domenica 27 settembre 2015

Sentimento Profondo

  • Miseria... sembri molto giovane ma ne hai già passate di tutti i colori... sei forte.
    Mark Renthon, commento
Il pensiero di Mark riesce forse a descrivere, concisamente, in poche parole, Laura.
Stavo pensando a come poter descrivere questa giovane donna e ho pensato che avrei dovuto scrivere molte parole e non sarebbero state sufficienti, quelle di Mark, dicono in poco il massimo possibile.
Oggi sono andato a trovarla, le avevo annunciato che desideravo ascoltare, che l'avrei non dico intervistata ma sicuramente ascoltata, con la massima attenzione. Con rispetto e ammirazione. Perché nella sua giovane vita, Sentimento Profondo, questo il significato del suo nome indiano, ha superato ogni possibile difficoltà. I latini dicevano che il nome è presagio, il nome è la persona ed è stato proprio un sentire profondo, radicato, che l'ha esposta alle ire, alla furia di ciò che avrebbe voluta cambiarla non capacitandosi dell'insuccesso dovuto a tanta resistenza, e la forza di radici nella terra che sostengono lei e tutto il cielo, sempre per tornare alle querce care.
Io penso che ci siano persone che incarnano la volontà della vita di andare avanti, la fortezza, la costanza, la fierezza, la tenacia. Per quello le ho consegnato un rametto di quercia, nelle nostre radici culturali pagane, per i celti e gli europei precristiani, simbolo della presenza del divino in terra.   
Volevo incontrare una giovane madre, una ragazza, una figlia, una ribelle e fiera, una artista, una persona determinata e tenace ma ella non è nient'affatto solo questo. Mi fa pensare a quella forza vitale straordinaria, temperata da mille difficoltà. Non voglio dilungarmi, solo invitarvi a leggere il diario della suo straordinaria vita. In quelle pagine che ho letto via via più voracemente, quasi senza respirare, talvolta non ho voluto commentare, le parole sarebbero state un più che avrebbe aggiunto poco e rovinato molto, ma non sempre ci sono riuscito.
Ci sono persone che si sono conquistate quasi ogni cosa della vita vincendo ogni traversia, eccone una.
Finestra fiorita, borgo di Torrechiara


80 commenti:

  1. Torrecchiara dove c'e' il castello?
    Comunque noi Apuani, ad esempio,non siamo celti. Siamo tribu' dei Liguri.

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    1. Non conosco la semiotica degli Apuani ma essi avranno certamente avuto delle essenze (specie arborea) come i (più o meno) noti ulivo, quercia, alloro per significare virtù ed eccellenze.
      Sì, castello di Torrechiara e borghetto (meraviglioso) ai suoi piedi.
      Buondì Sara

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    2. Ma Torrechiara del parmense? Nei pressi di Langhirano?? Perché lí c'è l'omonimo castello.... molto bello, peraltro.

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    3. Ehssì. Ieri sono reinciampato in una delle Grandi Bellezze d'Italia.
      Ma proprio una Grande bellezza. Ero quasi 'mbriago di bellezza, ieri, mentre visitavo il maniero voluto da Pier Maria Rossi.

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    4. Io stamattina invece mi sono trascinato nell'inferno della periferia milanese. Non che la "bellezza" non ci sia ma devi impegnarti proprio tanto per vederla.

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    5. Quella Grande Bellezza la conosco bene, essendo "mia" zona.

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    6. x Lorenzo:
      Stamani il Corriere ha pubblicato una galleria di Grandi Bruttezze, di orribili scempi e "ordinarietà" che hanno rovinato per sempre la Padania lombarda.
      Ma essi non sanno cosa si perdono nella Padania emiliana, in quella romagnola, quella piemontese, in quella veneta. E poi il tumore antropico delle toscana settentrionale, le coste del sud, la metastasi capitolina.

      x Lisa Miller:
      Prima o poi mi dovrai far da guida, come ti dissi, eh!?

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    7. Ma va UomoCoso, quella è la classica idea intellettualoide del "bello" e del "brutto", siamo molto lontani.

      Tu non ci crederai ma le fotografie rappresentano cose magari grossolane, volgari ma di certo non sono esempi della "vera bruttezza", degli orrori della trincea in cui io sono immerso dalla nascita. Anzi, per la maggior parte sono cose inserite nella campagna, che per sua natura le ingentilisce.

      Dovrei farla io una raccolta del genere ambientata nei dormitori, nelle strade e tra i capannoni, anzi, avrei dovuto cominciare a farla da bambino, quando alla mattina c'era il coro delle sirene, per tenere traccia anche delle trasformazioni di un'area industriale che è stata de-industrializzata e ora non si sa più cosa sia.

