mercoledì 13 maggio 2015

Consistenza numerica: problema n° 0

Le migrazioni di massa sono fenomeni violenti per quanto si possa tentare di gestirli, null'altro che una rivisitazione contemporanea del conflitto per le risorse. Il lavoro, in società sempre più automatizzate, è una di quelle risorse via via più scarse; poi lo spazio in sé, i servizi sanitari, etc.

I fanatici sinistri e panmixisti, fondamentalisti dell'immigrazione senza se e senza ma e senza resistenza alcuna emettono quello che pensano ovvero razzismi, nazismi, fascismi o altre stupidate simili che riempiono prima la loro testa e quindi la bocca. Per certi tipi di migrazioni intracomunitarie, di simili dalla koinè europea è solo in parte un problema di impedenze e attriti culturali ma comunque sempre un problema di numeri. Nel caso di migrazioni connotate come quella islamica e/o araba le cose sono decisamente peggio, proprio per il rancore millenario nei confronti dell'Europa e il disegno egemonica religioso.

Due immigrati nella frazione che vengono dal paese di Pincopallollandia non hai alcun problema a integrarli, dieci o venti devi iniziare a lavorare seriamente, cinquanta, cento e duecento comportano la frantumazione sociale della frazione, cinquecento, mille o duemila si passa ai disordini e alla guerra interetnica. Ancora peggio quando le risorse calano.
I migranti potrebbero essere pure milionari svizzeri o vergini finaliste provinciali di miss QuelPaese che non cambierebbe un tubo, la consistenza numerica è Il Problema.
Il capo del vaticancro ha emesso una delle sue mezze verità, ovvero che è il denaro la causa delle guerre. Che sciocchezza. Solo un pastore per idioti può evacuare delle stupidaggini del genere e delle semplificazioni così banali. Ci sono molte cose che non dipendono affatto dal denaro e causano scontri, violenze, conflitti (in condominio, sui mezzi pubblici, nel traffico o in famiglia, solo per citarne alcuni).

Del resto ciascuno di voi gestisce bene due amici per una cena e forse a pranzo, storce il muso se si fermano per una settimana, se si installano in casa definitivamente, se sono dieci sclera e dà – giustamente – fuori di matto. Anche se sono amici del quartiere.
Tutto ciò non è riducibile neppure al solo bilancio economicistico: gli amici, i lavoratori ospiti, i clandestini danno/prendono. Quando il vicino di ombrellone mi sta sui koglioni o l'amic* non se ne va dopo cena NON è una vicenda di denaro.

Le migrazioni di massa sono tra le sollecitazioni più ostiche per le società perché sono, storicamente, etologicamente, sociologicamente, un conflitto. E nessun animale superiore ha una biologia prona all’invasione del proprio spazio vitale.
A meno che non si arrivi al'oscurantismo antiscientifico che riempie la testa di molti sinistri che negano le evidenze dell'etologia di specie.


12 commenti:

  1. Prima cosa: hai detto bene, animale superiore. Ma gli Italiani di oggi sono amebe.

    Seconda cosa: l'immigrazione non viene assorbita da una terra disabitata e ricca di risorse, viene assorbita in questo contesto:
    Crollano gli Ipermercati

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    1. non ho ben capito cosa c'entri il tuo commento con quanto scritto da man, ma ti ringrazio per il link all'articolo del corriere, interessantissimo. proprio qualche giorno commentavo l'ovvia debacle dei francesi, ed in particolare di Auchan che non ne ha azzeccata una nella GDO in questi anni (vedi cattedrale nel deserto su Fulvio Testi a Cinisello)

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    2. Cosa non hai capito esattamente?
      La parte in cui dico che gli Italiani sono amebe quindi non hanno la reazione territoriale che avrebbe un gatto, oppure la parte dove dico che gli immigrati non arrivano in Australia, che è un continente disabitato ma arrivano in un Paese già sovrappopolato e in evidente declino, dove siamo qui a litigarci la torta che diventa sempre più piccola ad ogni giro? Secondo te, se ci sono tot di Italiani disoccupati e tot Italiani poveri, gli immigrati come campano? Perché si fa presto a dire che campano di sussidi e di diritti.

