martedì 10 maggio 2016

Dov'è l'eroina?

Dunque la mamma si è un poco ripresa. Domenica i veci si sono rallegrati un casino della sorpresa che abbiamo fatto loro, mia sorella, mio fratello ed io. Sì sì.
Le radici si rimpiccioliscono e tornano come bambini e poi... spariscono.
Osservavo il suo pallore, le mani che tremavano, il dimagrimento forte. Dov'è la mamma roccia? la mamma eroina? la mamma che sfida ogni stanchezza e inspiegabilmente procede nel suo amore sacrificale materno? colei che sempre sapeva accudire, rassicurare, confortare, coccolare, spronare? la tetta prima e poi la fonte della pappa e del cibo buono? Dov'è finita? dov'è andata?
Ella è rassegnata: si è accorta che in quest'ultimo anno è proprio entrata nella vecchiaia, ciò che toglie le funzioni al corpo, che introduce mali via via più gravi, la senescenza che consuma. Ci possono essere molte oggettive e ragionevoli considerazioni: una volta non arrivavano neppure ai due terzi di quell'età e altre simili. Ma sul piano emotivo è difficile accettare questo scendere verso la fine: perché il prolungamento della vita ha portato seco una dose di illusione, di hybris che si possa essere così per sempre. Così il miglioramento oggettivo diventa paradosso e viene compensato in un bilancio duro, dal dolore di dover prendere atto più tardi della morte, del mistero della vita morte, di un'illusione più lunga che più a lungo si è rafforzata.
Vedi le tue radici invecchiare, rimpicciolirsi e fa male. Mediti su quante volte succederà ancora. Prima o poi toccherà a te.


(sconosciuto, *)

78 commenti:

  1. Ho cercato a lungo per la rete, immagini e letteratura di critica e storia dell'arte per almeno mezz'ora, ma non sono riuscito a trovare l'autore di questa opera direi rinascimentale che avevo trovato qui.
    Dalle case a traliccio sullo sfondo del donatore direi rinascimento dell'Europa settentrionale.

    Qualcuno conosce l'autore di quest'opera?

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    1. Chiedi e ti sarà dato

      Suggerimento:
      1. salvi l'immagine
      2. vai su google images
      3. trascini l'immagine dentro la pagina
      4. Google ti dice "rilascia qui"
      5. Google fa la ricerca e ti trova le ricorrenze esistenti della immagine, poi ti dice qual'è la più probabile corrispondenza.

      A chiunque possa interessare trovare le corrispondenze su Internet.

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    2. Pare che la stessa composizione sia stata copiata/ripetuta "n" volte dagli apprendisti di tale Joos van Cleve alla fine del '400.

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  2. UUIC: "Vedi le tue radici invecchiare, rimpicciolirsi e fa male. Mediti su quante volte succederà ancora. Prima o poi toccherà a te."

    Quello su cui però non ci si sofferma a ragionare è come attuare una sana prevenzione. So che mi farò odiare (per l'ennesima volta) e che ci sarà qualche persona poco disposta che troverà il modo di dirmi peste e corna, però la catena nasce da un unico anello, quello iniziale della nascita. Chi genera, sa (o dovrebbe sapere) che sta generando il bambino che riderà e che piangerà, che scoppierà di salute e che si ammalerà gravemente, che crescerà e si farà male, che gioirà per l'amore e ne soffrirà le pene, che deciderà (il più delle volte) a sua volta di rinnovare la catena a spese della generazione successiva, che troverà un mestiere e che lo perderà, che sarà lieto dei propri insuccessi e li vedrà tramutarsi in delusioni, che vedrà i propri amici dapprima ridere poi soffrire e cadere come mosche, crescerà prima rammaricandosi del decadimento altrui per poi vedere se stesso vittima dello stesso decadimento, che percepirà se stesso come centro immutabile dell'universo e comprenderà d'essere un nulla destinato alla dissoluzione. Il tutto con infinite varianti più o meno tragiche, ma comunque tragiche. Alla base del tutto, la scelta di chi ha deciso di aggiungere alla catena un altro anello, coloro che hanno scelto e deciso di imporre la nascita a chi non esiste. Per incoscienza giovanile o per calcolato egoismo della maturità, poco importa, gli effetti non cambiano.

    Non è bello che chi è carnefice si atteggi a vittima, così come è comprensibile (e molto, molto umano) ma non razionale che ci si rammarichi per la malasorte dei propri più o meno consapevoli carnefici.

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    1. Vigliaccheria e niente altro. Ma tanta.

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    2. MrCoso, il tuo ragionamento mi fa venire in mente UomoCoso quando teorizza un mondo disabitato senza rendersi conto che lo abita nel momento in cui pronuncia il suo ragionamento. In altre parole, il ragionamento è il problema, non la soluzione.

