sabato 20 settembre 2014

Tutti i frutti

Fatto le quattro stanotte. Nonostante la stanchezza e il tango leg, oggi giornata in cui ho fatto un tot di cose.
Ora però sono cotto. E anche un po' raffreddato. Sembrava caldo ieri sera, lampi lontani a ripetizione. Erano le tre. _ara compagna di studi, _ela anima di seta, _ara batticuore ed io. I quasi soli superstiti visto che gli altri hanno quasi tutti smesso di studiare. Il cruccio delle tanghere è trovare ballerini in gamba con i quali studiare: ascoltavo, curioso, il resoconto cinico, vetriolesco, del bestiario. Devo aver preso un po' di freddo anche se... era caldo.
Ballato un tot con _ina l'aretina. Eravamo lì ad un sospiro, labbra, occhi e desiderio. Era bellissima ieri, il suo corpo statuario da nuotatrice, abbronzata, un vestito testa di moro fine, un giro di perle intorno al collo. Sei bellissima. E se la godeva come 'na riccia. Ero eccitato, sì, in molte delle tanda ballate insieme.
Bella crapa, sexy crapa. Mi piace come parla, come ride, balla male ma... po si lascia andare. Pensavo, accennandole, come sarebbe da un'altra parte. Ha un che di maschile che incontra la mia solletica la mia parte femminile. Pensavo a come sarebbe fantastico se, a letto, fosse come in milonga, passare dagli spigoli e scossoni iniziali alla fluidità.
Persona giusta, luogo giusto, momento sbagliato.
I miei occhi andavano ai suoi, alle sue labbra, i suoi ai miei e alle mie labbra.
Io lo so che ti piaccio, tu sai che tu mi piaci.
Sì, Uomo. Ma... Con _ero, il mio compagno, siamo stati chiari: se io sto' con altri egli va con altre. E io sono un po' gelosa.
In effetti 'sta gelosia, alla fine, è lasciar lì tutti i frutti, tutti gli ortaggi colorati, profumati e maturi del giardino solo per uno.
Penso che sia molto bello, tra adulti, arrivare anche alla sincerità, alle parole pulite, usate col loro significato. Rimane il gioco, sentire il proprio e l'altrui desiderio.


37 commenti:

  1. Sicuramente l'istinto animale che , vilenti o nolenti, ci contraddustingue. porta l'essere umano a essere tentato sempre dalla moltitudine di frutti. Tuttavia...se due sono impegnati cibsonovdei limiti, oltrepassati i quali la coppia rischia di sfasciarsi...a meni che entrambi non siano mutualmente d'accordo ad andare con altri/e...ma allora a quel punto stare insieme nonb ha moltons senso: scopo con chi mi pare, tu pure, ma poi ognuno a casa sua.
    L'impegno reciproco comporta rinunce. Pro e contro. Se uno non se la sente di rinunciare a nulla...meglio la singletudine: vai con chi vuoi e non fai torti a nessuno.
    La gelosia...brutta bestia...non è facile da controllare perché è un istinto atavico, riguarda il possesso del territorio ecc...secondo me un po' di sana gelosia ci vuole, ma se diventa controllo, limite imposto, ossessione, allora non va bene...

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  2. Che ragionamento. ... "se io sto con un altro lui cerca altre...." vedetevi martedì pomeriggio alle tre e nessuno lo sa! Sa di gran balla sta cosa

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  3. Non se vale qualcosa scriverlo ma a me non interessa tanto sapere che una ti piace e che tu piaci ad una.

    D'altra parte, sarò gretto ma sono mesi che mi sto cercando di auto-convincere ad iscrivermi a "zumba" al solo scopo di incontrare "gente". Sarà mica una novità.

