giovedì 3 settembre 2015

Dall'inizio alla fine

Martedì ho avuto un duro scontro verbale con una giovane stronza nostrana coi piedi sul sedile, stamani treno in ritardo per due zingari ben vestiti che hanno viaggiato senza biglietto scappando dal controllore: tanto lo sanno benissimo che a loro non succede assolutamente nulla, i biglietti li pagano quei coglioni di gagi. Sempre più convinto della necessità, in questi casi, di una buona fraccata di manganellate, smetterebbero molto velocemente.
Ma non era di questo che volevo parlare ma di altro,  anche se con ritardo rispetto alla vacanza in Trentino, col bipedinone e i miei.
Due buone cose.
Mora di Rovo, mi raccontava che inizia ad esserci una parte di sudtirolesi e altoatesini battaglieri contro l'espansione della venefica, tossica monocultura delle mele fintoplasticate, cultivar mmerigane. La loro lotta ha portato allo stop alla crescita dell'area dedicata a questo mega chemiofrutteto spargiveleni.

La seconda positiva notizia è che nel remoto e recondito paesello tridentino, dopo anni, una coppia, ella sudtirolese, egli trentino locale, hanno avviato bene una coltivazione bio di ortaggi. Appena l'ho saputo mi sono precipitevolmente fiondato a fare la spesa. I contadini sono sempre piacevolmente sorpresi delle mie conoscenze, dell'entusiasmo che cerco di comunicare e infondere loro. _ris dopo essere andata nello splendido orto a raccattare alcun cose a ore_0 e metri_20 se la godeva dei miei complimenti e mi voleva pure affibbiare della roba gratis, con un sorriso grande così, cosa a cui mi sono opposto.
I miei erano perplessi dei prezzi, un po' più alti di quelli della Famiglia Cooperativa ma... quando hanno sbaffato i prodotti e sono finiti fuori strada capottati dalla gaudenzia, si sono ricreduti. Se sei abituato alle robe mediocri della GDO perdi perfino memoria delle leccornie e dei sapori d'infanzia o giovinezza.
Il maso è di proprietà della famiglia di lei (cognome tirolese)  e così i due giovani ci hanno dato dentro, ottenendo un buon successo. Avere la terra è conditio sine qua non: semplicemente i mutui fondiari sono troppo cari rispetto al reddito agricolo e non permettono di iniziare con l'agricoltura a chi non possiede la terra. La legge tanto sensata quanto politicamente scorretta del maso chiuso ha tenuto le genti tirolesi sui monti e con essa le conoscenze, i saperi di come lavorare la terra.
Io torno bambino, mi rallegro infinitamente di queste piccole e grandiose notizie di rinascimento rurale.

Come scrivevo da Silvia, adoro andare per cimiteri, quando sono belli. Così, un giorno, la prima uscita (che ho descritto qui) UnBipedinone ed io siamo andati a far visita anche alla "corte di pace" (Friedhof) del confinante ancor più remoto paesinello sudtirolese. Anche il bipedinone ha apprezzato molto. Del resto ha gusti eccellenti, ehehe. :) Qualcuno mi dica che i cimiteri non possono essere meravigliosi, se ha coraggio.
Ortaggi e fiori, dall'inizio alla fine. ;)




28 commenti:

  1. Ecco, a completare il quadro di UomoCoso il neo-decadente ci mancava giusto "adorare" andare per cimiteri.

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    1. Oh, gli piace D'Annunzio, che pretendi?

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    2. Non pretendo niente, lo sapevo di già. Razionalmente mi rendo conto che esistono tutti i colori dell'arcobaleno quindi esiste il tamarro unto col cappello appoggiato sulla cucuzza seduto sul motorino davanti la porta di casa mia, esiste la Boldrini ed esiste UomoCoso che va per cimiteri. Però, avendo milioni di difetti, ho questo istinto didascalico che mi porterebbe a mandare il tamarro a fare il militare, la Boldrini non lo posso dire e UomoCoso... boh, forse gli farei leggere l'intera produzione di Asimov.

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    3. Ponderosa quella produzione. Bellissima anche. Astuta, sagace, logica, stringente, umana, spietata, cinica. Ed ironica in modo sottile.
      Non credo che l'uomo ne trattenne beneficio onestamente. Bisogna essere più permeabili di come è lui.

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    4. Bah, c'è sempre il metodo giapponese, marcia forzata e bastonate con la canna di bambù.

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    5. Il Vate visse molteplici volte l'innalzarsi a.... all'eccelso :) che ti affaccia sull'abisso.

