martedì 27 gennaio 2015

Il tramonto dell'euro - 9: geoinsania



(Il tramonto dell'euro - 8: pareggio, Il Belzebù)

Sono arrivato quasi alla fine del lavoro di Bagnai. La mia copia del libro è piena di note e segnalibri (a volte semplici e barbari orecchi di pagina): osservazioni ecologiche, filosofiche e sulla coerenza, nulla di particolarmente nuovo rispetto a quelle già condivise in questa colonna: è per quello che non ho più commentato. Purtroppo gli economisti cercano di trovare un senso economico nei comportamenti assurdi e a non-breve termine fallimentari delle masse, come osservato di recente ancora una volta da Jorgen Randers.
Debito e crescita sono un connubbio tossico, Il Connubbio Tossico a due componenti in cui uno sostiene l'altro. E' alla base delle economie che vanno per la maggiore tra le masse ovvero quindi delle teorie economie che cercano di trovare leggi e metodi per le assurdità incongruenti che vanno per la maggiore. "Botte piena e moglie ubriaca" e "Campo dei miracoli": possono apparire dissacranti e informali ma la sostanza è sempre quella. In questi giorni dilaga l'apologia dell'inflazione  (con le paroline tecnichesi di quantitative easing), la demagogia più becera di Tsipras in Grecia, litanie crescitiste così di moda sulle bocche di vari tromboni ingombranti.
Pensare di affidare la soluzione del problema a chi lo ha apologizzato e ne ha favorito crescita ed aggravamento senza precedenti nella storia del pianeta, non è una buona idea; vale anche in questo caso ma... si fa eccezione.

Cosa è successo?  Tutte le crisi ultime sono arrivate come risultati ovvi e prevedibili del modello sistemi 5 che ha gli Stati Uniti come capostipiti ideologici, come pionieri effettivi e come bombardieri massimi. Il marcio è sempre iniziato là. Sarebbe ragionevole, quindi, prendere distanza non solo dalla finanza tossica ma anche da modelli e paradigmi tossici; sarebbe saggio assumere un pregiudizio cauto e sospettoso, ogni tipo di profilassi e di precauzione possibile rispetto al capitalismo anglosassone e a suoi reflui tossici globali.

Il primo, del tutto generale, è che per un debitore è più facile andare d'accordo con un altro debitore, piuttosto che con un creditore. In questa ottica, rudimentale ma efficace, è chiaro che l'Italia, posto che non possa camminare con le proprie gambe, ha più interesse ad appoggiarsi agli Stati Uniti che alla Germania.
p. 373

Sì, rudimentale ma... vero. Mi ricorda il fatto indiscutibile che i rapporti empatici siano apparentemente più saldi tra somari e teppistelli che tra ... primi della classe. Ancora, nessuna presa di distanza dal debitismo e dall'incultura della insostenibilità di cui gli USA sono veramente primi della classe. In precedenza Bagnai aveva osservato l'assurdità di rapporti con uno sbilancio permanente: non ci possono essere creditori permanenti se non ci sono debitori permanenti e quindi, giustamente, l'importanza dell'External Compact, un pareggio nel dare - avere economici e finanziari tra paesi.
Però, insomma, dai, diciamocelo, sotto sotto siamo debitori e i debitori è bene che si accompagnino con ... i debitori più fighi.
Mah.
Dunque 

l'Italia potrebbe trovarsi nei consessi internazionali in consonanza di interessi con paesi debitori quali gli Stati Uniti e il Regno Unito, i quali quindi non avrebbero incentivi a opporsi a politiche che ristabilissero una quadro macroeconomico compatibile con la crescita.
p. 374

Eccola, alla fine la parola che esce è sempre quella. Tutto cova, tutto trama, tutto ribolle, si propaga, freme. Sotto sotto c'è sempre l'Indiscutibile.
Quale i miglior ingredienti?  Deficit e debito.
Quale cosa migliore che accompagnarsi con le canaglie migliori?

70 commenti:

  1. Be', dai, a me pare che tu alla fine ci abbia letto quello che tu ci vuoi leggere (che è diverso da quello che c'è scritto)

    Parti sempre dal presupposto che uno dei capisaldi dell'economia è il bilancio.
    Hai presente cosa è un bilancio?

    Quindi, cosa ci vorresti dire? Ci vorresti dire che tu hai capito cosa è un bilancio e sai incolonnare gli addendi mentre gli economisti non lo hanno capito e dunque pensano che si possa vivere a debito?

    Eddai...


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    1. Nella prossima e finale pagina, in breve, citerò i punti positivi e quelli negativi del lavoro di Bagnai.
      Qui ho ovviamente riportato solo due passi salienti. Ma ancora una volta, è la strategia complessiva che non funziona.
      Non ho riportato qui altre contraddizioni.
      O cose per lo meno bislacche in un testo di economia.

      A pag. 383:
      "Se queste criticità fossero state sapientemente gestire dalla Bce, […] quale sarebbe stato l'esito di questa farsa? Quella di avere, sul panorama mondiale, un ulteriore valuta “forte” richiesta come forma di investimento prudenziale dai risparmiatori delle economie emergenti. Bene. Cioè quello di costituire nei Paesi sviluppati, accanto agli Stati Uniti, un secondo polo di assorbimento di quelle risorse finanziarie delle quali il resto del mondo, a partire dall'Africa, avrebbe bisogno per vaccinare i propri bambini e dal loro l'acqua potabile., giusto per fare un esempio.”