      Allo stesso modo tu teorizzi la non-esistenza mentre esisti, proprio perché esisti. Se tu non esistessi non esisterebbe nemmeno la tua teoria.

      Palese contraddizione.

      Per quanto mi riguarda penso che forse bisognerebbe avere la possibilità di scegliere il momento in cui andarsene perché la cosa che temo di più è la lenta agonia.

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    3. Alahambra, sapevo già come la pensi e ti rispondo semplicemente così: io sono responsabile per le mie scelte, tu sei responsabile per le tue.

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    4. Lorenzo, in questo caso sei tu che sospendi temporaneamente il tuo raziocinio e tralasci di applicare quelle capacità di connessione causa-effetto che solitamente esprimi ad un buon livello. Ripensaci, perché questa volta sei fuori strada.

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    5. La cosa peggiore è che tu sei un insegnante. Un insegnante che pensa che i suoi allievi delle scuole medie (dai 10 ai 14 anni) siano tutti indistintamente degli errori. Un insegnante che si vanta nel dire che queste cose le ripete pure nelle sue ore di lezione di musica.
      Ignobile è la cosa meno brutta che mi viene in mente.

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    6. Dimenticavo: visto che la tua vita è essa stessa un errore fai un favore a te ed dl resto del mondo. È pieno di pali su cui schiantarsi.

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    7. Non vedo dove sia la falla.
      Tu teorizzi la non-esistenza mentre esisti. Cosa che è un ovvio paradosso.

      Se vuoi te lo traduco in termini elementari: è meglio esistere o non-esistere? La risposta è che esistere si può, mentre non-eistere è zero potenziale, da cui non c'è nessuna alternativa ad esistere. Nel non-esistere non-esisti, non è che ti guardi mentre non-esisti.

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    8. Riguardo quello che scrive AlaCosa io dire che di tutte le opere che possiamo compiere, generare la vita è l'unica che lascia un segno dopo di noi. Anche scolpire una statua di granito alta 50 metri non avrebbe nessun senso se non ci fosse nessuno a vederla.

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    9. Alahambra, ti rispondo in un modo che non puoi vedere ma che ti lascio immaginare: con un sorriso. Stammi bene.

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    10. Lorenzo, non credermi così limitato. So benissimo che la non esistenza è giusto la non esistenza, ovvero che chi non esiste non è consapevole del proprio non esistere -- del resto, non esiste! Ora, chi non esiste può lamentarsi del suo non-stato? ovviamente no, proprio perché non esiste. Hai mai sentito qualcuno che esiste lamentarsi del suo stato? Ammetterai: continuamente. Hai mai visto un millesimo che annunci la morte di qualcuno che non è nato? Mai, perché per definizione chi non nasce non muore (morire fa parte del "pacchetto-vita"). Al contrario, vedo quotidianamente esporre millesimi che annunciano la dipartita di persone note e ignote. Delle persone note conosco parte del percorso di vita, e non mi capita mai di imbattermi in persone che abbiano avuto un percorso scevro di sofferenze e patimenti di varia gradazione. Dunque...

      Vedila così. Che speranza di prosperare avrebbe un'agenzia di viaggi che vendesse pacchetti-crociera su navi fantastiche, in località da sogno, ma che comprendesse da metà viaggio in poi una serie quotidiana di fustigazioni mattutine e serali e, a fine viaggio, lo scaricamento dei viaggiatori nel mare in tempesta con un pacco di mattoni attaccati ai piedi? Per bassi che fossero i prezzi, credo proprio che non avrebbe molti clienti. Ecco, "donare" la vita a chi non esiste è come donare un pacchetto-crociera di questo tipo al tuo miglior amico. Non è un gran servizio, e uno dovrebbe chiedersi perché sente tanto il desiderio di farlo.

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    11. Lorenzo: "non c'è nessuna alternativa ad esistere"

      Sbagliato, come dimostrano i fatti: potenzialmente avrei potuto provocare la nascita di una quindicina di persone che, invece, non esistono. Dunque, l'alternativa all'esistenza delle persone c'è. Diversamente, quella quindicina di figli di chissà Key esisterebbero, e così non è.

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    12. Due cose:
      La prima ripeto, il tuo modo di pensare è molto vicino a quello di UomoCoso e ugualmente lo trovo fastidiosamente manieristico, una posa. Ragionare della non-esistenza mentre si esiste equivale a ragionare sull'esistenza bucolica mentre si vive nella reggia di Versailles. Te lo ripeto, mentre ragioni tu non sei fuori dal quadro, sei dentro, ne fai parte e ne sei causa. Non ha molto senso atteggiarsi a soluzione quando si è problema, oppure atteggiarsi a risposta quando si è domanda.

