mercoledì 25 maggio 2016

Figlio papà

Stare vicino ai miei veci ha fatto sparire lo struggimento e i patemi d'animo della lontananza come nebbie al sole.
Fare il badante/accudente è un lavoro che usura. Usura la pazienza, rompe l'organizzazione del tempo, spezzetta la giornata. E porta via molte ore.
I nostri vecchi genitori tornano bambini, con le loro abitudini che talvolta sono i loro capricci ma vogliono rimanere genitori.
Insomma, la vita è ripresa e io mi trovo per qualche giorno a fare il figlio papà. Ti è richiesto ubbidienza e rispetto come figlio ma anche un impegno come adulto, come papà di tua mamma, di tuo papà.
Mettendo da parte l'ego e tornando flessibili molte cose si risolvono. In fin dei conti è anche un esercizio, specie per i singoli libertari impenitenti come me che hanno perso da tempo la disciplina e l'esercizio della convivenza.

4 commenti:

  1. Mi manca stare con mio padre.

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    1. Sara, potrei instillarti un dubbio di fede, non è possibile dimostrare che egli non ci sia più, in nessuna altra forma.
      Il corpo, un abbraccio, una stretta di mano, il mangiare insieme sono così importanti e sono la via di affetto e amore filiale e genitoriale. Ma forse, non sono le uniche forme possibili.

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    2. Penso alle sue parole, a quelle che mi ha detto, a quelle che mi direbbe.

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    3. Vedi che in qualche maniera sei ancora con lui ed egli con te?

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.