mercoledì 28 gennaio 2015

Poi un respiro

Ieri sera, nel salottino caravaggesco che mi piace tanto, artistoide e a volte bohémien, sono entrato un po' più nell'anima del tango, nel corpo del tango. La settimana scorsa per problemi vari, neppure un'ora di studio: freddo, influenze, piccoli interventi chirurgici, la passione che scema, le partner di studio perdono colpi. E ieri era c'era un tentativo di perdere colpi anche per me. Gli altri milongheri dei colli e dei monti avevano tutti rinunciato, il freddo, il buio... Ero piombato in un sonno profondo e svegliarsi alle 21:30 è stato un trauma. Freddo, buio, il viaggio nella notte, esco dal piumone in t-shirt, vestirsi, prendere le scarpette, le chiavi dell'auto, indossare il cappotto. Da solo.
Eppure...
Eppure questi scenari impervi possono portare a panorami mozzafiato. Non sempre. Ma a volte succede.
Entri e ti chiedi come sarà la serata. C'era un laboratorio di vals ieri. Mi aveva accolto con gaiezza Flora, c'era molte donne e un tanghero che arriva.., le ha fatto piacere, me lo ha comunicato esplicitamente e si capiva.
Via gli anfibi, le doppie calze lunghe pesanti, su i calzini fini, poi le scarpette.
Il bandoneon, i sorrisi delle donne, alcune così belle, il parquet nero e morbido, non è legno scuro, è damasco di seta e broccato sontuoso, le piccole luci, tutto è lì che attende e tu lo raggiungi.
E il primo passo... il primo passo è stato un passo di grazia, il miglior passo possibile per iniziare.
_ina - un po' bassina per me - ha studiato danza classica per anni. Con una maestra di danza meravigliosa e arcigna, una polacca severissima e superlativa, usava, da lontano una sottile pertica per correggerle la pozione del capo o per l'altezza della coscia. Ecco, con lei abbiamo iniziato il nostro balletto, sui capricci di bandoneon, coi i capricci, le pause nostre. Il tango è quasi danza classica, la musica è là, alla fine della musica classica, diceva un mio maestro.
Avevo lasciato alle spalle il freddo, la stanchezza, il viaggiare, il gelo sul parabrezza. Severo e arcigno con me stesso, ma che cazzo fai.. ancora... dopo anni chi te lo fa fare!?
Due scampati alle asprezze e alle difficoltà, _ina ed io, abbracciati nei capricci della musica come non mai, due anime diventata una e poi due e poi una di nuovo.
Sei anche in vetrina, quando balli. Altre volevano il tango con me, fino al punto di trasgredire, esse ad invitarmi direttamente.
Ecco voli, in primavera, di piacere di tango e di arte, almeno un po', sotto le vanesse e i campi di gialli di tarassaco e la brezza e il sole che scalda.
Stavo uscendo dal piumone, intirizzito dal freddo, col viaggio lungo da solo, quasi quasi stasera mollo. Poi un respiro e vai avanti.



6 commenti:

  1. Spesso la pigrizia ha la meglio su motivazioni labili...se una cosa ti piace farla davvero. ..la fai a dispetto di tutto:)

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    1. Ieri è stato veramente una... serata studio.
      Guarda, ad un certo punto mi son detto: stasera proprio non va. Freddo, stanco, svegliarsi mezzo rinco, vestirsi, pigliar su e far 40 km, da solo...
      Una pazzia.
      Infatti.
      Poi è stata una serata pazeska!
      A dispetto di tutto.
      :)

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  2. è come quando vai a correre......

    nooooo......fa freddo, chi ha voglia di andare.... poi ti vesti, ti bardi e....si parte !

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  3. Per me l'unica molla che funziona è quella della parola data. Se ho preso l'impegno di presentarmi nel tale posto alla tale ora, ci vado. Tutto il resto prima o poi mi fa cadere nella catatonia.

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  4. x Francesco:
    x Lorenzo:
    Autodisciplina!
    Ancora una volta un esempio quel martedì sera.
    Alla fine paga. Straordinariamente.

    (auto)disciplina, altra parola tabù.

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