      Al fatto che siamo in troppi non c'è rimedio. Al fatto che manca la percezione delle cose invece ci sarebbe rimedio ma non è fattibile nel mondo del "minimo comune denominatore".

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    8. Lorenzo: "Al fatto che siamo in troppi non c'è rimedio."

      Il rimedio c'è eccome, anzi, ci sono molti tipi di rimedi, tutti più o meno efficaci. Solo che a quelli "umani" non si è voluto e non si vuole ricorrere, col bel risultato che ci stiamo cominciando a trovare sulla pellaccia quelli disumani. Chi sta ai piani superiori, ovviamente, sta traendo vantaggio dalla situazione disumana almeno quanto ne avrebbe tratto da quella "umana", il che dà da pensare sulle ragioni per le quali hanno scelto di percorrere quella strada che poi hanno spinto la mandria a percorrere. La nostra.

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    9. In Cina, dopo essere passati per alcune gradevoli carestie da decine di milioni di morti l'una, il rimedio l'hanno trovato e si sono risparmiati 300M di mandibolatori.

      Ma essi sono brutti cattivi non considerano i diritti riproduttivi, la libertà di procreare (come conigli poi scarichi su altri paesi o su quei coglioni babbei responsabili che si sono limitati).

      I diritti, la libertà.
      Se se.

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    10. MrCoso, quando dico "non c'è rimedio" sotto intende "nelle condizioni passate, presenti e future". Non serve a niente dire che se gli Italiani fossero diversi, se l'Italia avesse avuto una genesi diversa, se il mondo fosse diverso, se non ci fosse il "Piano" e cento altri "se", allora...

      UomoCoso, non fare della letteratura. La Cina si sta avviando ad essere una delle cloache infernali del mondo, cosa che costituisce un problema catastrofico in sé. Non so se hai notato che l'economia cinese, di cui si postulava la crescita infinita, sta rallentando in maniera considerevole. Un'altra cosa ovvia è che il bar sotto casa mia è gestito da Cinesi, se questo è un "limite", non lo capisco.

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  2. Nome non é sempre presagio, ne sono la prova. Faccio un salto da L

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    1. Pippa, tecnicamente, sta per Filippa ovvero "colei che ama i cavalli" :)
      Ignoro il tuo nome, non posso né confermare né smentire.
      Anche perché ignoro il 98% della tua vita.
      Non lavorare esageratamente anche oggi, eh?! buongiorno

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    2. in realtà trattasi della consorte del futuro re d'Inghilterra

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    3. La sorella della consorte, la consorte si chiama Kate.
      Con tutto il daffare che si danno i giornali per tenerti informato su queste questioni fondamentali... mi deludi.

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    4. sono scivolato sulla classica buccia di banano

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    1. Mandata immagine migliorata per email, se serve. Si può fare meglio ma ci vuole tempo.

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    2. Ho sostituito la foto originale scaricata dal furbofono con quella che tu hai migliorato.
      Grazie Lorenzo, apprezzo molto il presente! :)

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    3. Però se clicco l'immagine è uguale.
      Nota che non ho fatto niente di speciale, ci sono dei programmilli apposta, magari direttamente sul furbofono.

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    4. Ho sistemato, ora anche in ingradimento si apre la "tua" versione.
      Ri-grazie. :)

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    5. Lorenzo: hai usato un de-Gauss? :)

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    6. No, ho pigiato (a caso) un bottone con scritto "sharpen", poi uno con scritto "clarify", poi uno con scritto "correct saturation". Dovrei andare a leggere le specifiche del software per sapere che algoritmi adoperano ma poi ci mettiamo una settimana a capirci come per la storia della immagine quadrettata come risultato dell'ingrandimento che aggiunge i pixel facendo una media di quelli adiacenti contro quello che si limita a moltiplicarli uguali.

      Gli strumenti di editing professionali ti permettono di fare quasi tutto su una immagine, posto che abbia una risoluzione elevata. Io comunque non li padroneggio, so solo che esistono.

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    7. Tu che usi Linux: ricordo che Gimp fa questo e altro.
      Probabilmente data un'immagine, distorcendola anche con un blur si puo' tornare indietro in modo quasi reversibile (anche se di solito non e' elementare). Invece se prendi una immagine, la pixelizzi con i pixel abbastanza grandi, poi non riesci a tornare indietro perche' hai distrutto l'informazione, la trasformazione diventa non-reversibile.

      Comunque tanto di cappello a quelli che hanno implementato quei software, che funzionano anche se uno non sa quello che fa perche' hanno modo di avere una scelta automatica buona dei parametri da usare. Per scrivere software così bisogna davvero saperne.

