lunedì 1 settembre 2014

Una sella? No molto di più!



Il treno era arrivato con quasi un quarto d'ora di ritardo. Poi quando sono arrivato alla bici (che avevo lasciato in un altro "parcheggio" per i lavori in corso nella via a nord della stazione centrale) ho visto che... mancava la sella. Mi hanno rubato la sella della bici, in questo fine settimana. Poi ho visto che ce ne erano molte altre, in quel "parcheggio" senza sella. Hanno dovuto agire con una chiave, perché era imbullonata, non con la chiusura a leva. Quindi con premeditazione, non era possibile casualmente rubare quella sella.
Dal meccanico, una donna che aspettava un intervento per la sua bici, diceva che un paio di giorni fa un passante era intervenuto con uno che ne stava rubando una. E il tizio, serafico, giocondo, diceva che... gli avevano rubato la sella. Ecco uno che è allo stesso tempo ladro e ricettatore.
Anche se ho mantenuto distacco, questo evento mi fa riflettere sull'imbarbarimento della vita, i dodici euri e la mezzora di lavoro perso non sono gran cosa. Però è uno dei segni di degrado della società. Questo mi irrita. E pure l'impotenza. Un po' come la signora pseudo elegante, neocafonal, coi piedi sul sedile del treno che ho ripreso venerdì andando a Ferrara. Se pure le classi abbienti sono messe così, capirai quali le prospettive per questo mondo.
Ora prenderò una catena anche per la sella.
Ecco, qualcuno da qualche parte avrà ricettato o ricetterà la mia sella per quanto? 1€? 2€? quanto cazzo può valere una sella nel mercato della ricettazione? Ovviamente brava gente che pensa di esser meglio dei ladri rispetto ai quali peggio è.

92 commenti:

  1. Un mio amico al liceo ha trovato il motorino senza molle fuori dalla scuola. Andato dal meccanico che gli ha rivenduto molle stranamente uguali alle sue.

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  2. Il mio fidanzato a Roma ogni volta perde un quarto d'ora per le operazioni di incatenamento dello scooter...

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  3. xLorenzo:
    Voci simili le ho giù sentite.
    Io penso che il problema sia più grave in quanto ... più diffuso. Esiste una parte molto ampia della popolazione che delinque e questo è molto più grave di un azione specifica di un artigiano che vuole favorire la sua attività

    x Wannabe Figa:
    Un quarto d'ora al giorno.
    Infatti parlavo di degrado della vita.
    Vivere in un fiume con una folta popolazione di piraña è un filino più scomodo che vivere su un fiume con qualche trota e qualche carpa, direi.

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  4. Hehe, lo fanno per il nostro bene, così ci abituiamo a pedalare senza sellino... ;-)

    Scherzi a parte, una volta mi hanno rubato la bici e ti confermo che è una sensazione bruttissima. Arrivi e non c'è più nulla...

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  5. Ladro di biciclette bloccato e denunciato.

    Traduzione: due scartoffie burocratiche e lasciato in giro a fare peggio di prima (peggio perché ora egli sa che non gli succede nulla). Da oggi può riprendere la sua attività.
    Nel caso, rimpatrio immediato in Algeria dopo aver scontato una pena intelligente.

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  6. x nottebuia:
    La stima dei danni che questa microcriminalità diffusa comporta è difficile per quanto riguarda i danni morali che non sono affatto lievi.
    Bentornato! :)

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  7. A me e' capitato di peggio.Una vespa parcheggiata in doppia fila mi impediva di aprire lo sportello.Quando sono arrivati i proprietari,col loro comodo,anziché scusarsi per il disagio mi hanno risposto malamente.Alle mie rimostranze la donna se cosi si può chiamare ha cominciato a darmi botte sulla testa.Il tutto in pieno centro e davanti a un poliziotto che era terrorizzato e mi supplicava di non reagire.
    Poi e' arrivata una pattuglia ma secondo loro dovevo andare al pronto soccorso per il referto.Io me ne sono andata via in lacrime tanto non avrei ottenuto niente.Per la cronaca avevo un piccolo trauma cranico.
    Per la gente educata e onesta la vita è sempre più dura .

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  8. Mi fai sentire male. Avevo giusto un post dove recriminavo, tra l'altro, il fatto che ho dovuto prendere un 2° catenaccio per la bici (così da assicurare entrambe le ruote, pure esse oggetto di furto) e ora tu mi demolisci perché rubano pure la sella.
    Basta ! Vado a piedi ... almeno fino a quando non mi ruberanno le scarpe che indosso (c'è già qualche caso di furto delle scarpe mentre le indossi ?? spero proprio di no..).

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  9. x Solsido:
    Purtroppo è molto diffusa anche la protervia, l'arroganza di chi è evidentemente nel torto e sta violando non solo le leggi, gli usi ma anche compromettendo la vita degli altri.
    Io ho una colonna/categoria educazione civica diretta che racconta alcuni di queste "chicche".
    Il poliziotto terrorizzato... cosa intendi?
    Proprio terrorizzato? o che temeva che la situazione degenerasse? Quest'ultima potrebbe essere non un terrore ma.. una scelta di cercare di non far precipitare la situazione.
    Spero che tu abbia superato il trauma e che abbia riconquistato fegato!
    Benvenuta.
    Da dove sbuchi?

    x IL MIO BLOG IN UNO ZAINO:
    Probabilmente prenderò una seconda catena più lunga che possa legare, bloccare la ruota posteriore e la sella al telaio.
    Ho visto che rubano tutto: ruote anteriori, selle, cestini, borse laterali, parti di campanelli, manubri.
    Cazzo, ma quanto ottiene un ladro per un manubrio rubato??

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  10. Grazie.Complimenti per il blog.Mi ha incuriosito il tuo nome,ho letto un tuo commento su un altro blog che non ricordo e son venuta a curiosare.Finalmente un blog in cui non di parla di mamme stanche,di ricami e di nostalgia del passato.
    Sono una mamma,moglie,insegnante,musicista e vivo nel profondo sud.

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    1. Speriamo non sia troppo profondo, questo sud.

      Oh, quando vi sveglierete giù dalle vostre parti sarà sempre troppo tardi.