      La seconda cosa è questa, rileggi:
      "non ci E' (ovvero non esiste) nessun alternativa ad esistere". Si tratta di una tautologia, perché quello che non-è, non ha nessun attributo, compreso quello di essere "alternativa". Puoi solo essere, non puoi non-essere. Il "non-essere potenziale" è una doppia negazione, quindi non ha alcun senso logico.

      Facciamola più semplice. Quale è lo scopo dell'esistenza una volta che esisti? Dato che non puoi rimettere il dentifricio dentro il tubetto dell'esistere. Le risposte possono essere solo due, l'esistenza non ha alcuno scopo e quindi non dovresti limitarti a negare l'esistenza altrui ma dovresti negare la tua, oppure la risposta è che l'esistenza ha il solo scopo di creare altra esistenza o in altri termini, di perpetuare l'esistenza (tutto il resto è di contorno).

      La via di mezzo non si da, ovvero assumere che la propria esistenza è fuori dal tempo e dallo spazio, come Dio e l'universo esiste per il tuo trastullo mentre l'esistenza degli altri è irrilevante anzi inutile, insensata. Piuttosto fai prima a prendere la scorciatoia cartesiana e assumere che niente di quello che vedi è reale.

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    13. Ascolta, nonostante tutti i sofismi sui quali i filosofi possono speculare a più non posso, alla fine Achille supera la tartaruga e la freccia colpisce il bersaglio.

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    14. No ascolta tu.

      Il paradosso di Zenone (Achille e la Tartaruga) fu pronunciato nel V secolo avanti Cristo.

      La congettura di Aristotele fu di scindere la "somma potenziale" che poteva avere come risultato "infinito" dalla "somma reale" che poteva avere solo risultato "finito".

      Bisogna aspettare il 1600 prima che venga formalizzata la matematica delle serie geometriche, ovvero del fatto che una somma di infiniti valori può dare un valore finito.

      Se non vuoi "filosofeggiare" allora evita di farlo. Viceversa, se tu "filosofeggi", aspettati una replica filosofica.

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    15. La somma potenziale avrà anche un risultato infinito, ma la freccia raggiunge il bersaglio facendosene un baffo delle teorizzazioni.

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    16. Non riesco a spiegarmi? Il Paradosso di Zenone era importante nel V secolo perché mostrava i limiti del "logos" contemporaneo come strumento di indagine "scientifica" (a quel tempo si sarebbe detto "filosofica").

      Non è stato affatto semplice trovare una formalizzazione matematica che risolvesse il paradosso apparente, nonostante che per i successivi DUEMILA ANNI i "MrCosi della situazione" continuassero a "farsene un baffo".

      Tutto dipende dal piano su cui vivi e ragioni. Per quello ti dicevo che se vuoi ragionare come in "la freccia raggiunge il bersaglio", va benissimo, limitati a quello. Se invece vuoi esprimere concetti più "spessi" allora lo devi fare in maniera adeguata e sapendo che la tua tesi si confronterà con altre tesi su quel piano, non su quello del "facendosene un baffo".

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    17. Non lo dico con cattiveria, descrivo un fatto.

      Quando UomoCoso mi dice che secondo lui è una cosa positiva se il Governo aggiunge l'ennesima accisa sul carburante perché questo riduce il numero di veicoli circolanti, io faccio la stessa identica obiezione.

      Non dico che UomoCoso ha DUE auto, troppo facile. Invece dico che la accisa è moralmente sbagliata e sul piano pratico NON riduce il numero di veicoli circolanti.

      Ergo, UomoCoso nella migliore delle ipotesi ha espresso una teoria sbagliata. Siccome ormai lo conosco e questo tipo di errore è ricorrente, gli faccio notare che il problema è la mancanza di logica nel "if - then - else" e che "salto" avviene quando UomoCoso sovrappone una sua metafisica al reale.

      Nel nostro caso mi sembra sia lo stesso. Tu fai un certo ragionamento, cioè in breve che la difficoltà del vivere si risolve non procreando, non perpetuando (inutilmente) la vita. La falla evidente l'ho descritta sopra, consiste nel fatto che il fatto di essere vivo è la condizione che ti permette di negare la vita, evidentemente quella altrui.

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    18. MrKeySmasher, io sono contento di essere stato messo al mondo.
      Tu stai ponendo la questione del perché si viva e se abbia un senso. Noto un certo grado di delusione, di contrarieta' quasi a questa realta'.
      Oggo leggevo una pagina delirante su Primato Nazionale a proposito di crescita del teratoma umano, sviluppista.
      Al contrario di quell'articolo ritengo che molto malessere sia dovuto anche all'artificializzazione sempre piu' diffusa della realta' che porta poi a tentare di negarla anche con un atteggiamento filosfico, di pensiero nichilistico.

