mercoledì 13 maggio 2015

Demagogia crescitista

Se osservi le testate in linea dei maggiori quotidiani nazionali (qui, qui, qui, ...) non puoi che osservare come la demagogia crescitista non abbia limiti.

Crescita, parolina magica per idioti /(buzzword) , via dalla recessione, +zeronumero, ripresa dell'inflazione (ohps, scusate, non si scrive così, si scrive uscita dalla deflazione).
Ochi giulivi, applausi, tronfie soddisfazioni, pollici alzati.

Allora, in un paese con deficit ecologico e ovviamente finanziario spaventosi, già uno dovrebbe chiedersi cosa ci sia di positivo in un aumento assoluto del consumo di risorse (non rinnovabili), di rifiuti (non biodegradabili), dell'artificializzazione biocida, no!? Poi osservi l'altro disastro, quello principale della crescita demografica, maggiore propulsore per la crescita del metabolismo economico ecocida, e fai due conti da terza elementare.

Dunque, PIL + 0.3%
Poi stimando un'ulteriore crescita dell'invasione migratoria +50%, ipotizziamo prudenzialmente che aumenti della metà la crescita demografica da invasione migratoria, solo +25% ovvero dal +1.8% del 2013 al 2,25% del 2014.

Puoi anche considerare che i sistemi capitalistici sono caratterizzati dalla concentrazione progressiva della ricchezza ai vertici della piramide.
In altre parole, la fetta di torta (PIL) procapite, relativa è diminuita sensibilmente e ancor più negli strati inferiori della piramide sociale

La assoluta e assolutista demagogia crescitista (economicistica e demografica) li presenta come buoni risultati. Allevamento intensivo di piccole menti scadenti.


84 commenti:

  1. No, in realtà non c'è tutta questa crescita. Si potrebbe discutere sui numeri che in realtà riflettono anche effetti importanti, come la diminuzione del costo del petrolio, la svalutazione dell'euro sul dollaro (da quasi 1,4 a 1,1). Non dimentichiamoci poi che il pompaggio del quantitative easing (ogni mese qualcosa come 60 miliardi di euro, qualcuno mi corregga se sbaglio).

    Condivido molte delle tue preoccupazioni ma, in questo momento avremmo bisogno di andare in surplus (se non ti piace il termine di crescita), perché abbiamo un debito da ripagare.

    Poi, naturalmente, c'è sempre un discorso più strutturale che riguarda COSA produrre, COME produrre, QUANTO produrre, qualità di vita, stile di vita eccetera. Discorsi già fatti, ma da tener sempre presenti.



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    1. Se tu vuoi continuare a decrescere, dai le dimissioni dal tuo posto di lavoro, così produciamo di meno e consumiamo anche meno servizi della tua azienda ;-)

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    2. Dopo sei decenni di "crescita" ci troviamo con 2.2 teraliardi di debito. Affermare che serve "crescere" per diminuirlo è come affermare che serve più pancetta steccata e lardo per uscire dalla ipercolesterolemia.
      Ecco come aumentano i problemi: pensare di usare le loro cause come soluzioni.

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    3. La stagnazione e la crescita negativa NON sono la decrescita.

      La stagnazione o la crescita negativa è che io non consumo più yogurt del supermercato perché sono senza lavoro, la decrescita è che io vado a insegnare tango al contadino, mi da latte per un mese col quale mi autoproduco lo yogurt.
      Sono concetto troppo complicati e/o indigesti per voi crescitisti,

      Aggiungo, per onestà intellettuale, che la decrescita è troppo razionale e sensata nonché personale perché possa realizzarsi.

      La_ggente non vuole respons-abilità, non la vuole proprio.

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    4. Anche perché, come scrivevo nel mio blog, gli "economisti" sostengono che per fare crescita bisogna necessariamente fare debito.

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    5. Ripeto: c'è sempre l discorso (fondamentale) su COSA, COME, QUANTO produrre, che senso dare a ciò che facciamo, come ti dicevo sopra. Le frontiere, gli scambi, come vivere, eccetera.

      Ma vige sempre il discorso che QUESTA decrescita e QUESTA deflazione sono ugualmente pericolosi rispetto alla crescita basata sull'abbuffata e il consumo senza senso.

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    6. io sto con nottebuia, ovvio.

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    7. Be, sul cosa come quando e perché, siamo d'accordo per forza, le stesse variabili devono essere considerate qualsiasi cosa si faccia o non si faccia.

      Per esempio, in linea teorica bisognerebbe minimizzare i punti deboli dell'Italia e massimizzare i punti forti. Tradizionalmente l'Italia produce varietà e qualità e non produce uniformità e quantità. Ma ancora, certi ideologismi sono estranei non solo alla storia dell'Italia ma anche alla sua orografia. Dovremmo essere una Nazione di artigiani, abbiamo cercato di diventare una Nazione di operai e dipendenti pubblici. Sappiamo da sempre che la stragrandissima maggioranza delle aziende italiane sono medio-piccole ma abbiamo fatto finta che esistessero solo le holding come FIAT, in su e in giù.

      La difficoltà che vedo oggigiorno non è di ordine pratico, è di ordine concettuale, bisognerebbe rimettere tutto in discussione, da Marchionne a Landini.

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    8. @Francesco caffè pagato ! ;-)

      @Uomo come sai, il debito ce lo abbiamo anche con la natura. Se non rimettiamo a posto certi territori, al primo temporale estivo ci ritroviamo interi paesi sotto al fango.

      @Lorenzo Quello che dici è importante, però c'è bisogno di mettersi a lavorare. Uomo non è d'accordo perché se lavoriamo di più aumenta il PIL, e questo a lui non piace assolutamente. Bisogna decrescere.

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    9. > gli "economisti" sostengono che per fare crescita bisogna necessariamente fare debito

      Rimando alla tua pagina, Lorenzo.

      I cosiddetti economisti e la crescita infinita

      in cui analizzi i deliri crescitisti, in quel caso dei radicali e della loro demagogia.
      Deficit e quindi debito sono da sempre i pilastri dei
      sistemi 5, crescita compresa.

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    10. x Francesco:
      Il problema è che massa e dirigenza del paese e del mondo si comportano così, con slogan e pensieri da tifoserie.
      Si tifa per la crescita, a prescindere da tutte gli oggettivi problemi, dalla razionalità, dai limiti.

      x nottebuia:
      > e non rimettiamo a posto certi territori, al primo temporale estivo ci ritroviamo interi paesi sotto al fango


      Infatti, paesi che sono stati costruiti dove NON si doveva costruire, proprio per la aberrante crescita umana che significa anche crescita delle zone urbane. Vedi pagine qui dentro sulle nefandezze genovesi che sono solo quelle più conclamate.


      Per mettere a posto devi avere energia, alberi da vivaio, filo di acciaio per le gabbionate, letame, (poco cemento, poco acciaio, poco calcestruzzo), spaghetti al pomodoro e lenticchie per i lavoratori, energia per i camion, ambulanza e pronto soccorso quando uno di essi viene punto da un calabrone, etc.
      Tutta 'sto po po' di roba qui non si crea dal nulla e è finito e, peggio, viene da risorse non rinnovabili.
      Se tu fai crescere il numero di homo e quindi i paesi che poi dovranno essere costruiti su frana, su discariche, o strappando spazio ai corsi d'acqua, STAI facendo crescere il problema e le criticità di un sistema già malcioncio, non stai facendo diminuire i problemi.
      Si capisce?

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    11. Mettersi a lavorare è una espressione vaga e pericolosa.

      Chiaro che qui si parla senza basi concrete ma in linea teorica per esempio dovremmo recuperare il più possibile le produzioni agricole tradizionali e la loro varietà, impegnarci nella produzione di design, macchine sofisticate e di tecnologia ed abbandonare le produzioni dove non potremmo mai essere competitivi, per esempio la siderurgia.

      Non ha senso che ci troviamo a discutere con altri Paesi su "quote" di produzione, come se il latte o il grano italiano fossero dello stesso tipo e avessero lo stesso mercato di quelli prodotti altrove. Noi con il latte non ci facciamo le sottilette che sono identiche ovunque, ci facciamo dei formaggi che non esistono da nessuna altra parte. Con il grano ci facciamo la pasta, eccetera. Non ha senso che la "pesca" lungo le nostre coste sia mercanteggiata sulla stessa bilancia della pesca oceanica.

      Più in generale, non ha senso l'abbattimento delle frontiere e la "libera circolazione", cosa che continua a dare un vantaggio a chi produce quantità e svantaggia chi produce qualità.