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    2. Come osservano due cari amici campani, che stimo, non so se espulsi o fuggiti da quella terra, la situazione non è migliorabile, è definitivamente compromessa.
      Se alimenti il sistema per tenerlo cheto, esso peggiora.
      Se togli nutrimento peggiora rapidamente ed esplode.

      Ricorda la metafora che il demografo Paul Chefurka ha usato per il problema senza soluzione del teratoma umano ((C) Fra): come un elefante in una stanza - hai presente!? - qualsiasi cosa tu faccia o non faccia, la situazione non può che peggiorare.

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    3. Non so, in questo baraccone di Paese abbiamo tutta una retorica di guerriglieri santi eroi divi del cinema che emancipano i contadini di sailcazzas però nessuno si meraviglia che il "profondo sud" rimane "profondo" perché tanto non c'è niente da fare, è la volontà di Dio?

      Una montagna di balle. E' vero che il sud rimarrà "profondo" finché non gli tagliamo il flusso di sussidi ma non perché questo abbia un potere salvifico, semplicemente perché obbligherà il parassita ad uscire dalla tana. Ma siccome il parassita vota, non succederà mai a meno di cataclisma intervenuto dall'esterno del baraccone.

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    4. Adesso mi aspetto un po' di piagnisteo.
      Dai, cominciamo...

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    5. Ahaha, Lorenzo
      Sei tremendissimo. :)

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    6. La solita tiritera sul sud sanguisuga del nord non mi interessa.In quanto ai cataclismi ,credo che ce ne siano stati abbastanza per invocarne altri.Ti ricordo infine che già Sciascia,siciliano come me,aveva auspicato,iperbolicamente,una Sicilia liberata dai suoi legittimi abitanti.Ma se il profondo sud non esistesse con chi ve la prendereste?Noi assolviamo un grave compito sociale:permettere a persone come te di sentirsi immotivatamente migliore di noi.

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    7. Cominciamo a tirarlo fuori dal "profondo" il Sud e poi ne riparliamo.

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    8. Come disse Albertone:i miei antenati costruivano latrine quando i tuoi si dipingevano la faccia.
      Absit iniuria verbis.

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    9. Se posso buttare un po' di acquavite sul fuoco...
      C'è molta differenza tra usi, politica, cultura in provincia di Reggio Calabria e in quella di Belluno ma.... c'è una differenza molto grande tra la provincia di Trento e il Sudtirolo (temporaneamente provincia di Bolzano).
      Il globalismo sta livellando parte delle differenze e, purtroppo, sta portando il peggio ovunque.
      (il consumismo/servizismo del Nord nel Sud che non ha la struttura economica e civica per sostenerlo, l'ostilità all'etica pubblica,del Sud al Nord che non ha gli spazi per potersela "permettere")

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    10. Non capisco cosa tu voglia dire.Mi dispiace che una polemica così inutile abbia occupato spazio sul tuo blog.Se per te e i tuoi amici avere una "terrona"che lascia un pensiero sul tuo blog e' un problema basta dirlo.Ma non mi piace dover difendere le mie radici da attacchi stupidi,vedasi Lorenzo,e tendenziosi.

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    11. Uomo che cammina non si sa per andare dove, qui parliamo di globalizzazione e di antenati quando il problema è che io/noi dobbiamo buttare i nostri soldi giù nel "profondo" che intanto "chiagne e fotte".

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    12. Che tristezza!
      Hai addirittura riesumato un vecchio slogan della lega!Ma che ti ha fatto questo povero sud?O forse.. forse qualche bella donzella dei miei natii lidi ti ha fatto chiagnere ma ..ti ha dato buca?Coraggio,Lorenzo,la vita è bella,fattene una ragione e studiati un po' di storia.
      Ne hai bisogno,tanto

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    13. Mi viene da ridere per questi motivi:

      1. i meridionali hanno percentuali di analfabetismo funzionale e totale più alte o molto più alte della media nazionale.

      2. gli studenti meridionali ottengono punteggi più bassi o molto più bassi ai test INVALSI e tutti gli altri possibili test che vengono somministrati nelle scuole italiane, questo nonostante i loro insegnanti cerchino in tutti i modi di falsare i test.

      3. a me non importa nulla della "storia presunta", mi interessa solo i soldi che mi vengono estorti dallo Stato per buttali nel "profondo".

      4. se nessuno venisse a rompermi le scatole a casa mia io mi guarderei bene da rompere le scatole a casa degli altri.

      5. la vita è bella quando si vive di sole, mare, pizza e mandolino A SPESE ALTRUI.

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    14. La madre dei cretini e' sempre incinta,specialmente dalle tue parti

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    15. Che siamo cretini è ovvio.

      Il guaio è che non siamo abbastanza cretini, perché lavoriamo come schiavi, paghiamo tutto il triplo, viviamo male ma putroppo ce ne rendiamo conto.

      Ci rimangono due alternative, diventare "intelligenti" come dalle tue parti e piangere miseria mentre si passano le giornate al bar, oppure diventare ancora più cretini di quanto non siamo, cosi non ci rendiamo più conto di nulla.

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  11. Il tuo nome di rete suonava parte di ciò che hai scritto. Non so perché (ma forse lo so) pensavo cantante ... ovvero musicista di propria ugola, invece che di altri strumenti. Ma va bene lo stesso.
    Ho un debole per le donne che fanno dell'espressione artistica parte importante della loro vita. :)
    Nostalgia del passato.... 'nzomma.
    Io sono un antimodernista che in realtà dovrebbe essere scritto in modo più lungo come "feroce detrattore e critico della massa e del modernismo di massa" ma per brevità e spirito di polemica tengo come "antimodernista".
    Volgo lo sguardo indietro per capire cos'era meglio e cos'era peggio.
    Come ogni essere umano voglio bene a situazione, estetica, luoghi, usi, modi, del passato che vissi bene, ai quali ho ancorate emozioni belle, positive.
    Comunque, benvenuta.
    Il tuo profilo è muto sul fatto che anche tu tenga un diario in rete. E' così?

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    1. Io volgo lo sguardo a destra, a sinistra, davanti e dietro per capire come posso muovermi.

