito discorso di vivere in funzione delle cose. Insieme al "troppismo" delle cose c'è il "troppismo" delle idee. A scuola prendevi calci in culo quindi imparavi a schivarli oppure ti bocciavano. Adesso a scuola c'è lo psicologo che si preoccupa della "socializzazione" dei ragazzi.

      Boh. E' aumentata la confusione e basta.

      Elimina
    5. Oltre il solito discorso su cui insisto che gli "ideali" degli anni '70 in realtà erano una montagna di cazzate e i danni che hanno prodotto a poco a poco stanno facendo collassare ogni aspetto del vivere.

      Elimina
    6. Sì, Lorenzo.
      Anche il troppismo.
      Se astraiamo, anche il troppismo è contribuisce a rimuovere difficoltà, ostacoli, etc.
      Sparta, manca Sparta!

      Elimina
  8. Tanto bello e pieno di amore questo post *.* ed è bello così no!?! È bello anche guardare qualcuno che si ama fermarsi e cercare di riprendere fiato... Essere spettatore di ciò che si è dato vita e che ora dovrà scegliere che diventare e che vita fare!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Essere spettatore...
      Ora sono sette giorni che non vado in milonga e.... mi porta alle serate nelle quali c'era qualche coppia che ballava bene, mi sedevo e facevo lo spettatore della loro bellezza. Tiravo anche fiato.
      Buon pomeriggio Federica.

      Elimina
  9. Posso dire che è uno dei più bei post che abbia letto dalle tue parti?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Penso che ti possa concedere facoltà di scriverlo! ;)

      Elimina
  10. Osservare un figlio che dorme, vegliarne il respiro, scrutarne i sogni chiusi dietro palpebre che si muovono impercettibilmente: tenerezza e amore allo stato puro.

    RispondiElimina
  11. Io invece ho perso un pò della fisicità che avevo con mia figlia ma direi che è normale vista la sua età. Oddio lei non lo è più con nessuno. Forse col ragazzino! :-)

    RispondiElimina
  12. Io ho mie figlie oramai grandi 23 e 25, ma la fisicità continua, anzi forse adesso che non devono più dimostrare di essere adulte è più ricercata di prima. Sabato pomeriggio abbiamo giocato a cuscinate nel lettone mentre la mamma brontolava che doveva finire di fare i mestieri di casa ... appena prima di essere trascinata anche lei nella lotta.

    RispondiElimina
  13. Bellissime parole per un momento di rara bellezza.
    Il contatto fisico è un'unicità a cui tutti i figli dovrebbero essere abituati. Secondo me aiuta a diventare adulti più consapevoli del proprio corpo e maggiormente capaci di esprimere sentimenti.

    RispondiElimina
  14. Bello...e' proprio vero che quando si ha poco tempo certe cose si apprrezano di piu'. Pro e contro dell' essere genitori separati..

    RispondiElimina
  15. Questa pagina è stata molto apprezzata.
    Mah.
    Forse la soavità di una famigliarita, di una paternità "normale" che mi manca e che la rende trasgressiva.
    Grazie a tutti.

    Francesco, la tua scarafona sta diventando una (piccola) donna, penso che faccia parte del suo cammino.
    Gli adolescenti fisiologiciamente tendono a separarsi dai genitori, anche fisicamente. Presente quando non ti smollano più un bacio, no!?
    Baffus osserva che dopo, tornano,
    Penso che sia così, quando le cose vanno bene.

    Io col mio bipede (ma anche con le "mie" donne) ho un modo scherzoso.. magari lo racconto con una pagina

    Mareva, rispetto ad una volta ora più genitori hanno un buon contatto fisico coi figli. Fortunatamante!
    Ma abbracci vigorosi, a volte portati all'estremo dello strizzacostole, e altro, con mio figlio ma anche con amici e amiche sono sempre stati abbondanti.

    RispondiElimina

Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.