      Questo è compito di politici, di filosofi, non di un economista. Insomma, uno quando va in cardiochirugia vuole che il chirurgo sia competente ed abile, esperto in cardiochirurgia non che si metta a fare sermoni o a iniziare a disquisire dei problemi dell'apporto di erba medica fresca per i ruminanti.
      Stesse objezioni sulla democraticità della divisa, delle finanze. A parte qualche eccezione, lo zervirgolazerozero per mile, nessuno è “democratico” con le proprie risorse, finanze, portafogli. Sarà strano e non bello, ma è così.

      Secondo, è elementare che l'impronta ecologica a deficit aberrante dei paesi consumisti può essere sostenuta solo mediante prelievo / rapina dei paesi con biocapacità residua sia del tutto incompatibile eticamente e moralmente con una sua ulteriore crescita. Però tutto l'opera è finalizzata a sostenere l'uscita dell'euro come uno dei fattori principali per la ripresa della crescita.

      Lo sguardo ammiccante verso i modelli economici, finanziari del capitalismo anglosassone, del debitismo (e sulla rapina geografica e intergenerazionale) di quel modello sono nello spazio del problema.
      I bilanci sono uno strumento di misura e sono di vario tipo. A me interessano prima quelli ecologici e quindi etici.

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    2. @nottebuia di recente (per caso) ho assistito a un teatrino di m5s a piazza del popolo

      La perla è stata: "noi non vogliamo cambiare il mondo con le formule economiche, noi vogliamo l'onestà"

      Mancava solo il cannone enorme e l'inneggio all'amore libero.

      Capito che tristezza?!

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  2. come dico al mio amico (reale) ed anche tuo amico (di blog) lizardking66, Bagnai è un coglione totale

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    1. già solo il fatto che mostra di avere certezze assolute lo rende un coglione totale !

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    2. No, non è un coglione totale.
      Ci sono alcune cose assai sensate nella sua critica.
      Critiche alla credenza dell'OCA, l'External Compact, l'enfasi sui fondamenti dell'economia, il dualismo del rapporto debito-credito.
      Solo che ... sono contraddette, spezzettate, passano un po' di pagine e ci sono contraddizioni.
      Ad esempio, OCA e monete.
      Non va bene una presunta OCA europea ma tanto meno quella italica: non si può avere una stessa moneta e stesse regole per un comune della Carnia ed uno della Locride.
      Mettere insieme un camion di cipolle ed uno di fagioli (livello area euro) non è molto più stupido di mettere in una stessa pentola cipolle di Tropea e fagioli Camon (livello italiano) con le stessa lavorazione (sbucci i camon?) e/o tempi di cottura.

      Però il problema OCA è presentato solo in chiave antitedesca. Perché è tabù, non puoi osservare i problemi pazzeschi del mettere insieme robe così diverse come ci sono in Italia.
      Allora il silenzio o la mancata analisi fa fracasso.
      Bagnai ti dirà che si risolve con i trasferimenti interni ma questo ha portato a dissipazioni, assistenzialismo, a corruzione e sfruttamenti come mai nella storia.
      Insomma, brualmente, mezze verità, assolutamente non radicali e talvolta contraddittorie.

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  3. Vivere "a debito" è quello che abbiamo fatto e stiamo facendo.

    Se tu chiedi ad un vecchietto in fila alle Poste come crede che gli sia pagata la pensione, lui ti risponde che ha lavorato per X anni e ha versato i contributi. O non sa, o non capisce o fa finta di non sapere e non capire che i contributi sono solo una imposta che è già stata spesa ancora prima di essere stata incassata, quindi non esiste accantonamento per pagare le pensioni, è tutto e solo un I/O. Un I/O che ovviamente smette di funzionare quando, causa cambiamenti economici e demografici, le uscite crescono e le entrate rimangono uguali o diminuiscono.

    Il concetto di Stato Sociale è sostanzialmente coincidente con quello di Debito, perla ragione sopra descritta. E quindi si fonda sulla idea che ci si trovi sempre in condizione di crescita, altrimenti il sistema collassa.

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    1. sacrosanto.

      e aggiungo anche che non solo il vecchietto pensa di essere "nel giusto e nel corretto", ma lo pensiamo nell'ordine: io, Lorenzo, nottebuia e UUIC. tutti a dire che noi siamo retti e sono gli altri gli sbagliati che non hanno capito nulla. perchè noi no, noi non viviamo alle spalle di altri.....

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    2. Un greco si dovrebbe chiedere: ma visto che la Grecia è una montagnola di sassi su cui non cresce una fava, come facciamo a garantire il tenore di vita di X milioni di persone? I Greci antichi a questa domanda rispondevano con l'emigrazione, ogni tanto si armavano delle navi e si mandavano i giovani a fondare delle colonie in terre più o meno disabitate. I Greci moderni invece rispondono con l'idea che il benessere è garantito dallo Stato. Se lo Stato fallisce, il benessere è garantito dalla UE.

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    3. Non si tratta di essere "retti", si tratta di pretendere la creazione di materia dal nulla, una capacità che ha solo il Padreterno. Tutti gli altri se aprono il rubinetto del cesso devono sapere che il rubinetto è collegato ad un tubo che è collegato ad un serbatoio dove c'è tot acqua, non infinita acqua.

      Oppure, possiamo fare finta che l'acqua sia infinita, ce n'è sempre per tutti.

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    4. > ma lo pensiamo nell'ordine: io, Lorenzo, nottebuia e UUIC.