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    2. Hai indovinato:non ho un blog.Ma non sono una cantante,uso le mani,le dita per la precisione.Il passato mi fa soffrire,guardarmi intorno e vedere tutto stravolto,ricordare chi non c'è più o c'è ma non come prima mi porta una tristezza senza fine.Guardare avanti e' l'unico modo per affrontare la vita,senza rinnegare quello che e' stato

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    3. Sei discreta. Questo mi piace.
      Se vorrai farmi sapere (anche privatamente) del tuo diario, ne sarò lieto.
      Voi anime d'artisti siete riuscite a cogliere l'introspezione e l'ascolto per le cose fini, eteree ma non meno importanti della vita e a renderla espressione evocativa.
      E allora, se sei sensibile alle emozioni, tra esse ci sarà la malinconia e i ricordi di ciò che fu. Non ha solo connotazioni negative questo. Anzi... per avere una visione del futuro, avere la possibilità di volgere il capo anche indietro aiuta.

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  12. Quattro anni fa hanno aperto il garage dell'interista, di suo fratello e di un altro tizio con una bici bella in garage. Un forellino e qualcosa come ottomilaeuro in biciclette portate via.
    Pare fosse la "banda del forellino", ne hanno fatti parecchi, di garage, in quel periodo. Selezionavano.

    A casa mia è passata la banda dello squarcio. Nel senso che hanno fatto passare tutti i garage (prima di scappare). Nel primo ci hanno trovato una bella bici e il Tmax, nel secondo una motoretta del bambino, nel terzo e nel quinto nulla. Nel mio (il quarto) hanno portato via una bicicletta comprata in offerta al superdi a 69 € e senza un pedale. Roba che se mi suonavano il campanello gliela regalavo.

    La cosa davvero angosciante è che non si può star tranquilli nemmeno a casa propria. Con tutte le rotture di coglioni che ne conseguono.

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  13. L'entropia tende ad un massimo.
    Ciò vale anche per le società.
    La diffusione della mega criminalità (partito dei ladri, Berlusconi, etc.), della macro criminalità (classi dirigenti corrotte, sfascianazione, peculanti, parassite, malavita organizzata, faccendieri), della criminalità e della minicriminalità (queste nei settori bassi della piramide) è una dei segni di questo afflosciarsi di queste società che stanno passando dalla stupidità del politicamente corretto a quella dell'inettitudine, del buonismo, del garantismo (meglio cento, mille delinquenti liberi che un presunto innocente in carcere), dell'impunità.

    _zzz mi raccontava di come fanno a "perlustrare" le autorimesse, con un foro in cui infilano dispositivi di visione.

    Più volte ho scritto (nottebuia si arrabbiò) che i ricettatori sono PEGGIO dal punti di vista etico dei ladri, anche se questi la morale comune pensa solo a questi.
    E tu non immagini quanto sia diffusa la ricettazione.

    Il fatto che importiamo milonate di clandestini senza alun reddito né possibilità di lavoro, secondo te, come trasformerà questa società?
    Gente senza reddito che, ovviamente, dovrà campare quando le prebende garantite loro da questi criminali del Mare Nostrum saranno finite. Cosa farà parte non irrilevante di questi?
    Altri criminalità che si aggiunge a quella anche troppo presente e abbondante nostrana.

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    1. Tutti sanno che a Milano ci sono i "mercatini dell'usato" dove vendono le bici rubate. Nessuno fa niente. Tralasciamo i furti d'auto che invece hanno dietro una organizzazione multinazionale, le auto rubate a Milano circolano nell'Est Europa e nei Balcani. Anche li nessuno fa niente.
      Presumibilmente nel primo caso quando un tutore dell'ordine ha bisogno di una bici fa un giro al mercatino, nel secondo ci sarà un giro di buste.

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  14. è sempre successo, ma noi non ce lo ricordiamo. negli anni 80 e forse primi 90 andavamo in giro con l'autoradio sotto l'ascella. la microcriminalità in tempo di crisi aumenta perchè si fa incetta di tutto. sellini compresi

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    1. Io me lo ricordo. Negli anni '80 c'era al massimo un'auto per famiglia e magari un Garelli. Adesso ci sono minimo due auto per famiglia e moto, motorini e biciclette di moda, quindi l'ecosistema è più ampio.

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  15. Avevo un conoscente di origine trentina che in quei tempi faceva frequerntava la mia scuola, faceva il carabiniere come naja e... andava a ricettare le autoradio rubate.
    E non era certo uno che stava male.
    Era uno di quelle famiglie abbastanza floride di furbi de-facto, senza remore particolari.
    Così fa tutti, cosa vuoi che importi, per una radio, etc. era il nutrito armamentario di slogan Spic&Span deresponsabilizzanti.
    Ci sono paesi molto più modesti meno "ricchi" dell'Italia, come i paesi baltici, nei quali c'è molta più correttezza, civismo, liceità e legalità dei comportamenti.
    Noi abbiamo molta parte della popolazione che è manigolda, che è furfante dentro, comunque.
    Il pensiero che la domina è : chi è onesto è fesso, le leggi sono fatte per fotterti, fotto io te prima che tu possa fottere me.
    In queste condizioni la ricchezza e il benessere hanno ampliato i reati e resi più gravi, fino al punto di esprimere, come parte del paese ladro, il Delinquente Naturale, come dice Massimo Fini, quello che è stato tra Arcore e palazzo Chigi per vari lustri e che rappresenta bene l'ostilità italiota diffusa per il civismo, per la correttezza, l'ostilità alla repressione e alle pene, l'accondiscendenza verso i delinquenti e l'ammirazione diffusa per essi alla quale segue spirito di emulazione, al livello in cui è possibile emulare.

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    1. Il delinquente naturale non sta a palazzo Chigi, sta nel tuo condominio.

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    2. Il Delinquente Naturale è(ra) ad Arcore
      Il delinquente naturale altrove.
      La cultura è quella, dimensioni e nocività proporzionali al livello sociale.

      Anche nel mio/tuo e suo condominio, devo dire (furbastri che hanno un tenore di vita che non si possono permettere e che non pagano le spese condominiali, oltre a violare le disposizioni comuni, spesso da essi stessi votate).

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    3. Scusa ma mi fa ridere il concetto.
      E' come dire "la Formica" e "la formica".

      Quella con la maiuscola è l'idea platonica, quella con la minuscola è la variante ennesima dell'idea platonica applicata all'universo materiale.