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    8. Puoi tornare indietro entro certi limiti (comunque non torni all'originale) se non salvi l'immagine in un formato compresso (GIF, JPG, PNG), perché come ti ho detto in passato, a quel punto vengono scartate un sacco di informazioni. Vale esattamente la stessa cosa per i video, tutti i formati usati per il Web sono più o meno compressi.

      Gimp fa parecchie cose, posto che uno si metta a studiare le funzioni. Per una operazione come quella sulla immagine sopra non serve Gimp, basta molto meno.

      Il "software cosi" non nascono ex novo dal nulla, sono l'ennesima iterazione di software che esistono dagli anni '80.

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    9. A proposito della compressione, gli algoritmi di ogni generazione cercano di aumentare l'efficacia della compressione ottenendo però una migliore resa all'occhio umano, cioè diminuire il più possibili gli "artefatti" visibili. Gli artefatti sono quelle aree delle immagini e dei video che "staccano" dal contesto, che appaiono evidenti come un elemento estraneo. Tieni conto che se io mi vesto di grigio uniforme e mi metto su un prato, stacco un po', se mi vesto di verde uniforme stacco meno, se mi vesto con una tenuta mimetica stacco ancora meno, questo non vuol dire che se mi guardi da vicino io assomigli all'erba.

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    10. Ovvio che si costruisce sul già noto e testato. E' una garanzia.
      Nondimeno, per fare un lavoro decente bisogna saperne, soprattutto di certe cose. Altrimenti ti vengono dei non-sensi e ti funziona in modo voluto in un insieme ristretto di casi particolari.

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    11. Scusate, ma perché questa discussione che, per quanto interessante è fuori tema e sta diventando ingombrante, non la tenete in privato?

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    12. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Ecco, ho letto tutto. Ed emerge tutto il mio cinismo, il mio disincanto, la mia razionalità.
    In sintesi credo forse ad un quarto di quello c'è scritto lì dentro ed aggiungo che non capisco per quale motivo tu ti prenda a cuore una migrante che nonostante le scuole italiane non è capace di mettere in file due parole in lingua corretta (ma non sempre, a volte ci sono lunghi periodi senza una sbavatura il che mi fa sospettare ulteriormente).

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    1. In effetti fai bene a non credere anche se, nella diariosfera, non credere è un po' come andare a un ristorante senza voler mangiare. In altre parole, se ritieni che sia opportuno non credere evita di perdere tempo in essa.

      Laura è nata in Italia da genitori indiani. Quindi, se vogliamo, una immigrata di seconda generazione.
      Perché la prendo a cuore? Mi sono fatto anche io questa domanda.
      Ieri è come se avessi incontrato una giovane donna italiana, eravamo nel 1952, lei a 22 anni e osservo una giovane donna che ha superato ogni possibile asprezza nella vita, sofferenze, rinunce, , ha subito una educazione molto severa, anche manesca ma anche con valori.
      Laura rappresenta il risultato e l'eccellenza di una educazione e di una vita spartana, con un insieme di valori tradizionali sì rigidi e feroci ma anche debamboccionizzanti e la capacità di non cedere, di non mollare, di volersi conquistare ogni cosa nella vita.
      Il merito. Ecco, Laura ha merito.

      Su ortografia, punteggiatura e qualche errore grammaticale io li considero segni di una vita anche ribelle e poi di una precoce maternità in cui lo spazio per lo studio della lingua italiana è stato necessariamente ridotto.

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    2. Mah... per me quello che dici non sta in piedi, non ha alcun senso.

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    3. Sì, alcune di queste cose mi fanno riflettere perché il senso che hanno è incompatibile con un sistema valori e di scelte conseguenti che io mi sono costruito e ho adottato.
      Ad esempio il fatto che io comunque abbia cercato di allevare un figlio garantendogli una vita serena, priva di difficoltà medie e grandi, mi rendo conto che gli comporterà, nel tempo, un insieme di mancate forze ovvero di debolezze, di mancata volontà, il non saper stringere i denti.
      Ed è solo uno dei paradossi, di non senso su cui rifletto e che non posso non notare.