      Io so che sono un servo del fiscoglebainps che per il momento non ha preso un soldo uno di pensione, che mai ne prenderò (ohh, scusate, non è corretto, ne prenderò 200000 dinari al mese dagli 80 in su, per un totale di ca. 200000 x 12 x 7 = xyz quando me ne saranno stati prelevati forzosamente venti o trenta volte tanto) decurtando il mio stipendio del 58 o del 60% circa e che quando vado in montagna o in bici vedo i pensionatini sessantottenni che sono quindici anni che se ne vanno pensionando in giro in bici e in montagna mentre io li mantengo chiuso in ufficio.

      Per non parlare di pensionati di argento, pensionati facce di bronzo, di platino, super pensionati, Cappanna, consulenti regione sicilia, assessori vitalizzati, extracomunitari con diritto di tutto, parenti congiunti e prole numerosa con diritto di tutto di immigrati clandestini con diritto di tutto, manager fallimentari milionbuoniuscitizzati, invalidi falsi, semifalsi e completamente falsi, assenteisti, e finisco che è lunga.

      Scusa Franceco, ma tu non sai cosa io pensi o non pensi, Forse io lo so un po' meglio io.

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    5. ecco lì, l'uomo perfetto e senza macchie. nè più nè meno di quello che dicono coloro che prendono i mezzi pubblici come te. puro, lindo, mondo e assolutamente onesto. ti vorrei ricordare che mentre io e te stiamo amabilmente scrivendo in questo blog stiamo ciulando la nostra azienda

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    6. No e sì
      Nel senso che io lavoro molto spesso più di 40 ore alla settimana.
      Inoltre non faccio pause caffè e conversazioni varie. Questo, in un certo senso, so che non fa bene.

      Poiché non siamo a girar bulloni, capita che mi vengano idee anche a casa. Non di rado la mattina, seduto sul cesso, o mentre vado in montagna.
      Cerco di mantenere un bilancio dare-avere equilibrato.

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    7. diciamo tutti così. anzi, io il meglio lo do tra le ore 22 e le 23.

      dai uomo, abbiamo la stessa età, non prendiamoci in giro.

      non siamo puri, e hai capito benissimo cosa intendo. anche a noi piace farci i cazzi nostri

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  4. Gramellini mi sta sulle palle, ma qui ha ragione

    http://www.lastampa.it/2015/01/27/cultura/opinioni/buongiorno/il-patto-del-nazarakis-AFEKvYJkkz7lm5StmrnKSM/pagina.html?wtrk=cpc.social.Facebook&utm_source=Twitter&utm_medium&utm_campaign

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    1. > Invece il problema dei greci non è il mutuo. Sono le medicine per gli anziani e per i bambini,
      > che l’alleanza rosso-nera vuole tornare a distribuire gratuitamente in barba ai tagli di bilancio imposti dalla troika.

      Ecco, Gramellini è un po un trombone che trombona. Poi vuol fare l'intellettuale e cita Baumann.
      Ma non ha capito nulla, veramente un cazzo.
      Le medicine non le fa la politica.
      Servono risorse, competenze, etc.

      Io ti cito il meno noto ma più preciso e scientifico Lorenzo Celsi.

      "Un greco si dovrebbe chiedere: ma visto che la Grecia è una montagnola di sassi su cui non cresce una fava, come facciamo a garantire il tenore di vita di X milioni di persone? I Greci antichi a questa domanda rispondevano con l'emigrazione, ogni tanto si armavano delle navi e si mandavano i giovani a fondare delle colonie in terre più o meno disabitate. I Greci moderni invece rispondono con l'idea che il benessere è garantito dallo Stato. Se lo Stato fallisce, il benessere è garantito dalla UE. "

      Ecco.

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    2. boh, dicono la stessa cosa da punti di vista diversi. in ogni caso non vogliono pagare dazio. ma guarda che funzionava così anche con la cassa per il mezzogiorno, solo che ce lo siamo dimenticati

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  5. Il debito e la moneta a debito il sistema per far collassare economicamente interi stati. E' come una droga all'inizio ti fa sentire meglio, poi ne cerchi ancora di più e poi quando non la puoi più avere muori

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    1. miki, che intendi per "moneta a debito"? Che fai, non mi diventerai mica signoraggista, eh? Ti prego, almeno tu non mi deludere... ;-)

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    2. miki mouse, in economia si chiama ciclofrenkelizzazione.

      "Nel suo articolo Frenkel fa notare come, negli ultimi trenta anni, tutte le crisi finanziarie registrate dalle cronache abbiano seguito la stessa trama, quella, appunto, della storia di centro e periferia, dove il centro sono quasi sempre gli Stati Uniti, o comunque i Paesi anglosassoni, sedi della grande finanza internazionale, e la periferia, volta per volta, il Cile, il Messico, la Thailandia, la Corea, l'Argentina"
      p. 138

      Però l'Italia che dovrebbe andar via dall'euro che sottrae risorse all'Africa e ai bambini africani (non alla contraccezione delle donne africane, questo non si scrive mai, misteri della razio) e dalla Crucconia che ha frenkelizzato Grecia, Italia, Portogallo, etc. dovrebbe mettersi con il RU e gli SUA che hanno frenkelizzato Cile, Messico, Thailandia, Corea, Argentina, ...
      Mah.
      Io non capisco.