      Invece io vedo il cavallo e non vedo la cavallinità, tanto per citare Antistene. Dove esiste una formica, o una Formica, esiste il formicaio.

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    4. vedio, io ho subito con il furto della sella la microcriminalità diffusa (furto e ricettazione) sulla mia pelle.
      Siamo tutti molto reattivi quando abbiamo percezione diretta del danno subito.
      Ma questo atto è del tutto ridicolo, è la punzecchiatura di zanzara subito da un armeno rispetto al genocidio.
      Ora, se vuoi possiamo iniziare un confronto che non finisce più sulla predazione, sullo sfascio della nazione ordita da questo medioere personaggio e dalla sua ghenga di ladri, papponi, parassiti, lestofanti, manigoldi, faccendieri, scarafaggi.
      Ora se un pensa a tutte le selle rubate in vent'anni in Italia e pensa, ad esempio, ai denari pubblici pagati per il furto delle frequenze TV di Rete4, si rende conto dell'abnorme gravità di questo secondo furto nazionale.
      Ed è solo uno delle migliaia di atti di sfascio nazionale. Non inizio certo ora a elencarne altre perché non si finisce più.
      Quindi, se usiamo l'etica e un approccio razionale, se osserviamo buddisticamente la realtà, andiamo proprio l' dove il fetore è più forte, ai vertici del paese.
      Del resto... il potere è un filtro passamerda e chi è più potente e resistente è solo una merda che galleggia meglio sopra le altre.
      Ora, se vogliamo, più popolarescamente, è il famoso pesce che inizia a puzzare dalla testa.
      Insomma, per dirla al tuo modo, il formicaio ha alcune formiche più grandi, fino alla formica regina che è comunque una formica.

      Dovrei andare a studiare Antistene di cui ignoro il pensiero.

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    5. Io sostengo semplicemente che l'Italia si fonda sulle riunioni condominiali, non sul Consiglio dei Ministri. La seconda cosa non è e non può essere che la immagine speculare della prima.

      Alcuni ritengono che un rappresentante eletto debba per sua natura essere migliore di chi lo elegge. Tesi paradossale visto che la democrazia per definizione è la mediazione degli interessi della assemblea, quindi non può esistere un rappresentante che si ponga fuori da questa mediazione. Che poi è la ragione per cui il dettato costituzionale che separa l'interesse della Nazione dalla volontà dell'elettorato è una cavolata, un vuoto formalismo.

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    6. Faccio altresi presente che uno dei capolavori (a dire di chi se ne intende) della cinematografia è "ladri di biciclette".

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  16. Io quando vivevo a Bologna mi trovavo spesso a dover riacquistare una bici al "mercato nero" perché i furti erano continui. Una volta mi hanno rivenduto la mia.

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  17. ci sono telecamere ovunque, però guarda caso per beccare questi cialtroni non ci sono mai!
    in merito ai piedi sui seggiolini dei treni, se ogni tanto negli annunci di Trenitalia si dicesse che mettere i piedi sui seggiolini è da cafonazzi, sarebbe meglio.
    Io di solito ai ragazzi lo faccio notare, ma con un'adulta sarei in imbarazzo.

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  18. http://www.corriereadriatico.it/ANCONA/jesi_marche_armato_machete_semina_panico_marche/notizie/873792.shtml
    Nella mia cittadina..Boldrina te che ciai i soldi e predic hi bene mettili dentro casa tua

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  19. x Mareva:
    Ahiahiahi
    Ecco una... ricettatrice.
    Il mercato dei furti (o dei taglieggiamenti) è alimentato dai comportamenti come i tuoi.
    Insomma, è come se ieri, invece che andare a comprare una sella nuova, ne avessi rubata un'altra o fossi andata ad acquistarne una rubata.
    Purtroppo se non si spezza questo circolo si è responsabili dell'alimentarlo.

    x Sara:
    Una volta che li prendi cosa fai? Un'ora in questura, compilate tot carte, rimessi in strada a delinquere.
    Nessuna pena, aumenta la percezione criminogena dell'impunità.
    Riprendere i cafoni che insudiciano i mezzi pubblici è impegnativo. Stavo per scrivere fastidioso ma... devo dire che mi godo le scariche di adrenalina che a volte seguono quando certe "correzioni" evolvono.
    Purtroppo si tratta di azioni negative, antiecologiche. L'imbarazzo ce l'hai quando ti siedi o entri in un mezzo pubblico sporco oppure quando fai un atto socialmente educativo. A parita di imbarazzo forse conviene l'azione ecologica, no!? Comprendo visto che anche io non di rado non ho voglia di rompermi i coglioni per intervenire. Ma tanto vedere certi scarafaggi (Lorenzo (C) :) mi infastidisce lo stesso, tanto vale...

    x Fra:
    La stupida presidente moralistoide a capo della Camera fa parte di quelle persone ipocrite e speculative che fanno i progressisti, i buoni, i migliori con le vite degli altri.
    Una parte minoritaria del paese, una sorta di casta sacerdotale di una neoreligione necrotica, corruttiva, contro scienza e conoscenza, che si propone di catechizzare il paese e di correggere la realtà.
    Questi squallidi mestieranti ideologici e del potere si guardano bene dal rendere concrete le parole inquinanti che evacuano.
    Da questo punto di vista io guardo con simpatia alcuni approcci maoisti: prendi la Boldrini e le riempi la casa di clandestini. Un efficace intervento terapico che riporti questi figuri alla realtà.
    "pluripregiudicato (anche per resistenza a pubblico ufficiale) e disoccupato". Ecco una delle centinaia di migliaia di serpi che alleviamo in corpo.
    Accordo con il paese di origine, sconti lì la pena, reimpatrio immediato.
    Sarebbe molto semplice.
    Se non ci fossero i mandanti di tutto ciò, gli ideologhi panmixisti, filomassmigrazionisti.

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  20. Credo purtroppo che l'unica alternativa che ci lascia scegliere questo sciagurato nostro Paese è l'espatrio in un paese veramente civile.