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    4. Uomo, in un suo post scrive che un anno era riuscita ad avere tutti 9 e 10 in pagella. Anche in italiano???
      Dai, che ci siamo capiti... :)

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    5. Mentre passeggiavamo ieri siamo finiti su questa questione: alcuni suoi insegnanti si sono accorti che Laura era brillante ma... si applicava poco.
      Se ricordo bene, proprio l'insegnante di italiano.
      Io le ho fatto presente che nell'etica protestante il quanto ci si è impegnati è trascurabile, contano i risultati.
      Nell'etica cattolica (non so se in quella comunista pure) non contano i risultati ma quanto ci si è impegnati.
      Laura mi diceva, infatti, che il suo professore molto cattolico era decisamente in crisi con lei: i risultati erano "buoni" (ora, non conosco i parametri di giudizio) ma l'impegno scarso e che non sapeva mai che voto darle.
      Il prof avrà valutato l'italiano come figlia di indiani nonché ragazza madre etc. o per i risultati?
      Non so. qui ovvero a casa sua sarebbe meglio che rispondesse lei che si conosce decisamente meglio di quanto non la conosca io.

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    6. Al netto di disquisizioni filosofiche che qui c'entrano poco o niente, ti sembra che quello sia un italiano da 9 o 10? E su...
      Capisci perché poi si diffida del tutto? Incongruenze e particolari che nell'insieme rendono poco credibile la narrazione.

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    7. Dipende dalla località. Sotto la maremma tutto è possibile.

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    8. Uomo, che altro dire? Solo una cosa, ma in modo molto tranquillo: mi dai la sensazione di voler credere ancora alle favole. In altre parole: sveglia; disincantati; torna fra noi. :)
      (detto molto spassionatamente. pou fa come credi, ovvio.)

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    9. FERMI TUTTI, FERMI TUTTI! io ovviamente mi sono rifiutato di leggere un blog i cui post hanno la lunghezza di un romanzo russo dell'800.... ma ho capito bene? E' una migrante ??????????????

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    10. Figlia di due indiani dell'India.
      Poi si dice che io sono cattiva a dire quello che dico e pensare quello che penso... ma cavolo i fatti mi cosano sempre!

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    11. x Lisa Miller:
      Come avevo scritto ad Alahambra, non può che essere che credere.
      La cosa buffa è che io ho vissuto tutto questo dall'altra parte, con il diario della ex-coppia: quante volte commentarono anche fino alla sfinimento persone che affermavano con certezza (? ihihih) che quello che scrivevo fosse tutto un'invenzione?
      Non si può che credere e così pure devo fare io, non ho né mi interessano riscontri, non sono un investigatore.

      x Lorenzo:
      Ella è figlia di genitori indiani, nata e vissuta in Italia.
      Una immigrata di seconda generazione, penso che si dica così.

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    12. Alahambra, io non so cosa tu voglia non pensare e cosa voglia pensare.
      Io ti ho risposto perché ero incuriosito e mi sono appasionato a questa storia. Non ho molto altro da aggiungere per confermare o smentire i tuoi pensieri che, peraltro, non conosco, potendo leggere solo quello che hai scritto qui.

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    13. Non nominare il nome di Lorenzo invano. Non fui io, fu una creatura di un ordine inferiore, tale Francesco.

      A me dell'argomento del post importa niente. La tua eterogeneità e il tuo ecumenismo per me sono inimmaginabili.

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    14. In effetti, Lorenzo, ho sbagliato il nome dell'interlocutore a cui mi riferivo; la risposta era relativa al commento di Francesco, non a un tuo intervento.

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    15. Ego te absolvo. Comunque chiariamo: la parola "straniero" non è sinonimo di "immigrato".

      Lo straniero che viene in Italia di solito viene per diporto o per lavoro, munito di documenti e soldi. I turisti sono stranieri, il proprietario e i manager dell'Inter sono stranieri, eccetera.

      lo immigrato invece è uno straniero che si introduce in Italia in maniera illegale, contando sulla complicità dei cattocomunisti, mettendoci davanti al fatto compiuto di una invasione che ci rivolta contro il nostro "progresso" decadente.

      Infatti per nascondere questa semplice evidenza, i cattocomunisti adottano il solito trucchetto retorico di cambiare nome alle cose, l'immigrato prima è diventato "migrante", con l'idea che una volta in Italia continui a migrare levandosi dalle palle, poi è diventato "profugo", con l'idea falsa che l'immigrato abbia i requisiti per la richiesta di asilo, poi è diventato "rifugiato", come se questa richiesta di asilo fosse già stata accolta a priori.

      Detto questo, UomoCoso è come San Francesco, parla coi lupi, converte gli infedeli, porta le stigmate.