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    3. x miki mouse:
      Ciclo di Frenkel e altri studi sul ciclo di Frenkel nel diario di Bagnai. Anche egli in "Il romanzo di centro e di periferia" (primo collegamento riportato) usa proprio termini come "bolla", "periferia è drogata di capitali esteri", etc.
      Da questo momento lo possiamo chiamare ciclo di Frenkel ma anche... di miki mouse.
      In poche parole hai detto tutto. :)

      Ah proposito, una delle cose sulle quali concordo straordinariamente con Bagnai. Sulla diagnosi tutto ok, è sulla terapia che abbiamo visioni un filino diverse. ;)

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    4. Secondo me siamo di fronte ad un dilemma.
      Vogliamo punire il cretino perché è giusto che stia male dopo avere mangiato troppi bomboloni, oppure lo vogliamo premiare, dandogli altri bomboloni perché la colpa è del pasticciere che lo induce in tentazione?

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    5. Da una parte Bagnai osserva che esiste una relazione duale pasticcere - goloso mangibomboloni.
      Ma poi che l'ipercolesterolemia e l'obesità di Poldo è sicuramente colpissima del mastro pasticcere sfornakrapfen che ha guadagnato e ha esportato dalla sua bottega i Krapfoloni boni, oltretutto peccando di prezzi bassi e di moderazione salariale.

      Non c'è menzione del fatto che il goloso non ha alcun mitra puntato alla tempia e che può sinceramente mandare il pasticcere a farsi un giro al mare evitando di acuistare le delikatessen. Di questa respons-abilità non c'è mai alcuna menzione.
      E' sempre colpa del bomboloniere, Certamente!

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    6. Io vedo questa differenza.

      In un altro commento ho fatto l'esempio "ecologico" del falco e del piccione. La natura del falco è inseguire i piccioni e mangiarli quando li prende, la natura dei piccioni è di svolazzare stupidamente di qui e di la facendo da bersaglio al falco. Il falco viene premiato se prende il piccione, altrimenti muore di fame. Il piccione viene punito se è troppo tonto e il falco lo prende.

      Non ci sono scuse o giustificazioni ne per il falco ne per il piccione.

      Nel nostro caso invece il ruolo del pasticciere è abbastanza chiaro, fa il suo interesse offrendo bomboloni, cercando magari di fregare anche sul peso e sugli ingredienti. Il ruolo del mangia-bomboloni, cliente del pasticciere, invece non è chiaro per nulla, infatti subentra l'interruttore morale per cui non è "giusto" che il pasticciere si approfitti o che gli venga il mal di pancia per via dei bomboloni, deve subentrare una "mamma immaginaria" che corregge la situazione facendo passare la bua e nello stesso tempo mantenendo inalterata l'offerta e il consumo di bomboloni.

      Da cui io deduco che non possiamo risolvere niente perché ci rifiutiamo di accettare la realtà.

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    7. E cioè il problema non è scientifico, pratico. Non è questione di teorie economiche. E' un problema con fondamenti metafisici, connaturato alla pseudo-morale.

      Che poi non si inventa niente, quando diciamo "sinistra" diciamo la stessa cosa, su scala ancora maggiore. I marxisti straparlano di "scientifico" questo e quello ma tutta la loro teoria è fondata su concetti primitivi di natura morale.

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    8. Torniamo sempre alle neoreligioni, alle credenze assurde che centinaia di milioni di homo hanno nelle loro piccole menti scadenti.
      La cosa buffa è che il marxismo che avrebbe voluto giustamente abolire l'oppio dei popoli, è diventato un oppio de il_bobbolo.
      Vedi, appunto come ultimo caso, la insania greca di massa e la demagogia che la alimenta.

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    9. Non è diventato, è nato cosi.

      Tu ad un operaio gli dici:
      "guarda, alla fine te sei piccione e il padrone è falco, quindi se siamo bravi e operiamo manovre evasive efficaci, lui non ti mangia e tu ingrassi. Ma il giorno dopo tu rimani piccione e lui rimane falco".

      Oppure gli dici:
      "compagno, impugna il martello, espropria la fabbrica, cessi lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, ad ognuno sia dato secondo le sue necessità"

      ??

      Secondo te, se vuoi vendere il tuo sciroppo miracoloso agli operai, quale delle due campagne di marketing avrà più successo?

      La prima descrive la realtà, la seconda se la inventa e sopratutto non dice all'operaio chi governerà la fabbrica espropriata. Pubblicità appunto.

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. io penso che creditori e debitori sono 2 facce della stessa medaglia e il loro conflitto è fittizio. Chi ha ideato l'euro, come altre monete sovranazionali o macroregionali(in futuro ci sarà la moneta unica africana e sudamericana) ha l'intenzione di controllare entrambe le categorie in maniera da rendere pesantemente costosa la rottura di questo tipo di rapporto e in questa maniera sottomettere i popoli. Come hanno detto Prodi e Monti per unificare l'Europa ci vuole una giusta crisi, quindi nulla è stato lasciato al caso. La Francia ha ideato nelle sue ex colonie del centrafrica il franco CFA, moneta unica agganciata all'euro. Come vedi se levi la sovranità monetaria ad un popolo lo puoi controllare. Siccome questo meccanismo è globale le guerre che nel mondo ora ci sono, sono contro quei stati che stanno cercando di nazionalizzare il mercato dei capitali o sottrarre le risorse naturali al suddetto mostro finanziario(Russia in primis).

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    1. Ecco, io contesto questa simmetria. Chi chiede i soldi in prestito è più cretino di chi li presta. Da un punto di vista "ecologico", come direbbe UomoCoso, è "giusto" (nel senso di funzionale) che chi chiede i soldi soffra e chi li presta goda.