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  4. x Spirito Libero:
    Diciamo che venerdì è stato un laboratorio sull'attrazione.
    Il condurre a sé e gli ego che si accarezzano e desiderano.
    Non ho il gusto di sfasciare altre coppie e non son neppure masochista da negare il mio desiderio. Accade. E' un gioco che avviene.
    Col passare del tempo io mi sono convinto che l'esclusività sia innaturale ma ho perso ogni intento se non missionario educativo su 'sta cosa. Dentro in una relazione ci sono un sacco di cose che con l'amore erotico non c'entrano un cazzo: possessività, interessi economici, (auto)stima, allevamento dei figli, etc.
    La gelosia.. ci potrebbe stare una biblioteca. Come ogni espressione e caratterizzazione emotiva indica alcune cose e ci si può lavorare. Esistono terapie (anche estreme, come quella neotantrica de L'albero di ulisse) a questo patologia.

    Quando scrivo (erco di evitarlo) dal furbofono gli errori straripano.

    x Francesco:
    Le ho detto con un tono scherzoso ma in tutta verità che la inviterei a cena e che cucino bene.
    Io ho anche l'eta' per evitare di rimanere impantanato in una (anconra non) storia bloccata.
    Quando ci seduciamo e' bello, poi la vita va avanti.
    Certo che alcune mi accendono di brutto.
    Vado ad estremi opposti anche in questo: un tot che non mi strappano neppure uno sbadiglio e alcune che mi pigliano alla grande.

    x Lorenzo:
    > ma a me non interessa tanto sapere che una ti piace e che tu piaci ad una
    Intendi che ti interessa se una sta o non sta con te.
    Incontrare gente...
    Senti, te lo dico come amante della solitudine e pure parecchio misantropo: direi che sei umano anche tu! :)
    Abbiamo un lato sociale e un lato solingo. Entrambi sono importanti. Anche se la solitudine è uno dei tabù, nella liquidità frenetico-compulsiva come spazio, come il digiuno, come il silenzo, l'oscurità, la calma, la lentezza.
    Io penso che fare movimento, in musica, con altre persone e pure anche delle portatrici di vagina :) sia una bella cosa per sé. Vai con lo zumba (di cui ho sentito dire, sarà una di quelle cose palestresi, dovrei gugglare un po' ma non c'ho tempo).

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    1. E' che non sono tanto un guardone, le tue faccende sono le tue faccende, non ho la curiosità di entrarci.

      Allora, lo Zumba consiste in due o tre file di signore e signorine in abbigliamento casual-sportivo che guardano un tizio in canottiera che muove gli arti più o meno a caso al ritmo di musica caraibica e loro cercano di copiarlo.

      Praticamente mio nipote a tre anni fa lo stesso gioco all'asilo. Le ragioni di essere dello Zumba sono:
      1. l'istruttore in canotta si guadagna la pagnotta.
      2. le signore e signorine hanno una scusa per non fare uno sport vero qualsiasi.
      3. in fondo, nella terza fila dietro le signore e signorine, che sono un venti trenta a seconda della sala, ci sono quattro o cinque ometti d cui due sono gai e gli altri tre sono li con il solo scopo di incontrare signore e signorine.

      Ora, per uno come me fare movimento in musica con persone, indipendentemente dalla vagina, è una cosa priva di senso. La danza è una forma d'arte che non comprendo.

      Lo Zumba, in quanto muovere arti a caso davanti ad uno specchio (per qualche motivo pare che alla gente piaccia guardarsi) è una tortura inenarrabile per cui devo raggiungere il punto di fame/disperazione sufficiente a essere disposto alla tortura pur di raggiungere l'obbiettivo.

      Veniamo alla misantropia. Io non sono misantropo, faccio fatica a classificare la maggior parte della gente come esseri umani, tutto li. E lo Zumba direi che ne è la riprova.

      Allora uno dice "ma tu allora che sport fai?"
      Be da giovane facevo le stesse cose di tutti, ai miei tempi eravamo ancora nella fase delle quattro borse per terra e calci al pallone che ti aprivano la punta delle finte Clark. Poi ho fatto un po' di nuoto. Varie cose occasionali. La cosa che ho praticato più a lungo è stato il Karate e ho smesso quando, raggiunto il mio limite, è diventato ripetitivo. Adesso faccio due tratte da 10k di corsa lenta la settimana e se riesco qualche camminata in montagna.

