giovedì 12 maggio 2016

L'infinito


Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
infinità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.

Giacomo Leopardi




35 commenti:

  1. Ecco che il tempo è arrivato affinché potessi, coll'arrivare in vetta e l'iniziare a discendere, trovarmi affacciato a questi paesaggi dell'anima, al mistero della vita, della morte, a ciò che Leopardi afferrò ed espresse, in modo ineguagliabile.

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  2. Ah ecco. Mancava un po' di gobbo depresso e paranoiato al personaggio in effetti.

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    1. Leopardi "gobbo depresso e paranoiato".
      Povera Italia.

      Puoi sempre guardare qualche figo palestro ed euforico al Tronista (supposto che esista ancora), Alahambra.

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    2. Ungaretti, Montale, Quasimodo, Pirandello.
      È pieno di meravigliosi poeti, ma buffamente tu scegli il depresso oppure il decadente. Ehhhhhhhh. Manierismo che fanno di te un personaggio invece che una persona.

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    3. Pirandello l'hai mai letto davvero? Perché è assai più caustico e negativo di Leopardi.

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    4. Concordo, Pirandello nemmeno è una lettura serena. Ciò non toglie che sia molto, molto interessante.

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    5. Non è sereno affatto come non lo sono gli altri che ho nominato.
      Tuttavia sono molto più concreti e infinitamente meno patinati. Lottano invece di crogiolarsi in una sofferenza che diventa quindi per loro motivo di evoluzione.
      In più, se prorio parliamo di Pirandello, il cinismo si trasforma in una vena di ironia amara che lo rende ancor più terreno e che, nel confermare il suo disagio, trova il modo di alleggerirlo. Leopardi no, il gobbo depresso e paronaiato fa della sua gobba della sua depressione e della sua paranoia il fulcro portante di tutta la sua esistenza. Leopardi non fa nulla per stare bene, lui si soddisfa nel suo malessere e ci si avvolge per non dover sforzarsi di constatare che oltre alla sofferenza esiste altro.
      Non è differenza da poco.

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    6. Alahambra, la cosa che non capisco, visto che non sei esattamente un pirla, è che non di rado ti emerge una vena caustica che sembra più provocazioone che azione, come se tu avessi, in certe circostanze, un livore da sfogare in qualche modo.

      Ora io sono, anche dal punto di vista letterario, ignorante e non conosco che per vcagi ricordi di scuole dell'obbligo i letterati che hai citato. Quindi non mi addentro in critiche antagoniste al tuo pensiero perché dovrei studiare e non poco prima.
      Leopardi è riuscito come pochi altri a catturare il senso di umana finitezza, di impotenza, la fine essenza della malinconia, lo struggimento che accompagnano la vita di ogni persona, lo smarrimento di fronte al mistero vita morte, anche solo per alcuni tratti del proprio vivere.

      In effetti una mente straordinaria in un corpo mortificante è stata causa di molte sofferenze e anche della sua sensibilità, capacità evocativa ed espressiva.

      Non è patinato, visto che non c'è nessuno strato di vernice lucida o lucidante, di cera, applicati per rendere brillante per marketing il suo pensiero.

      Qui, incapace di concepire ciò che egli visse, tu ti projetti su Giacomo Leopardi.

      Puoi continuare a ridurlo alla sua gobba, a caratterizzarlo fisicamente, non cambia di una virgola la sua Arte.

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  3. Anche a me Leopardi piace. Ne ho un ricordo così bello anche perché erano bellissime le lezioni della mia prof di Italiano. A lei pure piaceva, e molto. Come del resto gli altri: Dante, Petrarca, Boccaccio... lezioni molto vissute, belle.
    Io forse sono un po' dozzinale e mi piace tanto "Il sabato del villaggio".

    Per il resto, a me piace tanto Pirandello, Sciascia, Ungaretti, per dire gli italiani.