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  21. Io leggo con avidità Effetto Cassandra e... inizio a capire qualcosa di come funziona il mondo.
    Temo che l'entropia sociale (nota: solo i sistemi ecologici e la loro azione entalpica possono contrastare l'entropia) stia aumentando velocemente.
    La massa indicibile in piena esplosione di homo ha proprio le connotazioni di un grave tumore in forte espansione e tutte le sue connotazioni distruttive, destabilizzanti, necrotiche di un tumore.
    Alcuni paesi riescono a resistere ma saranno a loro volta sepolti dallo tsunami umano.
    Il Regno Unito ha prospettive fosche.
    I paesi scandinavi sono letteralmente sepolti da immigrati che ne stanno degradando rapidamente le note connotazioni positive, il civismo più elevato del mondo, il bisonte tedesco ha la camicia di forza del suo passato e raccatta milioni di homo da mezzo mondo, la Francia ormai ha una storia pluridecennale di degrado, di collasso sociale nelle banlieue.
    Poi c'è l'Italia, il giardino di Bellezza del mondo, diciamo ora ... in buona parte distesa di capannoni e orribili infrastrutture del mondo.
    Noi subiremo più di altri questo degrado drammatico per intensità e rapidità proprio perché la qualità di vita qui è/era molto elevata.
    Abbiamo un'aggravante (che è anche fattore di eccellenza della vita) ovvero un approccio morbido alla vita. Purtroppo questo ora diventa vulnerabilità e con la storica mancanza di etica della respons-abilità e della responsabilità diventa un terreno fertile da un punto di vista criminogeno in cui delinquenza in grande, in medio, in piccolo proliferano.
    Il pesce inizia a puzzare dalla testa.
    E il fetore di B. che è condiviso da parte rilevante del paese e paradigmatico lo ricorda agli altri che non sono ancora corrotti.
    Un paese ostile all'ecologia che è anche asprezza, repressione, giustizia.

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    1. "Il pesce inizia a puzzare dalla testa."
      Falso, la prima parte che va a male di qualsiasi animale sono le interiora, per ovvi motivi. La stessa cosa vale per la metafora, la "testa" esiste solo come distillato e rappresentazione del resto.

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    2. I primi tessuti che entrano in necrosi per ipossia sono quelli del cervello.
      Bastano pochi secondi.

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    3. E con questo? Dentro le budella ci sono spazi vuoti, batteri, gas e sostanze in decomposizione.

      L'ipossia celebrale è quello che danneggia il cervello non significa che il cervello si decompone istantaneamente.

      Chiedi ad un cacciatore cosa si fa quando si uccide un cervo o un cinghiale. Se gli si taglia la testa o se si tolgono le budella.

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    4. una persona schifosa è comunque schifosa

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    5. x Lorenzo:
      Osservazione pertinente la tua.
      In effetti, dopo la caccia, se ricordo bene, si tolgono subito l'apparato digerente.
      Ma allora perché si dice che il pesce inizia a puzzare dalla testa?
      Dici che sia una cazzata?

      x Francesco:
      Considerata l'ampiezza della platea che li osserva, penso che i personaggi pubblici possano destare tutte le emozioni che un essere umano può avere, anche la ripugnanza.
      Per quanto mi riguarda per B. nutro il disprezzo che ho per molti italioti (quando vado all'estero la mia misantropia non tarda a ad osservare gli orrori del posto) amplificato dal fatto che egli ne è campione esasperato di tutta una serie di peggiori caratteristiche.
      E' ritengo che la ghenga di marmaglia parassitoide e delinquente di cui si è circondato è pure peggio, solo senza le sue abilità comunicative per le quali è emerso sopra gli altri.

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    6. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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    7. Non è una cazzata ma si riferisce ad un altro aspetto della questione, la vendita del pesce. Per vedere se il pesce è fresco si guardano gli occhi e le branchie.

      E' la ragione per cui in Italia tradizionalmente si vende il pesce intero mentre in altri Paesi (per es.USA) si vende pulito e/o sfilettato.

      Inoltre se il pesce è proprio marcio, la testa si stacca dato che quello è il punto debole della struttura compatta del pesce. Mentre nei mammiferi la parte strutturalmente debole è il ventre.

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  22. UUIC: Ma allora perché si dice che il pesce inizia a puzzare dalla testa?

    Non conosco le ragioni folkloriche per le quali si usa quest'espressione, ma la realtà materiale che ci sta dietro è prossima a quella che ha rilevato Lorenzo: la testa è una delle due estremità nelle quali le viscere trovano apertura verso l'esterno, per cui è una delle due aree del corpo dalle quali il marciume interiore comincia a manifestarsi sia visivamente sia olfattivamente. Una delle pratiche messe in atto nei luoghi ove si preparano i cadaveri per l'esposizione pre-sepoltura è tappare la bocca (anche cucendola) e... là dietro (con tamponi di varia natura). Lo scopo è evitare fuoriuscite di gas che potrebbero "rovinare l'immagine pubblica" del defunto e impressionare i congiunti. Di cose di questo genere non si ama parlare, sono una specie di tabù al quale amiamo evitare perfino di pensare. Chi volesse intraprendere una ricerca sul tema, potrebbe cominciare, ad esempio, da luoghi come questo, questo o anche questo. Per stomaci forti e menti salde.

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  23. > dalle quali il marciume interiore...
    'sta parte della locuzione mi ha fatto ridere.
    Così dissacrante e "scientifica", vera.

    Ho letto avidamente i due primi paperi: tanatoprattore, ziopeto, è una parola che mi mancava anche se... certamente esiste quella professione.
    Sono articoli molto forti (il terzo collegamento è sbagliato): il primo non così tanto ma il secondo. In effetti portare la nostra mente a questa realtà la esercita con qualcosa che è, fondamentalmente, un tabù.
    Il tabù sulla morte.. alla fine è un tabù sulla vita.
    MrKeySmasher, tu riesci spesso a stupirmi per la qualità dei tuoi interventi.
    Grazie sincero.
    P.S.: mi dispiace che tu non ti sia riprodotto. Il tuo patrimonio genetico è peccato che si sciolga nel Brahma.

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  24. UUIC: "Il tuo patrimonio genetico è peccato che si sciolga nel Brahma."

    Eh, va be'. Vorrà dire che mi reincarnerò con cura. Così qualcuno potrà togliersi la soddisfazione di tapparmelo una seconda volta. Spero solo di non reincarnarmi in un elefante o, peggio, in una balena: hai idea di che razza di tampone dovrebbero infilarmi per-di-là? Ohi, ohi! :)

    P.S. Mi si perdoni l'umorismo macabro e pure un po' sboccato nei toni, ma mi veniva così.

