sabato 30 aprile 2022

La madre dei

... capitozzatori è sempre incinta.
Date una motosega ad un qualsiasi coglione e i risultati vengono.
Questo bel pioppo nero che tentava di togliere un po' di indicibile bruttezza allo squallore del tumore betonico circostante non ha avuto fortuna.

giovedì 28 aprile 2022

Camogli - 2: ordine e pulizia

(Camogli - 1: prima e dopo)

Una cosa che mi ha colpito di Camogli e delle sue frazioni è l'ordine e la pulizia.
Nel pensiero ribaltato, per cretini e per instupidirli e abruttirli ulteriormente, sono considerati disvalori (e i risultati si vedono). Ordine e pulizia, cura per i dettagli, ricerca di bellezza, anche povera (mi ha fatto sorridere il fatto che in tempi passati ci fu una tassa sulle finestre aperte sulle vie e così i  liguri si ingegnarono a... limitarsi a dipingerle sulle facciate) è ciò che ho sentito e poi percepito, con la mente.
Temo che sia un'altra conferma che degrado, squallore, sporcizia siano caratteristiche ormai consolidate per città, luoghi artificializzati, conurbazioni vasi di pandora multietnici e multiculturali. La grande scala è tale anche nei lati peggiori.
Abbiamo camminato a lungo nei due giorni, domenica e lunedì: non potevo credere ai miei occhi: rifiuti, di fatto, assenti. Questo conferma che si può vivere anche con dignità, rispetto per le cose comuni, per la bellezza e dignità dei propri luoghi. Persone che tengono così le loro contrade non possono non essere in gamba!






Partigiani: guerra, denazificazioni e altro

La scure della censura della signora Baracetti si è abbattuta su un altro mio commento.
Ho imparato a salvare i commenti nei luoghi in cui vige la moderazione/censura: le sollecitazioni emotive non portano solo a propaganda monodirezionale nei mezzi di comunicazione di manipolazione di massa ma anche tra i diari che da luoghi di dialogo/confronto sempre più  spesso diventano vetrine delle proprie convinzioni, della propria partecipazione a questa o quella narrazione e luoghi di censura.
Il valore aggiunto della diariosfera sia proprio il confronto dialettico, specie quando stimola un qualche cambio del proprio punto di vista, anche solo temporaneamente.


Aggiornamento (giovedì 28 aprile, h 22:32)
Ero intervenuto con un secondo breve commento del quale non salvai il testo, che citava un punto di vista dei marxisti (Diciottobrumaio, qui). Anche il secondo commento è stato censurato dalla signora Baracetti.
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Signora Gaia
Osservo esterrefatto: gli SUA tentano di invadere (fisicamente significa metterci le loro basi militari, non dei parchi giochi o basi per lo zucchero filato, basi militari con armi di ogni tipo), con colpi di stato organizzati dai vari oligarchi (Soros e compagni), esattamente come fatto dagli SUA in Italia e voi vi scandalizzate per la reazione degli altri imperialisti, i russi, che non hanno certo i metodi prodiabetici, a finestrate di Overton, degli statunitensi/britannici.

In quanto ai partigiani, la loro parte maggioritaria comunista, sono molto vicini a certo metodi russi di denazificazione/defascistizzazione, ampiamente praticati in modalità  di stupri, eccidi, ruberie, torture, epurazioni, dalle brigate garibaldi, per non avere delle simpatie per i russi.
Se da gatto nasci miao fai!

Gli SUA/RU faranno ogni cosa per mantenere il loro impero sacrificando la provincia geografica e sociologica, usata come carne da macello.
Troveranno sempre persone che aderiranno ai nobili ideali coi quali ammantano i loro interessi geopolitici.

mercoledì 27 aprile 2022

Camogli - 1: prima e dopo

La prima cosa, emotiva, dei sensi, che mi ha colpito, dei piccoli borghi e marinari (Camogli primigenia su ciò che era una piccola isola) e di costa (le pendenze sono quelle dei monti, più che di collina, a dispetto della quota) è l'intimo compenetrarsi, ricamarsi reciproco di natura e cultura. Una bellezza destabilizzante risultato di secoli (!) di sacrifici, di durezza, di lavoro che ha prodotto quello scrigno, oggi semplicemente impensabili.
Ritengo che la chiave di volta di questo sacri-ficio fu la scala ridotta, naturale / umana, appunto.

Infine noto la differenza tra il primo turismo, elitario, ricco e quindi estetico, di fine Ottocento e inizio Novecento, e il turismo di massa, industriale, dei grandi numeri, sociale (che iniziò col fascismo).
Il contrasto tra la bellezza delle opere e della loro topologia o, meglio, topofilia del primo, osservato in quel lembo di Liguria a ponente, e lo squallore, l'orrore industriale dei turismifici moderni/modernistici, la bruttezza senza limiti realizzata su grande scala, sovrumana e sovrannaturale (in primis il tumore urbano costiero della costa romagnola) sbalordisce.