      "Per­ché quando in un’ora di gra­zia io sento di aver disco­perto per pochi attimi il volto della bel­lezza e di averle rapito alcun linea­mento e tra­spo­sto per pochi attimi o per i volu­bili secoli, per­ché ho sem­pre il desi­de­rio di annien­tarmi, di dissolvermi?"

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    6. Sai cosa mi fa venire il mente il brano citato? Il risultato che ottieni quando non vai al gabinetto per qualche giorno e alla fine ci riesci ma l'operazione non è tanto scorrevole.

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    7. Oh, non dico mica di no.
      Sei dentro la testa hai la cacca poi leggi di bellezza e di scoramento da eccesso di bellezza e pensi alla cacca. >:)
      Poi affermi che la comunicazione è razionale, le mappe non ambigue.
      ihihi

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    8. Dove essere "mappa ambigua"?

      Il brano di D'Annunzio è una caleidoscopio di parole volutamente involuto e, invece di trasmettere un messaggio, vuole suscitare uno stato emotivo. Se c'è qualcosa di "irrazionale" (di proposito, quindi paradossalmente inefficace) è D'Annunzio.

      Ma fino a qui non c'è problema. Il problema nasce dal fatto che, nel mio universo, essendo una scatola vuota, ha solo il valore di una scatola.

      Essendo una scatola volutamente intricata e difficile da adoperare, è una scatola che vale poco o niente, concettualmente sbagliata, che non assolve la sua funzione di scatola (che è l'intenzione di D'Annunzio, il quale non vuole darti una scatola che funziona ma una scatola che ti "emoziona").

      Quindi, dal mio punto di vista è questione di auto-lesionismo, chi legge D'Annunzio ha la propensione al masochismo. Si, D'Annunzio, frustami, fammi male.

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    1. Per la cronaca, il "peso" (forza peso) è l'azione del campo gravitazionale su una massa. Quindi, mentre la massa è una costante, il peso cambia in funzione della posizione.

      Nel nostro caso, il "peso" che misuri tu dipende dalla posizione della tua testa all'interno dell'intestino crasso.

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    2. Grazie della spiegazione scentifica, tipica da pene-cefalo

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  3. insomma, veramente due belle notizie !!!! :-)))))

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    1. Dice quello che la verdura la compra al centro commerciale, dove entra e esce in macchina e gli importa sega come è arrivata sullo scaffale.

      :)

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    2. ma ti stupirò, lo sai che sono stato un pò attento negli ultimi tempi, comprando un pò più sano ?

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    3. Sì, Francesco, foresta che cresce e campi che tornano, veleni che non crescono più o decrescono.
      Questa è la Vita.

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  4. Ecco si, sono proprio quelli che intendo io.
    Tombe rustiche e austere ma allo stesso tempo allegre, con tutti quei colori.
    Silenzio, tranquillità, consapevolezza della brevità della vita.
    Puoi spiegarmi meglio la storia delle mele?
    Buona cosa la spesa che hai fatto.
    Io sto terminando i pomodori dell' orto e mi vien già male a pensare di mangiare quelli del supermercato!

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    1. > Puoi spiegarmi meglio la storia delle mele?

      Non so se tu conosci alcune vallate dell'Alto Adige o del Trentino (diciamo che le più note sono rispettivamente la Val Venosta e la Val di Non, ma ce ne sono un tot di altre, come la ValSugana, la valle dell'Adige da Merano a Trento, la Val di Sole, etc.)

      Una volta quelle valli avevano un'agricoltuta decisamente varia: patate, frumento, segale, grano saraceno, cavoli, granoturco, vera frutta locale (quelle finte cultivar tipo Golden, Smith e altre sono robaccia statunitense), zootecnia in piccola scala, bovina, suina, etc. viticoltura, cavoli e altri ortaggi.

      Tutto questo è stato annientato, annullato dalla monocultura della mela (solo in alcune zone è rimasta la viticoltura), monocultura della mela che, peraltro, richiede fino a trenta o quaranta trattamenti all'anno con prodotti massimamente tossici e nocivi.

      Mora di Rovo mi diceva che molti paesani e cittadini si sono incazzati di brutto rispetto a piani di ulteriore crescita degli areali dedicati a questa chemiomonocultura frutticola, ottenendo che vari comuni stralciassero dai piani regolatori ulteriori crescite del problema.

      _ris, la bio ortocontadina, mi diceva che ella e suo marito, sono riusciti ad avviare quella coltivazione bio, proprio perché il comune di PincoPallo ha deciso che là intorno NON ci sarebbero MAI stati campi avvelenati di mele avvelenate.
      Semplicemente non puoi fare bio se intorno ai gente che sparge i peggiori veleni uno o due volte a settimana.