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    2. A titolo di documentazione, ecco un video,
      classe di Zumba

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    3. "La danza è una forma d'arte che non comprendo".
      Rispetto il tuo punto di vista ma ho dovuto deglutire un paio di volte per farlo : D
      La danza, in qualsiasi forma si presenti, dalla classica all'hip hop, con tutto quello che vi è nel mezzo (e ce n'è parecchio) è una forma d'arte, un linguaggio del corpo atto a tradurre emozioni. Se poi viene presa unicamente come mezzo per "conoscere gente" (ed in parecchi-e vi ricorrono per questo motivo), allora mi fermo qua. Anzi, mi sono già fermata.

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    4. x Lorenzo:
      Grazie. Visto quello e un paio di altri video.
      Allora, ora si chiama zumba. Quando facevo danza afrocubana e si andava a zampettare in salsodromi vari, in alcuni di essi, quando c'era un ospite fico (mi viene in mente Emil Diaz o altri ancora) c'erano un paio di momenti nella serata in cui si faceva rumba afrocubana in gruppo.
      Energia pura, diciamo ancora più intenso rispetto alla zumba (quelle serate erano impegnative dal punto di vista fisico, si tornava a casa come aver fatto ore di sport, anche l'abbigliamento nei locali salseri è spesso “sportivo”), non lontano da essere una danza transe.
      Direi che .. fa bene.
      E' la il chaos (il babbo di Eros!) danzante di Nietzche che ti rende stella. Non ci credi?
      Misura il benessere delle persona prima e dopo.
      Quanti sorridono, presenza di dopamina, ossitocina, adrenalina, etc.

      x Lisa Miller:
      Forse stai cercando di far capire quanto è squisito il culatello o i ciccioli ad uno che non mangia maiale o carne.
      In genere non potra' apprezzarli fino a che non lo stara' masticando.
      E ci vorra' un po' di tempo prima che il profano possa capire se si tratta di culatello o ciccioli eccellenti o di mediocre qualita'

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    5. Quale miglior conoscitore se non chi nasce nella terra del culatello , dei ciccioli (o della mortadella, nel tuo caso)??? Sorrido..
      Sì, finché non sai (non conosci) non puoi apprezzare, né distinguere. D'accordo con te.
      Ora non resta che spiegarlo a Lorenzo...

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  5. Lorenzo, a volte mi domando se esisti.... :-)

    Mi hai fatto troppo scompisciare

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    1. Ovviamente non esisto, sono un parto della tua immaginazione. Pensa come sei messo...

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  6. Io quoto Francesco: martedì pomeriggio alle 3 e nessuno lo sa. Sono contro le corna, sono affetta da un esagerato senso del possesso e quel che è mio è mio e non si tocca, ma trovo che ci sia una grande ipocrisia nell'affermare che una non si lascia andare solo per timore della ritorsione del partner. Non mi piace.
    A me salirebbe il sangue alla testa se sapessi che l'uomo che ho a fianco vorrebbe spupazzarsi una Barbie ma si trattiene per il timore che io me la faccia con Big Jim. Si tenesse la Barbie e tanti auguri.
    E troverei offensivo e laido trattenere il mio desiderio in nome del "se lo faccio io, poi lo fa pure lui" .. non regge; mi trattengo per rispetto, per amore, perché prevale il senso di fedeltà o anche per vigliaccheria nel senso che magari la realtà non sarebbe all'altezza delle aspettative, ecc.
    Se a sostenere la mia fedeltà ci fosse solo il timore di ritorsione, ebbene il frutto lo colgo eccome ... tanto con le dita nella Nutella mi beccavano da bambina, ma quegli anni sono molto lontani e qualcosa strada facendo l'ho imparato. Ciao :). Marilena

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  7. x Lorenzo:
    Esilarante!
    Mi ricorda un libretto mille lire con un titolo tipo "Il papalagi e il tempo" ovvero un tizio della polinesia o della micronesia che descriveva, in modo assolutamente profano, incredulo, le assurdità dell'uomo bianco (papalagi) e di 'sto tempo.
    Lo zumbaiolo che si guadagna la pagnotta... ihihih.