Ma le generazioni del Novecento e attuali, cosa lasceranno a chi ci seguirà? Cosa saremo riusciti a distruggere imperituramente (almeno su scala storica)?




domenica 24 aprile 2022

I vortici cogli idranti dentro

Giovedì è tornata la pioggia. Finito il lavoro, andando a lezione di tango, pioggia fine e forte, dopo molti mesi, ho visto un copertura nuvolosa plumbea e uniforme: non c'erano buchi di sereno con nuvole grige, bianchicce, anoressiche intorno, c'era una coperta spesa, plumbea, grassa, scura verso nord. Fantastico! Come succedeva fino all'inizio del duemila, fino a quando ero in Lombardia.

Ieri, un'esperienza sensoriale, ambientale così rara (per me). In viaggio, per andare a trovare un'amica in quel di Camogli, tra lo spezzino e Sestri Levante, ho avuto, dopo anni (ero con A-Woman) l'esperienza de La Pioggia ligure.
Vento a  raffiche e vortici sui viadotti, con mille mila idranti dentro a eruttare acqua sulla nostra auto. Acqua sotto, sopra, a lato, avanti, dietro, a mare, a monte! Ero così felice che avrei guidato per ore, giorni.... i tergicristalli che si illudevano di spostare forsennatamente  il torrente che cascava sul parabrezza. Solo in Liguria ho vissuto piogge così intense.
Ieri mattina, a casa, ho aperto la finestra: verde rutilante, aria fresca, terra scura e bagnata sulla stradina che sale nel bosco, profumo di pioggia e acqua, erba e foglie verdi e grasse, milioni di fiori pronti a esplodere. Il profumo di flora e terra dissetate, turgide!
Dopo due anni di siccità è sollievo per anima, mente, corpo e piacere sommo per i sensi.
L'esperienza dei vortice cogli idranti dentro rimarrà a lungo: all'uscita di ogni galleria quel crepitare della cascata improvvisamente, subitanea, sul parabrezza.

Ora ci sono lampi e tuoni di questo temporale, il mare, sotto, il cielo sopra, sono grigi - ancora acqua! - sarà altra giornata di acqua benedetta!
Dopo due anni di siccità sono felice.
Sono disadattato anche su questo, felice per il comunemente detto "brutto" tempo.
_zzz, _mnino, Rosa Canina ancora dormono, io mi godo la sinfonia di tuoni.

lunedì 18 aprile 2022

I conti salati (della crescita)

Questa guerra in Europa contro Europa/Ucraina/Russia e alcuni  storture/patologie del modello attuale (non metto aggettivi) porteranno a cozzi assai brutali contro i limiti.

Un sistema che si è reso tanto specializzato quanto fragile, trascurando insensatamente i fondamentali elementi di resilienza strategica come quella delle risorse vitali come cibo, acqua, energia per gettarsi in una insensata crescita e con la crescita più grave: i mandanti/portatori di interesse di questo disastro, a fronte della riduzione demografica (la PRIMA e più ECOLOGICA), hanno apologizzato e implementato migrazioni di massa per passare dalla diminuzione ad un aumento dei consumatori, ovvero del loro potere e dei loro profitti. Quindi crescita di beni/servizi posizionali (spesso del tutto inutili se non dannosi) al posto della platea di beni e servizi fondamentali.

Come scrivevo, sulla tavola deserta del banchetto avremo una boccia di Chianti e niente polenta, niente spezzatino. Ma che cazzo di pasto bacato, assurdo è!?

I contadini mi dicono: non metto il mais (o altri prodotti): gasolio agricolo troppo caro, siccità, consumi con costi impazziti. Da queste parti ci sono i resti  tristi di piccole stalle per allevamenti suini, chiuse da decenni. I suinifici sono concentrati con dimensioni spaventose in alcune province della pianura Padana, non sanno come gestire i reflui. Qui non hanno concimi, quelle piccole stalle sono chiuse, sparite le competenze, importano la carne. Importano? Importavano (il mais per produrre) la carne. Si capisce il demenziale ed enorme non-senso economico, agronomico, ecologico!?

Ora pensano di sostituire il gas russo (SUA e RU sono riusciti ad annientare i rapporti Europa - Russia) aumentando la dipendenza da... quelle personcine per bene dell'Algeria, in prospettiva uno dei paesi del tumore Nordafrica che ci farà guerra via via più esplicita, intensa (ora c'è quella la guerra a media intensità demografica/migratoria).

L'ubriacatura da crescita presenterà i suoi conti e saranno molto salati. In disastri così gravi si finisce in decenni di insensatezze, di sbagli gravi, ripetuti, iterati orgoglionamente.
3.5 milioni di ettari (cazzo, MILIONI di ettari) di campi distrutti per sempre.
Mangeremo pezzi di asfalto di tangenziali e spezzatino di tritato di capannoni.