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    2. Non lo so se è più cretino o furbo so solo che chi presta verrà salvato da paparino, che potrà essere lo stato o la Bce o la Banca d'Italia o chissà chi, inoltre chi presta di più, potendo scatenare crisi bancarie più forte, verrà salvato maggiormente.

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    3. il debitore è come il masochista dei rapporti sado-maso, gode a sentire dolore durante il piacere, finito il piacere sente solo dolore

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    4. Non è che ti si possa dare tutti i torti.
      Un masochista consapevole entra per scelta nei ruoli BDSM e poi ne esce.
      Questi mi sembrano piuttosto dei codipendenti, dei tossici da insostenibilità.
      Del resto
      o - i liberaldestri per spremerli come limoni li hanno condizionati dalla più tenera età con milioni di spot televisivi e di ogni tipo per il consumismo più becero
      o - i sinistri hanno fatto credere loro che ogni cosa sia un diritto, tutto sia dovuto, è la favola del dirittismo senza se e senza ma.

      E' ovvio che siano poche le menti che resistono a questo inquinamento.

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  8. il capitalismo di tipo finanziario funziona cosi', prima cresci in maniera selvaggia facendo debito, poi decresci in maniera selvaggia per pagare il debito, ha le stesse caratteristiche del tsunami che quando ritira le acque lascia i danni.

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    1. Il capitalismo è quella parte della società del predatore apicale che sta nelle parti alte della pidamide.
      Più la piramide ha volume elevato, più sarano le risorse che percolano verso l'alto e parassitate dagli strati superiori.
      Il capitalismo non può che essere crescitista quindi.
      La parte in mezzo e bassa invece, il grosso del volume, crede che il consumismo e il dirittismo siano diritti. Poiché non sono altro che piccoli e medi o grandi borghesi mancati, ma lo sono nella testa anche se si professano sinistri, sono nel modello.
      Un modello che ho definito spesso tumorale, perché ha le caratteristiche numeriche e dinamiche di un tumore.

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  9. ok d'accordo però fai attenzione che il decrescitismo selvaggio è l'altra faccia della medaglia. Esso rappresenta il lato del capitalismo riguardante il debitore. La Grecia è un esempio e non è una cosa sostenibile

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    1. > il decrescitismo selvaggio

      Cosa significa?
      Io so che moltissimi sistemi che crescono oltre la sostenibilità hanno.... un collasso (effetto Seneca).
      E' praticamente un invariante e ci sono migliaia di casi documentati per tutti i tipi di sistemi, biologici, geopolitici, economici (sempre nel luogo di Ugo Bardi sono stati trattati proprio in questi giorni i "dirupi di Seneca" per le anguille, dell'industria ittica del Regno Unito oltre ai numerosi altri in precedenza).

      Per dirla con un'immagine precisa ed efficace: il fatto che tu imbarchi su una barca gente o merci, avviene con tempi relativamente lunghi.
      Poi carichi ancora. La linea di galleggiamento va sotto. Carichi ancora.
      Quando inizi a imbarcare acqua, la crisi del sistema è molto veloce, l'affondamento arriva repentino. Una piccola frazione del tempo necessario al sistema per arrivare fino al punto di massima crisi.

      La crisi dei sistemi ha una curva (di Seneca) che in moltissimi casi è caratterizzata da una o più crisi da cui esso si riprende e poi dal crollo finale.

      Questo non ha nulla a che fare con la decrescita che è invece il progetto di rientrare nella sostenibilità in un modo programmato e governato, per quanto brusco questo possa essere (sarà necessario esso sia tanto più brusco quanto più tardi la decrescita viene differita, a volte non è semplicemente più possibile, gettare a mare il carico mentre stai affondando non è possibile né ha senso).

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    2. i rendimenti diventano sempre meno convenienti nel tempo per gli stati per motivi demografici, economici e sociali come ha detto piketty e il capitale fugge. Fuggendo il capitale le elite di un paese o rispondono cercando nuovi mercati o colonizzando i mercati dove vanno a finire i capitali, oppure centralizzando le risorse a discapito della maggioranza. la crescita demografica è un elemento fondamentale della prima fase, quella ascendente. Nell'ultima fase, quella della crisi è necessario uno spopolamento per centralizzare le risorse. Io non contesto quello che dici che è giusto, dico solo che di sostenibile e programmato non c'è nulla.

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    3. L'ultima fase è quella della rendita e le economie basate sulla rendita non accettano l'aumento di popolazione che provocherebbe sommovimenti sociali.Le economie della rendita vogliono scarsa popolazione per mantenere il loro sistema Se tu vedi l'andamento della popolazione mondiale, essa è cresciuta in maniera esponenziale da quando è esploso il capitalismo. Prima del capitalismo vigeva un economia della rendita che ha permesso alla popolazione mondiale di mantenersi numericamente a livelli bassi. Il massacro di indios nelle americhe(in proporzione il più grande genocidio della storia) fu effettuato per mantenere i privilegi dell'aristocrazia spagnola che di certo non era capitalista( avvenne anche lo spopolamento della spagna con coloni che emigravano nelle americhe)

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    4. Quindi il capitalismo, quando non viene salvato dallo stato(tramite le guerre o il sistema welfare) è destinato geneticamente all'autodistruzione.

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    5. Bauman lo descrive, appunto, come capitalismo parassitario. Esso ha dinamiche per le quali... non puo' che crollare su se stesso.
      Infatti i paesi parecchio capitalisti hanno adottato delle contromisure: si pensi alla tendenza all'eliminazione dei competitori fino al monopolismo.

