venerdì 29 maggio 2015

Tenpietto e agente



Ho mangiato salato, che sete! Le piroette in milonga aveva fatto il resto.
La vedo dura, a quest'ora. Io mi porto sempre una bottiglia di acqua "di emergenza", gli ho risposto.
Qualche minuto prima delle due, notte, nessuno in giro. _nni vede una macchinetta, quelle orribili dispensatrici di rifiuti di plastica con dentro rifiuti di cibo, vicino ad un distributore Eni, si ferma. Sulla macchina gialla, una grande decalcomania :- "Bibite in offerte ad 1€!". Inserisce 1€ e dopo qualche secondo, sul visore, lampeggia una scritta: Prezzo: 1.50€. Introduce altri 50 centesimi e stappa l'agognata bottiglietta di plastica da 33 cl con dentro la Fanta, ovvero un beverone fatto anche con qualcosa che ha a che fare con le arance. Prezzo: 4.50€/litro.
Hanno distrutto un posto di lavoro, visto che quella macchina spacciapattume non è compatibile con una persona, con lo stipendio di una persona, con prezzi da ladrocinio. Nessuno scontrino emesso. Difficile che paghino quella bevanda all'ingrosso più di un paio di dozzine di centesimi: supponiamo 0.20€, abbiamo un ricarico di 1.30€ su 20 centesimi!!
Ecco come il peggio di ingordigia capitalistica, tecnoteismo, truffa commerciale sui prezzi porta a questo progresso verso il peggio.
Avevo sete pure io e li ho augurato loro un cancher, non mi rapineranno, non ci casco più! Ad avere avuto tempo e voglia ed una buona mazza, demolire e vandalizzare quel tempietto e agente "sistemi 5" sarebbe stato un atto ecologico, etico.
Mi sono tenuto la sete e a casa mi sono fatto una bella acqua bona col limone fresco. Aaahhh!
Il mio maestro di tango ha (pensione forse troppo alta e) vita troppo agiata per una rinuncia.

114 commenti:

  1. ..ti leggo e mi attacco alla bottiglia!.. condizionamento occulto!! ;))

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    1. Io ho anni di decondizionamento alle spalle...

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  2. ci può stare non spendere 1,50, ma se uno ha sete e se lo può permettere mette la moneta e via.... d'altro canto di sprechi se ne fanno tanti, uno più uno meno.....

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    1. Io ritengo che sia importante boicottare e non alimentare tutte queste forme di anti eco-nomia.
      Una più o una meno... tu conosci il potere di tanti uno che fanno masse "crtiiche" che sono capaci di mettere in ginocchio anche i giganti.

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  3. Qua in ufficio siamo tutti dipendenti dalla macchinetta del caffè (orrendo per di più)...

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    1. Ecco, supponi che quel caffè alla macchinetta costi 2.50€ e 3€...
      Ora non so quanto costi un caffè, sul mercato. 1€?
      Quella bottiglietta aveva un prezzo di 3 volte quello "equo".
      Quindi, sì, puoi pensare ad un caffè alla macchinetta che costi 3€.
      Forse il paragone può aiutare a comprendere.

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    2. Man, ho capito, ma ci deve guadagnare il produttore di caffè, il trasportatore del caffè, il fabbricatore di bicchierini da caffè, il tizio che rifornisce le macchinette del caffè, che a sua volta deve ripagare il fabbricatore della macchinetta da caffè, e via discorrendo.

      Ok, mettiamo una fontana con il caffè e poi distribuiamo PENSIONI a SBAFO, così facciamo prima e inquiniamo di meno...

      hihihihi...:-))))))

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    3. Insomma, una macchina e una filiera sostanzialmente mostruosi, visto che il risultato finale ha prezzi spropositati.
      Comunque non sono giustificazioni valide, visto che anche la filiera di una chicchera di espresso in un bar non è meno complessa.
      Dal punto di vista complessivo è un processo perdente: una macchina "unmanned" che distribuisce della robaccia e lo fa ad un prezzo fuiori mercato mi pare una contraddizione in termini. E' come se tu pagassi una penna a sfera tre volte quella fatta da un artigiano.

      Le giustificazioni non spiegano la frode sui prezzi esposti e su quelli richiesti, di fatto coercitivamente, visto che non avrebbe restituito il prezzo.
      Ci state divertendo a contraddirmi più che ad osservare una situazione oggettivamente patologica.