      Il "dobbiamo fare" deve conformarsi a "chi vogliamo essere".

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    12. Uomo, se tu non fai qualcosa di utile per me e io non faccio qualcosa di utile per te e ce ne stiamo a casa disoccupati, crepiamo.

      Si capisce?

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    13. Mia mamma l'altra sera è tornata con la sportina con dentro due mozzarelle, marca "Clarabella". Io le guardo e sono mozzarelle prodotte in Polonia.

      Ora, se diventa irrilevante produrre mozzarelle in Polonia o in Italia, significa che l'Italia cessa di esistere, o meglio, la sua struttura storica, sociale ed orografica è INSOSTENIBILE.

      Se anche ci affanniamo, se anche abbattiamo salari e tutele, non c'è nessun modo nell'universo per produrre una mozzarella in Italia a prezzi competitivi rispetto ad una industria ed un mercato "globalizzati", dove la qualità della mozzarella è irrilevante.

      Quindi o troviamo il modo di produrre e vendere la nostra mozzarella DIVERSA, oppure ci dobbiamo rassegnare ad una desertificazione dell'Italia, alla nostra estinzione.

      Per quello che vedo, la "sinistra" è la parte politica attuale peggio attrezzata per capire e risolvere il problema, infatti sta lavorando nella direzione opposta.

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    14. x Lorenzo:
      Il discorso sulla competizione deve essere relativazzato.
      Visto che si diventa più autonomi possibile lo si deve diventare anche sulle produzioni "non competitive".
      Altrimenti tu perdi la conoscenza siderurgica (storica in molte zone del paese, come nelle province di LI, BG, BS, ad esempio), fai lavorare i cinesi o i pattimbulesi e poi dopodomani, quando hai chiuso l'ultima acciaieria, ti vendono l'acciaio a 45€/chilo e che fa schifo.

      x nottebuia:
      Infatti.
      Nella mia visione non ho scrito che io avrei un fantomatico "diritto" al latte ma che io devo andare a insegnare tango al contadino se voglio ottenere il latte delle sue mucche per un mese.

      Sei tu che non hai capito.

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    15. @Lorenzo come dicevo all'inizio, dobbiamo assolutamente capire COSA, COME produrre. In sostanza cosa (cazzo) dobbiamo fare e che senso dare alle nostre attività.

      Sulle colpe delle sinistre in giro per l'europa, concordo e rincaro.

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    16. @Uomo

      Ok, Man. Mi sta bene il baratto, però sembra che abbiamo inventato la moneta per rappresentare lo scambio tra te e il contadino.
      Se scambiate, producete una "ricchezza" conteggiata nel PIL. Tutto qui.

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    17. Infatti, il baratto ha una grande ecologia, proprio perché è strutturalmente equo (rimani nei tuoi limiti umani) e meritocratico (baratti ciò che hai prodotto col tuo lavoro e le tue abilità).

      La moneta, qui e ora, permette la concentrazione dei capitali alias risorse / potere.
      Più le monete sono estese, più globalizzazione, industrializzaione, sradicamente, omologazione, sfruttamento, tecnologizzazione, le asssunzioni di finte OCA e cicli di Minsky e Frenkel crescono.

      Moneta locale (su base poco più che provinciale) e libera di fluttuare.
      Devo spiegarti queste cose sui quali mi hai martellato per un tot nella tua contrarietà all'euro?

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    18. @Lorenzo

      C'è poi il discorso fatto altre volte sul famoso "liberismo" che vorrebbe abbattere qualsiasi frontiera e qualsiasi vincolo (che poi si sposa pazzescamente bene con certi discorsi di alcune sinistre che vogliono un mondo dove siamo tutti fratelli, e qui c'è incapacità ideologica a capire che si stanno avvantaggiando solo le multinazionali. E' un discorso lungo...)

      Poi ci sarebbe da sedersi e porre innanzi tutto un sano equlibrio sugli scambi internazionali. Europa importa da Asia quello che Asia importa da Europa, cioè EQUILIBRIO sugli scambi, altrimenti si finisce in una guerra, come sempre è stato nella Storia.

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    19. UomoCoso, la siderurgia che intendi te non è quella che intendo io e comunque, se i Cinesi vendono l'acciaio a te a 45 euro, lo devono vendere a tutti a quel prezzo, questo gli impedisce di fare prezzi non competitivi, almeno fintanto che non hanno il monopolio dell'acciaio.

      Poi scusa, mi fai ridere. Allo stato attuale se capita un uragano a Taiwan in tutto il mondo non ci sono più componenti elettroniche per i PC. Ma non hai scritto mica che dobbiamo produrre le nostre componenti, che pure sarebbero molto più critiche dell'acciaio. COME MAI?

      NotteCoso, a me sembra che non ci voglia tanto a capire cosa bisognerebbe fare. Il guaio invece è che bisognerebbe che Landini andasse in piazza e dicesse "scusate, fino ad ora non avevo capito una fava". E non succederà mai perché certe cose sono dogma di fede.

      Poi non dimentichiamo il fatto che per avere certe cose abbiamo svenduto la nostra autonomia. Continuiamo a delegare sempre più potere decisionale a luoghi e persone con cui non abbiamo nessuna relazione. Quindi, anche se capissimo cosa fare, non avremmo il potere di farlo.

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    20. @Uomo

      La "moneta" in questo caso ci serve solamente come "unità di misura" per capire a livello generale quello che sta succedendo. Stiamo dicendo che è necessario "scambiare" ricchezza. Diminuire lo scambio di ricchezza, equivale a diminuire ciò che abbiamo complessivamente prodotto (in questo momento NON va bene!!)

      In questo scenario, come dici, sarebbe meglio avere valute diverse perché ci serve flessibilità (e sappiamo bene perché)

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    21. Riguardo il "liberismo". Dobbiamo intenderci. Il "liberismo" del contadino è quello di produrre un anno le patate e l'anno dopo il mais, vendere a tizio di Bologna o vendere a caio di Forlimpopoli. Il "liberismo" degli Elkann è di impiantare stabilimenti ovunque nel mondo, produrre qualsiasi cosa in qualunque modo e poi vendere ovunque nel mondo.

      Sono due "liberismi" diversi. E la "sinistra" vede nel "liberismo" del contadino il "nemico di classe" mentre nel "liberismo" degli Elkann vede l'economia pianificata e il controllo centralizzato dello Stato.

      Sarebbe bello se esistesse una Europa come terra degli Europei, cosi come l'Italia dovrebbe essere la terra degli Italiani. Ma l'Europa attuale è solo una espressione geografica e una denominazione di comodo per istituzioni ed elite sovranazionali che tutto pensano tranne che agli interessi degli Europei. Cosi come l'Italia attuale è una espressione geografica dove agli Italiani viene insegnato che è bello essere cittadini del mondo.

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    22. @Lorenzo

      Uno dei motivi (uno, eh, ma non il solo) per cui abbiamo svenduto la nostra autonomia è quello che gli europei del nord sarebbero migliori di noi nell'amministrare la cosa pubblica. Lo abbiamo fatto, mi sembra che l'esperimento sia lievemente fallito visto che l'Europa TUTTA è in una situazione paradossale.

      Per quel pochissimo che capisco di giurisprudenza, ci sarebbe sicuramente da rivedere la effettivia costituzionalità di certi trattati internazionali, rispetto ai NOSTRI valori, i nostri interessi, i nostri obiettivi (sempre secondo quanto scritto in costituzione)

      Ne so poco, altrimenti ne scriverei di più. E' tutto da approfondire.

      Il Liberismo purtroppo non è stato capito da contadini e piccoli imprenditori, i quali pensavano che aprendosi ai bellissimi mercati avrebbero venduto a 1 miliardo di cinesi e 1 di indiani, facendo soldi a cappellate.
      Ovviamente lo smantellamento delle frontiere avvantaggiava solo i pesci grossi, non quelli piccoli.

      Hanno venduto l'idea dello Stato-bbbrutto e hanno potuto smantellare gli Stati, gettando via anche il famoso bambino insieme all'acqua sporca (lo Stato sarà anche brutto, ma fino a un certo punto...)

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    23. x nottebuia:
      > Stiamo dicendo che è necessario "scambiare" ricchezza

      scambiare ricchezza?

