domenica 20 settembre 2015

Una carezza centripeta




I subwoofer arrivavano fino lì, al parcheggio lontano. Mi ricordo quando, a certi goa, la stradina buia, bianca, saliva, bosco a destra, prato a sinistra, qualche lumino a segnare la traccia nell'oscurità e i bassi pazzeschi, arrivare all'anima e prendertela, a portarti verso Là e l'attrazione dei bassi, 140bpm e i colori fluo là in cima erano irresistibili.
E così mi trovavo in quel luogo non luogo, la festa dell'Unità, una sorta di tutto è grande, tutto è numero, tutto è quantità, tutto e mondo, a guardarlo come fossi sceso da un UFO, un po' stralunato per le dimensioni, le folle e anche perché era un viaggio indietro anche per me. Ma non voglio andare troppo in là, non di questo voglio scrivere, ora che UnBipedinone mi ha dato la buonanotte e ha spento la luce.
E' che io andavo a prenderlo alle ore due e trenta. E che il mio figlio era andato là, con un amico caro, che andammo in montagna tutti insieme, quella volta in Adamello e _sto ci rimase male perché quei due ci tenevano tanto al Sentiero dei Fiori. E dai monti, dalle camminate ora quei due erano finiti nel tempio della danza, tamburi dal silicio non dalle pelli di capra, ma sempre i ritmi dell'anima. Ho sempre amato certa house e non ero indifferente neppure stamani.
Già, i miei non mi sono mai sbattuti per 'sto genere di cose. Anche gli orari erano inconcepibili e inammissibili. E anche per me è una prima volta. La prima volta che vado a prendere mio figlio, in mezzo alla notte, uscito dalla sua piccola e così grande notte di vita. E' la prima volta che è una danza importante ed è la sua.
Era uscito qualche minuto prima e mi è venuto incontro di lato invece che di fronte. Alto, ormai più di me, è un bel "piccolo" e giovane uomo, la prima volta con la camicia bianca e il suo profumo ancora indossato. Osservavo il mio bimbo che non lo è più e la vita che va, incamminarsi sulla come un sughero sulla corrente impetuosa del tempo. Abbracciavo lui e me di tempi che non sono più e che sono diversi.
In auto ha chiuso gli occhi quasi subito, reclinato il capo. Ad una curva secca ho sentito la lana calda, gli stavo tenendo la testa, una carezza centripeta, non volevo che la sbattesse contro il finestrino.

46 commenti:

  1. a me è durato poco questa cosa. mia figlia ha il moroso. torna per cazzi suoi. meglio così credimi

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    1. Mi aveva chiesto di tornare con _sto, ma l'auto che uso in estate ha solo due posti e così non è stato possibile.
      Per il momento mi piace poter dare una mano a mio figlio. A volte penso che sia troppo ruvido, spartano e così, di tanto in tanto, mi intenerisco.
      Francamente - lo scrivo qui ma lo dico anche a lui, a mo' di battuta - spero che abbia un po' di storielline prima di "fidanzarsi" con una morosa.

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    2. sono conformisti i bravi ragazzi, lui è bravo ragazzo e calciatore quindi si fidanza

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    3. So che c'è questa scuola di pensiero / usanza dei calciatori che devono fidanzarsi e sostenitori"sistemarsi" presto.
      Direi con scarsi risultati visto l'eros allegro di non pochi di essi.
      Intuisco un tentativo per farli rendere maggiormente colle pedale.

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  2. Che tenerezza, Uomo. Mi piace assai il rapporto che hai col tuo bipede.

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    1. Buongiorno e buona settimana, Pippa.
      E' un rapporto ampio, che va dall'intimità a qualche scazzo perché, quando posso, come posso, io cerco in qualche modo di abituarlo anche alle asprezze, alle intemperie della vita.
      Sua madre ora sbuffa e si arrabbia perché quando loro due escono, UnBipedinone vuole stare un po' in disparte, come se si "vergognasse".
      Nell'ordine delle cose ma per lei, grande utero, è inconcepibile.
      I papà... i papà sono meta di tutto, senza sarebbero assai poveretti 'sti figli. Poi si torna sempre a quello che avevo scritto e penso sempre.