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    4. Uomo, noi ti vogliamo bene

      Però devo ammettere che quando passo di qua e leggo gli interventi di Fra e Nottebuia scoppio a ridere come una demente :))

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    5. Ma è un romantico...Lui non sa che se anche lui iniziasse a vendere caffè alle macchinette farebbe lo stesso prezzo... ;-)

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    6. anzi no, nottebuia duce d'Italia

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    7. OT

      Fra, ti svelo l'arcano: in realtà sei tu il mio idolo, perché quando ho letto un tuo post di qualche mese fa in cui raccontavi come anche per quel mese tu fossi riuscito a portare a casa il tuo stipendio mi sono tolto il cappello, e sempre me lo toglierò di fronte a uno che sa cosa vuol dire questa cosa (non che gli altri non lo sappiano, per carità, ma forse tu l'hai saputo descrivere)
      E questo vale più di qualsiasi cosa.

      END OT

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    8. vedrai che cosa scriverò questa sera, visto che anche questo mese tale miracolo è successo......

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    9. Secondo me avete perso il lume della ragione.

      La macchinetta che distribuisce bevande e snack esiste per contesti dove non c'è alternativa, per esempio l'atrio di un pronto soccorso o la banchina della metropolitana.

      Negli uffici delle aziende italiane esistono le macchinette perché le aziende sono postacci orrendi gestiti da cialtroni, inetti e malfattori. Io ho lavorato in un posto piantato nella periferia con campo ROM attiguo dove funzionava una specie di call center su turni ventiquattro ore al giorno e il titolare aveva piazzato le macchinette per rifocillare i disperati sottopagati e si prendeva una percentuale su ogni acquisto.

      Aziende con una cultura diversa invece hanno la loro bella "cafeteria" dove i dipendenti sono forniti di tutto gratis, cibi caldi, freddi, spuntini, bevande, eccetera, e hanno un posto dove sedersi e mangiare.

      E' anche vero che in Italia se l'azienda avesse la "cafeteria" i dipendenti porterebbero a casa tutto. Ogni tanto pranzo in un baretto e mi capita di vedere un bancario (!!!) che a pranzo si sfama con gli stuzzichini degli aperitivi al bar, secondo me se li mette un po' anche in tasca.

      Ma che ragionamenti dei massimi sistemi, si tratta semplicemente di sotto-cultura. L'azienda, nella persona dei "manager", non può concepire altro che la scrivania e la macchinetta, a pranzo il ticket da spendere al baretto (se esiste), il dipendente può avere solo la macchinetta perché con quella non ti puoi riempire le tasche.

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    10. E per la cronaca, tempo fa chiesi una agenda in banca e mi dissero che appena arrivava la cassa, qualcuno la faceva sparire. Sorge spontanea la domanda: cosa se ne faranno di una cassa di agende omaggio della banca? Ci sarà qualche bancario che si è costruito un palazzo tutto di agende? Le rivendono ad una azienda di coriandoli? Mah.

      E mi venite a raccontare del costo del caffè e della "filiera". Ma dai...

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    11. venite a raccontare.... rivolgiti agli altri please....

      e comunque caro Lorenzo, stai descrivendo alla perfezione la cialtroneria italiana.... l'unica azienda che ho visitato dove il bar è gratuito per i dipendenti è Google Italia.....

      e comunque Nottebuia duce d'Italia

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    12. Esisteva una trasmissione TV che era praticamente un documentario, "camera cafe", non a caso tutto ambientato di fronte ad una macchinetta. Le aziende italiane MIGLIORI sono esattamente come quella descritta da Luca e Paolo, con esattamente gli stessi personaggi.

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    13. Io lo sapevo già che NB era un figo
      Mi fa fare risate che non avete idea
      :D

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    14. Io il caffe' dalla macchinetta nemmeno sotto tortura!
      Nell'edificio abbiamo un "angolo caffe" con macchina per l'espresso, l'americano, il nespresso, il bollitore, frigo, microonde, lavastoviglie. E tavolo con divani (comodi!!!) e vista sul verde.

      Le macchinette ci sono giusto per quando i bar interni sono chiusi o c'e' coda.

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    15. Qualcosa del genere anche al lavoro da me, fino al microonde.

      Comunque anche la Turchia procede a gran passi verso il progresso regressivo, intuisco.