      No.
      Questo è proprio uno degli altri problemi del crescitismo capitalistico globalizzato etc etc.
      Nella decrescita è il valore di uso che torna al centro e non il valore di scambio.
      Lo scambio è un mezzo che cessa nel momento in cui tu hai risposta dell'esistente su quella necessità e non il fine come è diventato (ad esempio il lavoro ecocida, biocida fine a sè stesso ovvero al "diritto" al lavoro che piace a gran parte della sinistra oppure il diritto del fare business che piace alla "destra" europea).

      x Lorenzo:
      Sei tu che hai citato la siderurgia.
      Certo che ci deve essere un'autonomia anche sulla tecnologia (che è intrinsecamente ostile al localismo, su base provinciale non puoi avere ricerca e industria su certi settori di tecnologia avanzata).

      Aggiungo che, portando al contorno senza furbofono o senza banda larga vivi, senza acciaio per l'aratro e quindi i maccheroni crepi.
      Il settore primario è fondamentale e su quello viene poi il secondario.
      Insomma, case con sole fondamento e piano terra esistono, case senza fondamenta e col secondo piano su alcuni pali traballanti hanno qualche problema.

      Infine, giusto sottolineare che autonomia e indipendenza, come tutte le cose di pregio, costano. E più sono di pregio più costano.

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    24. > gli europei del nord sarebbero migliori di noi nell'amministrare la cosa pubblica

      Questo è ovviamente ovvio.
      La dimensione civica e l'attenzione della cosa pubblica calano col proseguire dal nord verso sud.
      Osserva la biblioteca e la gestione della frazione, dell'ambiente, l'urbanistica in Lapponia, in Scozia, in Carinzia, nel Casertano, nella Locride o a Creta, in Tripolitania.

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    25. > Il Liberismo purtroppo non è stato capito da contadini e piccoli imprenditori,
      > i quali pensavano che aprendosi ai bellissimi mercati avrebbero venduto a 1 miliardo di cinesi e 1 di indiani

      Come i piccoli contadini del parmigiano reggiano che sono allo stremo, pensano di salvarsi vendendo "la forma" ai ciaini.
      Siamo alla follia più completa.
      Aggingo che ognuno di voi che va al supermercato e acquista in 2 x 1 o 3 x 2 il parmigiano reggiano è complice dei prezzi da fame (inferiori ai costi di produzione) che la GDO impone ai caseifici.
      Wcco, la GDO fa gli scontri froci coi culi dei piccoli contadini.

      Certamente poi la_gggente è contenta così poi va a fare la settimana bianca a Kitzbuhel o si prende il nuovo iPhone n.due
      O le nuove Nike nere con cui andare a fare i blocchi neri contro le multinazionali brutteecattive.

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    26. @Uomo

      Osserva invece il nostro tradizionalismo bancario (le banche le abbiamo inventate noi nel medioevo) e la loro propensione al citrocapitalismo e alla produzione di carta straccia.

      Ricordati quando ci dicevano che dovevamo "modernizzarci". Per fortuna non lo abbiamo fatto del tutto e abbiamo evitato la situazione stile Islanda.

      Ricordati anche che abbiamo pagato noi (italiani) l'esposizione del debito privato bancario tedesco verso la Grecia.

      Ricordatelo, Man...

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    27. @Uomo

      quindi, sai, dire che gli europei del Nord sarebbero più bravi nell'amministrare mi pare un azzardo. Forse sono più bravi nell cazzate, non nella sostanza. L'Europa la stai vedendo da te...

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    28. Dai NotteCoso, non facciamo il solito giochino del finto tonto.

      Lo Stato dovrebbe auto-limitarsi al minimo, esistere solo la dove la gestione unificata di una certa funzione è la soluzione ottimale o l'unica possibile.

      Ma l'idea di Stato che tu dai per scontata è quella che emerge dalla Rivoluzione Francese, che poi ha generato le armate napoleoniche, l'Impero, questori, prefetti, un apparato burocratico onnipresente e per il quale il "cittadino" è servo o materia prima. Per non parlare della incarnazione successiva, lo Stato-Partito o il Partito-Stato del marxismo-leninismo, con la pretesa di creare lo "uomo nuovo".

      Quando dici che contadini e imprenditori non hanno capito, mi sa che dici una cappella, infatti nessuno ha chiesto l'opinione dei contadini, degli imprenditori e nemmeno la tua o la mia, visto che la "costituzione più bella del mondo", lo esclude. Gli Italiani non hanno nessuna voce in capitolo riguardo i trattati internazionali e le questioni fiscali/contributive.

      UomoCoso, la siderurgia a cui mi riferivo non era ovviamente quella del fabbro che realizza cancellate in ferro battuto, era quella dell'IRI e dei famosi "poli siderurgici". Qui vicino dove abito una volta c'era la Breda e altre industrie similari. Non c'è rimasto nulla. Ma non perché qualcuno ha pensato di riconvertirsi in qualcosa di più sensato, semplicemente è un ramo che, in mancanza di flusso continuo di fondi pubblici (vedi PIL - debito) è seccato ed è morto.

      L'acciaio della aratro lo possiamo fare anche noi due, ti porto alle miniere su in Valsassina, scaviamo il minerale, lo raffiniamo, lo battiamo e lo tempriamo, come facevano i nostri antenati qualche secolo fa. Non serve avere un altoforno che produce leghe speciali e che, forse non lo sai, una volta avviato non può essere spento, deve continuare a produrre colate notte e giorno.

      Per me più che autonomia e indipendenza, si tratta di interesse. Una ragazza che ha delle belle gambe e un brutto naso, cercherà di mostrare le prime e mimetizzare per quanto possibile il secondo. Noi abbiamo un retaggio storico e una orografia particolare, non abbiamo ne grandi miniere ne grandi pianure coltivabili, quindi è da scemi mostrare produzioni intensive e nascondere produzioni qualitative.

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    29. Per le cose che ho scritto, è anche ovvio che l'immigrazione è devastante. In un Paese dove tradizionalmente per campare si terrazzavano i fianchi delle montagne e li si coltivava pazientemente con la zappa, non con l'aratro, dove i villaggi campavano di castagne e galline, è chiaro che la capacità di "accoglienza", di assorbire fenomeni demografici epocali è pressoché nulla.

      A questo punto delle due l'una o chi si occupa di queste questioni è un cretino, oppure è un criminale, lo ripeto.

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    30. @Lorenzo

      Mah...qui secondo me è un discorso che sarebbe da spulciare punto per punto.

      Di sicuro l'dea dell'abbattimento di certe funzioni è stato un errore. Per esempio l'eliminazione delle frontiere, della sovranità monetaria, fiscale e anche politica.

      Attenzione su questo punto io intendo il fatto che certe scelte di natura POLITICA sono state lasciate ai MERCATI, i quali in genere NON agiscono per fare l'interesse di una certa comunità nazionale.

      Altro esempio: delocalizzare va bene? Dovremmo fare un discorso di difesa del know-how e della cultura, cosa che però si scontra un po' con la libertà di impresa...

      Capisci che intendo?

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    31. Andare a spaccare l'atomo, come sempre, significa la paralisi. Non solo noi due non possiamo discutere di niente sul blog di UomoCoso ma nemmeno chi ci governa può fare nulla perché l'approfondimento non è mai esaustivo, c'è sempre qualcosa d'altro da considerare.

      Consideriamo una cosa alla volta. Delocalizzare va bene? E che problema c'è, è come dire "andare con un'altra va bene?". Certo, posto che tu sia disposto a divorziare da tua moglie. Puoi andare a produrre dove ti pare ma quando cerchi di riportare il prodotto finito in Italia ti arriva sul coppino l'opportuno dazio sulla importazione.

      La domanda dovrebbe essere un'altra, cioè come mai delocalizzare comporta solo vantaggi e nessuno svantaggio? La ragione è che la "moglie" è contenta di essere becca e bastonata, cioè l'Italia è contenta di importare qualsiasi cosa senza imporre dazi, forse nella illusione che questo invogli gli altri ad importare merci italiane alle stesse condizioni. Peccato che l'amante sia 20 anni più giovane, cioè che le merci italiane siano non competitive sui mercati da cui importiamo a causa dei costi. Solo i ricconi asiatici possono comprare scarpe italiane, intanto tutti gli Italiani comprano scarpe asiatiche.

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    32. Ma le condizioni al contorno mica le decide l'industriale che delocalizza. Le decideva una volta il Governo italiano e adesso il (boh???) Governo europeo.

      Da cui la domanda diventa "perché il Governo europeo decide contro gli interessi degli Italiani?". La mia teoria è che sia composto da idioti oppure da criminali.

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    33. @Lorenzo

      Il governo "europeo" decide così perchè NON esiste.

      L'Europa ha semplicemente stabilito che gli stati dovessero fare un passo indietro. Alleggerire il peso politico decisionale degli Stati (o di un eventuale Stato Federale) per lasciare fare ai mercati.