      La rendita...
      La rendita dovrebbe essere il massimo in sistemi stabili.
      In sistemi sostenibili non puoi non essere in "rendita": lavori quanto necessario e consumi il giusto. E' sensato anche dal punto di vista termodinamico.
      Il problema e' complesso: perche' la specie ha rotto il patto della rendita sostenibile (quello che alcuni studiosi di MIT chiamano il patto del podere (lasciato migliorato ai figli)) fino ad arrivare al punto attuale in cui la specie non solo sta attingendo in modo sempre piu' pesante alle risorse NON rinnovabili, finite ma, peggio, sta ulteriormente aumentando in maniera esponenziale la sua impronta ecologica?
      Questo e' la preparazione non solo di un suicidio (ma potrebbe anche starci) ma dell'ecocidio definitivo.
      Nn mi risulta che i coloni europei che genocidizzarono di fatto tutte le culture amerinde fossero "comunisti". Erano, forse inconsapevolmente, capitalisti. Il capitale era la terra, le miniere, c'era l'accumulo senza senso di risorse, l'appropriarsi degli strumenti di lavoro (anche come schiavi) etc. .
      Siamo biologicamente capitalisti fino ad eccedere alla pazzia, all'insania.
      Si', Bauman lo dice, il capitalismo e' destinato all'autodistruzione e alla distruzione.
      Non puo' convivere con i limiti.

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    6. Balle. Gli Europei non fecero niente di speciale contro i nativi delle Americhe, fecero quello che gli Europei hanno fatto ad altri Europei per secoli. Non c'è tanta differenza tra un Nuvola Rossa e un Vercingetorige.

      Gli effetti sono stati catastrofici per via delle epidemie, non per via delle azioni ponderate. Le epidemie si usavano anche in Europa, per esempio tirando cadaveri sui nemici con la catapulta ma gli Europei si ammalavano tutti, su entrambi i fronti mentre i nativi americani erano biologicamente diversi causa isolamento del loro continente dalla "Eurasia".

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    7. Ah, chiaramente gli Europei non fecero niente che la specie nel suo complesso non facesse, infatti le stesse cose sono incise nei bassorilievi egizi e in quelli amerindi.

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    8. > fecero quello che gli Europei hanno fatto ad altri Europei per secoli

      Torniamo sempre alla solita questione. Uno in casa propria fa quello che vuole, in casa d'altri no.

      Sì, sono state le malattie e non le armi né l'acciaio , per parafrare il celeberrimo lavoro di Jared Diamond, a sterminare le culture native.
      Le malattie usate come armi: regalavano coperte come doni, coperte in cui avevano fatto strofinare dei malati di vajolo.
      Ecco, i migranti europei hanno fatto queste cose per bene. In casa d'altri.

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    9. Io sostengo il principio che ognuno deve comandare in casa sua e chi viene è ospite in visita. Ma il pre-requisito perché questo avvenga è che "ognuno" abbia la forza di tenersela la casa.

      Scriverei "putroppo" ma aggiungerebbe una connotazione morale che non ha molto senso. Il forte sottomette il debole, cosi funziona il mondo. Quindi cosi come I Celti o i Daci sono stati cancellati dalla storia, lo stesso capitò coi nativi americani.

      Trai le tue conclusioni su casa nostra.

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    10. > Il forte sottomette il debole, cosi funziona il mondo.

      Più volte, come ecologista (il cattocontadino cocomeriano mi ha dato del fascista, in treno, l'altro giorno ma a mia domanda su cosa significhi non ha voluto rispondere) ho detto che l'invasione islamica in corso ha una ecologia.
      O ci svegliamo, si desta un sistema immunitario, usciamo dal sistema di credenze campato per aria e reagiamo, limitiamo prima e riduciamo poi il problema oppure la sottomissione si compirà, la cultura scema e debole soccomberà.

      Comunque, mercoledì, ho comprato il nuovo lvaoro di Houellebecq, appena finito altro inizierò a leggere le previsioni sociali, tanto scontate quanto orribili.

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    11. UomoCoso secondo me siamo oltre il punto di non ritorno. L'ha detto anche D'Alema solo che lui l'ha detto ridendo.

      Siamo come i Bizantini, teniamo in piedi lo spettro di una civiltà decaduta a forza di espedienti e grazie ad un sapere tecnologico che ci consente un margine qualitativo che viene via via eroso sia dalla pressione quantitativa, sia dal fatto che quelli che teniamo sotto ci copiano e si adattano.

      Sui disvalori che stanno via via sgretolando le basi della nostra società è inutile diffondersi perché sono cose ovvie ed evidenti e per questo con tanto maggiore forza negate dal "politically correct".

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    12. Capisci però perché io non mi auto-definirei di "destra" ma sicuramente un "conservatore".

      Allo stesso modo capisci perché aborrisco la "sinistra", in quanto si definisce "progressista" nella accezione per le cose scritte sopra hanno valenza positiva. Da cui il riso di D'Alema.

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    13. Come definirsi?
      Io pensavo alla tripletta
      ecologista edonista esteta
      ma anche

      antimodernista
      decrescitista
      razionalista

      Conservatore?
      Non so. Io non voglio affatto conservare l'esistente e pure tu mi sembra che non sia uno di quelli che credono che questo sia il miglior mondo possibile e e tutto vada bene.