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    16. > venite a raccontare.... rivolgiti agli altri please....
      [...]
      >stai descrivendo alla perfezione la cialtroneria italiana....

      Perche', scrivere grsso cosi' che il prezzo e' 1€ e poi, una volta che hai inserito la prima moneta avvisarti che e' 1.50€ non ' ladraggio italiano?!?
      Tanto cosa vuoi che sia.... uno piu' uno meno...
      Gia'.

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    17. > Ma è un romantico...Lui non sa che se anche lui iniziasse a vendere caffè alle macchinette farebbe lo stesso prezzo... ;-)

      nottebuia, non lo so.
      Forse per piccole cose no ma per cose piu' grandi... probabilmente anche io finirei per corrompermi.

      Uno delle fantasie che ho sarebbe quella di candidarmi ad un qualche ruolo politico per insultare i creduloni, avvisarli che non appena arrivato al potere li sfrutterei come gli altri mestieranti del potere fanno da sempre, dare loro dei coglioni che credono a qualsiasi stupidata demagogica.

      Come ho scritto piu' volte e' il sistema che conta, le persone che entrano al mulino si infarinano.
      Quindi e' opportuno cambiare il sistema in modo che esso responsabilizzi le persone con la strategia dei conflitti sistematici virtuosi di interessi.
      E' naif credere che io, pino, Antonio La Trippa, B., R. o De Luca o altri affabulatori del genere arrivino al potere e siano meglio degli altri.
      Devi creare un'architettura "a sicurezza passiva", non cambiare pino con gino e pensare che tutto possa cambiare.

      Il potere e' cosi' corrosivo e corruttivo che a parte pochissimie eccezioni, tutti gli altri ne vengono corrotti rapidamente, una volta intaccati le difese superficiali, per altro, alquanto fini.
      Non c'e' alcun motivo per cui io debba essere un'eccezione. Per lo meno a medio e lungo termine e su cose importanti.

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    18. UomoCoso, non funziona cosi. Non è il potere che corrompe, è che per ottenere il potere in partenza devi necessariamente essere una carogna. Non è che ti capita addosso il potere per caso.

      E l'approccio "top-down" per cui tu imponi dall'alto alla gente una "architettura virtuosa". ovviamente è un nonsenso, come aspettarsi un governo di capaci e onesti in un Paese di incapaci e disonesti.

      Veniamo al discorso "se iniziasse a vendere caffè". Frase priva di senso. La frase corretta dovrebbe essere "se tu fossi uno dei tanti che guadagnano la pagnotta coi distributori automatici, useresti le stesse macchine, con dentro gli stessi prodotti a più o meno lo stesso prezzo", per la stessa ragione per cui il supermercato X vende più o meno le stesse cose del supermercato Y, a più o meno lo stesso prezzo.

      Uno che "inizia a vendere caffè" potrebbe essere colui che per primo ha l'idea del distributore automatico. O tra i primi. A quel punto sei nella condizione di decidere come è fatto il distributore, che prodotti vende e dove può essere collocato.

      Se invece "inizia" significa "sei il centomilionesimo che piazza distributori automatici", non decidi assolutamente nulla, al massimo sei appena più bravo in qualche dettaglio degli altri novantanovemilioni che fanno la stessa attività, oppure appena meno bravo, non fa differenza.

      Ma come dicevo sopra, il punto è che se ha senso mettere un distributore in un ospedale, non ha lo stesso senso mettere un distributore in un ufficio. Qui non è chi piazza i distributori a decidere, è chi gestisce il luogo dove il distributore è posizionato. E allora dovremmo dire "se tu fossi il capoccia della ditta XYZ prenderesti anche te la mazzetta per mettere il distributore in ufficio", oppure "penseresti anche tu che avere la macchinetta in ufficio è assolutamente normale e necessario come avere gli estintori".

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    19. Lorenzo, siamo pero' alla solita relazione duale, la stessa tra usuraio (creditore) e debitore. Non e' che sia obbligatorio contrarre debiti e poi lamentarsi e frignare degli interessi di quello stronzo di usuraio, non e' obbligatorio prendere quel merdame da macchine.
      Quindi se quelle macchine iniziassimo a vendere un centesimo di quello che vendono e le persone acquistassero il caffe' dal barista I T A L I A N O e non dal ciano schiavo del lavoro e invasore, si stroncherebbe questa proliferazione prima del mediocre, dello scadente, poi del peggio.
      Eppure e' cosi' comodo conformarsi. Tanto, uno piu', uno in meno....
      Qui si arriva subito a psicologia, filosofia, pedagogia, si arriva a tutto.
      Sai quelle cose che ci dicevamo su Sparta, la rinuncia, e quelle robe buone li'.