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  5. Credo dovrei rispondere, in uno dei miei post prima di iniziare a scrivere la storia, avevo anticipato di scusarmi per la scrittura ma non avrei riletto i post. Sono consapevole che ci sono errori di ortografia nei miei post, io scrivo senza fermarmi, senza rileggere, perché scrivo per liberarmi del mio passato. E lo faccio in "un soffio". Scrivo con il mio Smartphone, non uso il computer. Scrivo veloce e diventa facile fare errori.
    Capisco che possiate mettere in dubbio, difficile credere a storie cosi complicate e diverse, per quanto riguarda i miei voti a scuola, sono stati alti dalla prima meta' della prima superiore alla quarta, in tutte le materie tranne matematica.
    Potrei fare molte cose per rendere la mia storia credibile, mettere le foto delle pagelle, relazione del tribunale dei minori e altro. Ma non lo farò, io scrivo per liberarmi dal passato. Non capisco perché dovrei scrivere cose "tristi" mentendo, lo trovo molto stupido, una perdita di tempo, poiché non ci sarebbe emozione neanche a scriverla. Io non rileggo ciò che scrivo perché spesso quello che scrivo mi suscita emozioni belle e brutte, in qualche momento diventa difficile sopportalo, per questo devo scrivere veloce.
    Il diario e' mio, scrivo come voglio scrivere, ognuno decide se credere o non credere a quello che scrivo.
    Francesco: Migrante? Io qui ci sono nata, sono più italiana di molte altre persone, i miei genitori sono Indiani.
    Vorrei capire ma se sui miei documenti c'è scritto Nata a Roma, Cittadinanza Italiana, come si fa a dire migrante?

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    1. Buongiorno Laura.

      Una persona che è scettica, che è dubbiosa, prima di tutto, sa che non avendo riscontri così come può non credere ovvero credere che quanto scritto sia non vero, allo stesso modo non ha riscontri neppure per smentire e sostenere la falsità di quanto scritto.
      Come scrivevo sopra nella risposta a Lisa Miller col diario della ex-coppia ho avuto modo di riscontrare che alcune persone solo increduli e scettiche e lo sono... in maniera molto decisa (che è una contraddizione in termini, non si può essere fondamentalisti dubbiosi, si diventa fondamentalisti antagonisti, che è altra cosa. un po' come gli atei che credono che dio non esista e lo credono con altrettanta convinzione quanto le persone che essi "criticano" credono nella sua esistenza.
      Infatti io mi considero agnostico ovvero religioso alla mia maniera nel privato.

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    2. Agnostico significa una persona che sospende il giudizio su un argomento perché non ne sa abbastanza. Dal greco "a-gnothein" lett. "non sapere".

      Parlando per me, se non ne so abbastanza di un argomento, tendo a non dire nulla e quindi a non partecipare ad una discussione, nemmeno per mettere in dubbio (dato che non ho elementi per farlo). Ci sono argomenti di cui non mi interessa nulla, per esempio non ho mai nemmeno guardato il motore dello scooter, lo porto dal meccanico e basta. C'è gente invece che ne fa una ragione di vita.

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    3. Essendo stata io a tirare fuori la questione mi sembra corretto essere io a risponderti.
      Credo molto poco a quello che hai scritto. Non c'è bisogno di pezze d'appoggio per il semplice fatto che la veridicità o meno non è cosa che mi riguardi o, a dirla tutta, interessi. Io leggo, sento note assai stonate e me ne domando il motivo. Via via nei tuoi post trovo motivi per dubitare e conferme ai miei dubbi. Intendiamoci: i dubbi sono tutti miei e non ti dovrebbero toccare neanche di striscio.
      L'italiano invece non dovrebbe essere neanche messo in discussione e non è questione di rileggere o meno. Proprio non è ammissibile dopo anni di scuola l'uso che fai dei pronomi ad esempio. Sto parlando di grammatica da seconda elementare che ha nulla a che vedere con lo scrivere dal telefono. Anche io scrivo dal telefono eppure non mi verrebbe mai in mente di commettere quegli errori. Ma attenzione: mica li fai sempre. Nel papiro qua sopra infatti punteggiatura a modino, grammatica giusta e via discorrendo. Capisci che uno i dubbi se li fa venire anche se vuole?
      Anche sulla vertenza "straniera" il sasso l'ho lanciato io, ma in questo caso non è rivolto a te ma all'uomo qui, il quale si dimostra una volta di più completamente incoerente e parecchio banderuola.

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    4. Uomo, e' giusto, mettere in dubbio. Le persone mettono in dubbio, io cerco di rispondere.

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    5. Alahambra, in quanto a coerenza non posso accettare alcuna lezione da una che si prende in casa senza giardino un cane lupo cecoslovacco, più o meno la stessa coerenza dei guidatori di SUV in città.
      Solo che io ammetto la complessità e il fatto che le vicende che Laura non possono non farmi riflettere.

      Citerò Leopardi.
      "Il vero consiste essenzialmente nel dubbio, e chi dubita sa, e sa il piú che si possa sapere."