      Si può delocalizzare? Lo decidono i mercati, secondo l'ideologia che il mercato poi è sottoposto al giudizio del cittadino europeo che premia o boccia cacquistando / non acquistando una certa merce.

      Va bene andare tutti sul Mar Rosso? Lo decide il cittadino in base ai prezzi delle tariffe aeree e del costo della vacanza rispetto a quella sul suolo europeo.

      Il dazio? Non va bene, perché altera i naturali meccanismi di libero mercato. Il dazio falsa il mercato, quindi non va bene. Tutto qui.


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    34. Dai, le leggi non le scrive e approva il "mercato".
      Io fra poco presenterò il mio bravo 740 e non lo presenterò al "mercato".
      Per potere circolare in moto, quando ancora ero in salute, dovevo pagare bollo e assicurazione e non l'ha deciso il "mercato".
      Mi è anche arrivato l'estratto conto e le imposte e i bolli, che poi sono la "patrimoniale nascosta", non li decide il "mercato".

      Mi fa abbastanza ridere questa assoluzione, questo non volere dare responsabilità a nessuno.

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    35. E poi, altra ovvia incongruenza, le "istituzioni" hanno il potere di obbligarmi a vivere in un ghetto multietnico, di espropriarmi la terra dei miei antenati per consegnarla agli invasori ma non hanno il potere di decidere sui dazi di importazione perché le stesse istituzioni sono succubi del "mercato".

      Capisci che è un paradosso?
      Un paradosso che si risolve chiaramente dicendo che il "mercato" e le "istituzioni" coincidono ma essendo il "mercato" un concetto astratto, alla fine sono le persone che occupano ruoli decisionali che possono solo essere o idioti oppure criminali.

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    36. @Lorenzo

      Ma infatti l'idea è quella di andare verso l'abbattimento di tutto ciò che è statale o controllato dallo Stato. La tendenza è, via via, quella di privatizzare il più possibile, appunto per evitare tasse o, peggio, che i meccanismi di mercato possano essere falsati.

      Guarda, non voglio assolvere nessuno, ne' occultare la cattiva amministrazione / burocrazia e questo genere di discorsi.

      Ripeto: per noi cittadini si sta trattando di gettar via sempre il famoso bambino con tutta e non limitarci all'acqua sporca (perchè il risultato, a mio avviso sarà questo).
      Dietro, ci sono le multinazionali che, una volta, conquistata la leadership di un certo mercato poi controllano la situazione.

      Se vuoi, dovresti ridefinire il ruolo dello Stato o COME opera. Ma fai attenzione: stai costruendo questo tipo di Europa e stai de-costruendo gli Stati nazionali senza aver pensato un'altra idea di Stato e senza averla costruita. Guardiamoci intorno: semplicemente non c'è.

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    37. (chiedo venia per la pessima sintassi / grammatica, m sto imprecando nel traffico)

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    38. Io non sto costruendo questi tipo di Europa, anzi la avverso.
      Il guaio è che ci troviamo in una situazione tale per cui discutere di questi argomenti ci riporta inevitabilmente alle sanzioni della Società delle Nazioni e ai discorsi autarchici contro le potenze pluto massoniche e giudaiche del pelato "buonanima".

      Non a caso chiunque dica che bisogna riprendersi la sovranità, ridiscutere i termini della Unione e i trattati relativi viene ipso-facto definito "populista", che è la nuova versione radical chic di "fascista".

      Io l'ho già detto, non sono fascista perché il fascismo alla radice è una forma di socialismo. Io mi definirei conservatore, nel senso anglosassone del termine. Per me la parola "libertà" non ha connotazioni "sociali"; appartiene solo all'individuo.

      Quindi lo Stato, fascista o comunista, per me non va bene. Mi serve uno Stato che mi supporti nelle mie libertà non che mi metta sotto tutela.

      Contesto il fatto che sia questione di "liberismo", infatti, lo ripeto, se adesso c'è il massimo di "liberismo", vedo poca libertà.

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    39. @Lorenzo

      I criteri guida sono questi. Prova ne è il fatto che l'unica istituzione veramente importante edificata (che abbia un potere) è quella della Banca Centrale Europea.
      C'è una banca (che poi è un board di banche) e non c'è una politica. Un fatto semplicemente assurdo perché, come sottolinei anche te, poi chi decide come controllare i flussi alle frontiere nostre o della Bulgaria se poi allinterno della UE non ci sono più confini? (tanto per dire)

      Come e perché tutto ciò è stato fatto sarà lavoro per gli storici. Per noi, sono cazzi...

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    40. Vabe ma mica abbiamo le catene ai piedi, non siamo (ancora) schiavi. Perché ci dobbiamo rassegnare?

      La situazione è pericolosa. Se le condizioni peggiorassero oltre una certa soglia e in quel momento un demagogo si accattivasse le simpatie delle masse disorientate, facilmente si potrebbe arrivare ad un collasso economico e ai carri armati per le strade. Il "testbed" per ora è la Grecia e la stanno gestendo non per via politica ma per via di segrete stanze della BCE. Ma c'è un limite alla quantità di sporco che puoi nascondere sotto il tappeto.

      Boh, forse mi dovrei candidare io.

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    41. Ma non vedo come potrei ribaltare l'Italia e la posizione dell'Italia nella UE senza ripercorrere le scene della "buonanima". Già Renzi oggi è accusato di essere un ducetto, eppure si mantiene ben dentro il percorso segnato. Figurarsi se dovesse veramente cambiare qualcosa. Figurarsi se le manganellate a Landini fossero vere invece di una sceneggiata a beneficio dei fotografi.

      Sono pessimista. Se fossi in salute dovrei farmi "survivalist" e costruire un bunker in Val Nava.

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    42. Bonaiuti ha piu' volte sottolineato che e' necesasrio decostruire l'insieme di credenze e l'immaginario crescitisti ma, aggiungo io, non solo quello: ci sono credenze e immaginario tecnoteisti, poi quelli consumisti, dirittisti, quelli panmixisti, etc. .
      Tu hai che il 95? 96? 98%? dell'informazione e' nel filone demagogico confortevole deresponsabilizzante dei sistemi 5.
      Inoltre i comportamenti gregari tendono a rinforzarsi, ora anche con la mistica democraticistica.
      La Grecia e' solo un po' piu' avanti nell'avvitarsi della crisi.
      Alcune zone del nostro paese sarebbero anche peggio se non venissero sedate e alimentate rifornendole di quantita' straordinariamente elevate di risorse prelevate altrove.
      Il problema e'che il bunker ti puo' proteggere a bereve termine. Poi dovresti difenderlo con le armi da bande di predoni, di sbandati, di profughi dalle citta' morenti di fame, dai combattenti islamici, etc. .
      Sono scenari poco comunque preoccupanti, decisamente "sgradevoli".

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    43. Scenari prossimi venturi ?

      Lo dice anche il mio babbo, da anni, di lasciare la città gassosa per occuparsi solo della vita in campagna e del suo piccolo pezzo di terreno, da difendere coi fucili da caccia.
      E io, gli ripeto : ''Verranno dalla strada, verranno dalla città e saranno in tanti. Grideranno la tua terra è la nostra ! e la terra è di tutti ! ...
      e non ci potrai fare niente.''

      Decidono le multinazionali.
      Bisognerebbe valutare, dall'esterno delle stanze dei bottoni, se sia loro maggiore interesse imbragare i corpi metropolitani al massimo di Vita virtuale e minimo di condizioni concrete, oppure schiacciare il bottone della Guerra di tutti contro tutti ( che, come scrivevo sul mio blog facendo l'esempio di alcune faide trasversali, ci abbiamo un piede già dentro ).
      Sì, probabilmente stanno testando la Grecia a tal scopo.

      +++

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    44. Un futuro possibile : [ link ].

      +++

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  2. Ho letto e riletto questultimo post, lincertezza di scrivere permane, ma penso sia utile fornire alcuni dati estrpolati da una rivista dei missionari francescani a cura di Alex Zanotelli. Ciò che spero siano evitate ingiurie, insulti e altro da parte di chi ha riferimenti diversi.
    Dati sulla nutrizione: 805 persone non hano cibo abbastanza per mangiare; 709 milioni vive nei paesi in via di sviluppo; 525 milioni vive in Asia; se le donne avessero lo stesso accesso degli uomini alle risorse alimentarici sarebbero 150 milioni di affamati in meno sulla terra; 3,1 milioni di bambini sotto i cinque anni, muore per scarsa alimentazione; nei paesi in via di sviluppo 66 milioni di bambini in età scolare, di cui 23 milioni in Africa, frequentano le lezioni a stomaco vuoto. Il WFP calcola che sono necessari 3,2 miliardi di $ ogni anno per raggiungere i 66 milioni di bambini vittime della fame.
    Evito di fornire altri dati...dovrebbero bastare per comprendere, o meglio andare oltre i propri ragionamenti di classe.