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  3. sembra di vederlo questo gesto! credo che non smetteremo mai di proteggerli...ciao Uomo!

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    1. Noi padri abbiamo un'evoluzione diverse nel rapporto con i figli.
      Penso che il nostro ruolo sia anche quello di ... far si che si smetta di proteggerli sempre. Insomma, li spingiamo anche fuori dal nido. :)
      Buondì Pessa Princi

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    2. UomoCoso, tradizionalmente il bimbo è di competenza delle donne fino alla pubertà, poi diventa di competenza degli uomini. Esistono da sempre dei riti di passaggio superati i quali diventi "uomo" e chiaramente questi ti definiscono non solo come "adulto" e quindi indipendente ma anche nei doveri. Tu non ci hai pensato, complice il fatto che nella nostra società contemporanea tu hai dei mezzi economici che tuo figlio non avrà per diverso tempo ma una volta che tuo figlio completa il passaggio da ragazzo a uomo, dovrebbe essere lui a scarrozzare te la notte. In origine era cosi.

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    3. Non solo te, anche me, per inciso, in quanto "anziano".

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    4. > Tu non ci hai pensato

      No, ci ho pensato eccome. Il padre stimola e sospinge, la madre protegge, seda e trattiene.

      Io ho appresso dai miei il rispetto per i "veci". A volte penso al fatto che questa società che considera i "veci" come un problema sia un segno dei problemi di questa società.
      Anche i ritmi di lavoro, anche la frammentazione delle famiglie, le anzianità lunghe e senza autonomia hanno avuto e hanno pro ma hanno anche i contro di rendere molto difficile, molto gravosa lo scarrozzaggio dei genitori, dei veci.

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    5. Appunto, vedi che è tutto scardinato, i fondamenti del vivere originario.

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    6. Io potrei metterla sul modernismo liquefacente che, oltre a sradicare le persone dalla terra, sradica le persone dalle loro radici.
      Però, come hai osservato tu, il modernismo ha avuto anche pro. Così viviamo in un'epoca in cui l'unica cosa che si può dire è che si viveva diversamente quando si viveva diversamente.
      Non c'è solo la mancanza di un senso, la perdita del senso delle età dei capelli bianchi.
      Il fatto che io possa telefonare ai miei lontani, o videtelefonare o utilizzare qualche altro modo di comunicazione mi permette di vivere a molti chilometri da loro in un posto che amo. (pro)
      Ma questo significa perdere molte possibilità di abbracciarli (fisicamente) e rende complicata l'assistenza che dovrò dare loro in futuro.

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    7. Su questo non ci capiamo. Tu quando dici "modernismo" metti tutto insieme mentre io distinguo la tecnologia dall'uso che ne facciamo.

      Penso di averlo già scritto ma la cosa più evidente è che ad un certo punto della storia siamo stati asserviti alle macchine invece che il contrario e il risultato è che ci viene succhiato via il tempo.

      La diversità principale tra noi e gli antenati è che noi, pur avendo tutta questa tecnologia che in teoria ci libera dalle incombenze del vivere, che sempre in teoria dovrebbe fare di ognuno un semidio, in realtà abbiamo meno tempo di quanto ne avevano loro e sempre meno ogni giorno che passa.

      E' un po' il discorso della "decrescita", vedi bene che alla gente non sembra strano quando qualcuno dice che bisogna importare esseri umani per accudire le macchine, altrimenti il meccanismo si inceppa. Logicamente dovrebbe essere il contrario, più le macchine fanno il lavoro al posto nostro, meno persone dovrebbero servire. Ma c'è questa idea che la macchina non debba fare tanti pezzi quanti ne servano e che ogni generazione di macchine debba consumare meno risorse per farli, no, bisogna fare sempre più pezzi, consumare sempre più risorse, altrimenti per qualche misterioso motivo se la giostra rallenta, è l'apocalisse.