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    19. > UomoCoso quando teorizza un mondo disabitato senza rendersi conto che lo abita 

      Cazzata.
      Mai scritto 'nazionale roba del genere.
      Io guardo ad umana mondo con circa 2G homo, un'Italia con Cazzata. 10M di abitanti. Non zero o mille.

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    20. 'na roba del genere.

      Il solito distorsore...

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    21. Abbe UomOCoso, 10 milioni è molto diverso da zero o mille. Zelig.

      Zelig inconsapevole, questo è il dramma.

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    22. Beh, anche i comuni che ci garbano sono molto lontani, dalle parti di Zelig.
      Ciò non ti impedisce di guardare in quella direzione.
      Gli zelig che non siano i tuoi non ti piacciono. Devi portare un po' di pazienza, Lorenzo.

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    23. Quindi secondo te ha senso scrivere che NON teorizzi un mondo disabitato perché, bontà tua, consenti di vivere ad un quinto o meno degli Italiani?

      Ah allora la cosa assume tutto un altro significato, non è una corbelleria, perché la sparizione di 50 milioni lo sarebbe, invece la sparizione di 40 milioni no, ha tutto il senso del mondo.

      Vedi che non mi serve la TV.

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    24. Lorenzo: "il fatto di essere vivo è la condizione che ti permette di negare la vita, evidentemente quella altrui"

      Non nego la vita ad alcun "altrui", giacché quell'"altrui" non esiste. Io stesso non esistevo, prima che altri decidessero che doveva essere altrimenti. Costoro mi hanno letteralmente imposto la vita, che tra l'altro è un fenomeno temporaneo. A tutti coloro che esistono è successa la stessa cosa.

      Si tratta di scelte. Come ho già detto a Alahambra, ciascuno è responsabile delle proprie scelte (e delle conseguenze che comportano).

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    25. UUIC: "io sono contento di essere stato messo al mondo".

      Meglio così.

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    26. L'altrui esiste eccome. Sono esistiti gli antenati, esistiamo noi, esisteranno i discendenti. Secondo la tua idea non sarebbe dovuto esistere e non dovrebbe esistere nessuno ma lo dici mentre esisti e personalmente lo trovo un po' divertente.

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    27. L'"altrui" esiste dopo che una coppia di genitori ha deciso di generarlo. Prima, no.

      Mi stupisco che tu, persona che in altre occasioni si dimostra molto legata all'osservazione delle cose concrete, possa insistere a negare un punto tanto palesemente ovvio e direttamente riscontrabile tramite semplici verifiche empiriche.

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    28. A parte che la faccenda del "decidere" è diventata vera solo negli ultimi 50 anni e ancora oggi non è una costante, altrimenti non ci sarebbero leggi e rimedi contro eventi imprevisti.

      Ma qui non è questione di tecnicismi. Come dicevo sopra, se per te la vita non ha senso, la prima e l'unica che ti dovrebbe preoccupare è la tua. Da li a estendere l'idea all'universo, ovvero che la vita di niente e nessuno ha senso, ci vuole il salto del paradosso di uno che, lo ripeto, nega se stesso.

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    29. In altre parole, dal mio punto di vista la tua è una affermazione-negazione (o una negazione-affermazione).

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    30. Dal tuo punto di vista. Bene.

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    31. > Quindi secondo te ha senso scrivere che NON teorizzi un mondo disabitato
      > perché, bontà tua, consenti di vivere ad un quinto o meno degli Italiani?

      Ma perché scrivi queste stupidaggini, Lorenzo?
      Io non ho alcun potere per consentire o non consentire.
      Usando la potenza dell'esponenziale a base inferiore di uno - il sostegno matematico al rientro dolce - e senza invasioni di milioni di xeno - arriveremmo molto velocemente ad un'Italia meno costipata, sostenibile.
      Comunque sono stupide dissertazioni perché quando l'insostenibilità del teratoma umano, anche in Italia, sara' evidente, il tracollo demografico verrà imposto dalla natura.
      Del resto cosa già successo proprio in Italia: Alessandro Barbero, La "crisi" del Trecento.

      Devo ringraziare Gaia Baracetti, per la segnalazione.

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    32. Boh, io mi sforzo ma non capisco cosa scrivi.

      Il mio modo di ragionare è:
      1. esco di casa, vedo che ci sono tot milioni di auto.
      2. provo a spostare le auto da un'altra parte, non funziona perché è cosi tutto attorno.
      3. considero la riduzione del numero delle auto, verifico che invece aumentano.
      4. non potendo spostarle altrove e/o ridurne il numero, l'unica alternativa razionale è farle più piccole e più lente in modo che producano meno inquinamento (di ogni tipo).