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  25. Esiste una sostanziale differenza tra pensare alla vita e pensare alla morte. Pensare alla morte è assolutamente privo di scopo.

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  26. Lorenzo: "Pensare alla morte è assolutamente privo di scopo."

    Su questo non sono d'accordo. Fatto per bene può indurre a non infliggere la vita a chi ancora non ce l'ha, il che, se anche qualcuno può ipotizzare che non sia un bene per sè ("oh, quanto [io genitore]ho desiderato mio figlio"), non può sicuramente essere un male per chi non esiste -- come fai a fare del male a un'entità che non esiste? Per converso, quando quell'entità esiste per causa delle scelte altrui, quell'altrui ha piena responsabilità di tutto quel che accade al "nuovo arrivato". Tutto. E, anche a voler essere ottimisti, alla fine ognuno di noi si ritrova con la bocca cucita e un tappo nel culo, magari con lo zuccherino di qualche bella siringata di formalina nella pancia. Dopodichè, smaltite le lacrime (inutili) di rito, via a marcire in un cassetto di cemento per "modica" spesa. Eh, gli affari!

    Capisco che sia un modo di vedere le cose non molto diffuso, capisco anche che non lo si voglia fare proprio perché non tutti siamo orientati alla stessa maniera, però almeno mi aspetto che si prenda coscienza di una serie di dati di fatto che son lì da vedere nella loro cruda oggettività.

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    1. Cito Epicuro, rappresentate di uno delle due correnti di pensiero che danno una risposta al dolore dell'esistenza (l'altra essendo quella della rinuncia).

      Correva l'anno 250 A-C. circa.

      1) Paura degli dei e della vita dopo la morte
      Gli dei sono perfetti quindi, per non contaminare la loro natura divina, non si interessano delle faccende degli uomini mortali e non impartiscono loro premi o castighi.

      2) Paura della morte
      Quando noi ci siamo ella non c'è, quando lei c'è noi non ci siamo più

      3) Mancanza del piacere
      Esso è facilmente raggiungibile seguendo il calcolo epicureo dei bisogni da soddisfare, che saranno quelli fondamentali, e non quelli superflui

      4) Dolore fisico
      Se il male è lieve, il dolore fisico è sopportabile, e non è mai tale da offuscare la gioia dell'animo; se è acuto, passa presto; se è acutissimo, conduce presto alla morte, la quale non è che assoluta insensibilità. Per quanto riguarda i mali dell'anima Epicuro afferma che essi sono prodotti dalle opinioni fallaci e dagli errori della mente, contro i quali ci sono la filosofia e la saggezza.

      Tutta roba che si dovrebbe dare per assunta.

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  27. Comunque sia, la pianto lì perché si parlava di selle rubate. Com'è, come non è, finisco sempre per tirare in ballo questioni pelosissime! :)

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    1. E' una visione talmente vigliacca delle cose che non so nemmeno da che parte cominciare... Spacciarla per dati oggettivi poi è l'apoteosi delle scuse date a se stessi...
      Oscillo realmente tra il disgusto e la pietà.

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  28. Guarda, visto che non sai da che parte cominciare fai che star zitta e non se ne parla più. Oppure, sfogati che così prima cominci, prima la smetti (così poi ti senti meglio). Ah, e gli insulti non mi prendo neppure la briga di "rimbalzarteli", perché con quest'attacco senza provocazione ti sei già qualificata da te.

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  29. x Lorenzo:
    La psicologia umana non è razionale come si potrebbe pensare ad una lettura delle posizioni di Epicuro che hai riportato. Noi viviamo con una dimensione cognitiva che si basa sul raffronto e se tu togli un metro (quello della morte) e il raffronto, l'anestesia esistenziale, cognitiva, subentra rapida.
    La percezione sulla qualità (o sulla miseria) della tua vita aumenta quando la contrasti. E non c'è nulla di più contrastante per la vita della morte. E non un concetto astratto. Ma i luoghi della morte, la fisicità della morte, la morte dei tuoi affetti.
    Una doccia scozzese che ti riporta a sentire di nuovo la vita che vivi.

    x MrKeySmasher:
    Non ho la tua visione estrema sull'esperienza della vita. Forse perché ho una vita con ampi sprazzi di serenità e anche con felicità. Quindi faccio fatica ad entrare nel tuo schema concetttuale e con il vissuto che lo sostiene.

    x Alahambra:
    Ti muove un sacco di cose il pensiero di MrKeySmasher. Perché va a toccare un aspetto sul quale il tuo vissuto è travagliato.

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    1. No, perchè è una stronzata. Dire "Non lo metto al mondo perchè tanto dovrà morire" è negare la vita in toto, è vigliacco, è stupido, è inutile ed è pure pericoloso.
      La cosa che davvero mi inquieta di più è che il signore ha a che fare con ragazzini tutto il giorno, visto il suo lavoro. Può fare dei danni pazzeschi. E menomale che il suo patrimonio genetico si ferma qui, ma menomale!

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    2. 'spetta
      Da un punto di vista biologico (ma anche antropocentrico, visto che la specie sta preparando il suo suicidio con massima determinazione (inconsapevole?)) gli homo sono necrofori, tanatogeni.
      La sensibilità di MrKeySmasher e il suo amore per la vita (che non è la vita degli homo, ma la Vita in ogni sua forma) e le sue conoscenze, razionalmente, lo portano ad un giudizio pessimo e fondato sulla specie. Il cinismo (ricordiamoci sempre che i cinici sono i primi servitori della verità) segue.
      Penso quindi che non si tratti di bizza irrazionale o di un falso. Anzi... Il pensiero "tanto dobbiamo morire" è l'unica verità di questo mondo. L'unica.

      > a che fare con i ragazzini
      Beh, questo è scorretto.
      Primo perché non hai dati sull'insegnamento di MKS.
      Secondo, se volessimo escludere tutte le persone che osservano l'infima esistenza, indegna di molti homo, non sarebbero adatti Dante, Schopenauer, Sartre, etc.
      Io ritengo invece che la maggior parte degli insegnanti e la loro visione settaria, sciocca e superficiale della vita, quasi sempre incogruente ed ipocrita, siano i più terribili inquinatori e inquinare menti piccole è il più grande tradimento che tu possa fare all'umanità.
      Insomma, bisognerebbe riesumare alcune battute al vetriolo del Vernacoliere su certi insegnanti per bene cattolici o in seminario o ancora su certi idioti del politicamente corretto e del campato in aria (sono poi aderenti alle varie (neo)religioni).