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  4. Leopardi era affetto da varie infermità ma non glielo si può rinfacciare. Capita a tutti prima o poi. Non la "gobbità" cita UomoCoso ma:

    "... mi sovvien l'eterno, e le morte stagioni, e la presente e viva, e il suon di lei. Così tra questa infinità s'annega il pensier mio".

    Ovvero la "moda" della "spiritualità", intesa nel senso "new age" della parola. Non a caso UomoCoso è "anti-moderno" e vorrebbe recuperare una sua versione del "MedioEvo" nei borghi disabitati.

    Io non avrei niente da eccepire se ci fosse un minimo di autenticità nelle cose. Invece sono infastidito un po' dalla mia solita metafora, quella della rpoverbiale fattoria bucolica ricostruita nei giardini di Versaiiles.

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    1. E'antimoderno perché, nella sua genialità, egli aveva osservato la hybris tecnoprogressista che già si diffondeva ai suoi tempi, il fidesimo nelle sorti progressive.
      Come dice il mio babbo, altri tubi digerenti su due gambe confidano nella tecnica per migliorare il proprio mediocre destino umano. Leopardi, invece, lascia al centro della realtà le persone (comprese le miserie delle persone). Egli sapeva, intuì già allora ciò che gli inglesi, in modo assai prosaico, ma non meno efficace, dicono con
      A fool with a tool is a fool.
      La dimensione spirituale non è la roba da marketing, da BAU tipo new age e quelle mode bizzarre lì.
      La dimensione spirituale è la dimensione del tempo che passa, sul significato dell'esistenza.
      La questione è che la Natura va a risvegliare alcuni schemi archetipici, permette anche ai "piu' tubi digerenti" di andare anche solo per poco oltre alla dimensione materiale della vita.
      Difficile che una persona sia indotta ad un momento di meditazione osservando la pubblicità di fronte, nella stazione del metro.
      Magari, al sovrumano silenzio, nella profondissima quiete
      allo stormire del vento tra le piante, avviene che alcune persone, si fermino, per qualche istante, che si metamorfosino dalla loro condizione di tubi digerenti, e inizino a meditare sul mistero vita morte, sul senso di questo passaggio in questa realtà.

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    2. UomoCoso, sono giunto alla conclusione che ti dovrei riprogrammare come si fa con gli adepti delle sette.

      Primo, uno sciocco con un arnese non è uno sciocco, è uno sciocco con un arnese, quindi può fare più cose (nel bene e nel male) di uno sciocco senza arnese. E' la ragione per cui lo stesso pirla che ti trovi nella riunione condominiale, in certe situazioni, fornito di istruzioni, stivali e fucile, diventa un criminale di guerra. Oppure, in un'altra situazione, fornito di altri attrezzi e di una diversa motivazione, è il tipo che viene a casa tua a ripararti la perdita del cesso.

      Confidiamo nella tecnica per migliorare il nostro destino? Ri-cito il film "l'ultimo samurai", un uomo fa quello che può fintanto che
      il suo destino si rivela. Quindi gli arnesi non migliorano il tuo destino, migliorano l'attesa che il tuo destino si riveli.

      Ovvero, prova a cacare per terra pulendoti con le foglie, vedrai che è più scomodo che fare la cacca in un bagno con tutte le comodità- Quindi ti serve lo sciocco dotato di arnesi che venga a casa tua a ripararti il cesso.

      Veniamo alla natura.
      Ci sono persone che guardando una montagna pensano "siamo polvere e polvere ritorneremo" e ci sono persone che pensano "ci vivranno sopra gli Dei, andiamo a parlarci".

      I momenti di meditazione... ci sarebbero da scrivere volumi sul concetto di "meditazione" ma facciamola breve: quale è lo scopo?

      L'unico risultato che posso vedere del "meditare" è quello della sofferenza, quindi "meditare" è una forma di masochismo. Prego notare che "meditare" non è sinonimo di "pensare", è un sottoinsieme, cioè il pensare senza costrutto, senza scopo.