    x Francesco:
    Idem.
    Lorenzo ti risponde in modo ursino.

    x IL MIO BLOG IN UNO ZAINO:
    Io non discuto che moltissime persone abbiano un senso del possesso. E' una realtà indiscutibile.
    Io sono curioso e agnostico e mi faccio qualche domanda. Una delle cose che ti spiegano da bambini è che le persone non si trattano come cose, non si comprano, non si vendono, etc .
    Reificare il partner come oggetto di possesso e proprietà esclusiva? E' un'eccezione ammessa in amore? Giusto? Sbagliato? Messori scrisse un'analisi cattolica della storia occidentale intitolandola provocatoriamente Pensare la Storia.
    Pensare l'amore, allora!

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    1. Se riferirsi a René Descartes, detto Cartesio, si può definire essere "ursini".

      Se vogliamo andare sul tecnico, cito Wikipedia:
      "Zumba è una lezione di fitness musicale di gruppo che utilizza i ritmi e i movimenti della musica afro-caraibica, mixati con i movimenti tradizionali dell'aerobica. Fu creata dal ballerino e coreografo Alberto "Beto" Perez alla fine degli anni novanta in Colombia."

      Stica, direte voi, il ballerino-coreografo dalla Colombia.

      Allora guardatevi questo filmato di un mio allenamento, quel giorno ero in trasferta.
      Lorenzo si allena

      Ditemi voi se posso darmi allo Zumba.

      Amore amore, dai... definiscilo se hai il coraggio.

      Comunque guarda che nessuno ti vieta di amare una donzella, da lontano. Quello che non puoi fare è il tu sai cosa.

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    2. Ah, ero in trasferta a Sesto San Giovanni, come potete indovinare dal paesaggio e dai simpatici abitanti del luogo.

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    3. XUomo: condivido ciò che scritto ilmiobloginuno zaino...
      Il punto è che, come dicevo, non ci si può castrare per evitare di sentire un'attrazione ...siamo umani e allo stesso tempo animali, tuttavia..tu hai usato un termine, ovvero "gioco"...ecco, secondo me il problema sta proprio lì: se ami non "giochi". Se ami cerchi di impegnarti con quella persona, e basta. Fin quando durerà.. un giorno, un mese, dieci anni. Se invece si flirta con altri/e...prima o poi il gioco sfugge di mano. Il flirt, il gioco della seduzione...non sono mai innocenti. Offrono sempre un'opportunità. E si sa che tanto va la gatta al lardo... :)
      Nella vita è capitato anche a me di sentirmi attratta da persone impegnate, ma ho sempre evitato di mettere benzina al fuoco. Ho accettato dentro di me di sentire quell'attrazione ma poi ho lasciato stare. Non ho mai amato creare casini nelle vite altrui solo per soddisfare il mio ego seduttorio..
      Poi.. se una persona impegnata sente il bisogno di flirtare/giocare continuamente..meglio che si liberi, così può fare ciò che vuole senza inutili sensi di colpa e ancora più inutili "vorrei ma non posso"...

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    4. Per Zumba ci vuole una coordinazione non indifferente, senso del ritmo e anche un discreta fiducia in se stessi, che non tutti sopportano la vista della propria immagine riflessa in tenuta sportiva.

      Detto questo io non sono arrivata alla terza lezione, ma confido nella tua perseveranza.
      In bocca al lupo...

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    5. Secondo me non esiste nessun motivo di guardarsi allo specchio mentre si fa uno sport, infatti non ci sono specchi sui campi di basket o di calcio o di quello che vuoi. Il motivo è ovvio,non puoi guardare e partecipare all'azione nello stesso tempo.

      Invece c'è un motivo quando frequenti certe attività dove c'è l'istruttore che da i comandi e le pollastre rispondono coi gridolini con in sottofondo il tunz tunz alienante. Il motivo è che chi va li vuole guardare ed essere guardato, è una specie di esibizione, di parata, che presumo abbia lo scopo di gratificare gli astanti e di favorire la socializzazione.

