martedì 22 settembre 2015

Tutto uno

Ieri c'è stata lezione.
Questo è un periodo morto, una specie di inverno agricolo per il tango. Io penso che questo stacco di un paio di mesi (in agosto non ci sono lezioni, in settembre non ci sono milonga decenti, "stabili") sia positivo. Si ricrea una tensione, una libido milonghera.
Così con i nostri due maestri seguiamo queste lezioni, via via più impegnative, tecnicamente fini, su questa fisica cinestesica cimematica di corpi e anime.
Mancava _polfi per impegni, ho studiato con _sketti. Era bella e fine, con un vestito semplice e fine di cotone nero, attillato, al sua silhouette ad anfora, la vita sottile, i fianchi larghi. Per la prima parte abbiamo lavorato sulla camminata, con una serie di esercizi in cui non c'è abbraccio tecnico ma quello intimo, da amanti, le braccia dell'uomo intorno ai suoi fianchi, o intorno alla schiena, le braccia della donna intorno al collo dell'uomo, i visi vicini.
Alcuni dicono che il tango è un abbraccio danzato e... non hanno tutti i torti. E' una definizione riduttiva. percepisci la carezza tiepida delle sue guance, quella ancora più lieve del suo respiro, (atmen in tedesco vuol dire respirare, in sanscrito essenza, spirito), percepisci una unione nei movimenti, il tuo bacino che bascula per il tuo passo destro in avanti, il suo che abbracciato fa il movimento simmetrico, la sua gamba sinistra è una piccola dichiarazione di fiducia, un passo indietro, un passo al buio. Ecco una macchineria di corpi che, negli sprazzi di questo tantra coreutico, diventano uno solo. Tutto si carezza e si abbraccia, si muove - a lezione impara a muoversi - con una musica, una interpretazione, una anima. Una camminata, un abbraccio non sono una camminata, un abbraccio.
Osservo il paradosso che vivo.


29 commenti:

  1. mezzo OT: ma esistono tornei di tango al tuo livello ?

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    1. In alcuni balli esistono competizioni organizzate su vari livelli, fino a campionati nazionali, continentali e mondiali.

      In Argentina, a seguito della crisi economica degli anni novanta del secolo scorso, a Buenos Aires si inventarono (l'economia de) il campionato mondiale. Ma, ascoltando un vecchio maestro, Nito Garcia, in una sua intervista, vengo a sapere che nella capitale argentina ci sono sempre state competizioni di tango.

      Non sono tornei non trattandosi di sport. Diciamo delle competizioni a premi e con selezione, finali, etc.

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    2. Sì sì intendevo quello. E tu le fai?

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    3. Primo
      Io con quattro anni di studio sono passato da principiante a intermedio di livello medio basso.
      Tanto per farti un esempio, tangheri di un buon livello hanno studiato anche sette, otto, dieci anni. Alcuni proseguono con lo studio tutta la vita.

      Secondo
      Non ho sedici anni, quindi i miei tempi di apprendimento sono più lunghi e, probabilmente, non riuscirò ad arrivare oltre ad un livello tipo "molto buono" (per me sarebbe già molto)

      Terzo
      Non concepisco le competizioni nelle arti e quindi nemmeno nel tango.
      La prima competizione è con te stesso, poi c'è quella in milonga, se non vai quelle brave non ballano con te.

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    4. uhm, quindi sei poco competitivo.....

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    5. Sì, non smanio per competere, meno ancora nelle forme organizzate.

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  2. E'anche bello vedere chi balla.

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    1. Dipende.
      Col passare del tempo capisci alcune cose e si diventa più selettivi.
      All'iinizio piacciono le cose molto vistose, il tango escenario. Poi, col tempo, capisci che quella è più vicino alla danza moderna che al tango che, oltre ad avere una estetica meno estroversa ha anche molti aspetti empatici, quasi erotici, relazionali.
      Gente bella da vedere non ce n'è molta, Sara.

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    2. sono d'accordo con te, infatti dopo due anni ho abbandonato, perché mettersi a competere, rende tutto molto squallido, il tango non può essere competitivo è scambio di emozioni, per me, se poi ti capita un compagno affine, elettrizzante, allora diventa un vero gioco seduttivo.
      Ma mi sarà capitato giusto due volte, poi solo aliti pesanti e panze sporgenti è single in cerca di mamme sostitutive.
      buona serata

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    3. ma allora non capisco perché si fa !

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    4. Si fa per piacere: tu corri o trombi per stare bene, Uomo balla.