      Se vogliamo, si medita su questioni che sono oltre/fuori/sopra le nostre possibilità, quindi per definizione è un atto inconcludente, che non ha altro fine che se stesso.

      Chiudo dicendo che se Leopardi avesse potuto scegliere tra essere "genio" letterario ma fisicamente sofferente oppure tronista analfabeta ma palestrato, non avrebbe esitato un picosecondo.

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    3. UomoCoso, sotto rispondendo a Sara scrivi di "anima". Appunto.

      Colpa mia, cerco coerenza nelle miniera dell'incoerenza.

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    4. Mah, Lorenzo.
      Perché ti ostini a ridurti a tubo digerente semovente?

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    5. UomoCoso, qualcuno disse che ripetendo una certa cosa molte volte, diventa vera. Non è cosi, ripetendola diventa vuota.

      Io dovrei fare come gli antichi sofisti e chiederti il significato delle parole che scrivi ma a che pro? Siamo troppo vecchi.

      E poi, dato quello che succede attorno, che tu creda che esistano cosa come la "meditazione" e la "anima" è l'ultimo dei problemi.

      D'accordo, sono un cretino.

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  5. Le piante, racchiudono l'essenza del tutto. Bella foto

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    1. Quando vidi quel leccio secolare, la stradina che ci arrivava, col Tirreno al quale stavamo scendendo dalla cima del monte Argentario, che si apriva oltre di esso, sotto di esso, avvicinandomi fino a entrare nell'ombra fitta sotto di esso, osservando i mille toni di blu del Tirreno, e Giannutri più a sud, mi venne in mente proprio l'Inifinito di Leopardi.
      Mi dissi: queste foto non le pubblico qui, in Naturamare, ma aspetto un momento in cui L'infinito di Leopardi possa descrivere il mio stato d'animo, a corredo di quella poesia.
      Le piante sono la cornice, la Natura è evocatrice.
      Leopardi, qui, diventa un primitivo, torna un primitivo che al cospetto della magnificenza, imponenza della Natura, medita sulla propria finita umana condizione.
      Grazie per l'apprezzamento per la foto. Ho fatto veramente poco che non sia di rendermi conto della bellezza di quel cantone.

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  6. Benché preferisca non esprimermi sul Leopardi persona, ho imparato a molti anni di distanza dal liceo che il Leopardi letterato va ben oltre le sue poesie. Più in alto. Ridurlo al Romanticismo è, appunto, riduttivo.

    Leopardi ha pure "ispirato" un capolavoro come il purtroppo non noto come meriterebbe "Coro di morti" di Petrassi (qui e qui.

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    1. Goffredo Petrassi.
      Ignoravo l'esistenza di questo musicista.
      Devo dire che la musica sinfonica non dico contemporanea ma moderna richiede, piu' che altre, un ascolto attento e con uno stato d'animo proprio.
      Devo dire che questa opera citata mi piace molto di piu' di alcune cose rock piu' o meno progressivo che segnalasti in passato, signor Pigiatasti.
      Grazie.

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  7. Ho visto i luoghi dell`Infinito, le colline marchigiane che si affacciano su quel mare che si perde a vista d`occhio. Fui colpita dai colori nitidi, il verde, il giallo, l`azzurro. E l`aria sottile. La natura ci avvicina a qualcosa di sublime. I versi del poeta lo testimoniano. Alcuni dicono che l`infinito sia la descrizione del corpo della donna. Non lo so, ma sono versi delicati e allo stesso tempo potenti. Era informe, depresso, ecc? E va be, resta una mente eccelsa. Quanti corpi pergetti ci sono ma cervelli e anime inesistenti? Il corpo prima o poi si deteriora, mentre l`intelletto resta per sempre e sopravvive alla morte stessa.

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    1. Era un pensatore con una visione straordinaria, che aveva gia' capito, a quel tempo, l'ubriacatatura per idioti del progressismo tecnoteista.
      Mi piace molto la frase finale: intelletti che sopravvivono alla morte del corpo che li ospitò.