      L'obiezione potrebbe essere che se le fai più piccole ce ne stanno di più, quindi aumentano ancora. La obiezione alla obiezione è che aumentano comunque fino al limite massimo che consiste nella capacità di spesa degli Italiani.

      Veniamo alla faccenda demografica. La riduzione di 4/5 della popolazione, ammesso che sia fattibile e secondo me non lo è, non avverrà nell'arco della mia vita e nemmeno di quella dei miei nipoti, quindi è un evento che, anche ammesso che io fossi concorde nel ritenerlo una cosa positiva, non mi riguarda.

      La tua citazione del "trecento" mi fa ridere e mi fa concludere COME AL SOLITO, che quelli che s-ragionano di "ecologia" sono una manica di svitati inconcludenti. PER FORTUNA, perché se potessero mettere in pratica le loro fanfaluche, ci sarebbe una apocalisse ogni dieci anni.

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    33. Ah una cosa, UomoCoso.
      Dopo un certo numero di ripetizioni la espressione "teratoma umano" inizia a dare sui nervi.

      La ragione è ovvia. Magari tu credi che sia un atteggiamento tra il sofisticato e l'anticonformista. Invece è solo una posa cinica inutile, irrilevante. Il "teratoma umano" sono le persone, io, te, le nostre famiglie, le donne che ti vorresti scopare, eccetera.

      Dai UomoCoso anche te non sei più un ragazzino, certi atteggiamenti adolescenziali è il momento di metterli in soffitta.

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    34. > 1. ci sono tot milioni di auto
      Ah, ecco, la politica del disastro compiuto: un po' come esci di casa, ti trovi nel Lombardistan e di dici, tranquillizzandoti, ecco qui x.y milioni di invasori, ormai è così.

      Perché si è arrivati a questo problema? Come? con quali misure. Sbrogliare, misurare, individuare.
      E poi fare il contrario.

      > 3. considero la riduzione del numero delle auto

      Quali misure vengono realizzate per ridurre il numero delle auto? sono efficaci?
      In ogni caso, che senso avrebbero tali misure se, contemporaneamente, si induce il traffico con una crescita ininterrotta dell'ipertorfia viaria e dell'antiurbanistica?
      E' inutile che una persona sfiori il freno a mano se, nel frattempo, aumenta la pressione sul pedale dell'acceleratore.

      > teratoma umano

      E' un'espressione che utilizzò un tale Fra(ncesco) nelle pagine di questo diario.
      E' efficace perché descrive sia la dinamica esponenziale di crescita fuiori di controllo di una popolazione impazzita, sia gli effetti nefasti sull'ospite (il pianeta / biosfera).

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    35. Perché si è arrivati?
      Per la stessa ragione per cui siamo invasi da immigrati e la Nazione viene smantellata, il Debito ci sta affogando, le colline franano sopra le case, eccetera.
      Il buon vecchio mors tua vita mea.
      La tua morte ingrassa qualcun altro.

      Quali misure?
      Nessuna, anzi, vengono prese tutte le misure possibili per incrementare il numero delle auto. Il punto è proprio questo, aumentare le accise sui carburanti è già stato fatto "n" volte e non ha mai ridotti il numero delle auto, cosa per altro scontata perché lo scopo era solo di fare cassa, cosi come si aumenta l'IVA o si mettono le imposte di bollo sui conti correnti.
      La "crescita" non è "urbanistica", è in ogni cosa. Una volta c'era un televisore per famiglia e se ne comprava uno ogni vent'anni, quando e solo se non si poteva riparare. Adesso c'è un televisore per ogni stanza e si cambia perché continuano a cambiare le specifiche tecniche e vengono continuamente indotti nuovi bisogni di consumo. Fai un giro in un negozio di elettronica e poi mi dici. Vale per qualsiasi altra cosa.

      Lo ripeto, NESSUNA COSA viene ridotta di proposito, anzi, si fa di tutto per aumentare (cioè per la crescita) il consumo di qualsiasi cosa, in qualsiasi modo, tempo e luogo.

      La cosa assolutamente fantastica è che i cosiddetti "ecologisti" si propongono come la "forza" che contrasta questo meccanismo. Quando non lo capiscono e non hanno nessuna idea di cosa fare. Vedi ad esempio la faccenda delle "trivelle", ancora rido.

      Sei libero di continuare con questo lessico pseudo-intellettuale-professorale sul "teratoma", ci metto una pietra sopra.

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  3. Stalle vicino. E se la distanza fisica non lo permette, telefonale. Sii presente per quello che puoi.
    Purtroppo nessuno puo' davvero farci niente, ma questa è la vita.

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  4. A me il topos della madre dolorosa non piace,ma avverto la tua sincera preoccupazione e tenerezza e ti sono vicina.