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    8. Gli strumenti influenzano coloro che li usano e non è influenza da poco, Lorenzo. E così vale anche per una società sempre più ricca di inutilità tecnologiche. Non si può andare al mulino senza infarinarsi.

      Per il resto mille mila volte d'accordo: sta cazzo di tecnologia cosa serve se lavoriamo sempre 40h alla settimana?
      Cazzo di senso ha "accogliere" milioni di persone, non tutti ma milioni di impreparati, balordi, senz'arte ne parte quando milioni di posti di lavoro "elementare", ripetitivo vengono distrutti dall'automazione sempre più spinta?
      Ma se vai a sinistra, in certi diari, leggi che gli allievi del fondatore del tecnoprogressismo marxista, Friedrich Engels, per questi è satanica la distruzione capitalistica dei posti di lavoro.
      Ihihih, lo fanno scrivendo in un blog, gestito insieme con altri milioni da pochi gatti, a 9 fusi orari di distanza.

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    9. La faccenda di Engels è abbastanza semplice: dipende tutto da come definisci l'essere umano.

      Se ci fai caso tutta l'analisi marxista considera l'uomo come un ingranaggio in una macchina formata da pesi e misure, strutture, classi e cinghie di trasmissione. Anche quella è una conseguenza della idea che la macchina non sia uno strumento ma che sia il fine dell'esistenza umana.

      L'uomo non esiste senza il "posto di lavoro", cioè la sua postazione a fianco del macchinario a cui è asservito. Quindi se tu "distruggi posti di lavoro", cioè togli la postazione, per chi la pensa cosi distruggi le persone.

      E' una religione e nelle religioni ci sono due problemi, uno sono i dogmi che cristallizzano concetti irrazionali, paradossali ma che non puoi discutere, l'altro è il clero, che fa ogni sforzo per perpetuare se stesso a prescindere da qualsiasi cosa.

      Si può andare al mulino senza infarinarsi ma bisogna sapere come funziona il mulino, bisogna avere chiara la consapevolezza che il mulino è uno strumento che serve a macinare le granaglie.

      Uno dei prerequisiti della nostra età è la contraddizione tra la facilità di reperire informazioni e di metterle in relazione e la poca consapevolezza delle persone, riguardo qualsiasi cosa. Le persone sono costruite per vivere come automi, quindi non padroneggiano gli strumenti, li subiscono, li servono.

      Si parlava della idea di "vivere spartano". La prima cosa che vedi all'apertura del film 300, che pure è un fumetto, è il ragazzo nudo che deve affrontare il clima inclemente e le fiere.

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    10. Voglio dire, prima fabbrichi l'uomo e poi di preoccupi di quali strumenti userà. L'esatto opposto di fabbricare gli strumenti per poi incatenarci qualcuno.

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    11. UUIC; "A volte penso al fatto che questa società che considera i 'veci' come un problema sia un segno dei problemi di questa società."