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  8. Esercizio di un rompicapo, oppure per dirlo in linguaggio Zen:

    Dove nasce e dove muore l'infinito ?

    buona giornata UUIC

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    1. La risposta è banale: all'infinito.

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    2. Di quello che invece la tua mente evapora, non me ne puó importare di meno caro signor "so tutto io". Si vede lontano un miglio vmche scopiazzi le tue risposte cercando di sembrare uno che sa tutto e invece sei solo infinitamente spocchioso e alla tua età la cosa é preoccupante . Come vedi io nn commento mai le tue evacuazioni, e sei pregato di fare altrettanto, e se proprio non puoi farne a meno evita di dare giudizi banali. Ma tanto so che non lo farai, quindi spreco solo il mio tempo a risponderti.

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    3. Ps. Qualcuno parlava in altri commenti dell`inutilutà di dare la vita ad un essere umano. Penso che se quella sera i tuoi fossero andati al cinema avrebbero veramente fatto un favore all`Universo. Mai geni furono piú sprecati. Leopardi forse non era geneticamente un bel esemplare di maschio prestante, ma aveva quello tu non hai e non avrai mai: un anima e un vero cervello frutto di veri studi e non di scopizzate penose. E con questo chiudo.

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    4. Dove, di grazia, qualcuno avrebbe commentato una tua evacuazione?

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  9. Leopardi era un autore straordinario mi è sempre piaciuto.
    Quel posto in foto mi fa venire voglia di camminare e riflettere, parlare e ascoltare.

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    1. Camminare e riflettere, parlare e ascoltare.

      Succede sempre quando vado a camminare con amici e altre persone. Vieni anche tu!

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  10. Bellissimo post Uomo, le nostre anime hanno bisogno di poesia.

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    1. Grazie Sara.
      Questa poesia è cibo e delizia per l'anima perché essa, come nulla altro, riesce a descriverla, ne è immagine.

      Anche l'anima ha... un'anima narcisa, che si compiace nel essere descritta, nel vedersi.

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  11. A proposito di "banalità", mai dare risposte affrettate...succede che la vera banalità sta nella presunzione di rispondere ad un concetto apparentemente logico, che viceversa richiederebbe una ricerca su se stessi e sulla utilità della stessa esitenza. T'è capì!!!

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    1. Ciccio, le tue "domande" hanno più di mille anni. Lasciando perdere il fatto che nei mille anni precedenti qualcuno aveva già dato delle risposte, nei mille anni successivi sono state date altre risposte.

      Scusa se non compro il libro di Scientology eh...

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    2. In oriente li chiamano koan : sono motivi, paradossi, sui quali meditare.
      Ginnastica per mente,anima e spirito.
      La ginnastica è assai benefica (produttiva) anche se è improduttiva.

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    3. UomoCoso, non c'è nessun paradosso e non c'è niente su cui meditare, oltre il fatto che l'azione del meditare è una fandonia. Il concetto di infinito è trattato nella matematica, nei limiti di una costruzione che si fonda su concetti primitivi, innati, ovvero che sono assunti senza definizione (es. numero, successivo).

      Il "buco" è nella lingua, ovvero gli antichi sofisti usavano tenere un discorso con il quale provavano una certa tesi e subito dopo un discorso che provava il contrario. E' un trucchetto che è tanto più efficace quanto più semplici sono i pensieri di chi ascolta. Ovvero, se uno non sa niente degli ultimi due o tremila anni, gli sembra che ogni cosa sia una novità e/o una grandissima pensata.

      Per controbattere l'uso della parola come strumento di manipolazione bisognerebbe chiedere la definizione di ogni parola e le relazioni tra le parole, esattamente come fa la matematica coi concetti matematici. Cosi facendo si ottiene la logica, la quale comunque è sempre fondata su concetti primitivi indefinibili.

      Chiudo dicendo che il nostro problema non è la meditazione, è riuscire a prenotare una visita nel Servizio Sanitario Nazionale.

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