      Il potere e' merda. Sostanzialmente Tolkien è riuscito a farci una saga sulla capacita' corruttrice del potere.
      Se stai nella merda tutto il giorno, anche se poi ti fai una doccia, difficile che a letto profumerai di lavanda.

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    20. Tolkien non scrive del potere corruttore, scrive della predestinazione.

      I nani, primi ad apparire come esperimento di un Valar impaziente e pessimista, sono fatti per colonizzare ambienti ostili alla vita.

      Gli elfi, secondi ma primi nelle intenzioni di Eru, vengono creati con una vita lunghissima e con abilità e ingegno superiori, semi divini, tra cui la padronanza degli elementi della natura.

      Gli uomini, ultimi nati, all'inizio sono simili agli Elfi ma in seguito decadono nel corpo e nella mente. Oltre al dono della mortalità del corpo e della "presunta" immortalità dell'anima, ricevono la fragilità del carattere, l'inquietudine, la frustrazione.

      Quindi i Nani sono resistenti a qualsiasi cosa, impossibili da controllare o sottomettere, gli Elfi possono essere sviati con l'inganno ma la loro natura adamantina li pone fuori dalla portata del male. Rimangono gli Uomini, fatti di argilla e tormentati da mille desideri e mille e una paure.

      Gli uomini quindi sono l'unica "razza" a venire al mondo predisposta al male, l'unica "razza" a cadere senza scampo sotto il potere degli Anelli, l'unica razza a fornire i Nazgul. E' nella loro natura essere corrotti, corruttibili, corruttori.

      Venendo a cose pratiche, Le macchinette non sono un problema, come qualsiasi tecnologia non è un problema quando impiegata con criterio. Come dicevo sopra, ci sono posti e situazioni dove avere la macchinetta è una benedizione, quindi è cosa buona e giusta che ci sia. Ci sono posti e situazioni dove la macchinetta invece non dovrebbe esistere, per esempio negli uffici, nelle scuole. Questa non è una cosa che viene definita dai comportamenti dei frequentatori di quei posti, è una cosa che deve essere gestita da chi gestisce i posti, che deve fare la fatica di valutare le opzioni alternative e fare delle scelte.

      Se poi discutiamo delle abitudini di consumo, è questione di educazione. Educazione che costa fatica e impegno, come tutte le cose. Si fa meno fatica ad adeguarsi che a nuotare contro corrente.

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    21. Poi sullo sfondo c'è sempre il criterio del "buon padre di famiglia", che dovrebbe essere l'ispirazione di tutti in qualsiasi condizione e invece non è il criterio di nessuno, in nessuna condizione.

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  4. Va beh. Allora di notte nel posto sperduto ci mettiamo un povero cristo a fare turni di notte sette giorni su sette e lo paghiamo 1500 euro al mese per vendere due bottiglie d'acqua a settimana.
    Tutto normale.

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    1. Infatti, come ci dicevamo in treno stamani con due gasisti, 1.50€ e' ancora assolutamente poco.

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    2. Eppure io mi ricordo di tempi in cui se finivi la benzina nel posto sperduto dormivi in macchina per aspettare la mattina dopo che aprisse il benzinaio. E mi ricordo di quando nel posto sperduto ringraziavi per la fontanella e non pretendevi l'aranciata. Ma quei tempi ci si premuniva di fare benzina prima e di portarsi dietro i generi di conforto.

      Ancora, il problema non è economico, non è il costo, lo stipendio, i turni eccetera, il fatto è che in un'epoca di infantilismo generale, qualsiasi cosa deve essere sempre disponibile, ovunque. I negozi devono essere aperti di notte perché se alle due ti viene voglia di comprare un trapano e dei tasselli o dei datteri o un set di lenzuola, devono essere immediatamente disponibili.