      Anche questa non è altro che una evoluzione (= cambiamento per adattamento, non cambiamento verso il "meglio") dovuta a come cambiano i "numeri". Ancora per pochi anni, e sempre meno, i "veci" sono numericamente minoranza, giacché oggi come oggi e a causa del baby boom egli anni '60 la preponderanza è quella della generazione degli attuali più-o-meno cinquantenni. Tempo una ventina d'anni, noi attuali "figli del baby boom" saremo i "veci" e continueremo ad essere maggioranza. Una maggioranza scomoda. Tanto scomoda da determinare una inversione dei valori -- quando toccherà a noi essere "veci" saremo carne da trita, per di più di quella scadente e priva di valore. Non per niente (attenzione) le attuali dirigenze hanno messo le mani avanti rivedendo con una cadenza e progressione che non ha niente di casuale i meccanismi di previdenza, facendo in modo che assumessero l'apparenza di meccanismi di assistenza. Contemporaneamente, si stanno apprestando le precondizioni dapprima culturali, quindi legislative per introdurre nuovi criteri circa la valutazione dei processi eutanasici e di suicidio assistito. Mentre eutanasia e suicidio assistito, in sè e per sè, sono pratiche che hanno da sempre un valore di compassionevole assistenza reciproca, non a caso atteggiamenti e pratiche che fino ad ora sono state tenute nel campo del disdicevole e dell'illegale (poiché fino ad ora la massa dei pagatori ha sempre superato abbondantemente la minoranza degli assistiti, facendo sì che tenere in vita persone che di vitale hanno solo dei tracciati su un monitor sia un grosso affare per alcuni) saranno liberate ed elevate al livello di virtuoso e normato a maglie larghe. Se non c'è nulla di male nell'eutanasia e nel suicidio assistito, c'è molto di male nelle ragioni che portano all'inversione che ho accennato, e ci sarà molto di male nei modi coi quali le dirigenze sceglieranno di implementarli. C'è poi da considerare CHI saranno le dirigenze del domani prossimo, e quale valore avremo noi "veci" d'origine autoctona per quelle dirigenze...

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    12. x Lorenzo:
      L'analisi marxista della realtà è (infelicemente) coerente ovvero strutturalista: non esiste l'individuo, esiste la struttura di individui, la classe. Anche il tecnoprogressimo caratterizza un pensiero sviluppatosi a fine ottocento e la distopia della industrializzazione di una struttura industriale per la società è stata storia.
      Formiche in formicai organizzati con elite autoreferenziali che manovrano una struttura con biotici semilobotizzati che rispondono ad un insieme pedante di regole, precetti e divieti.
      Fabbricare gli strumenti per poi incatenarci qualcuno.
      Appunto.
      Grazie per l'immagine.

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    13. x MrKeySmasher:
      Gli scenari futuri sono infausti e quello che succede in Yemen, in Siria, in Iraq, in Campania, etc. sono anticipazioni di quello che ci aspetta.
      Nei periodi di carestia (nel senso esteso, contemporaneo del termine, dove la carestia non è solo la mancanza di cibo ma anche la mancanza di antibiotici o di una sala operatoria in cui eseguire una semplice appendicectomia e salvarti dalla peritnonite) gli anziani sono una delle parti deboli, tra i primi ad andare.
      La nostra vecchiaia in Italianistan non sarà affatto gradevole.
      Ritengo gli scenari eutanasici persino ottimistici rispetto a quelli balcanici alla Sarajevo, alla Scampia o alla Aleppo che ci aspettano.
      Non ci saranno dolci morti di massa, ci saranno morti di massa.
      Non so se mi sono spiegato.

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    14. Abbiamo due idee diverse di "vecchio".

      Io non intendo vecchio come "pensionato", quelli che nel film "300" vanno da Leonida a dirgli che l'oracolo ha parlato e non si può fare la guerra.

      Io intendo vecchio come il capitano di Leonida, che ha tre figli grandi e ne porta uno perché tanto ce ne sono altri due di rimpiazzo.

      Nella società antica si diventava vecchi a 40 anni, appunto quando i figli ne avevano 20.

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    15. Per vecchio tu intendi uomo maturo perché il capitano di Leonida era un uomo maturo, non un anziano. Nella società contemporanea a 40 anni sei un uomo maturo.

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    16. Io per vecchio intendo uno che ha una maggiore anzianità, mio nipote deve ancora compiere quattro anni ma è al suo secondo anno di asilo e sabato ci teneva a farmi sapere che non è più "cucciolo", adesso è "mezzano". Non so che privilegi comporti passare da "cucciolo" a "mezzano", mi devo informare.

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    17. ...che non è più "cucciolo", adesso è "mezzano".