      Progressisti.
      Procedere, progredire, verso cosa?
      Verso masse in crescita esponenziale, sempre più sradicate dalla terra, più abbruttite, scadenti, mediocri? Progredire nell'insania tecnoteista, nei consumismi sociali? nell'alienazione dalla realtà?
      Il progressismo di sinistra mi sembra un movimento di massa di invasati masochisti, di stralunati ostili alla realtà, anche nelle cose più semplici, ferocemente ostili alla realtà e ai meravigliosi limiti che essa ci pone e ci impone.
      Meravigliosi perché sono come i pesi in palestra, o le salite dure in montagna, lì dai il meglio di te stesso.

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    14. Conservare quello che esiste ADESSO è l'unica conservazione possibile e mi sembra anche strano doverlo scrivere.

      Non puoi conservare quello che non esiste. O perché è perso nel passato o perché deve ancora venire nel futuro.

      Progredire verso cosa, domandi. La persona di "sinistra" ti risponderebbe verso una maggiore "giustizia sociale". Se per ottenere lo scopo devi demolire l'esistente, tanto peggio.

      Poi, essendo la "sinistra" composta dalle tre categorie degli idioti, degli eterni adolescenti e dei fubastri, gli appartenenti alle prime due categorie si divertono un mondo a demolire tutto e l'ultima sa che fare e disfare è tutto un lavorare, quindi tanta trippa per gatti.

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    15. Mi viene in mente quegli artigiani, che pigliano ciò che ha sofferto un po' il tempo ma che è valore e bellezza. Sento il profumo di cera e vedo gli scalpelli, i trucioli di legni pregiati.
      Ecco, pensavo ai restauratori.

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    16. Tecnicamente esistono grossomodo due tipi di restauro, quello "conservativo", che ripristina il bene senza sostituire le parti mancanti o danneggiate e quello "ricostruttivo", che invece cerca di ripristinare il bene nel suo stato originario.

      Esempio: nei dipinti di solito le parti mancanti vengono integrate con puntini ad acquarello che da lontano danno l'idea della completezza del dipinto ma da vicino evidenziano chiaramente le parti mancanti. Invece il Duomo di Milano viene letteralmente ricostruito col marmo mano a mano che i pezzi antichi si sfaldano. Infatti esiste ancora l'ente originario, la Fabbrica del Duomo, che è impegnato nella costruzione che non finisce mai, come un paradosso di Zenone.

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    17. Io mi definisco "conservatore" perché do valore a quello che ho. Anzi, gli do il massimo valore possibile, perché quello che ho è quello che sono.

      Per farmi lasciare la via vecchia per la via nuova mi devi convincere che la via nuova è migliore della vecchia, non assumo che nuovo sia intrinsecamente migliore.

      Per contro, mi trovo davanti a dei "progressisti" che vedono nelle cose che ho una aberrazione, quindi propongono la loro distruzione come condizione necessaria. DI conseguenza i "progressisti" vedono in quello che sono una aberrazione e propongono la mia distruzione come condizione necessaria.

      Con queste premesse non ci può essere compromesso.

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  10. Miki: "chi presta verrà salvato da paparino"

    No. A cinquant'anni suonati, ho "prestato" un sacco di ricchezza che ho ceduto a destra e a manca in cambio di promesse di rimborso chiamate "soldi" sotto forma di contribuzione previdenziale non goduta e di risparmi privati. Con la posticipazione, rispetto al convenuto, che al momento attuale ha già raggiunto nel mio caso i dodici anni mi sono stati sottratti, spannometricamente, 240.000 euro (20.000 euro di pensione/anno che non incasserò per 12 anni, sostituendola con 12 anni in più di sfruttamento del lavoro senile -- un vero e proprio furto non solo di soldi, ma anche di vita), più quelli che derivano dalle varie decurtazioni in termini di ricapitalizzazione e di rapporto reddito/vitalizio e che mi è difficile valutare. Ora si parla di riaccendere l'inflazione, il che in termini meno eleganti significa che le dirigenze opereranno per "snellire" i risparmi che ho accumulato in previsione della rapina contributiva. Si tratta, come ho già scritto, del simbolo di ricchezze che ho già prodotto, che sono già state godute da altri (vedere cosa ha scritto UUIC in merito), e per le quali ho accumulato una promessa di restituzione dilazionata. Quella promessa viene sistematicamente fagocitata, ovvero NON onorata, da truffatori di professione tra i quali il signor Draghi con le sue manovrine di quantitative easing è solo quello più nominato di questi tempi.

    Nessun "paparino" protegge chi presta, a meno che "chi presta" sia qualcuno di MOLTO "muscolare". Io ho prestato e sto prestando, ma difficilmente avrò indietro quel che ho prestato. Il che, permetterete, mi incattivisce GIUSTO UN FILINO.

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    1. > vedere cosa ha scritto UUIC in merito
      Conflitto intergenerazionale

      L'ossessione patologica per riportare l'inflazione almeno al 2% fa parte di quel disegno capitalistico di trasferimento di risorse dalla base della piramide verso l'altro (a cui sono funzionali anche debitismo e deficit sistematici, paradigmatici, e crescitismo e crescita).

      Sono tutte forme sofisticate di sfruttamento ricoperte - e questo è molto grave in quanto non percepito - di sovrastrutture moralistoidi.
      Del resto devi gabbare il_bobbolo per sfruttarlo.

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  11. Infatti più le banche sono forti e più hanno il culo parato,il board della BCE è composto da rappresentanti delle banche nazionali che sono a loro volta private. Quando studiavo macroeconomia mi è stato insegnato che la politica monetarie è pubblica. In realtà la politica monetaria è quasi sempre privata. Quindi la banca centrale INDIPENDENTE fa un po il cazzo li pare. stampa moneta e ritira moneta come le pareIl problema è che finchè la masse popolar si incazzano, si lamentano ma non passano all'azione la situazione non cambierà per niente

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    1. Moneta locale in sistemi locali autarchici a pareggio di bilancio.