    Concludo: il nostro pianeta è in grado di produrre abbastanza cibo per tutti. Dai dati ufficiali degli enti che studiano queste cose, sappiamo che sulla terra c'è cibo a sufficienza per sfamare tutta la popolazione mondiale. Se vogliamo risolvere il problema FAME bisogna ripensare in toto l'aspetto AGRICOLO; tenendo conto della giustizia sociale e dell' ECOSISTEMA per permettere a tutti di vivere decentemente...se domani iniziasse una grande carestia mondiale tutti noi avremmo un' autonomia di soli 150 giorni.

    Grazie UUIC per l'ospitalità e buona vita.

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    1. Primo
      Zanotelli fa parte di una organizzazione di potere religiosa che, come tutte le religioni ha un disegno natalista di prevaricazione (numerica è pleonastico) sugli altri.

      In tutti i paesi in cui c'è una qualche proposta di emanicapzione femminile, di controllo delle nascite, di contraccezione, di aborto, le religioni patriarcali si oppongone sempre e comunque.
      Rimando ad un interessante video, Uganda, Per scelta, non per "caso" , sulla bomba demografica ugandese e sulla tenace e sistematica opposizione di cattolici e islamici al disinnesco.

      Secondo
      Nella mia visione differenzialista, ciascun territorio deve risolvere i problemi ad iniziare dalla sostenibiità, in quel territorio e ciascun popolo deve difendersi dalle ingerenze esterne.
      Gli africani, gli asiatici, gli europei risolvano il problema delle risorse nei loro territori.

      Terzo
      La crescita demografica è correlata ad un orribile mistura di
      o - miseria
      o - culture patriarcali, misogine
      o - pattern della tecnologia a metà (antibiotico sì - pillola no)

      che si rompe proprio lavorando a favore della determinazione delle donne in materia di riproduzione (esse portano gli omeri devono avere gli onori) e abbattendo i tassi di natalità. Vedi video sull'uganda citato

      Quarto
      Il cibo è solo una delle risorse necessarie e neppure la più costosa.
      La più costosa in assoluto sono il consumismo e il servizismo, specificatamente il sistema sanitario, poi le abitazioni, la mobilità, etc.

      Quinto
      La giustizia è come la libertà, non può essere in alcun modo separata da respons-abilità e responsabilità e dalla sostenibilità.
      Se tu togli uno di questi aspetti finisci subito nello sftuttamento e nel suo duale, l'assistenzialismo, nel furto intergenerazionale e geografico di risorse.
      Inoltre la storia e la realtà si basano su "ingiustizia" proprio come motore biologico, La biologia e quindi la vita sono proprio basate sistematicamente su differenze, competizione (specie intraspecie).
      Quindi un disegno politico e di modello sensato saggio può pensare di goverrnare e attutire le differenze ma diventa folle se si basa su concetti come uguaglianza e annullamento di differenze e sperequazioni.

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    2. Aggiungo che, fosse per me, come lezione estrema, io chiuderei i confini non solo agli invasori migratori ma anche per le merci che andiamo a rubare altrove per sostenere la nostra patoologica, tumorale impronta ecologica.
      La prima giustizia è quella della sostebilità locale.
      Anche se ciò è fumo negli occhi dei fondamentalisti sinistri e cattolici sì global, massmigrazionisti che hanno un furore ideologico rispetto alle resistenze territoriali e identitarie alle loro politiche di omologazione e di ugualizzazione,

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    3. Fermo restando che concordo in pieno con la necessità di svincolarsi il più possibile e al più presto dalla dipendenza dalle forniture provenienti da "altrove", ci tengo a sottolineare che non credo che andiamo a rubare quel che ci serve -- lo compriamo, che è cosa ben diversa. Diversamente potremmo dire che gli Americani di famiglia agiata ci rubano, che so, il Montemagno. Non è che ce lo rubano, è che c'è tra noi qualche buontempone che glielo vende (poi noi, mediamente, ci mangiamo porcherie tipo le sottilette o certi Emmenthal di bassissimo profilo, perché non possiamo permetterci le cose buone di casa nostra). Insomma, per poter andare avanti coi numeri attuali, vendiamo una etto di squisitezze per comprare dieci chili di immondizia -- un etto di squisitezze è buono, ma non sfama dieci persone; dieci chili di immondizia fanno schifo, ma riempiono la pancia a dieci persone. Non so se son riuscito a illustrare il concetto...

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    4. Si', alcune volte e' un rapporto win-to-win tra pari.
      Io ho il Montemagno, tu hai il sistema operativo, ce li scambiamo, bella stretta di mano.
      A volte c'e un accordo implicitamente truffaldino: io stampo dei rettangoli di carta verde noti come dollari, io ti do quelli, tu mi dai il Montemagno e il barolo, se non ti va bene ti bombardo.

      A volte la predazione avviene comprandoti il cotone e poi rivendendoti le magliette di cotone con un valore aggiunto di 50 volte.
      I nostri contadini sanno che ora devono vendere tot chili di grano al fornaio per un chilo di pane, quando una volta era 1 - 1.
      In altre parole, il contadino e' diventato un subschiavo del fornaio, uno schiavo del dentista o del notaio, etc.

      Infine c'e' il furto che avviene corrompendo i vertici dei paesi di origine delle risorse: io mi prendo il tuo petrolio del delta del Niger, i 60$ al barile vanno 20$ al mio stato, 30$ alla multinazionale, 9.70$ ai vari capi corrotti locali e 0.30$ alla popolazione che vive nel delta del Niger.
      La quale, all'interno, e' ugualmente corrotta e sfruttatrice, ogni strato su quello inferiore.

      Si, le persone tagliano in primis sul cibo per prendere chili di immondizia alimentare e poi prendere chili di immondizia tessile, elettronica, automobilistica USA&getta, di moda effimera, inutile, dannosa.
      Che idioti questi homo!

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  3. solo una precisazione tutte le cifre in numeri sono da intendere milioni di persone o dollari.

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    1. In natura quando la popolazione di conigli su una certa estensione di territorio supera una certa soglia, si diffonde una epidemia che riduce drasticamente la popolazione di conigli e riporta il sistema in equilibrio.

      I missionari francescani però vogliono la botte piena e la moglie ubriaca, cioè non vogliono la pestilenza che falcia i conigli ma vogliono che ci sia da mangiare per qualunque numero, potenzialmente infinito, di conigli. Che è una cosa ovviamente innaturale.

      Quindi siamo sempre nella condizione del sepolcro imbiancato e scemo.

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  4. UUIC, le indìformazioni che mi fornisci, hano sicuramente una loro validità, tuttavia non ho la presunzione di avere alcuna ricetta sul contingente, se non che i numeri sono testimoni di come vanno le cose per Gaia e per i viventi di ogni specie.Possiamo pensare di alzare muraglie, di sparare addosso, lasciare morire di fame e continuare a sprecare per negligenza, per psicosi del consuma ecc; ma i fatti, la realtà dei numeri ora sono questi; ed è sempre lì la domanda COME SE NE ESCE dal incombenza della fame, dall'exodus di tutto.

    Concludo dicendoti che qusto intervento non è una replica alle tue puntualizzazioni, semplicemente domande per me stesso poichè non trovo risposte adeguate...se non quella dell'indifferenza organica a interessi per se stessi.

    Grazie e buona giornata.

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    1. UUIC l'ha già scritto e riscritto come ne uscirebbe.
      Per recuperare un motto che è ancora leggibile, per quanto consunto e sbiadito, sulla facciata d'una vecchia cascina dalle mie parti, "è l'aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende". Si noti, tracciato a caratteri cubitali sulla parete non d'un capannone industriale o d'un albergo o d'un hangar d'aeroporto o d'uno stadio, ma di una cascina di quelle in terra battuta, un pezzo del nostro essere, radicato nel passato e ancora in piedi nonostante le ripetute e protratte invasioni da altre parti d'Italia per comunciare, dall'estero per continuare (peggiorando anche quel che pareva impossibile peggiorare).