      Mamma mia, che termini che si inventano alle scuole d'infanzia... Qual e' il termine che indica i veci all'asilo?

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  4. (...segue dal commento precedente)

    Da qualsiasi parte si guardi lo spettacolo, è uno spettacolo piuttosto distopico e bassamente amorale. Ora Lorenzo mi farà tutta una serie di distinguo sui concetti di moralità, di giusto e sbagliato, ecc. Lorenzo, lascia stare, che so già come la pensi e in astratto (ovvero in linea di principio) sono pure ampiamente d'accordo con te. Restiamo dunque, per favore, sulle ricadute terrene, materialissime di quel che ho accennato.

    Ah, aggiungo che siamo stati tra quelli che hanno già vissuto sulla propria pelle il processo opposto a quello che descrivo: quando siamo stati la pletora di bambini che siamo stati, eravamo considerati oggetti da gestire come articoli su uno scaffale troppo carico; da quando i bambini sono diventati "merce" più rara, il loro ruolo nell'immaginario collettivo è cambiato parecchio, le norme sono cambiate di conseguenza (o, più probabilmente, è avvenuto il contrario: norme progettate e implementate dalle dirigenze del momento hanno provocato il cambiamento del ruolo in funzione dell'interesse delle dirigenze stesse). Per dire, nel non-troppo-remoto passato i nostri non-troppo-lontani antenati hanno vissuto epoche nelle quali i bambini erano considerati privi d'anima per mesi dopo la nascita, il che sottintendeva parecchi atteggiamenti e pratiche "gustosi". Guardate qual è oggi l'atteggiamento collettivo nei confronti delle stesse entità. Perché un simile cambiamento? E' meglio? E' peggio? Mmm... è semplicemente adatto alle condizioni del momento, ovvero condizionato evolutivamente dall'ambiente. L'ambiente sta cambiando. Purtroppo faremo in tempo a vederne delle belle, perché l'accelerazione del cambiamento è uno schiacciasassi impietoso...

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    1. Nel commento sopra di risposta a Lorenzo citavo la industrializzazione di massa e di scala delle società.
      Le masse enormi e in ulteriore orribile aumento per invasione di decine di milioni di xeno realizzano la distopie di eusocietà (agobit affrontò non troppo tempo addietro la questione, dovrei cercare).

      L'etologia prima degrada e poi scompare all'aumentare della costipazione, dell'ammassamento di "capi" nello stesso spazio fisico.
      Tutto noto nella zootecnia intensiva.
      Ma noi... non siamo bestie!
      Ihihhi

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    2. Se vogliamo essere pratici, noi siamo destinati all'estinzione come conseguenza del "Piano". I nostri pensionati di oggi e noi stessi quando saremo nella loro condizione, si illudono se credono che nel "mondo nuovo" ci sarà qualcuno che "pagherà le nostre pensioni".

      Il meccanismo risibile per cui in un recente passato i genitori compravano la casa ai figli con la "liquidazione", potendo loro stesso contare su una casa di proprietà e uno o due redditi garantiti dallo Stato, è storia antica. Non solo non siamo in grado di sostenere la spesa pubblica che mantiene certi privilegi ma uno dei corollari del "Piano" è quello che dice la Boldrini e cioè che diventeremo tutti "migranti", cioè gente costretta a spostarsi per andare la dove c'è il pane. In un sistema del genere non ci sono "diritti" e "garanzie", c'è la legge della domanda e della offerta, applicata su scala globale.

      Ciao ciao "Stato Sociale", che può esistere solo dentro una comunità coesa, come conseguenza del "patto fondativo" e quindi dei diritti e dei doveri della cittadinanza.