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    6. Laura, spero che le persone che sono scettiche sulle tue vicende sollevino dubbi e facciano domande nei luoghi consoni, ovvero nelle relative pagine del tuo diario e si confrontino con te.
      Qui posso solo sollevare alcune critiche sul fatto che alcuni scetticismi diventino granitici.

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    7. Laura, vera o non vera che tu sia, in questo blog a quelli che vengono a qualunque titolo o ragione da altri continenti si augura la morte. tutto qui. te sarai cittadina italiana, ma questo non significherebbe una beata cippa

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    8. ah non volertene, ma i blog come il tuo di solito li rifuggo come la peste, per la verbosità e i caratteri grafici prima che per i contenuti

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    9. Uomo sei pirla forte. Da Sara ho detto che NON abbiamo quel cane perché non abbiamo un giardino. Ovvero esattamente il contrario di quello che hai scritto qui.

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    10. Francesco, io dovrei risponderti per slogan e iperboli ma poi si rimane sulla provocazione e si finisce nella zuffa e nella cagnara.
      Come ho scritto più volte esiste una comunità che decide in quali modi, per quali tempi e con quali regole essa accoglie alcune persone con cui stabilire un rapporto proficuo basato su accordo reciproco.

      Poi esistono le invasioni di decine di milioni di individui che sono una guerra ora a bassa intensità che sfondano i confini e appena iniziano a trovare resistenza dimostrano la natura violenta della propria azione di massa. E nelle guerre ritorna il principio del Mors tua vita mea.
      Le due cose non sono esattamente la stessa cosa, Se può essere utile tu organizza per andare a correre con un tuo amico e poi organizza una corsa per 100.000 persone.
      Poi verrò io a commentare, in modo idiota, che sono la stessa cosa.

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    11. Il fatto di non avere un giardino è solo un aggravante.
      Il fatto di voler avere un cane lupo cecoslovacco è un problema in sé, immagino che tu non viva né in Lapponia né in sconfinato bosco tra Polonia e Bielorussia.
      Poi si potrebbe aprire anche una discussione sui danni che fanno le ibridazioni cane - lupo (ed altre) che, infatti, sono fumo per gli occhi per biologi, etologi, contadini, pastori.
      Eccetera eccetera.

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    12. Francesco, tecnicamente UomoCoso augura la morte a tutti, noi compresi.

      Io non auguro la morte a nessuno, però se entri in casa mia sei pregato di bussare. E sottolineo, casa mia. Non "casa di tutti".

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    13. Qui mi ero accorto del problema cane lupo cecosclovacco.
      Qui altra discussione sulla questione.

      Alahambra, sempicemente tu non puoi fare la maestrina di coerenza o altro qui a me se desideri che io non faccia il maestrino a te.

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    14. Disse quello che si fa portare la verdura dalla Sicilia...

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    15. Laura, se vuoi condividere le tue esperienze di vita con un blog devi avere una cultura paragonabile almeno a quella di Umberto Eco, altrimenti la ggente non ti si caga. In altre parole, dei Bocconiani come Sara Tommasi o la psicopatica che ha preso a secchiate d'acido il suo ex potrebbero riuscire nell'impresa di avere un blog di successo, ma se sbagli a mettere una virgola le visualizzazioni ti crollano immediatamente. Così va il mondo, un mondo di professoroni snob.

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    16. Alahambra, bene che ti concentri sugli ortaggi che tu consumi di inverno; è noto che la Venezia Giulia sia florida e rigogliosa anche a gennaio e febbraio e rifornisca di ortaggi tutta l'Italia. ;)

      Mark, io non considero così importanti l'ortografia e la grammatica rispetto alla storia che viene narrata. E' come se si facessero degli appunti ad un operaio specializzato che ha migliorato del 20% la qualità di quel pezzo con una sua osservazione sui problemi di quella macchina e che ha poi realizzato la miglioria perché hai i calzini di spugna bianchi / da tennis e non sta bene in officina con quelli.