      Per sabato ho prenotato 15kg di pomidoro da una biocontadina vicina e mi preparo la passata integrale. :)

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    2. Silvia: "Io sto terminando i pomodori dell' orto e mi vien già male a pensare di mangiare quelli del supermercato!"

      Ti capisco al 3000%, perché la roba che nelle linee di vendita (non solo nei supermercati) spacciano per "pomodori" sono tali solo di nome. Ho risolto la cosa mangiando pomodori freschi solo quando sono disponibili i miei (circa tre mesi l'anno, a volte quattro) e salsa-fai-da-te nei mesi rimanenti.

      Per la verdura fresca ora puoi ricorrere alle insalate (lattughe e cicorie varie), alle carote, ai finocchi, alle zucche. Tra non molto inizierà il momento dei cavoli nelle loro varie incarnazioni (le verze scure si conservano anche tra le peggiori gelate e puoi mangiarle fresche per tutto l'inverno), che sono ottimi anche crudi...

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    3. > mangiando pomodori freschi solo quando sono disponibili i miei

      MKS mi ha anticipato: e' bene mangiare pomidoro freschi solo quando ci sono. Poi passare ad altro.

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    4. Orticoltura di qualita' e' ad alta intensita' di lavoro, ancor piu' se bio.
      Per quello e' corretto sostenere prezzi un po' piu' alti di piccoli biocontadini: paghi molto lavoro per molta qualita' e contribuisci a ridurre impronta ecologica e a tenere gente sulla terra e quindi lontana da altri posti di lavoro, contribuisci anche a diminuire la disoccupazione.

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  5. Grazie dei consigli mister tuttofare!
    Quando c'era papà la produzione di pomodori era così ampia da farci la passata per l'inverno e così curata da riuscire a godere di essi per tutto l'autunno, nel caso di buona stagione.
    Quando cominciavano i primi freddi papà raccoglieva gli ultimi perini e li metteva nelle cassette dove completavano la maturazione.
    La mancanza dei pomodori è in questo momento strettamente correlata alla mancanza di papà. Chissà cosa direbbe a vedere il suo appezzamento di terra ridotto a erba per gatti!

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    1. Non sentirti in colpa, io ho cominciato due o tre anni fa a occuparmi dell'orto e sono ancora una fetecchia, anche se sto migliorando poco a poco. Anche nel mio caso era mio padre a occuparsene, e ora che è anziano e cerco di subentrare io la differenza si vede, proprio come dici tu. C'è una cosa che (forse) puoi considerare per non sentirti troppo inadeguata: seguire un orto, a meno che sia giusto un fazzoletto di dieci metri quadri, richiede intere giornate di lavoro; chi ha un impiego a tempo pieno non ha tutto quel tempo e non può ottenere che risultati così-così. Certo, se esistesse ancora la pensione... (ora Lorenzo mi mangia vivo!)

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    2. Se tu accantonassi abbastanza soldi durante la tua vita lavorativa da percepire un vitalizio pagato con questo accantonamento, Lorenzo sarebbe felice e contento insieme a te.

      Se invece tu ricevessi una dazione di denaro del tutto arbitraria sia per l'inizio della erogazione che per l'ammontare, finanziata con le comuni imposte, allora Lorenzo lo considera un imbroglio, una sopraffazione operata da una generazione su quelle successive.

      C'è da chiedersi come mai al giorno d'oggi nessuno ha più tempo di fare nulla mentre una volta non solo si coltivava l'orto e si andava all'osteria, durante le feste comandate si svuotavano completamente le città mentre oggi business as usual.

      Lorenzo considera anche che la religione della "uguaglianza" e della "equità", della "redistribuzione del reddito" e della "giustizia sociale", porta inevitabilmente alla rovina, alla fame, alla carestia perché è una religione di cicale.

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  6. @walker
    Graxzie delle spiegazioni
    Il trentino lo conosco abbastanza bene e ci ho pure comprato cassette di mele qualche volta ..
    Vuoi dire che non esistono coltivazioni di mele bio?

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    1. La bio-scuola su...sull'acquisto del GAS mi ha fatto capire due cose:
      1 - cultivar "tirate" troppo deboli per essere coltivare bio, ci vogliono varieta' meno appariscenti, meno grosse, piu' robuste: ad esempio, no Golden Delicious si' Rosa Romana.
      2 - difficile fare bio quando intorno e' terato-chimico.

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  7. La conserva la voglio fare anch'io ma non so dove procurarmi pomodori bio.

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    1. Il bio e'importante perche' cosi' potrei tenere la buccia che e' ricca di oligonutrienti senza esserlo di veleni.
      Non saprei come aiutarti. Hai provato a vedere in retegas.org se hai un GAS vicino?

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.