      Io per esempio se mai dovessi iscrivermi a Zumba lo farei solo e soltanto per guardare sederi fasciati dai leggins. Me lo farei scrivere sulla maglietta, "sono qui solo per guardare sederi" se non fosse che poi mi direbbero ipocritamente che non è politicamente corretto, sapendo però che tutti i maschietti presenti sono li per quello.

      La coordinazione per muovere arti a casaccio col sottofondo musicale ce l'hanno tutti a meno di severi handicap.
      Prova invece ad eseguire il kata Unsu e poi ne riparliamo (vedi Youtube).

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  8. Spirita Libera, quando feci (tentai di fare) lo scambista la parola che si usava era proprio "giocare".
    Sembrerà ridicolo ma... ha un senso. Giochiamo col... sesso.
    Io sarò sul pero o sulla luna ma ti posso giurare che non avevo alcuna malizia o non innocenza nel sedurre _ina. Mi piace, cerco di sedurla. Non c'era alcun piacere dovuto al violare una regola (la chiamo trasgressione antagonista).
    Come alcuni contesti di sesso di gruppo erano così naturali, non maliziosi da risultare ... nojosi (nel diario della ex coppia c'è una pagina in cui descrivevo una scena vista in un privè bolognese in cui una donna a spegni candela in una orgetta di quattro o cinque stava addirittura... sbadigliando (8/
    A mio avviso le costruzioni psicologiche sull'eros hanno poco a che fare con l'eros e molto su altro (psicologia, ego, sociologia, morale, etc.).
    Provo ad usare una metafora alimentare: potresti disquisire a lungo sui rischi dei grassi animali saturi con un(a) vegan*?
    Non avrebbe senso.
    Così se togliessi alcuni divieti (che hanno un senso, non dico mica di no, ma senso/finalità che c'entrano poco con l'amore) poi saresti "vergine", neutro rispetto ad essi, sul violarli, come se non esistessero.
    Comunque sono ragionamenti al limite.
    Tutti siamo impauriti dal violare l'esclusività.
    La possessività è uno strumento di protezione del nostro ego. E chi non lo ha?

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    1. Forse stiamo parlando di due cose diverse Uomo...io mi riferisco al rapporto di coppia nella sua globalita, tu parli di Eros, che e' una singola componente dello stare insieme. La possessività esagerata è sempre un errore poiché nessuno è di nessuno...ma se ci tieni a qualcuno, se investi tempo, energie e impegno è naturale che non possa far piacere vedere la persona che sfarfalleggia con tizia/o e Caio/o.....se invece due sono d'accordo a "giocare" come dici tu...può anche essere, se la cosa aggrada davvero a entrambi ma spesso è uno dei due che cede per compiacere l'altro..per timore di perderlo.
      Però non giudico...ciascuno vive i rapporti e l'eros come meglio ritiene, basta che alla base ci sia sincerità e onestà intellettuale. Se una persona non vuole impegnarsi a fondo allora è giusto che non chieda fedeltà ed esclusività...questo è solo il mio personale punto di vista, ma chiaramente le sfumature possono essere tante. Buondi' :)

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  9. Sarò concisa e lapidaria, a differenza degli altri :
    "mi sa che sei un birichino"
    (scritta col sorriso, più una battuta che altro.)
    Insomma, ho cercato di sdrammatizzare. : D

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  10. x Wannabe Figa:
    > io non sono arrivata alla terza lezione
    Ti rompevi? Era difficile? Orari che non si adattavano ai tuoi? Gente antipatica? Posto brutto?
    Come mai mollasti subito?