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    1. La mamma non sta affatto bene fisicamente e questo impatta su tutto il resto.
      Non e' molto allegorico, Sara, un luogo di dolore e contrarieta' generici a proposito della vecchiaia in sé,

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  5. Invecchiare é un passaggio. ...non tutti ci arrivano, non so dire se sia i meno una fortuna. ...una volta conobbi una signira novantenne che mi disse lamentandosi e anche un pó incazzata che secondo lei la vita era troppo lunga. Rispetto al passato in effetti oggi con l`allungamento dell`età media puó accadere di passare piú anni come vecchi che come giovani. Forse tutto dipende dalla vita che si fa. ...ci si puó arrivare in tanti modi all`anzianità, c`é chi invecchia tutti sommato bene e chi ha dei veri tracolli fisici e mentali. ..spero tua mamma possa affrontare bene questa fase, e comunque é bello che possa sentire il vostro affetto, vivere ancora nella sua casa, tra le sue cose. Spesso gli anziani non se ne vanno per malattie. . ma per solutudine.

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    1. Cerchiamo di stae vicini ai veci.
      Cosi' essi ci hanno insegnato, coi nonni, col loro esempio.
      Per me e' un po' piu' difficile, vista la relativa lontananza.

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  7. "La vita: una malattia mortale che si trasmette per via sessuale".
    frase sentita da un medico

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    2. Pare che ti piacciano le citazioni. Incamera anche queste, se ancora non le conosci:

      "Ma perché dare al sole,
      perché reggere in vita
      chi poi di quella consolar convenga?"

      [Giacomo Leopardi]

      Un altro vigliacco, evidentemente. Ma quanti ce ne sono, di 'sti imbecilli?!?

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    3. Il medico non era particolarmente arguto, infatti la malattia è uno stato dell'essere, non è l'essere. Condizione ne necessaria ne sufficiente. Per essere malato devi esistere mentre per esistere non devi essere malato.

      Inoltre, la vita non si trasmette (all'altro individuo) per via sessuale, la vita si crea per via sessuale (più precisamente, si perpetua). Tutti sanno che la vita si perpetua anche per via NON sessuale, per esempio per scissione, per gemmazione, per partenogenesi.

      Il suo aforisma è del tutto illogico e può attaccare solo con i sempliciotti.

      La citazione di Leopardi mi fa ridere, visto che si tratta esattamente di uno di quei periodi storici in cui alla gente piacevano le pose "romantiche" di decadenza, il pallore cadaverico, i cimiteri, le rovine, i corvi, la putrefazione.

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    4. Va be', dai, gli specchi sono insaponati.

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    5. Non so, dipende. Tu di solito frequenti dei sempliciotti?

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    6. Reprimo la tentazione di battibeccare futilmente, per rispetto verso il "padrone di casa".

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    7. Io invece sono serissimo e non vedo battibecco. Tu sei veramente convinto che citare Leopardi sul tema dell'essere e del non-essere significhi calare l'asso di briscola? Non ti rendi conto che invece dimostri l'esatto contrario della tesi che vorresti sostenere?

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    8. Lorenzo, mi stai strapazzando un po' troppo Giacomo Leopardi.
      Il romanticismo non fu il kitsch gotico-dark che hai indicato. Tempesta ed impeto, prima di tutto.

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    9. Contesto anche quello, in quanto ennesimo concetto infantile.

      Mentre nel "razionalismo" che poi produrrà i mostri della cosiddetta "sinistra" le due categorie preminenti sul gruppo di tre sono quella degli idioti assistiti e dei furbastri, nel "romanticismo" la categoria preminente delle tre è quella degli eterni adolescenti.

      Ancora oggi infatti il "romanticismo" torna periodicamente di moda con le sue connotazioni "dark", "emo", eccetera, oppure con l'esaltazione dell'irrazionale e dell'esotico.

      Inoltre, caro UomoCoso, ci sarà una ragione per cui sono quasi trecento anni che insistiamo con i fasci littori e i centurioni. La ragione è che le altre cose o non ce le vogliamo ricordare perché disturberebbero il manovratore (esempio l'epoca comunale) oppure perché, citando Fantozzi, sono una "cagata pazzesca".

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    10. L'epoca comunale fu un'epoca aurea per l'Italia.
      E' il modello politico che ho in mente, nella mia utopia delle piccole patrie.
      Una cosa per cui non potrei mai essere sìglobal di media scala, come i nazionalisti e i fascisti tra essi.

      Se avrai / avrete uno scampolo di tempo, partecipate alla (video) conferenza La "crisi"del Trecento di Alessandro Barbero.
      Molto interessante.

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    11. Io queste cose le ho studiate quando dovevo, non mi dice niente di nuovo.