In tutto questo dopo la puttanata sotto casa mia, ho letto questa notizia che sembrerebbe una battuta da ubriachi, una invenzione di uno psicopatico. 
Perché realizzare una ciclabile normale quando si può realizzare un "viadotto" che costa venti volte di più al metro!?

Notare la incredibile chiosa finale (solo un buon masochista, un demente può compiacersi così) e l'incensazione di Carlo Ratti, ideatore dell'ecomostro / abominio. Sarà uno di quei progettisti famosi sadici. Ricordate Peter Eisenman la sua filosofia decostruttiva (della ragione)? Riusciranno Carlo Ratti e i suoi sodali a farci odiare il viadotto "cicloviario" e l'emorragia di denaro pubblico dalle casse in decit e debito senza limiti?


"But to the extent that it did, art could and should be ugly, because life is ugly, and the highest duty of art is to be honest about who we are rather than deluding us with comforting fables.  

This idea, that architecture should try to be “honest” rather than “beautiful,” is well expressed in an infamously heated 1982 debate at the Harvard School of Design between two architects, Peter Eisenman and Christopher Alexander. Eisenman is a well-known “starchitect” whose projects are inspired by the deconstructive philosophy of Jacques Derrida, and whose forms are intentionally chaotic and grating. Eisenman took his duty to create “disharmony” seriously: one Eisenman-designed house so departed from the normal concept of a house that its owners actually wrote an entire book about the difficulties they experienced trying to live in it. For example, Eisenman split the master bedroom in two so the couple could not sleep together, installed a precarious staircase without a handrail, and initially refused to include bathrooms. In his violent opposition to the very idea that a real human being might actually attempt to live (and crap, and have sex) in one of his houses, Eisenman recalls the self-important German architect from Evelyn Waugh’s novel Decline and Fall, who becomes exasperated the need to include a staircase between floors: “Why can’t the creatures stay in one place? The problem of architecture is the problem of all art: the elimination of the human element from the consideration of form. The only perfect building must be the factory, because that is built to house machines, not men.”




domenica 17 aprile 2022

Non una parola una!

A "Tutta la città ne parla" venerdì mattina ascoltavo i ghirigori, i sofismi leziosi, le astratte e complicate costruzioni mentaloidi sulla scarsità di cibo, sulle speculazioni, autarchie no inter(in)dipendenze (!?) sì (dovremmo mangiare meno carne - io ne mangio così poca che nei dovrei mangiare di più - per aiutare i paesi del Nord Africa (???)), etc. etc. . 
Nella parte di trasmissione ascoltata (direi un poco più  della seconda metà) non una parola una per la banale quanto ovvia realtà che la speculazione non può esistere dove c'è abbondanza di offerta. Manderei 'sti intellettualoidi vadical chic pvogvessjsti cojoni tromboni nel deserto a creare una speculazione sui future per inerti, pietre, sabbia, polvere, 'sti koglioni!
Non una parola una sul fatto che se c'è un deficit di risorse (e casini pazzeschi, fino alle guerre incluse) il divario tra domanda e offerta può essere ridotto e poi annullato diminuendo la domanda e che la domanda si riduce diminuendo il numero di mandibolatori (in Europa sarebbe già realtà se i grandi poteri non avessero da tempo organizzato e attuato le migrazioni di massa sostitutive e represso ferocemente ogni possibile - anche le forme più blande! - resistenza ad esse). Ha senso che Egitto, Sudan, Somalia (e una lista lunga così  di tumori) dipendano per percentuali anche fino all'80% da fornitori come Canada, Ucraina, etc. [O l'India dipenda per gran parte dei ceci - proteine - che consuma dall'Australia - NdUUiC]!? Ma la vogliamo farci sta cazzo di domanda o no!? Vogliamo iniziare ad analizzare perchè l'Europa deve importare quasi tutta l'energia e buona parte delle risorse?!
Le piccole menti scadenti gongolavano nel darsi ragione vicendevolmente e a disprezzare le "autarchie".

Il culto insensato de "la crescita" nel salotto arcobalengo di Radio3, ha portato le pseudo menti intervenute, ad un gigantesco scotoma su almeno metà della realtà, la domanda. Non una parola una sulla domanda!

Chi non osserva la realtà può arrivare solo a seghe mentali e a rimedi che sono peggio del male.

Osservavo la totale dissennatezza: monoculture (vigneti e poi meleti) in ulteriore espansione, ancora enormi superfici agricole distrutte con ruspe, gru, betoniera per capannoni, parcheggi e infrastrutture di vario tipo, in costruzione.
Carlo, ora riposi lì sotto, nella terra nera e grassa, unta, fertile, del camposanto, i casini peggiori non li vedrai più.

Occhi che guardano ma non vedono!
Ogni giorno osservo la cecità dovuta alla follia di un impazzimento collettivo.