    x Spirito Libero:
    Sai che io amo indagare il senso delle cose e del vivere e con ciò anche porre domande.
    Quando esci dalle convezioni e inizi ad osservare con un po' di distacco la realtà ti accorgi di un sacco di incongruenze, di cose storte, cose che non possono funzionare o che non ha senso che funzionino così.
    Una di queste cose è la forma della relazione.
    Dal punto di vista filosofico l'amore possessivo è una patologia. Una delle metafore più utilizzate è quella dell'uccellino che poi muore nella gabbia in cui è rinchiuso (lo usa pure Hesse, Kamala tiene un uccellino in gabbia che poi muore).
    Se tu ami una persona allora significa che le vuoi bene, volere il bene di. Allora se essa ha un'avventura ed è felice, tu dovresti essere felice. La dinamica si può ripetere a parti scambiate.
    Dimmi se c'è qualcosa di sbagliato in questo ragionamento.
    Ma la ragione non funziona nell'eros senza lavoro e impegno.
    Dal punto di vista biologico è proprio così (l'argomento è ampiamente trattato in La Regina Rossa: la forma di eros che c'è tra gli homo ricorda molto quello di alcune comunità di uccelli: un maschio che cerca di essere libero, di avere un harem, di femmine che competono per quel maschio.
    C'è un conflitto di interesse tra i generi: il maschio cerca di spargere il proprio patrimonio genetico, la femmina compete per il “maschio alfa” e lo vuole a sé per mantenimento ed allevamento della prole.
    In mezzo ci sono mille sfumature.
    Il tutto su quale arco temporale? E' molto diverso 6 giorni, 6 mesi, 6 anni o 60 anni. Cambiano completamente gli scenari e le forze in gioco
    Questo potrebbe essere un principio di Pensare l'Amore.


    X Lisa Miller:
    Io tento di essere un birichino ma con scarsi risultati.

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  11. Lorenzo, sei un mito, pure a quattro passi da me ! :-)

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  12. Uomo..se io voglio bene a una persona voglio che sia felice. Se sta con me cerco di farla felice. Finché due persone si comportano così non ci si perde...e in questo non esiste possessività alcuna. Se capisco che uno con me non è felice, gli dico di lascatmi...e può andare con chi vuoke qui all'eternità. Perché stare insieme e tradirsi a vicenda e essere contenti di ciò... non ne vedo il motivo...
    Le avventura "extra" per me sono segno che qualcosa non va in un rapporto....sarò limitata e scontata ma la vedo così.... poi boh...se a qualcuno fa piacere che la persona con cui sta si diverte con altri\e è una cosa individuale...se ad entrambi va bene non fiscuto certo la cosa...ma non conosco coppie che siano sopravvissute a lungo a ciò... forse ci sarà un motivo.

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  13. Uomo, ero dannatamente impedita. Ho raccolto le briciole di dignità e sono passata al corso di fitboxe in cui riuscivo poco meglio :-)

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  14. x Spirito Libero:
    > ma non conosco coppie che siano sopravvissute a lungo
    Non conosco molte coppie che siano sopravvissute a lungo neppure nella monogamia esclusiva. Anzi, quella forma di relazione, dalle nozze fino alla tomba di uno dei due, senza altri, sia rarissima ormai.
    Bisognerebbe prendere un po' di misure, avere dati per iniziare un'analisi, un ragionamento.

    x Wannabwe Figa:
    Beh, non si diventa ne' pugili ne' zumberi in due o tre lezioni. Anche se so cosa significa sentirsi impediti.
    Puoi esserci attitudine o percezione di impedimento. Scrivo percezione perche'... tutti possono diventare buoni danzatori/ballerini (stelle no!).
    _zzz era un tronco vivente, diceva che si sentiva inadeguato. Ora ci da' dentro con soddisfazione.

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    1. Zumberi si nasce, non si diventa. Basta avere le gambe e le braccia (e i soldi per pagare l'iscrizione). Dai, adesso mi volete vendere che muovere le chiappe a ritmo di musica richiede chissà quale percorso di vita di anni e anni. Pfft...

      Pugili invece bisogna avere qualcosa dentro che ti porta a cercare lo scontro fisico con un avversario che ti prende a pugni in faccia. Chi non ha mai preso un pugno in faccia non si rende conto di cosa vuol dire prenderne diversi, possibilmente tanti. E sopra questo ovviamente bisogna acquisire la tecnica, che non è geometricamente impossibile come le capriole della ginnastica artistica e la coordinazione che rende i movimenti automatici e che si acquisisce ripetendo un gesto o una combinazione di gesti all'infinito.