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    2. Daoist, quello che non si vuole capire o si finge di non capire, e' che questo e' un conflitto latente che piu' si ignora piu' si rivelera' cruento e sanguinoso in futuro.
      La nostra filosofia ammalata, il nostro sistema di pensiero marcio perche' sostanzialmente monoteistico, con l'aggiunta della "confessione" marxista, ha eliminato (tentato di eliminare) la realta' mettendo la testa sotto la sabbia di varie teorie fasulle, bislacche, antiscientifiche e antistoriche.

      Per riformulare un noto motto dell'ecologia, visto che non vogliamo governare la violenza, sara' la violenza a governare noi.

      Si', bisogna chiudere, isolare e difendersi (che ovviamente non puo' che essere fatto con la forza come e' SEMPRE stato fatto, non mi risulta che i blocchi neri o i poliziotti in azione offrano the e pasticcini ai loro "nemici") che e' esattamente il contrario di portarsi il problema, poi la guerra interetnica e le carestie in casa come stiamo facendo.

      S' , difendere i confini, sparare addosso, lasciare che in altri territori, si autodetermino o, piu' cinicamente, si arrangino.
      In autarchia avremmo gia' cazzi amarissimi qui per pensare a quelli degli altri.

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  5. a parte che +0,3% è un dato più ridicolo che irrisorio, fammi per piacere capire, tu sei davvero convinto che le cose sarebbero migliori con il PIL in caduta libera? Te lo chiedo sinceramente, davvero, quindi per piacere non rispondermi di invasioni e di buon cibo, ma fammi capire, ne cogli le implicazioni? la povertà? lo sai per esempio che i paesi più poveri sono anche quelli più devastati ecologicamente?

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    1. Voi crescitisti o siete completamente rimbecilliti o fate finta di non capire.

      1 - ci sono quantita' di PIL che sono sprechi, dissipazioni o risorse ed eenergia impiegati per aumentare i problemi e il degrado del sistema

      Anche supponendo che cio' rimanga - e io non sono certo quelli che lo pensano, visto che la distruzione edilizia e infrastrutturale del nostro paese e' diminuita proprio grazie alla crisi (nota, diminuita, non arrestata) vale che

      2 - se la popolazione decresce piu' del PIL, la quantita' di PIL procapite che e' l'UNICA COSA che IMPORTA aumenta (inutile aumentare la produzione di polli da 2 a 3, ovvero del 50%, ahhh ohhhh uhhh,PIL aumentato del 50%!!! quando i tre che se li sbaffavano sono diventati 30, con una quantita' di pollo procapite che passa da 2/3 a 1/10).

      Ma siete veramente messi cos' male che non capite questa aritmetica da seconda elementare?
      Tu pensi di vivere meglio se il PIL dei polli aumenta del 50% ma la tua dose di proteine di pollo passa da 2/3 a 1/10?

      Voi crescitisti avete nella crapa i valori assoluti che sono parte del vostro sistema di rincitrullimento e manipolazione e personale e collettivo.

      Io non ammetto che persone con un certo livello culturale e certi strumenti (mi) facciano domande cosi'.
      Quindi per me c'e' sotto e il furore ideologico e la malafede e la disonesta' intellettuale che da sempre lo sostengono.
      Insultare l'intelligenza non e' gradevole e i toni miei sono anche troppo pacati per questa offesa.

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  6. le previsioni vedono la popolazione ancora in lieve crescita, quindi se il pil decresce. decresce anche il ppc che è pil/popolazione. il tuo esempio è corretto ma ho l'impressione che ormai sei così imbevuto di ideologia che lo applichi al contrario.

    o forse vuoi azzerare la crescita dell popolazione così, schioccando le dita? tieni, quello è il mare e questo è un secchiello. Chiaramente uno statobdeve difendere la propria popolazione, ma non si ferma ub fenomeno fisico con le invettive più di quanto si possa fermare l'inverno a insulti.

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    1. Lieve crescita un bel par di palle.
      Nella scatola di sardine italica, +1.8% nel 2013 (tutta roba da invasione migratoria) due città come Bologna e Torino createsi dal nulla in un solo anno, quando esse hanno impiegato secoli per arrivare alle dimensioni attuali.
      Stima di +50% dell'immigrazione per il 2014,

      A livello mondiale le stime ONU sono state riviste al peggio di recente (da 9.2G homo a 11G come picco).

      La crescita fuori controllo della popolazione (vedi simpatici casi come Siria, Ruanda, Iraq, Yemen, etc. ai quali conduce) è voluta, visto che esistono numerose forze crescitiste, capitaliste del BAU, terzomondiste, dirittiste e religiose che si oppongono in tutti i modi a politiche (coercitive) di decrescita demografica.
      Con grottesche accuse di nazismo ai comunisti cinesi da parte dei strampalati sinistri nostrani campati per aria nelle loro credenze.

      Sono duecento anni che Malthus e altri, fino a MIT e Club di Roma, informano, gridano, allarmano in tutti i modi possibili sulla necessità di fermare la crescita esponenziale della popolazione.

      Guardare cosa succede in Uganda.
      Ecco che gli insulti poi sorgono spontanei.

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  7. e in tutto ciò tu applaudi se il PIL cala, il PPT di conseguenza e tutti diventiamo più poveri??

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    1. Il PIL che cala? Mi sembra che siamo lontani da una sana e sensibile decrescita del PIL che lo riduca e lo faccia rientrare nella sostenibilità.

      Diventare più poveri?
      Bah.Guarda che il problema dell'obesità non è affatto metaforico.
      se le persone tenessero il proprio cellulare sei o sette anni invece di cambiarlo ogni due o tre? Se riducessero del 50% i viaggi in auto? del 90% quelli in aereo? etc. etc.
      Se andassero a lezione di massaggi invece che spendere soldi in un nuova auto tedesca?
      Non solo si possono tagliare sprechi, dissipazioni, USA&getta, etc, ma, per ampie parti della popolazione sarebbe opportuna una dieta dimagrante.

      In ogni caso il PIL pro capite è destinato a crollare con la spaventosa ripresa della crescita demografica.
      Ci stiamo immiserendo in primis per aumento spropositato da immigrazione delle teste.

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    2. ok, il pil è un indicatore sintetico con tutti i difetti che ne conseguono. ma nel pil c'è anche il cibo di qualità, l'istruzione, la salute, la cura dei figli etc.

      mi spieghi come puoi essere contento che la quantità di queste cose pro capite scenda?

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    3. Il PIL è l'indicatore - ferticcio osannato dalle masse di crescitisti.
      Che, peraltro, sono, come scrivevo massimamente incoerenti ovvero crescitisti a metà, vogliono solo alcune crescite ma non certe altre.

      Ci stiamo immeserendo perché la torta (il PIL, che dovrebbe diminuire) cresce ma, allo stesso tempo, cresce molto di più il numero di fette da fare (il numero di mangiatori di torta).

      La soluzione aritmetica ed ecologica sarebbe esattamente l'opposto. un PIL che decresce e la popolazione che decresce più di esso.

      Mi stai prendendo in giro o veramente non capisci? Guarda che siamo a livello di aritmetica da scuola elementare.

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    4. il PIL, ovvero l'indicatore peggiore esistente a parte tutti gli altri. il PIL, l'indicatore che si è mostrato altamente correlato con tutti gli indicatori di "felicità" alternativi che hanno tentato di produrre.

      senti, puoi stare qui a criticarmi il pil fino a stasera ma qui ti sto chiedendo un altra cosa. e a me pare che sei tu che o non capisci, nonostante tutte le tue letture, o sei troppo ideologizzato per capire.

      prendiamo pure il ppc che sembri gradire di più, anche se non capisco come puoi rifiutare il pil e gradire il pil / popolazione.

      allora, te lo rispiego come farei con mia figlia piccola: nel ppc si stanno quanta istruzione abbiamo a testa, quanta cura per i figli, quanto cibo di qualità, quanta sanità, ma per quello anche quanta energia, trasporti e ovviamente sprechi.

      ebbene, visto che tagliare gli sprechi è doveroso ma non lo facciamo domattina, visto che la popolazione deve decrescere ma non lo farà domani pomeriggio, mi spieghi COME DIAVOLO FAI A ESSERE FELICE DEL FATTO CHE IL PPC PRO CAPITE CALA??

      spero ora di essere stato abbastanza chiaro e di non darti l'impressione di prenderti in giro o non capire la matematica elementare.