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    17. Uomo non parlare di ciò che non conosci. Non sono minimamente attaccabile sul piano della coerenza: faccio quelli che dico e dico quello che faccio. E non lascio al caso le mie scelte.
      1) il lupo cecoslovacco non ha bisogno di climi freddi né di boschi perché non è un lupo.
      2) la verdura che mangio viene da due contadini locali. Talmente locali che spesso e volentieri ci vado a piedi a prenderla la verdura. Stiamo parlando di un paio di km da casa.
      3) se la verdura che volevo è finita non la faccio venire dalla Sicilia ma sto senza.
      4) anche il formaggio lo prendo nei medesimi luoghi.
      5) e pure il salame quando macellano il maiale, pensa un po'
      6) ma la parte migliore è che non rompo le palle alla gente per i km 0 e poi faccio venire le verdure da 1000 e passa km di distanza.
      7) non rompo per l'uso della macchina salvo poi usarla per il tango (eh ma non ci sono treni) o la passeggiata al laghetto (ehh ma erano le 17 non ce la si faceva)
      8) non proclamo che sono felice per la morte di centinaia di persone per poi andarmene a cercare una specifica perché boh mi sta simpatica.
      E soprattutto in una discussione non cambio il fulcro del discorso a mio piacimento sperando che la discussione si sposti su quello o che l'altro si dimentichi da cosa si era partiti.

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    18. A me non interessa qui la tua valutazione dei conflitti tra criteri etici.
      Qui, semplicemente, non c'è un cazzo di verdura per mesi e quindi o la prendo alla Coop dalla puglia o la acquistiamo, col gas, bio dalla Sicilia.
      Se vuoi potremmo parlare del fatto che la coltivazione in serra, o sotto plastica, ha un sacco di problemi e semmai misurare se siano più o meno gravi di quelli del far venire ortaggi dalla Sicilia.

      Ho scritto mille mila volte che io non sono un decrescitista radicale e che cerco di usare l'auto meno possibile eccetera eccetera. Meno possibile significa che se mi tira il culo, una volta che non riesco a condividere il viaggio me ne vado in milonga o per castelli o al laghetto in auto. Arrivo a fatica a 7k km all'anno.

      Comunque mi sono rotto, Alahambra. Se vuoi apriti una pagina a casa tua e ti sfoghi e scrivi e sottlinei tutte le bojate e le mie incongruenze.
      Prego.
      Verrò pure a commentare, se vorrai.
      Fine qui di questa discussione qui. Rimuoverò ogni altro tuo commento qui fuori tema. Questa è una pagina di presentazione di Laura, non di esame approfondito di ciò che tu ritieni mie incoerenze.

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    19. Me la rido alla grande. Alla grandissima.

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    21. uomo, però è inevitabile. Alahambra è più "ostica" di altri tuoi abituali lettori, ma persino io e Lorenzo, che pure siamo agli antipodi, ti evidenziamo una certa dose di incoerenza. che non c'è niente di male, per carità, perché io rifuggo come la peste gli assolutismi lo sai. ma se hai deciso di indossare un certo abito di scena, poi non te lo puoi togliere a rappresentazione in corso, il pubblico non lo capirebbe

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    22. Non siamo affatto agli antipodi.

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    23. ah no, geograficamente siamo a circa 5 km di distanza

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    24. Che già significa che veniamo più o meno dallo stesso posto e viviamo vite simili. Ma non è nemmeno quello, è che l'unica cosa che ci differenza è che te piace assumere delle pose palesemente incoerenti.

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    25. Ah no quello credo che tu non possa dirmelo

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    26. > ti evidenziamo una certa dose di incoerenza

      Leggevo molto tempo fa un articolo interessante sulle relazioni tra biologia ed etica: sistemi biotici completamente coerenti o completamente incoerenti non possono esistere.
      E' molto semplice.

      Ricordo, ancora una volta, che sebbene io ammiri molto alcuni ecologist* radicali (Gaia Baracetti,, la mia eco-eroina, lo è) io non lo sono.
      Ricordo, sempre, che io cerco di ottenere un bilancio complessivo più ecologico possibile che comprende anche altri fattori, come una vita che rimanga piacevole e il mio arbitrio sulle regole, sono le regole che mi servono per ottenere un bilancio ecologicamente dignitoso e di farlo nel tempo.
      Ricordo, ancora una volta (lo affrontai molteplici volte) il valore della trasgressione consapevole (che non è la trasgressione antagonista). Eccetera eccetera.


      Insomma, nulla di nuovo, neppure il fatto di dover ripeterlo la mila millesima volta.
      Infine, se Alahambra desidera aprire una lunga discussione sulle mie incoerenze, potrebbe pure farlo in una pagina a casa sua, o in una pagina qui più o meno a tema. Oltre i contenuti ci sono anche i modi e le due cose non sono affatto indipendenti.

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    27. Invece te lo dico. Ma non è proprio colpa tua nel senso che alcune delle tue pose sono la "normalità" in certi contesti, quindi posso capire se hai una percezione opposta.

      UomoCoso, sistemi completamente coerenti possono esistere ma sono per definizione metafisici, cioè sono basati su assunti, concetti primitivi di cui non si da alcuna dimostrazione.