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    3. Guarda che sono perfettamente d'accordo con te Lorenzo. Ma se l'uomo come prima osservazione ci mette "Hanno distrutto un posto di lavoro" rispondo che non hanno distrutto proprio niente perché un posto di lavoro lì non è proponibile. Tutto qui.
      Che il tizio si sia preso l'arancia poi, perdonatemi ma son solo casi suoi. Se ha ritenuto di metterci altri 50 centesimi dopo il primo euro pure. E non è nelle possibilità di nessuno rompergli l'anima per questo.
      Personalmente non sono mai rimasta senza benzina: sono abituata a non avere sempre tutto a disposizione, anzi. Te lo dice una che è stata 18 mesi senza la doccia in casa.

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    4. Secondo me non hai capito. Mettiamo che tu sia il titolare del posto pubblico X. Arriva un cliente e dice "scusi, avete per caso della Fanta?" Tu gli rispondi, "no, però c'è la fontanella li fuori". Al che il cliente ti dice "ma cos'è questo posto, il terzo mondo? Siamo nel 2015 e non avete un distributore con le aranciate?". A quel punte te puoi dire "si fottano i clienti e le loro aranciate, se hanno sete c'è la fontanella, altrimenti si attaccano" oppure puoi dire "va bene, mi devo adeguare, se tutti hanno il distributore vorrà dire che lo metterò anche io". Togli la fontanella e metti le aranciate.

      Quindi, nessuno va a questionare il "diritto" a pagare l'aranciata, però dove distributore di aranciate non c'è la fontanella per quelli che non hanno l'esigenza della aranciata. Da cui tutti sono obbligati a mettere qualcosa dentro il distributore. Viene meno il "diritto" di non pagare l'aranciata.

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    5. non toccatemi Alahambra, vice duce d'Italia dopo NotteBuia

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    6. @Lorenzo

      E questo dovrebbe essere il ruolo del "servizio pubblico", cioè quello di evitare che il privato strozzi il cittadino. Poi, certo, possiamo stare a discutere come deve essere implementato il servizio pubblico, chi lo controlla, eccetera eccetera. Ma lo scopo è proprio quello (senza le degenerazioni del caso).

      Puoi mettere la fontanella pubblica e la macchineta privata con le aranciate. La gente sceglie (certo: magari il privato potrebbe essere più contento se la fontana pubblica non ci fosse)

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    7. > E questo dovrebbe essere il ruolo del "servizio pubblico", cioè quello di evitare che il privato strozzi il cittadino.

      Perche' (e temo che non ti si possa dare torto) i "poveri" cittadini sono diioti e inetti e non sono in grado, presi come sono, dal proprio nulla, dai propri consumismi compuslivi, di non alimentare una economia da rapina. Allora ci vuole qualche casta sacerdotale, ministeriale che pensi al loro bene e che organizzi, animandoli proprio con i cittadini_idioti_inetti quella struttura (della quale terranno ovviamente nelle proprie mani la dirigenza) i giusti servizi e la produzione dei giusti beni dei quali i cittadini hanno senza dubbio diritto.

      Lorenzo, ti voglio bene!

      Alahambra: io sono stato molto carico con il lavoro. Non ho specificato che le macchine automatiche per la ditribuzione di pattume di plastica con cibo_bevande tossico-plasticate all'interno e' una sorta di pattern tumorale sempre piu' diffuso.
      Vedo via nelle quali, al posto di bar o di botteghe simili, ci sono degli antri con una gioiosa e imperitura presenza di neon e luccichii che distribuiscono cibo_bevande tossico-plasticati meravgigliosamente 24h al giorno.
      E' occio che l'automazione prosegue e "distrugge" posti di lavoro, anche se a te non piace osservarlo, mentre arrivano dall'asiafrica decine di milioni di cercalavoro.

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    8. @Uomo

      Io avevo però sottolineato "al netto delle degenerazioni", poi se mi vuoi prendere come spunto per andare oltre e far propaganda allora è giusto sottolineare che un politico lo puoi eleggere (e tu puoi anche candidarti o organizzare un partito, almeno formalmente), invece il Consiglio di Amministrazione di un'Azienda tu non lo potrai mai scegliere, neanche in linea teorica. E mai potrai scegliere la linea d'azione di una azienda privata, se non ne sei azionista di peso.


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    9. > invece il Consiglio di Amministrazione di un'Azienda tu non lo potrai mai scegliere
      > neanche in linea teorica. E mai potrai scegliere la linea d'azione di una azienda privata, se non ne sei azionista di peso

      Falso.
      Visto che se il_bobbolo iniziasse a usare l'arma piu' potente che ha nelle mani ovvero il reddito/potere di acquisto, non ci sarebbe alcuna impresa privata che potrebbe resistere piu' che qualche giorno.