      Ma la faccenda dei pugni in faccia è largamente predominante.

      Il Karate sportivo è come la scherma olimpica, con un po di fuffa scenografica intorno.
      Il Karate tradizionale, interpretato secondo le intenzioni originarie, invece serve per uccidere o storpiare la gente. Ecco perché il Karate tradizionale è una cosa che esiste solo in circoli ristretti e oggigiorno ha poco seguito e possibilità di applicazione concreta.

      Io suggerisco a tutti di provare una arte marziale nella vita ma sappiate che non esiste nessuna reale efficacia nella famosa "difesa personale", qualsiasi balla vi raccontino gli istruttori. Perché esista questa efficacia non solo bisogna addestrarsi a livello professionistico ma bisogna fare degli esercizi e delle tecniche che nessun istruttore sano di mente farebbe fare ad un allievo che di mestiere non fa il killer, per il rischio di ferite più o meno gravi.

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  15. > muovere le chiappe a ritmo di musica richiede chissà quale percorso di vita di anni e anni

    Nooo, anni e anni no.
    Pero' un po'di apprendimento si'.
    Non di una o due lezioni e neppure tre.
    Danzare la rumba (da cui deriva la zumba) richiede un po' di studio e di pratica.

    Le arti marziali hanno origini lontane ed alcune erano usate come arma e come con le armi si poteva anche uccidere.
    Grazie della precisazione.
    Alcune discipline hanno proposte fisiche che possono portare danni molto gravi all'avversario.
    Magari tornero' su 'sta questione.
    Le arti marziali sono come quelle coreutiche: si muovono sull'asse corpo - mente.
    Poi qui si era partiti dall'arte della seduzione, poi ci sarebbe quella amandi...
    :)

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    1. Forse ognuno fa esperienze differenti e poi dipende dall'arte marziale. Saprai che si raggruppano un due macro-categorie, quelle "dolci" e quelle "dure".

      Le arti marziali "dolci" partono dal presupposto di fare entrare l'avversario nel tuo spazio, di "abbracciarlo" e di assecondarlo per poi renderlo innocuo con proiezioni e leve articolari.

      Le arti marziali "dure" invece partono dal presupposto di usare gli arti come armi, possibilmente mirando a punti meccanicamente vulnerabili del corpo per infliggere il massimo danno possibile col minimo di colpi possibile.

      Io conosco relativamente bene il Karate e nella teoria giapponese tradizionale non c'è "mente", non ci deve essere. Il movimento non deve essere atto volontario ma semplice sequenza di azione-reazione scaturita dalla mera percezione dell'intorno.

      Il Karate, che nasce come una variante delle arti marziali cinesi, una volta portato sulle "isole grandi" dell'arcipelago giapponese, fu molto influenzato dal "budo", cioè dalla tradizione dei samurai e in particolare dall'arte della spada.

      Nella versione sportiva contemporanea è un mix di atletismo e di scherma, cioè tecniche "valide" che corrispondono a "punti", con poche e vaghe relazioni con retaggio giapponese.

      A me è servito per migliorare il "focus" e la coordinazione.

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    2. Esempio di "no mente" giapponese:
      "No mind"
      Finzione ma con un po' di verità.

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    3. Grazie Lorenzo per la scheda sulle arti marziali.

      Per arrivare al no-mente devi migliorarti, praticare, esercitarti fino al punto in cui e' il corpo e la sua percezione che prendono il sopravvento.
      In un certo senso e' cio' che succede anche nei balli milongheri: inizi un po' a ballarli (li chiamavo "sprazzi di tango") quando hai assimilato un po' di lessico, un po' di grammatica e puoi iniziare ad esprimerti senza pensare.

      Per alcuni anni partecipai ad un'associazione co-condotta da un karateka medaglia d'argento europeo.
      Lavorammo un po' sui primi kata, anche se in un ottica di armonia corpo-mente-spirito in cui il karate era una delle discipline.
      Il capo e i suoi istruttori ci raccontarono anche della storia del karate, della sua durezza, delle patologie note per i karateka "estremi" o spinti, del contesto in cui si era originato e di una volonta' di ammorbidirlo per renderlo utile ai giorni nostri.