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    3. Nello specifico di Auchan, non me ne potrebbe fregare di meno. La cosa ovviamente catastrofica è la dipendenza della amministrazioni comunali e di un certo tipo di indotto da questo tipo di economia. La cattedrale nel deserto non esiste perché Auchan ha sbagliato la strategia, esiste perché da da mangiare a un sacco di gente, esattamente come le acciaierie di Terni. Ed esattamente come in quel caso, che il "Pubblico" favorisca questo tipo di installazioni, specie nel contesto italiano, è semplicemente suicida. Dove per "suicida" non si intende la morte di Auchan, si intende la morte dell'Italia.

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    4. La Grande Distr(ib)uzione Oganizzata è proprio uno di queglil antipatter tecnoteisti, crescitisti, sviluppisti, modernisti e demagogici che ha comportato la distruzione in grande e dell'ambiente, e dell'economia locale e di posti di lavoro.

      Merdexpo è un'altro di questi antipattern, così massimamente celebrato e incensato.

      Le varie costipazioni distruttive e tumorali italiche (padana, toscanasettentrionale, napulo-casertana, romana, ...) lo sono diventate anche per il perverso circolo vizioso
      o - infrasttrutturazione cartramitica - automobilistica
      o - edilizia cementificatrice speculativa
      o - demagogia

      proprio come la ipocrita Cacca Universale in Esposizione a Rho in questi mesi.

      Distruzione industrializzata, crescitista, omologatrice e sì global.
      Ora con nuovi milioni di locuste consumatrici che arrivano dall'esterno la situazione non potrà che peggiorare.

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    5. Eh ma il negoziante è un "evasore", un "nemico di classe", mica come le grandi aziende che ricordano tanto la economia pianificata del Paradiso del Popolo. E il contadini, da sempre sono controrivoluzionari vandeani, mica come l'operaio inurbato, che invece è evoluto e guarda verso il radioso sole dell'avvenire. Eccetera eccetera.

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    6. Sì, Lorenzo, anche questo.
      Ma le devastazioni di decine di migliaia di ettari nelle allora fertili campagne lombarde, piemontesi, venete, friulane, le hanno decise anche giunte forzitaliote, legaiole,alleatonazioaliche.
      Se c'è una dimostrazione dell'assoluta insipiente e miope ingordigia distruttrice è proprio l'antipolitica locale in cui il peggio è peggio in tutti i partiti / orientamenti politici.

      Quando penso alle giunte legaiole e forzitaliote lombarde e venete che hanno autorizzato i peggiori scempi ipercommercialici, edilizi, infrastrutturali e davano addosso come forsennati energumeni ad ecologisti ed ambientalisti, mi vien da bestemmiare.

      Problema molto più grave proprio perché trasversale, problema di paradigma, non partitico o politico.

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    7. Sul fatto che l'Italia sia complessivamente e trasversalmente devastata prima nell'animo e nella mente, poi nel territorio e nella economia, siamo d'accordo.

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  2. Come sono arrivato a questa pagina?

    o - Da un'analisi di Fabristol, immigrato italiano nel Regno Unito sulle recenti elezioni e come il problema massmigratorio le abbia connotate;
    o - mezze verità di Vera sul problema migratorio e su reazioni molto nervose (censura compresa) al mio confutarle.

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    1. Per me "Cachorroquente" o è uno sbarconato o ha dei parenti immigrati.
      Certe sue perle non si spiegano altrimenti.

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    2. Quella discusisone di la', Mark.
      Domani penso che la riprendero'.

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  3. Hai sfondato non una porta, ma una cancellata. Era già aperta, ma pochi se ne accorgono, e altri fingono che sia ancora chiusa. I più folli (e sono tanti) credono fermamente che sia ancora chiusa. Anche perché dalle ovvietà che hai ricordato dovrebbero derivare scelte e comportamenti ideologicamente inammissibili (e neppure io sto parlando nello specifico delle ideologie rosse, perché le altre non sono da meno).

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