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    3. A proposito di "300", è un fumetto. Nella Storia vera, le Termopili furono una sconfitta, più precisamente una ritirata ben eseguita. Probabilmente l'intenzione degli Spartani era solo di fungere da retroguardia per il contingente greco, contrariamente alla tradizione, non era affatto vietato agli spartani di ritirarsi o di usare sotterfugi.
      Dopo le Termopili l'idea dei Greci era di abbandonare l'Attica ai Persiani e fortificare l'Istmo di Corinto per difendere il Peloponneso.
      I Persiani rasero al suolo Atene e devastarono l'Attica ma gli Ateniesi insistettero per una controffensiva navale, al costo di dare il comando ad uno Spartano, minacciando di chiedere una pace separata ai Persiani.

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    5. Una comunità richiede tempo per sviluppare un'etica.
      Un patto fondativo, diritti E DOVERI.
      Per questo l'innesto di decine, di centinaia di milioni di persone estranee alle culture "destinazione" è una operazioni folle, criminale.

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    6. Lorenzo: "Se vogliamo essere pratici, [...] e quindi dei diritti e dei doveri della cittadinanza."

      Appunto. Non fermarti, però alla superficie (so che ne sei abbondantemente capace). Ci sono molti motivi per coltivare forme di profonda amarezza, e quando l'amarezza cresce si trasforma in qualcosa di assai più prepotente che, nelle giuste condizioni, può portare ad atti "inconsulti". Tutto sta a vedere se quelle condizioni pernetteranno la maturazione o porteranno direttamente alla marcescenza.

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    7. E' troppo tardi. Morpheus mostra a Neo un mondo in cui l'umanità ha perso una guerra contro le macchine in un lontano passato. Adesso quelli che non vivono dentro una vasca collegati alle macchine possono solo cercare di sopravvivere nei recessi, tra le pieghe, cercando di passare inosservati. Il dilemma della pillola rossa e pillola blu è se sia meglio vivere come schiavi nella illusione della libertà o vivere liberi ma consapevoli di essere impotenti.

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  5. Matrix... un bellissimo soggetto incarnato in un film di basso profilo, come accade in una percentuale altissima della filmografia amerregana che circola dalle nostre parti. Peccato, perché tecnicamente sono bravissimi (con tutto quel che ci spendono, vorrei vedere come potrebbe non essere così...).

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    1. Guarda, la realtà supera la fantasia. Ti mando qui:
      Incredibile ma vero
      Prego notare l'assoluta inutilità del gesto, la ripetizione continua dello schema, nei minimi dettagli, ovunque, all'infinito.

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    2. Preferisci qualcosa di diverso? Allora ti mando qui:
      everybody is kungfu figthing

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    3. Sulla questione n. 1 è meglio che non mi interpelli, finiremmo per litigare inutilmente e non ne ho voglia. Sappiamo già d'essere agli antipodi.

      La questione n. 2 è ridicola o tragica a seconda di come la si vuole interpretare. Facciamo che è grottesca, ovvero talmente tragica da diventare ridicola (o viceversa), e siamo a posto.

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    4. Senti, per la questione numero uno la faccenda è semplice: ogni regione dovrebbe indire i concorsi per gli insegnanti che gli servono.

      Se uno che abita in Liguria vuole fare l'insegnante in Puglia, si reca a sue spese cola, fa il concorso e se lo supera sa in partenza che lavorerà in Puglia. Se vuole tornare in Liguria, si reca cola, rifà il concorso e se lo supera sa che lavorerà in Liguria.

      Avremo risolto due problemi in uno, quello degli insegnanti meridionali analfabeti che vengono "deportati" in tutta Italia che prima causano disastri dove insegnano e poi cercano in tutti i modi di farsi trasferire, creando il solito carosello di cattedre vacanti e di supplenti, che fanno ulteriori danni.

      Non avremo risolto il problema del sottosviluppo del Meridione ma è un problema irrisolvibile se bisogna farlo contro i residenti.

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    5. > everybody is kungfu figthing
      ovvero
      "Il Papa va via sulla 500 personalizzata"

      Il papa piacione, cattocomunista, che si allea col "male" del cancro automobilistico. Sempre detto che questi qui, più si vestono di bianco e più sono subdolamente - per dirla coi loro termini - satanici nel loro agire.