      Ci sono due giochi di prestigio tipici di certi "professori", che a me risultano fastidiosi:
      1. il trucco del ribaltamento relativista.
      Prima ti descrivo lo scenario apocalittico e poi ti dico che, guardandolo in altro modo, puoi giudicarlo come un evento fortunato. Cosi come in altri contesti i "buoni" diventano i "cattivi" e viceversa.
      2. la similitudine tra il periodo X e quello attuale.
      Chissà perché in tutta la Storia si deve prendere il '300 come paragone con l'attualità. La spiegazione è ovvia, perché serve a dimostrare (nelle intenzioni) una tesi precostituita. Cambiando la tesi, cambierebbe o la "interpretazione relativistica" del '300 oppure il periodo storico considerato.

      Io sopra ho scritto un'altra cosa. Se noi mostriamo a noi stessi e al mondo le "glorie di Roma" è perché o vogliamo nascondere tutto il resto oppure perché non è una cosa di cui vantarsi.

      Nel caso di Leopardi, in America fanno i film sulla conquista del West, gli Inglesi ancora si fanno le pippe pensando all'Impero e noi eravamo li ad abbracciare urne funerarie e da li a poco avremmo intrapreso il processo della "unificazione", su cui si è scritto tutto e il contrario di tutto.

      Ultima cosa: gli "storici" da sempre attaccano il ciuccio dove dice il padrone.

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    12. UomoCoso, lo scrivo per l'ultima volta. Tu e Gaia adoperate un lessico e una logica che sono veramente paradossali.

      Il tuo "teratoma umano" è nella stessa linea di questo ragionamento:

      " Potrebbe voler dire che fra cinquecento anni non ci saranno più “gli italiani” (che secondo alcuni non ci sono già adesso, per via delle identità regionali), e che ciò è del tutto normale."

      E' DEL TUTTO NORMALE.

      Qualsiasi cosa è "del tutto normale", che ne so, i sacrifici umani, la schiavitù, la pedofilia, l'omicidio.

      Anche le estinzioni di massa che ogni tot centomila anni spazzano via il 90% delle forme di vita.

      Anche la trasformazione del sole in una gigante rossa.

      QUINDI?
      (bestemmia).

      Tutto questo è il prodotto di una civiltà decadente e decaduta, il crepuscolo.

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    13. Per te è normale che ci sia questo non-sistema di orribile (im)mobilità catrame e gomma.
      Quindi la morale è che NON si vuole mettere mano ai problemi e ciascuno ha mille mila giustificazioni validissime per far sì che non si faccia nulla, o il meno possibile o quanto finge di cambiare ma non cambia un tubo (e su questo potrei accettare qualche critica al meccanismo delle accise, io sarei, come ho scritto, molto più radicale).

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    14. UomoCoso, ad un certo punto scatta sempre l'interruttore irrazionale.

      Una cosa è "normale" quando è "consueta". Per esempio se quasi tutti gli uomini hanno due braccia, è "normale" avere due braccia.

      Il sistema "orribile" è "normale" semplicemente perché è un attributo della nostra realtà quotidiana, è la consuetudine. Se fossimo nati duecento anni fa sarebbe stato impensabile, perché del tutto estraneo alla quotidianità.

      Mettere mano ai problemi presuppone che uno capisca il problema e sappia come mitigarne gli effetti se non come risolverlo completamente. Il medico fa una diagnosi e prescrive una terapia.

      Insisto, gli "ecologisti" non sono in grado di fare una diagnosi perché non capiscono quello che vedono (per la maggior parte dei casi lo "ecologismo" è sinonimo di "anticapitalismo") e se anche potessero fare una diagnosi, non saprebbero che cura prescrivere (perché le "soluzioni" sono del tipo apocalittico-messianico).

      Mi fate ridere. Per cento ragioni. Come scrivevo altrove, la cosa più ridicola è che siete un disco rotto, una giostra che gira gira e sta ferma. I vostri antenati dicevano esattamente le stesse cose nello stesso modo.

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    15. Ancora a proposito del "normale".

      Come dicevo, è "normale" che ogni tanto cada un meteorite e spazzi via tutto. Il problema non è il famoso "è un dato di fatto" ma il QUINDI che ne deriva.

      Io guardo nel telescopio e vedo arrivare il meteorite. Quindi? Posso dire "vabè è normale" e poi dire col professore "tutto sommato da una crisi vengono delle opportunità", quindi posso organizzare una festa. Oppure posso chiamare Bruce Willis che vada a disintegrare il meteorite prima che colpisca la Terra, posso costruire rifugi e nuove astronavi per viaggi interstellari.

      La differenza sta tutta nel "quindi", non nel "normale".

      La differenza tra le persone. Ci si dovrebbe domandare che tipo di persona vede arrivare una minaccia e reagisce calandosi i pantaloni e mettendosi a 90.