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    5. x S.:
      Tu quindi (ex) principiante tanghera? :)
      La questione è che il tango è difficile e non c'è alcuna cosa che attiri la competizione più delle cose difficili. La natura degli homo è quella di primeggiare e distinguersi e questo c'è anche nel tango.
      Tant'è che l'aspetto competitivo è sempre esistito, anche all'origine, sul Rio della Plata, a Montevideo, a Buenos Aires.
      Solo che se lo vedi dal punto di vista artistico, relazionale, empatico, la competizione non ha senso. Tant'è che nell'ambiente, le male lingue, affilate, impertinenti e veritieri, dicono che alcuni grandi ballerini (uno tra i più noti e Miguel Angel Zotto) non ballano tango con la loro mujer ma fanno spettacolo (tango show) da soli con l'aiuto di una roballerina. ;)

      x Francesco:
      Ci sono molte cose non competitive nella vita.
      E poi non è che io non sia competitivo. E' che scelgo modi e tempi della competizione. Ho scritto che la competizione più feroce e veritiera non è quella di (buffe) gare ma quella in milonga. Quindi obiettivo è quello di far ballare bene e divertire ballerine di un certo livello ed esigenti.

      x Pippa:
      Uomo balla e prima o poi tonerà pure a trombare. ;)

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    6. no no, ma io sto dicendo un'altra cosa a 'sto giro. l'ambiente che descrive uomo non è particolarmente gradevole (se ho capito bene) ed S. gli è andata dietro. cioè, il tango può piacere e ci mancherebbe ma se balli con gente sgradevole magari non piace più. è come se nello spogliatoio del calcetto ci fosse gente che puzza e scorreggia....non so se rendo l'idea

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    7. Se lo spogliatoio non puzza è perché giochi coi Village People.

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    8. "...solo aliti pesanti e panze sporgenti è single in cerca di mamme sostitutive..."
      Ecco, questo rende tutto tremendamente triste. Mai nella vita. Piuttosto mi dò all'eremitaggio.

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    9. Come misantropo dilettante, non posso che essere d'accordo sul fatto che gente sgradevole è ovunque.
      In effetti l'eremitaggio sarebbe una potenziale soluzione.
      Diciamo che, rispetto ad altri luoghi pubblici, le milonghe (non so se sdoganarlo come termine italiano, per questa volto facciamo così e lo uso al plurale) hanno una presenza di persone gradevoli sensibilmente più alta rispetto ad altri luoghi pubblici.
      Certamente potenzialmente con metà di queste (le donne per noi uomini, gli uomini per le donne) puoi entrare in contatto ravvicinato.
      Io ho un olfatto fine e le volte in cui ho percepito profumi e odori gradevoli (addirittura _ica la mora l'ho qualificate con "del profumo") sono maggiori delle volte che ho percepito odori sgradevoli.

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    10. Lorenzo, posso garantirti che lo spogliatoio da noi è gradevole. addirittura dopo la doccia c'è chi si mette la cremina nelle parti intime e trattasi di persone ben lontane dal village people way of life

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    11. Questi poi si devono confrontare con gli immigrati. Nel giro di un paio di generazioni ci avranno spazzati via. Con le cremine.

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    12. La cremina nelle parti intime

      Ahaha, muoro!
      :)

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    13. Lorenzo, ti posso garantire che questo mio caro amico nonchè compagno di calcetto politicamente è a destra di casapound ! :-)))

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    14. Non ho capito che associazione scatta nella tua mente tra Casa Pound e la cremina.

      Prima cosa, da sempre certe esibizioni in costume "da duro" invece di essere segno di virilità sono segno della cosa opposta, più o meno malcelata.

      Seconda cosa, io andavo a giocare con gente uscita dal lavoro, che già puzzava prima di giocare, poi sudava come un asino in salita e alla fine, in dodici sudati dentro pochi metri, c'era sempre un sano odore tra il cantiere e la stalla, il rutto e la renza.

      Si vede che tu invece frequenti degli efebi che arrivano ancora deodorati al calcetto dopo una giornata passata a recitare poesie suonando la cetra, che giocando in punta di piedi come Bolle a fatica traspirano e quando sono negli spogliatoi declamano versi e si spalmano reciprocamente la cremina.

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    15. > efebi che arrivano ancora deodorati al calcetto dopo una giornata passata a recitare poesie suonando la cetra

      Ahah, rimuoro di nuovo.
      Vi voglio bene! :)

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    16. beh, operai non ce n'è di sicuro ! :-)

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    17. Come no, c'è il militare, l'indiano, il motociclista, l'operaio edile e il cowboy.

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    18. Che poi, leggere "beh, operai non ce n'è di sicuro" scritto da uno "di sinistra" è veramente la prova che Dio o non esiste oppure è indifferente.

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    19. Gli unici operai di sinistra rimasti sono quelli delle RSU (e ho detto tutto...) , gli altri sinistrati hanno un impiego del tipo "faccio tutto e non faccio un cazzo" e hanno molte energie da spendere.

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    20. mai detto che frequento un ambiente di sinistra. nel mio mondo Forza Italia ha ancora il 46% dei consensi elettorali.

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    21. Francesco, dai.
      Preferisco non infierire, non sarebbe onorevole.

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    22. La sinistra (tradizionalmente anticontadina) ha avuto una parte operaista che, colla deindustrializzazione si è notevolmente ridotta.
      Non solo, le politiche antinazionali della sinistra, filomassmigrazioniste e globaliste sono state un attacco anche agli interessi della classe operaia, per quanto dimagrita.
      La mia impressione è che la classe operaia inizia a volgere lo sguardo ai partiti come la Lega.

      Francesco, nel tuo diario precedente (ora chiuso) quale era l'incipit?
      Di sinistra, liberale [poi altro tipo], interista etc.
      Quindi scrivevi che tu sei (o eri) di sinistra, il primo ambiente di sinistra sei tu stesso.

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