      Poi uno si puo baloccare pure con il mito della democrazia, dell'eleggere i rapresentanti.
      Primo perche' i sistemi elettorali sono sempre piu' ostili all'elezione
      Secondo perche' i sistemi cone le quote di sbarramento escludono le minoranze che, per definizione, sono le uniche che possono avere delle buone idee e visioni politicihe
      Terzo perche' se un azienda la controlli con gli acquisti, un mestierante del potere in questa repubblica delle rappresentative falsita' a liberta' di fare quel cazzo che voglio specie contro di te che mi hai delegato, (ohps, scusate,lo si e' riformulato in "liberta' di mandato") non lo fermi piu'.

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    10. Il "pubblico" non esiste se non come libera associazione di individui che hanno uno scopo comune. Dobbiamo smetterla di pensare che il "pubblico" abbia una sua esistenza indipendente e ad un livello superiore all'individuo-servo, al protozoo che vive sopra l'elefante.

      Al massimo, per migliorare l'efficienza e la comodità, ci si può mettere d'accordo tra liberi individui affinché un certo esercizio aperto a tutti abbia una sempre certa dotazione minima, per esempio che un distributore debba avere obbligatoriamente un gabinetto e una fontanella e un riparo dalle intemperie.

      Poi il gestore del servizio può decidere di aggiungere i distributori automatici o che ne so, fermo restando che il distributore automatico di suo deve rispettare certi criteri di sicurezza.

      Comunque il discorso che facevo sopra era differente e cioè che la gente ottiene quello che la gente vuole. E la gente vuole quello che la TV gli mostra come modello. Ovviamente non solo la TV ma il concetto è chiaro. Se la gente viene programmata perché ritenga normale avere tutto e subito, quando si trova in un luogo sperduto pretende di trovare l'aranciata fresca immediatamente e sempre disponibile. Chi non si adegua a questo "trend" viene messo ai margini, non importa quale sia la sua posizione nell'ecosistema. Allo stesso modo, se chi passa le giornate un un ufficio è abituato ad una certa "normalità" fatta di macchinetta del caffè, tutti gli uffici avranno la macchinetta, per semplice conformismo, che non richiede nessuno sforzo.

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    11. Apro una parentesi: a me fa ridere un'altra cosa, l'idea che il "pubblico" sia capace di fare una cosa qualsiasi, quando è evidente che è esattamente il contrario, cioè se vuoi essere sicuro di fallire in una cosa qualsiasi, affidala ad un ente pubblico.

      Tante grazie, disponendo di tempo e risorse illimitate il concetto di "fallimento" perde di significato. Ma siccome nel mondo reale non c'è niente di illimitato, fare una cosa spendendo troppo tempo e troppe risorse significa fallire lo scopo per cui una certa azione viene intrapresa.

      Immaginiamoci un esempio caro a UomoCoso, il trasporto ferroviario. Il "pubblico" non funziona perché per portare UomoCoso dal suo paesello a Bologna impiega centomila siciliani e calabresi trasferiti obtorto collo e poi compra le carrozze mediocri dalla FIAT pagandole come se fossero fatte di platino, eccetera.

      Adesso il lettore dirà "si ma il "privato" non fornisce un servizio se non ha la sua convenienza, quindi UomoCoso non avrà il treno se non ci sono abbastanza clienti paganti su quella tratta. Solo il "pubblico" può garantire il servizio anche se è antieconomico oppure può garantire che il servizio venga erogato a prezzo di costo invece che imporre prezzi esorbitanti a danno dell'utenza".

      Vero ma qui bisogna che ci intendiamo sul significato di "pubblico". Idealmente come dicevo sopra, "pubblico" significa una associazione di individui con uno scopo comune. Per avere il trasporto ferroviario il "pubblico" non deve necessariamente possedere le ferrovie, deve invece avere la capacità di formulare una richiesta ad un gestore "privato", con tutte le clausole di garanzia e di tutela e poi deve avere la capacità e la volontà di verificare il servizio, di controllare i costi e di applicare o fare applicare i termini del contratto. In sostanza il "pubblico" deve solo avere la capacità di gestire le commesse, gli appalti.