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    3. Ma per piacere!
      Cinismo non vuol dire osservare ed accogliere anche le parti della realtà che sono scomode, non cancellarne alcune a proprio piacimento. Un cinico non è necessariamente un pessimista, nè tanto meno uno che si nasconde sotto la propria coda terrorizzato da quello che vede.
      Puoi tentare di girarla come vuoi, e il signore con te, ma amore per la vita lui? Riderei, se non fosse così orribilmente tragico.
      Quanto all'insegnamento, confermo quello che ho scritto, osservazione basata su quanto lui scrive qui: sui temi che affronta in classe (e che esulano di gran lunga dalla sua materia), su quello che pensa dei ragazzi (un modo talmente superficiale, sciocco e classista che non merita ulteriore esame), sul suo atteggiamento nei confronti dell'esistenza e del mondo.
      E' scortese da parte mia? Pazienza, perchè se un cinico qui c'è, non è lui, ma io.

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    4. Alahambra, io ho il convincimento, in parte motivato, in parte a sensazione, che MKS sia un OTTIMO insegnante.
      Io sarei molto felice se mio figlio prendesse lezioni di musica da lui.
      Pazzesco, siamo agli antipodi!

      Io non do giudizi (scortesia od altro). Cerco di sottolineare che punti di vista che sono irritanti, blasfemi per alcuni, in realtà sono dialetticamente, razionalmente, scientificamente solidi.
      Però io riconosco, come ecologista e misantropo (e altre caratteristiche ora non direttamente correlate a quanto dibattiamo qui ora), che ho un bel po' di simpatia per MrKeySmasher.

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    5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    6. Nel grandioso nord a cui appartieni avete cambiato anche la grammatica italiana?
      Sai,da noi si scrive ancora scuola e non squola,scuoiare e non squoiare.

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    7. Ma va? Ho fatto un errore di ortografia dopo avere scritto in fretta sei miloni di parole?
      Può darsi che dipenda dalla maestra delle elementari che non parlava italiano. Indovina da dove veniva.

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    8. Nota: commento corretto su segnalazione dal "profondo sud", terra famosa per la "cultura".

      Camminatore, la citazione di Epicuro serve solo a ricordare che alla antica questione della vita e della morte, più precisamente alla difficoltà di vivere, l'umanità da molti secoli ha risposto con due linee di pensiero:
      1. ignorare il problema focalizzandosi sul "qui e adesso", passando ad una specie di "iper-vita".
      2. ignorare il problema astraendosi da tutto, in pratica passando ad una specie di non-vita.

      Non ci inventiamo nulla nello Anno di Grazia 2014, ripetiamo cose che sono già state dette e ridette.

      E comunque, saggezza elementare, se si dice "la speranza è l'ultima a morire" significa che fino a che uno è in grado di pensare non può concepire la sua non-esistenza, quindi pensare alla "morte" è una specie di gioco ozioso perché in realtà pensi alla morte degli altri, con distacco, non alla tua. E qui devo ripetermi, se vai a caccia la morte non solo la vedi, la provochi. I cacciatori passano le giornate a riflettere sulla morte? No, sbudellano, sCuoiano, tagliano a pezzi e buttano sulla brace. A cose fatte cacano. Pensare alla vita ha senso, pensare alla morte no.

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    9. x Solsido:
      Si dice: i tedeschi amano gli italiano ma non li stimano, gli italiani stimano i tedeschi ma non li amano. Secondo me vale anche internamente allo stivale.
      Io ho cari amici meridionali ma... sostanzialmente detesto la mentalità "pubblica" del meridione, Amore e odio.

      x Lorenzo:
      Commentant provocateur.
      Devo dire che il mio miglior Professore, mio omonimo, grandissimo, terrbile, elegante, nobile nei modi, fascistone e artista dela matematica e dell'insegnamento, gli voglio ancora bene anche se non c'è più era di Siracusa, il peggiore un ciavado sessantottino squallido bresciano.
      Solo un caso, una testimonianza, lo so, non si può trarre alcuna conclusione.

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    10. Credo che sia il caso di finirla qua.Io non ho pregiudizi,non mi interessa la provenienza geografica delle persone,però mi dispiace,e lo ribadisco,che ancora oggi si insista sul luogo comune del nord virtuoso e del sud fannullone.Detto questo,le persone sgradevoli si trovano dappertutto.Ti ringrazio per la tua conclusione salomonica,buona giornata.

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    11. Buongiorno Solsido.
      Non te ne andare, rimani con noi. Questo mondo cjhe si abbruttisce e si imbruttisce più lo nega, più anela al consumismo, più ha bisogno di bellezza, di arte, di anime che la possano trasmettere.
      :)

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    12. Una cosa non capisco. Io zappo la terra nel mio orto nel villaggio vicino Nottingham. Un giorno arrivano gli sbirri di Re Giovanni e mi ingiungono di pagare le tasse. Siccome di soldi non ne ho mi danno un po' di bastonate e prendono il grano per la semina e il maiale.

      Dopo tutto questo se io sono incattivito non è perché mi hanno preso il grano e il maiale ma è perché ho dei "pregiudizi". Che nel comune X ci siano Y vigili urbani di cui 9 su dieci sono invalidi quindi non possono lavorare e l''altro timbra e poi va al bar, quello è un "pregiudizio".

      Quindi il devo ringraziare delle bastonate e che mi prendano il grano e il maiale.

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    13. Uomo che cammina, mi scuso perché questo è il tuo blog. Ma non si può mica scegliere di mettere il coltello in una piaga e non in un'altra perché altrimenti qualcuno ci resta male. O fa finta di restarci male, perché "nisciuno è fesso".

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  30. UUIC: "faccio fatica ad entrare nel tuo schema concetttuale e con il vissuto che lo sostiene"

    Questo è più che lecito. La mia è una posizione molto personale, conseguenza di altrettanto personali riflessioni che sento molto concrete. Ovvio che si può sentire diversamente, che si può dissentire e impostare la propria esistenza come meglio aggrada (purché le scelte individuali non pesino sugli altri). C'è comunque una sottile differenza tra dissentire e vituperare...