      Posso capire che il "professore" dal suo palchetto dica agli astanti "calatevi i pantaloni e mettetevi a 90", non posso capire che gli astanti gli diano retta. O meglio, lo capisco solo se considero che gli astanti sono stati programmati dalla nascita tramite lavaggio del cervello.

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    16. Non so se può aiutare il ragionamento, ma ricordo che qualche anno fa vidi una discussione televisiva nella quale un medico faceva presente che è fisiologicamente normale per un maschio caucasico adulto sano correre per 42 km, mentre mediamente i maschi caucasici adulti sani "scoppiano", ben che vada, dopo un paio di km. Normalità e media, secondo quella linea di ragionamento, non collimano.

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    17. Questa considerazione è evidentemente illogica, al solito. Se pochi praticano la corsa, correre non è "normale", per definizione è eccezionale. Confusione tra desideri e fatti. Siamo sul confine per cui si afferma che correre 40km è un diritto.

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    18. Correre è normale per le persone adulte sane. Diciamo che non è pratica comunemente diffusa. Personalmente appoggio l'interpretazione del medico che ho ricordato.

      Un altro esempio, altrettanto calzante: calcolare divisioni "in colonna" con valori decimali senza commettere errori è normale per una persona sui dieci anni, mentre mediamente sono una percentuale parecchio rilevante quelle persone sui dieci anni che non riescono a farlo. Anche in quel caso, non c'è un impedimento dovuto ad un handicap o a qualche cambiamento nella fisiologia cerebrale, c'è invece una carenza determinata dall'ambiente. Quella carenza non modifica la normalità della prestazione, mentre ne modifica alquanto l'accesso medio. Cambiando la situazione ambientale, nello stesso campione riemergerebbe la normalità, e mediamente la maggior parte dei decenni interessati sarebbe nuovamente in grado di effettuare i calcoli necessari.

      Allo stesso modo, qualsiasi maschio caucasico adulto sano può sviluppare la propria normale potenzialità e correre per 42 km. Magari non in due ore o poco più, magari nel doppio del tempo, può senz'altro recuperare la propria normalità.

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    19. Oh ma ci sei o ci fai?
      "Correre è normale per le persone adulte sane. Diciamo che non è pratica comunemente diffusa."
      E' una contraddizione in termini. Non c'è nessuna "interpretazione".

      "normale per una persona sui dieci anni, mentre mediamente sono una percentuale parecchio rilevante quelle persone sui dieci anni che non riescono a farlo."
      Altra contraddizione in termini. Il concetto di "normale" prevede che solo una piccola o piccolissima minoranza devi dalla "norma". Se questa condizione non si da, evidentemente non esiste quella norma, ovvero non è normale.

      Altri esempi di contraddizione?

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    20. Prego notare che per estensione anche la "norma" come legge vale solo fintanto che la stragrande maggioranza delle persone la assume come regola. Se questo non si da, ovvero se una quota considerevole della popolazione non rispetta la legge o la norma, questa diventa la proverbiale "lettera morta".

      Esempio: fino a qualche tempo fa era normale che uno straniero che entrasse in Italia dovesse essere in possesso di passaporto e visto. Oggi chiunque può andare e venire senza questi documenti e quando richiesto gli viene concessa la "cittadinanza di fatto", ovvero basta mettere piede in Italia per diventare italiani. Ergo, quello che prima era "normale" adesso è eccezionale, quello che prima era eccezionale adesso è "normale".

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    21. Volevo scrivere questa cosa ma l'ho scordata: tanto è normale correre la Maratona che la parola si rifà all'episodio in cui gli Ateniesi dopo avere sconfitto i Persiani nella omonima battaglia inviano un messaggero per avvertire la città.

      Il messaggero corre ad Atene e secondo la leggenda fa in tempo ad esclamare "vittoria!", poi muore.

      Evidentemente il "medico" ha fatto geometra alle serali.

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    22. Va be', dai. Hai ragione. Come sempre.

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    23. Come se avessi bisogno del tuo imprimatur.

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  8. La malattia della mamma è guaribile?

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    1. Ieri hanno trovato una "massa" che richiede ulteriori accertamenti.
      Mia madre, ieri, amareggiata ma comunque saggia, diceva :- Di qualcosa bisogna morire.

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  9. Oh cavolo speriamo sia un falso allarme ... Tienici informati!

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  10. è una delle mie più grandi paure:)

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    1. Benvenuta triasterisca.
      Qual'è il vostro nome? Ho sbirciato un po' profilo e tuo diario (che son di fretta) ma non ho capito come vi chiamate.

      Paura: tumore? morte? morte di papà e mamma?

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  11. è una delle mie più grandi paure:)

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.