      In apertura di allenamento, facevamo alcuni kata proprio per misurare come stavamo.

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    4. Come ho già detto altre volte, il "no-mente" viene dalla idea che la "perfezione" (in tutti i sensi) si raggiunge annullando se stessi.

      Ovviamente è un concetto che mi è estraneo e che rifiuto.

      Tra l'altro, non è affatto necessario dato che tutti dovrebbero sapere che il nostro cervello è strutturato in varie parti parzialmente autonome alcune delle quali hanno proprio lo scopo di sovraintendere alle reazioni automatiche. Alcune di queste reazioni sono pre-programmate e sono un retaggio ancestrale. Altre di queste reazioni si possono acquisire o perfezionare semplicemente condizionando quella parte del cervello tramite la ripetizione infinita di un gesto. Per fare un esempio ovvio, noi non pensiamo ogni volta che dobbiamo scrivere una parola, è un riflesso condizionato.

      Il nocciolo del discorso è che se qualcuno mi arriva alle spalle io mi giro di scatto pronto ad affrontare la minaccia non perché ho fatto il "no-mente" giapponese ma perché i nostri antenati si sono evoluti sotto la minaccia costante dei predatori quindi nel mio cervello c'è un meccanismo di emergenza che mi fa muovere automaticamente prima che l'idea si affacci alla mente cosciente.

      Il Karate contemporaneo è una pantomima, esattamente come la scherma olimpica. Il tentativo di renderlo "accessibile" e "moderno" lo ha snaturato fino al punto che, quando arrivi a capirne abbastanza, di solito ne esci parecchio disilluso. Anche perché la sua popolarità deriva dallo sforzo di marketing compiuto scientemente nel dopoguerra dai "professionisti" di questa disciplina. E dove c'è marketing c'è menzogna.

      Il discorso dell'arte come "espressione" mi lascia un po' perplesso. Ma è troppo complicato per discuterne qui e ora.

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    5. In generale lo sport contemporaneo tende ad essere "esibizione", cioè uno spettacolo circense.

      Dato che le discipline sportive in origine erano dimostrazioni di virtù guerriere, è evidente il contrasto sia ideale che pratico.

      Ci sono mille mila esempi e casi di cui discutere, ne cito uno: il fatto ovvio che nel mondo contemporaneo non ha più senso la competizione tra rappresentative di Nazioni.

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    6. Il fatto e' che le arti guerriere devono essere apprese. Senza un loro ammorbidimento esse si estinguerebbero per "distruzione"e morte degli allievi da parte dei maestri. >:)
      Il fatto di ammorbidirle un po' quindi e' nell'ordine delle cose.

      So che krav maga, che cerca di presindere dalle implicazioni non strettamente marziali - infatti essi ladefiniscono tecniche di combattimento e non arte marziale - non ha di fatto campionati proprio perche' la sua connotazione "bellica" impedisce, di fatto, le competizioni.
      Solo che... se non combatti non puoi imparare a combattere.
      I paradossi imperano anche qui.

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    7. Non è affatto nell'ordine delle cose. E' un effetto secondario della ingegneria sociale che ci trasforma tutti in larve. I bimbi invece di essere fuori a prendersi a legnate sono davanti alla playstation.

      I termini della questione sono differenti. Ogni cosa che si insegna si basa su una certa formalizzazione che deriva da assunti/premesse. Cioè qualsiasi "arte marziale" è figlia di un determinato contesto. Basti pensare all'addestramento praticamente opposto a cui venivano sottoposti i legionari romani e i nobili franchi a qualche secolo di distanza.

      Per fare un esempio a te forse più prossimo, il Tango si riconosce come tale previa la sua formalizzazione che a sua volta origina da un certo contesto temporale, etnico e sociale. Il Lago dei Cigni sempre danza è ma fa riferimento ad un'altra formalizzazione che viene da un altro contesto.

      Il discorso del "realismo" di una certa formalizzazione è anch'esso lungo e complicato.

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