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    5. Esistono dei fatti
      0 - una popolazione che cresce esponenzialmente
      1 - un pianete non solo finito ma con una biocapacità non solo finita ma in sensibile diminuzione
      2 - un'impronta ecologica globale e locale che eccede di gran lunga la biocapacità globali e locali
      3 - una suddivisione delle risorse estremamente differenziata
      4 - una tendenza a utilizzare tutta la biocapacità, comune a tutte le specie
      5 - che nel caso del genere homo è andato oltre, utilizzando anche risorse non rinovabili

      Questi sono fatti, nessuno li discute.
      Assimiliamo, per andare veloci
      PIL = impronta ecologica = torta

      Per spiegarlo alla tua figlia:

      Quest'anno abbiamo una torta da 2kg.
      L'anno prossimo sarà di 1.8kg e fera due anni di 1.6kg, etc.
      Nel frattempo il numero degli amici da invitare alla festa di compleanno aumenta di ca. 8 (sarebbero 80 milioni) all'anno.
      Già ora gli amici si lamentano che la loro fetta di torta è piccola.

      I crescitisti dicono che bisogna aumentare la torta / PIL e questo comporta un consumo maggiore di farina/risorse(non rionnovabili) e sono tutti natalisti (8 amici in più ogni anno non bastano, danno i buoni bebè e ne fanno venire a milioni dall'estero).


      Come si fa?
      Michele, per dirla chiaramente, siamo fottuti.

      O, per usare la metafora di Paul Chefurka insieme al motto coniato da Greenpeace, il problema senza soluzione dell'elefante in una stanza.

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    6. guarda che sono d'accordo sulla maggior parte delle cose che dici: sul fatto che il pianeta sia finito come sul fatto delle risorse.

      E questo discorso l'abbiamo già fatto tanto che mi hai suggerito di utilizzare "sviluppo" al posto di "crescita" come terminologia.

      E qui ci fermiamo per due motivi.

      Uno: siamo d'accordo che la popolazione deve diminuire, ma rassegnati questo non avverrà né nella tua né nella mia vita a meno di eventi talmente catastrofici che non ci voglio neanche immaginare. Il grosso della crescita sta avvenendo nei paesi emergenti, mentre il grosso dell'impronta ecologica è nei paesi sviluppati.

      Quindi? dobbiamo sicuramente impegnarci a diminuire l'impronta ecologica a nord, e diffondere la contraccezione a sud (ammesso che sia possibile) ma nel frattempo tieni chiara una cosa: se una nazione di 60 milioni fa fatica a tenere le frontiere di fronte al flusso migratorio, immaginati cosa può succedere a una nazione di 30, magari vecchi e sfiniti. La natura odia i vuoti, pensare di svuotare l'Italia mentre il resto del mondo si riempie è una pessima pessima idea. Su cui comunque se vuoi si può ragionare.

      Secondo: la tua equivalenza PIL = impronta ecologica è profondamente sbagliata, ed è l'equivoco in cui inciampi più spesso.

      tu puoi avere la stessa quantità di terra e di acqua e di risorse e il pil crescere lo stesso, se usi meglio quelle risorse. La bravura nel futuro sarà mantenere la stessa ricchezza con minore consumo di risorse, come i motori di oggi sono di diverse volte più efficienti dei motori di inizio secolo.

      Festeggiare perché produciamo di meno è una cazzata. Festeggiare perché produciamo meno e siamo di più è una cazzata ancora peggiore. Dovremmo festeggiare se consumiamo di meno a parità di prodotto, o se produciamo di più a parità di consumo e questo non può succedere se il PIL decresce. Certo fossimo capaci di separare il PIL buono dal PIL cattivo sarebbe più evidente, ma visto che la struttura produttiva non è cambiata un PIL decrescente indica solo che siamo più poveri a parità di consumo.

      (e qui scatta la battuta sul cercare il PIL nell'uovo)..

      sul fatto che siamo fottuti è vero a prescindere. Personalmente quello che mi preoccupa di più è l'esaurimento delle fonti energetiche visto che senza quelle ci giochiamo anche cibo e acqua e capacità di spostarci e difenderci.

      Ripeto però che festeggiare l'impoverimento di un paese, la sua vecchiaia e il suo spopolamento è come disegnarci un grosso bersaglio rosso sul sedere. E temo che la parte più tragica l'avranno i nostri figli anche se è probabile che anche noi da vecchi vivremo in un mondo molto diverso e peggiore da quello di oggi.

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    7. > Quindi? dobbiamo sicuramente impegnarci a diminuire l'impronta ecologica a nord, e diffondere la contraccezione a sud (ammesso che sia possibile)


      E' possibile
      Sono numerosi i casi di intervento con successo di politiche di contraccezione, aborto, emancipazione femminile anche se sempre terminati per attività di contrasto dovute alle teocrazie, a liberisti stranieri, a pseudo sinistri antagonisti a se stessi.


      > ma nel frattempo tieni chiara una cosa: se una nazione di 60 milioni fa fatica a tenere le frontiere di fronte al flusso migratorio,


      Non fa nessuna fatica perché semplicemente non solo non fa nulla ma sostiene ed alimenta il flusso.
      Ad esempio, si arriva perfino alla restituzione di 800 natanti agli scafisti (!)
      C'è un disegno della sinistra e dei cattolici di sabotare sistematicamente ogni azione di contrasto all'immigrazione e di sostegno al suo aumento.

      > immaginati cosa può succedere a una nazione di 30, magari vecchi e sfiniti.

      Il disegno si basa sul fatto di far arrivare gli alloctoni ad un numero tale per cui sarà impossibile lavorare al problema.

      > La natura odia i vuoti,

      Infatti per trattenere l'acqua nei bacini abbiamo inventato le dighe.
      Solo che, anche qui, c'è l'antipattern (antibiotici sì - pillola no) della tecnologia usata solo a metà e per le cose peggiori.


      Infinre, piani semplici e sinergici di contenimento e riduzione sono impossibile per i nostri anacronismi e blocchi morali.
      Infatti, questo degli anacronismi/blocchi religiosi, morali è uno dei 5 fattori di collasso (peraltro gli altri 4 ce li abbiamo tutti) osservati da Diamond in tutti i casi di culture che sono collassate.

      > Secondo: la tua equivalenza PIL = impronta ecologica
      Avevo scritto "Assimiliamo, per andare veloci "
      Altrimenti possiamo aprire un'analisi su

      sviluppo / impronta ecologica / PIL / crescita / decrescita etc.

      Non saremmo fottuti se investissimo in
      o - resilienza
      o - difesa anche armata della decrescita demografica italiana già in atto
      o - riduzione delle dipendenze su estero fino alla quasi autarchia

      Comunque, se osservi un po' la serie delle carestie e la loro ecologia possiamo dire che siamo fottuti. Non sarà piacevole.
      Il lavoro della squadra di Ugo Bardi / Club di Roma (Effetto CAssandra) è eccellente sui problemi dell'insostenibilità.

      Siamo proprio fottuti.
      E io mi sarei pure rotto i coglioni di ricordare ovvietà sui limiti a masse che non ne vogliono sapere e che sono farcite di credenze e tabù.

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    8. La matematica urla da secoli cosa dovremmo fare.
      Come ogni persona con nozioni base di analisi matematica e delle funzioni (siamo al livello delle scuole secondarie superiori) sa che l'esponenziale (a base maggiore di 1, ascissa via via più grande) sbaraglia velocemente qualsiasi altra funzione (non esponenziale).

      L'esponenziale della popolazione supera e travolge ogni aumento possibile di risorse.

      Quindi è sulla popolazione che bisogna agire prima di ogni altra cosa.
      Cosa succede invece? Quasi ovunque politiche nataliste e massmigrazioniste (siete in troppi là? venite qui, col risultato che poi l'afflusso di risorse là aumenterà la natalità e i flussi migratori di sfogo).
      Cina esclusa.

      Siamo fottuti.
      Sarà veramente molto brutto (peraltro tutta roba già nota).

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    9. beh io avrei citato almeno la serie di fibonacci.

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  8. cioé, tu stesso stai dicendo che il PIL è la torta. O mi dici che il PIL è un indicatore inadeguato, e allora che salga o scenda non dovrebbe interessarti granché, oppure se mi dici che il PIL è la torta e il PPC le fette a testa, mi spieghi come fai a essere contento che CI SIA MENO TORTA, e visto che le persone in più sono un dato di fatto, MENO FETTE A TESTA?

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    1. Il PIL è fake.
      In parte derivato da attività tumorali, in parte gonfiato con le magie finanziarie, solo una parte consta di prodotti e servizi utili.
      Dovresti chiederti, Michele, con cosa stai barattando l'istruzione e l'assistenza sanitaria ( senza scendere nel dettaglio di queste ) per tua figlia.