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  12. @Uomo in Cammino Lo sviluppo dell'economia capitalistica è sempre andata di pari passo con lo sviluppo del sistema bancario e l'ascesa della borghesia che dal 1700 ha scombussolato i rapporti tra le classi sociali. Prima chi deteneva il sistema bancario e i mezzi di produzione erano elite basate sulla proprietà terriera. Il capitalismo non è meglio del feudalesimo ma ci sono delle differenze. Il capitalismo esautorò la vecchia classe nobiliare. Quest'ultima o si riciclo' capitalista, o mori' o a mantenne un lignaggio solo di nome. L'epilogo del capitalismo è una nuova economia basata sulla rendita, questa volta i latifondisti sono i banchieri. In sudamerica comunque Ignazio de Loyola sperimento' in alcune comunità di schiavi indios un prototipo di comunismo. Le elite spagnole e portoghesi erano feudali, quelle inglesi erano basate sul commercio ed erano borghesi.

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    1. Il capitalismo peggio del feudalesimo, dal punto di vista dello sradicamento dalla terra.

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  13. @ Lorenzo Le malattie sono anche un arma di guerra, sono state usate anche intenzionalmente. Spesso nelle guerre indiane negli Usa, per il motivo che tu hai elenato ovvero il differente genoma, i soldati Usa usarono intenzionalmente il vaiolo per sterminare gli indiani, che non essendo abituati alla malattia morirono a milioni. Idem nelle rivolte haitiane. I neri rivoltosi infettarono intenzionalmente i soldati francesi. Morivano 153 soldati al giorno per malattie tropicali e ciò fu deciasivo per respingere i francesi, in quanto i neri erano inferiori dal punto di vista dell'armamento.

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    1. Si lo sappiamo.

      Quello che volevo dire che quasi sicuramente il genocidio non è stato intenzionale. L'uso di un'arma di solito è pensato solo a livello tattico, cioè nella situazione contingente. Nessuno valuta le ricadute strategiche e/o a lungo termine. Mancano le competenze, il tempo e il luogo per questo tipo di considerazioni.

      Faccio un esempio che forse ho già fatto: negli anni 50 gli Americani progettarono un razzo alimentato da un reattore nucleare non schermato che avrebbe viaggiato a bassa quota sopra la Russia sganciando bombe atomiche e distruggendo tutto con l'onda d'urto, il calore e le radiazioni emesse dallo scarico.

      Dopo una certa quantità di studi e prove, non fu mai sperimentato dal vero perché solo ad un certo punto si resero conto che lo stesso razzo avrebbe sterilizzato il punto da cui fosse stato avviato e tutte le zone sorvolate prima di raggiungere il bersaglio.

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    2. Facciamo un altro esempio: Hitler e Mussolini sicuramente avevano programmato una guerra rapida seguita da una pace vantaggiosa.

      Si trovarono invece impelagati in una guerra totale di annientamento che non avevano le risorse per sostenere. Ma non di poco, di una differenza abissale.

      Col senno di poi si tende a sopravvalutare le capacità, i piani e le intenzioni dei partecipanti agli eventi.

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    3. > sicuramente il genocidio non è stato intenzionale.
      > L'uso di un'arma di solito è pensato solo a livello tattico

      Mmh.
      Come se non sapessero che vajolo, influenza etc. avrebbero decimato le popolazioni native.
      Altro che tatticismo.
      Era una strategia ben precisa, quella dell'annientamento degli autoctoni.

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    4. Hitler perse la guerra in tre punti
      1 - incraniandosi a Stalingrado
      2 - con la campagna invernale in Russia
      e, indipendente dalla sua volontà,
      3 - con la perdita delle capacità di criptatura delle comunicazioni

      La mania di stravincere porta... alla sconfitta.
      Io affermo che se avessero vinto l'asse Roma - Tokio - Berlino probabilmente il mondo sarebbe stato migliore.
      Ritengo che i disastri ideologici, paradigmatici, economici, ecologici dei quali sono responsabili gli Stati Uniti porteranno non solo l'umanità ma l'intera vita sul pianeta alla Grande Estinzione, all'ecocidio che chiuderanno l'antropocene.
      In confronto i catastrofici danni e le violenze dei nazi sono bazzecole.

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    5. Cerchiamo di essere pratici. Le guerre non le vincono i generali, le vincono gli industriali. L'apparato industriale tedesco, che comprende fabbriche e miniere, non poteva sostenere una guerra prolungata su tutti i fronti. Tu puoi anche progettare un aereo a reazione ma difficile farlo volare con la benzina ricavata dalle patate.

      Non parliamo poi dell'Italia che non aveva le risorse nemmeno per invadere l'Albania.

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    6. Riguardo all'annientamento dei nativi, secondo me è stato un effetto secondario non pianificato della semplice espansione coloniale. Ma non perché gli Europei fossero "buoni", semplicemente era una cosa troppo complessa e oltre le capacità dei dirigenti dell'epoca. Al massimo potevano pensare di applicare le stesse manovre che gli Inglesi applicarono in Irlanda o nel nord della Scozia.

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    7. > benzina ricavata dalle patate
      > Italia che non aveva le risorse nemmeno per invadere l'Albania

      Ahahah

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