      Comunque nel caso nostro, che voliamo più rasoterra, non si tratta di essere completamente coerenti ma di capire se la coerenza è una cosa che va perseguita quando possibile oppure se è una cosa irrilevante o ancora se è una cosa controproducente.

      In altri termini, quanta incoerenza è ammissibile.

      Il problema fondamentale è che quando si prendono posizioni "estreme" poi diventa quasi impossibile essere coerenti con le proprie affermazioni. Quindi, o si abbassa un po' il tiro, oppure si accetta la incoerenza come inevitabile.

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  6. Io so che il mio nome significa: pietra di colore verde. Mi sa che ci siamo, perché è proprio così: sono unica, brillante, affascinante, preziosa, rara, delicata, pregiata, bella, interessante e mai banale, difficile da imitare (la contraffazione si nota subito), importante e snob come solo una smeraldo sa essere.

    Ma no figurati, non ti scomodare, lo so, lo so, lo so... che mi merito un vaffanculo di tutto cuore.
    Va beneee, ciao.
    :)

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    1. Tu sei meravigliosamente snobba, non so se barbara quanto me. :)

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  7. Non conosco di persona la figlia di Indiani della quale si parla, quindi non intendo minimamente attaccare l'individuo in sè (non avrebbe semplicemente senso). Vorrei però far notare che a fronte d'una "malattia", difficilmente ci si preoccupa se il patogeno è di prima o di seconda generazione. Nella situazione in cui ci hanno trascinato i traditori che si sono avvicendati al governo negli ultimi decenni, mi trovo costretto a dire che i figli dei forestieri sono un problema come lo erano i loro genitori. Ognuno di essi. Un problema legato non alle qualità individuali (che ammetto senza fatica che possano anche essere ammirevoli), bensì alla quantità complessiva degli individui. Se dalle mie parti non ci fossero forestieri e discendenti dei forestieri, probabilmente in provincia saremmo sì e no 50.000, sicuramente non gli oltre 400.000 attuali. Sai che pacchia? Invece, l'inferno padano fatto di ammassamento, aree "di sfogo" inesistenti, devastazione viaria ed edilizia, fiumi merdosi, aria mortifera, tensioni intestine... E continuano gli arrivi, dall'Italia come dall'estero -- la patologia segue un decorso letale, non posso fingere che sia altrimenti.

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    1. pagina odierna di Lorenzo e mio commento e pagina di Agobit

      Io da sempre scrivo che è, prima di tutto, un problema di numeri che gli invasati fanatici antifa nella loro rozzezza tentano di screditare con vaneggiamenti come xenofobia, razzismo e altre stupidaggini del genere.

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    2. MrCoso, andiamo al sodo.
      Due fatti che dovrebbero essere ovvi:
      1. il "diritto", cioè quello che è giusto fare, nel caso dei rapporti tra i Popoli si regge sulla RECIPROCITA, cioè gli Italiani vengono trattati in Lapponia come i Lapponi sono trattati in Italia, previa sottoscrizione di un accordo. Quello che non funziona nel nostro caso è che questa reciprocità non esiste, quindi non esistono le basi del "diritto", sono sostituite dalla demagogia.

      2. un neurochirurgo canadese in Italia è senz'altro "più benvenuto" di un analfabeta algerino, magari con un passato criminale di cui nessuno sa nulla. I figli del neurochirurgo canadese saranno integrati senza problemi in Italia, sia perché il censo della famiglia gli consente un certo tipo di istruzione e di socialità, sia perché i canadesi hanno una cultura molto prossima a quella italiana. Tradotto, una Nazione che non voglia suicidarsi, selezionerà gli stranieri a cui CONCEDERE il permesso di soggiorno (che non è un diritto) ed eventualmente CONCEDERE ad un certo punto la cittadinanza. Faccio un esempio banale: ogni anno c'è la selezione del "numero chiuso" per studiare medicina. Avevamo bisogno della dottoressa Kyenge o potevamo farne a meno?

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    3. Trovvo che quanto osservi sia ragionevole, auspicabile ed applicabile in una situazione ragionevolmente ordinaria. I traditori ai quali facevo cenno hanno fatto sì che quella situazione sia ormai dietro alle nostre spalle, il che comporta che a mio avviso è indispensabile rivedere le proprie posizioni, irrigidendole senza fare troppo i sofisticati (personalmente l'ho già fatto). Non viviamo più in un contesto "ragionevole". Pensa ai dintorni di casa tua, dei quali non perdi occasione per dire peste e corna, e considera se ci sono i presupposti per permettersi ancora di perder tempo in discussioni.

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    4. Alle nostre spalle un paio di cionfoli. Nessuna resa.

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.