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    2. Beh devo mantenermi fedele ai protocolli dei savi di Sion, ma per il resto è ok.

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    3. La domanda che di dovremmo fare è se il PIL può crescere indefinitamente e come.

      Direi che è un paradosso, partendo da una quantità di risorse finita, che anzi si riduce mano a mano che le consumiamo, postulare che si possa aumentare il prodotto di queste risorse all'infinito.

      Il "dotto economista" per superare questo paradosso postula che le risorse si acquisiscano dall'esterno e che il debito cosi accumulato sia "finto" perché o il creditore non lo esigerà mai oppure viene ripagato con l'aumento del PIL, cosa assurda perché il creditore non è fesso e nel secondo caso significherebbe che il PIL crea più risorse di quante ne consuma.

      Inoltre, la quantità complessivamente disponbilie di risorse sulla Terra è una quantità finita, quindi se l'Italia le assorbe per fare PIL significa che non sono disponibili per il PIL di qualcun altro.

      Secondo me la questione del PIL è esattamente la stessa della questione del consumo di carmburante di una automobile. In passato si progettavano automobili che consumavano tutta la benzina necessaria per ottenere facilmente una determinata prestazione del motore. Quando si presentò il problema della scarsità di benzina, fu necessario progettare automobili che mantenessero la stessa prestazione consumando meno benzina. Il processo inevitabilmente porta a progettare automobili che non solo consumano meno benzina possibile ma che hanno anche la prestazione minima accettabile.

      Quindi il PIL delle automobili, le loro prestazioni, non aumenta indefinitamente, anzi diminuisce, alla ricerca dell'equilibrio più conveniente tra performance e consumo di risorse.

      Faccio un altro esempio: i gadget elettronici portatili hanno il problema della batteria, esattamente come i veicoli elettrici. Quindi, usare dei circuiti progettati per essere sempre connessi alla rete elettrica, quindi consumare tutta l'energia necessaria per ottenere una certa performance, non avrebbe senso. Da cui, circuiti con prestazioni molto inferiori in cambio di minore consumo di risorse.

      Certo, la tecnologia cerca di supplire, di aggirare la scarsità di risorse migliorando il rendimento della macchina a parità di performance. Ma esistono limiti fisici a quanto puoi spremere da una certa tecnologia. Ad un certo punto subentra il ragionamento che FORSE non ti serve una auto da corsa o un veicolo da esploratori per andare al lavoro.

      Se gli "economisti" non fossero dei dottor azzeccagarbugli a qeust'ora il meccanismo, con premesse e conclusioni, sarebbe palese.

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    4. L'Italia è nella condizione di dovere mettere in sieme una macchina che necessariamente consuma meno risorse. Nella migliore delle ipotesi, già poco realistica, il PIL rimane uguale. Ma nella ipotesi più concreta, per ottenere il migliore equilibrio tra risorse consumate e "utilità", dobbiamo considerare una riduzione della performance della macchina, quindi una riduzione del PIL.

      L'incremento INDEFINITO del PIL non è una ipotesi ottimistica, è semplicemente paradossale.

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  9. DImenticavo una premessa: io parto dal presupposto che noi vogliamo fare girare la macchina più a lungo possibile, cioè che cerchiamo il migliore compromesso.

    Esiste un'altra possibilità, cioè usare una macchina americana degli anni 50, premere l'acceleratore, finire la benzina e puf, il motore si spegne.

    A quel punto non abbiamo una situazione per cui passo da una macchina esosa a usa risparmiosa, poi a una che va più piano e ancora più piano, poi all'ape, poi al motorino, eccetera e cerco di tirarla in lungo il più possibile. Invece abbiamo la situazione per cui stop, tutto fermo. Passiamo dal macchinone che ruggisce al silenzio tombale del rottame inanimato.

    Posso anche capire che al "dotto economista" la fine del mondo non sembri una ipotesi da scartare, perché per sua natura egli tende ad essere APOLIDE, quindi pensa che se la macchina si ferma qui, andrà da un'altra parte e lui si sposterà per tempo. E lo stesso ragionamento fanno le elite che pagano i "dotti economisti".

    A me invece, che sono apolide tanto quanto un mitilo, la fine del mondo attorno casa mia potrebbe dare un po' fastidio.

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    1. Aggiungo che l'Italia è il paese che rispetto al PIL ha prestato più soldi alla Grecia, una cosa tipo il 2.5% (del PIL, se ho capito bene). Siamo dei geni.

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  10. A proposito di "crescita", la questione poi è articolata, non si tratta di quante tonnellate di acciaio si producono, per esempio:

    Tu Sai Chi Sono mi ha girato questo link:
    http://www.ermannoferretti.it/2015/05/17/la-migliore-scuola-del-mondo/

    Che sistematizza cose che ho scritto anche io nel mio blog spargendole a caso come sempre. Il punto è sempre lo stesso, viviamo dentro una realtà fittizia, ricoperti di strati e strati di luoghi comuni e di menzogne.

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    1. "Tu Sai Chi Sono" ti ha girato... Chi sarebbe? Non ho capito.

      > una realtà fittizia, ricoperti di strati e strati di luoghi comuni e di menzogne
      L'ipocrisia e la negazione della realtà, il kitsch kunderiano ("negazione assoluta della merda, in senso tanto letterario quanto figurato") che cresce senza limiti.

      Stavo pensando ad alcune misure "contraddittorie".
      Ad esempio, una scuola più meritocratica e selettiva comporterebbe che aumentare il numero di ritiri e abbandoni, diminuire quello dei laureati.
      Ma è proprio necessario avere tanti laureati mediocri o è meglio averne pochi e ben preparati?
      Così, questioni al volo.
      Devo tornare sulla questione della misura.

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    2. Chi sarebbe non lo posso scrivere, è un altro "anonimo" come te.
      "Tu Sai Chi Sono" è un segnaposto.

      Il numero degli abbandoni e dei laureati dipende dalla quantità di calci nel culo che somministri a tutte le persone all'interno della Istruzione, a partire dal Ministro a scendere fino al singolo studente.
      Secondo te la VolksWagen quante auto butta via perché difettate nella catena di montaggio? Te lo dico io, zero. Lo stesso vale per la Scuola, dovrebbe avere scarto zero. Per ottenere scarto zero devi predisporre la produzione, il controllo qualità, la correzione dei difetti, ancora controllo qualità e rinvio alla produzione.

      In sostanza è solo questione di quanto impegno ci vogliamo mettere nel formare gli studenti.

      Il fatto è che in Italia non ragioniamo sulla base di dati concreti e ponendoci degli obbiettivi concreti, ragioniamo a proposito di metafisica ponendoci obbiettivi gretti e meschini come quello dello stipendietto statale e della pensioncina immeritata. La casetta abusiva, eccetera. Mi sembra di sentire "la terra dei cachi" di Elio.

      In linea generale le famiglie italiane dovrebbero capire che è meglio consumare meno stupidaggini, meno auto, meno telefonini, meno televisori, meno vacanze, meno tutto, per reinvestire nella qualità del resto, tra cui anche la formazione scolastica.

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    3. Torniamo alla "crescita", che è un concetto solo e soltanto quantitativo.

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    4. Mettere le cose in prospettiva:
      La laurea non è la patente della onniscenza, è invece un diploma specialistico. Uno si laurea per essere abilitato ad una professione.

      Invece è molto ma molto più importante la Scuola negli ordini inferiori, che sono quelli che non servono per fare una professione ma per essere persona e cittadino.

      Ecco il paradosso, può esistere benissimo il laureato semi-analfabeta, che non sa nulla tranne le nozioni necessarie alla professione. E gli "stage", il "mondo del lavoro" sono tutte cavolate. Gli studenti italiani non hanno il problema di non sapere come si lavora, hanno il problema di non sapere leggere e scrivere e più in generale, di non sapere pensare.

      Poi, l'evidenza mostra che in Italia è impossibile fare innovazione. E' impossibile sia perché l'unica innovazione storicamente viene dagli ex-operai che si mettono in proprio e questi non hanno le risorse per fare ricerca e sviluppo, sia perché in Italia è tutto bloccato, fai il notaio se tuo padre è notaio e per finire, non esiste il concetto di "venture capital", cioè nessuno investe nelle startup.

      Da cui, anche se producessimo una Istruzione ai vertici mondiali, poi cosa ce ne faremmo? Avremmo i falsi centurioni davanti al Colosseo che discutono di astrofisica.

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    5. Oppure tutti assunti nel Pubblico Impiego come in Grecia.

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