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    1. Veramente tu imposti la tua esistenza come PUOI, non come ti aggrada.

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  31. Lorenzo: "Veramente tu imposti la tua esistenza come PUOI, non come ti aggrada."

    Osservazione indiscutibile. Sottolinei un dato di fatto e fai bene. Grazie per la precisazione.

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  32. Epicuro è stato un saggio, e dovremmo prendere molto sul serio le sue intuizioni, che poi sono delle ovvietà che direi che è difficile non condividere. Però... c'è un però: quelle osservazioni indiscutibilmente sagge si applicano a chi è già in vita. Non è una sottigliezza.

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    1. "... si applicano a chi è già in vita. Non è una sottigliezza."
      No, è una tautologia.
      Infatti solo chi è in vita esiste. Chi non è in vita non esiste, non ha attributi, quindi niente gli si applica. Ragion per cui torniamo al mio assunto che è ozioso pensare alla morte, in quanto nulla.

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    2. Se invece aprissimo una parentesi metafisica di dopo-la-morte, significa che postuliamo una vita-oltre-la-vita e quindi non stiamo ancora parlando della morte. Si tratta di chi è in vita di qua e di chi è in vita di la, per cui ancora chi non è in vita non-è.

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    3. Se poi consideriamo il "chi" in quanto tot chilogrammi di varie sostanze chimiche, cioè la salma, diventa una questione di spostarsi dal "chi" al "cosa", quindi qualsiasi considerazione si applica solo a chi è in vita e cosa non è in vita.

      Il passaggio dal chi al cosa è questione di convenzione riguardo alla "grana" più o meno fine che si vuole usare nella misura. Gli antichi consideravano il passaggio avvenuto quando qualcuno esalava l'ultimo respiro e con esso l'anima. Noi consideriamo il passaggio avvenuto quando cessano le funzioni celebrali superiori che associamo alla autocoscienza.

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  33. x Lorenzo:
    Insomma, proprio NON vuoi pensare alla morte.
    Il nulla, in quanto tale, c'è ed è oggetto di riflessione.
    La matematica (l'algebra che ne è uno dei pilastri) rimase (in parte) bloccata fino a che... il nulla , lo zero, non venne rappresentato concettualmente.

    Volere è anche potere, no!?

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    1. Una cosa è sapere che la morte esiste e accettarlo, una cosa è non vivere pensando che tanto morituri sumus.
      Ti rendi conto di quanto è grottesco, stupido e pernicioso? Costringersi nell'immobilismo, proiettarsi in una realtà che tanto non si può evitare ed angosciarsi del niente invece di godere dei giorni. Smettere di vivere e nascondersi e piagnucolare. Ecco, per dirla alla maniera tua, non è per niente ecologico, e tanto meno lo è inquinare le giovani menti (sic.) con pensieri ed atteggiamenti di questo tipo: apertura ci vuole, non vigliaccheria.

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    2. Il nulla non è, non ha attributi.
      Non avendo attributi non si può "pensarlo".

      Infatti, lo ripeto, nessuno può veramente pensare alla morte in quanto "nulla". E' una finzione, quando si dice "morte" in realtà si immagina un qualche "dopo", sia esso fisico o metafisico.

      Nel primo caso, lo dicevo sopra, il corpo morto non è un "chi" ma un "cosa" e il problema si sposta nel definire il momento in cui si passa da uno all'altro. Ma è un problema che vale la pena di considerare solo nel preciso momento del passaggio, ne prima ne dopo.

      Nel secondo caso, essendo metafisica, dati certi postulati si può dire qualsiasi cosa ed è vera per definizione. Quindi è un esercizio ozioso, per il semplice fatto che o io accetto in toto la tua metafisica o la rifiuto, non ci sono vie di mezzo, non c'è nessuna "riflessione", nessun dialogo, c'è solo La Parola e tu la prendi cosi com'è.

      La matematica non rimase affatto bloccata ma cosa dici. L'unico blocco che ci fu te l'ho spiegato giorni fa, in poco tempo la popolazione di Roma passò da 1.5 milioni di persone a 30 mila e cosi rimase per circa mille anni. Se crepano tutti quelli che sanno leggere e scrivere, ovvio che la matematica si ferma.

      Lo zero comunque non viene "rappresentato", ti sfido a dirmi come ti rappresenti lo zero. Tu lo zero lo prendi come concetto primitivo, cioè la premessa della costruzione metafisica. La matematica è una costruzione metafisica, cioè fuori da se stessa non si può dimostrare ne vera ne falsa.




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  34. Non ho certo la pretesa di poter estendere il mio modello di approccio alla realtà.
    Però io provo, ogni volta che mi avvicino cognitivamente, animalmente, emotivamente, a morte, dolore, soffererenza, bruttezza un aumento sensibile della percezione della qualità della mia vita, della gioia, della bellezza.
    Nelle pagine di Hesse che ho letto di recente sia Boccadoro che Siddharta si immergono appieno nella vita nei suoi eccessi fino a lambire la anche morte/dolore/sofferenza e questa è un dispositivo spirituale straordinario per essi.
    Pensare forse non è corretto, la presa di coscienza concettuale è poco efficace.
    Il Memento mori! era un tentativo non so quanto riuscito frequente di riportarci a quell'esaltatore di sapidità che è la presa di coscienza che la vira scorre, ogni battito di cuore passato uno in meno che rimane.

    Ho intuito una volonta provocatoria nella posizione di MKS. Non conosco molto la sua vita ma uno che si prende tempo per lunghe escursioni nella Natura non è certo una persona depressa con fissazione psicotica sulla morte.

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    1. Intuisci male.

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    2. Memento mori è l'esatto contrario di come lo interpreti te. Significa proprio che, essendo la vita una quantità finita e non infinita, bisognerebbe sfruttarla al meglio. E' la variante repressiva del "Gaudeamus Igitur", in primo caso devi spendere la vita per fare la gloria di Dio, nel secondo caso devi spendere la vita traendone il massimo godimento.

      Ma l'ultima cosa che devi fare è pensare alla "morte" in quanto tale. Fermo restando che non si pensa alla "morte" ma al "dopo la vita".

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