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    6. > è semplice: ogni regione dovrebbe indire i concorsi per gli insegnanti che gli servono

      Fine.
      Risolto il problema.
      Ma poiché il problema è funzionale al sistema, non solo non lo si risolve ma lo si aumenta, lo si riforma (si torna al pensiero grillesco del riformare la merda), si cambia tutto per non cambiare nulla.
      In direzione ostinata e contraria a quella del localismo, della sostenibilità e della morale territoriali.

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    7. UomoCoso, il Papa può fare come gli pare. Non è il Papa in se stesso il problema, è che sale su una auto di una certa marca poi gli vengono scattate le foto e vengono girati i video, poi le foto e i video, opportunamente sistemati, vengono proposti ventiquattro ore al giorno alle masse.

      Il Papa non può non essere consapevole che viene usato come un divo del cinema per fare marketing, non può non sapere che da qualche parte vengono presi accordi per fargli trovare una certa auto invece che un'altra quando scende dall'aereo. Non può non sapere che le inquadrature sono costruite per mostrare i marchi.

      Non dico niente sul fatto che i giornali e le televisioni pubblicano come "cronaca" delle campagne pubblicitarie, dato che ormai è evidente non solo che chi dirige e chi lavora in quelle aziende non ha nessuna deontologia professionale ma che sono lo strumento principe del "Piano" e sono altri i problemi che causano rispetto al marchio dell'automobile.

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    8. UomoCoso, riguardo la "direzione contraria", viviamo in un mondo alla rovescia.

      Prendi per esempio Roma. Una città che gira attorno alla presenza delle sedi dei partiti, dei ministeri, del parlamento, eccetera. Anche a Roma ci saranno i fornai che stanno svegli la notte a cuocere il pane, gli operai che staranno otto ore in ambienti saturi di solventi e di rumori assordanti.

      Eppure esiste una tradizione, un senso comune, per cui chi riesce in un modo o nell'altro a farsi assumere da qualche branca del "pubblico" ha vinto la lotteria e ha "diritto" a percepire un vitalizio, indipendentemente dal fatto che sappia leggere e scrivere, che lavori oppure no, che rubi o che sia onesto, eccetera, mentre chi sta in piedi la notte a cuocere il pane può essere o un povero fesso oppure un criminale (v. evasore).

      Il fornaio porta a casa il denaro per se e la sua famiglia solo se cuoce e vende abbastanza pane, quindi deve lavorare e lavorare bene. Se un cliente non lo paga, il fornaio deve andare avanti ugualmente continuando a cuocere e vendere pane, avendo come unica alternativa il ricorso ad un giudice.

      Il dipendente pubblico non solo ha un vitalizio - vincita alla lotteria come "diritto", non solo ritiene che questo vitalizio sia indipendente dalla sua prestazione d'opera, non solo è convinto che i suoi "referenti politici" gli garantiscano la sostanziali impunità, pensa anche di avere il "diritto", se gli viene fatto un torto qualsiasi, di rifarsi, non su chi gli fa il torto ma su tutti gli Italiani, sulla umanità in generale.

      Non c'è niente di più demenziale dello "spirito di rivalsa" dei dipendenti pubblici, che poi si lagnano di essere "visti male" dalla gente invece di essere riveriti.

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    9. Lorenzo: "Senti, per la questione numero uno [...] se bisogna farlo contro i residenti."

      Questo mi trovi concorde senza se e senza ma, anche (non solo) per una serie di motivi che non sto ad elencarti e che sono altro rispetto alle già valide ragioni che hai citato.

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    10. Vedi te, oltre le questioni legate alla "qualità" del personale, se una cosa cosi ha senso:
      http://www.repubblica.it/rubriche/la-scuola-siamo-noi/2015/09/23/news/malattie_aspettative_congedi_l_ultima_resistenza_dei_prof_del_sud-123507699/

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.