      Invece, siccome noi partiamo dal presupposto che è impossibile per definizione gestire commesse ed appalti, ricadiamo nella idea di dotare il "pubblico" di tutto quello che serve, anzi, di molto di più di quello che serve, per fornire il servizio o il prodotto in prima persona, agendo come se fosse "privato", al posto del "privato". Il "pubblico" non può commissionare nessun servizio a terzi, che ne so, ad una azienda austriaca, quindi deve erogarlo in proprio, con mezzi e strutture e organizzazione propri. A prezzo "sociale", tanto finisce nel calderone della Spesa di cui nessuno conosce con precisione le voci.

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    12. Il "privato" ti strangola solo se gli viene permesso di operare in regime di monopolio o di cartello. E questa, ancora, è una responsabilità del "pubblico", non un fenomeno fisico inevitabile. Costituire un monopolio di Stato non è la soluzione all'esistenza del monopolio o del cartello "privato".

      Se i liberi individui che vivono in Italia, altrimenti detti Italiani, hanno bisogno di tot tonnellate di acciaio per costruire un ponte, non devono ne trovarsi nella condizione di potere chiedere solo ad un produttore "privato" o ad un cartello di produttori e nemmeno nella condizione di dovere creare e gestire la produzione di acciaio come "servizio pubblico". Devono invece potere acquistare l'acciaio necessario, che risponde esattamente alle specifiche, dal migliore offerente, che può essere o non essere una industria nazionale.

      La "autarchia" della Buonanima aveva senso in un momento storico in cui ogni Nazione non solo era concepita come una entità indipendente ma anche in conflitto e competizione permanenti con le altre Nazioni attorno. Oggi, in un'epoca di economie integrate, per cui non possiamo fare guerra ne ai nostri clienti ne ai nostri fornitori, non si presenta più la necessità di garantire i "settori strategici" nazionali.

      S perpetuiamo certe abitudini è solo perché milioni di Italiani campano di quello, non perché sia una cosa ne buona ne necessaria.

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    13. @Lorenzo

      ma infatti tutto dipende anche da come tu implementi il settore pubblico. E' chiaro che il servizio pubblico della Svizzera o della Norvegia non è quello dell'Unione Sovietica.
      Se i cittadini usano le cabine telefoniche come vespasiani, non vai lontano: in questo senso il pubblico è (prima di tutto) la somma delle "intelligenze" individuali.

      @Uomo
      Se fosse come dici tu, non esisterebbe la pubblicità, che è invece l'anima del commercio. Poi sai anche tu che è più semplice convincere 1000 persone che 1 sola.

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    14. La gente che piscia nelle cabine del telefono la presa per la collottola, portata da un giudice e assegnata a qualche lavoro forzato per un periodo congruo. Anche se canta "bella ciao" tutto il tempo.

      L'implementazione... come dicevo sopra, nel "Pubblico" secondo me ci dovrebbero essere solo le capacità di redigere i documenti per le commesse e i contratti, le capacità di ispezionare e valutare i servizi e i prodotti forniti da chi si è aggiudicato la commessa e la capacità e la volontà di perseguire chi non rispetta i contratti.

      Nel "pubblico" non ci devono essere le capacità di erogare i servizi o di fabbricare i prodotti in proprio, in concorrenza ai "privati" o in loro sostituzione, perché non è quello che il "pubblico" deve fare.

      Ci sono delle eccezioni ovvie e limitate, per esempio la Istruzione. Ma anche in questi casi, dovrebbe funzionare al contrario e cioè invece di idealizzare le caratteristiche del "pubblico" che poi finiscono per essere il "minimo comune denominatore", bisognerebbe idealizzare le caratteristiche del "privato" e quindi predisporre le stesse capacità di definizione dei programmi e degli obbiettivi, le stesse capacità di verifica e di intervento, tanto per costruite ponti quanto per insegnare agli studenti, anche se non si delega l'insegnamento al "privato".

      Insomma, nel "pubblico" servono capacità decisionali, capacità di analisi, di progettazione, di gestione, di controllo, di verifica e capacità sanzionatorie con chi sgarra e/o tira a fregare. Nel "pubblico" dovrebbero lavorare i migliori talenti ed essere strapagati, cosi come ognuno di noi, potendo, si rivolge al migliore sulla piazza.

      Peccato che sia esattamente l'inverso.

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    15. @Lorenzo

      Il "privato" ti strangola solo se gli viene permesso di operare in regime di monopolio o di cartello

      Considera però una cosa. Anche se tu parti da una situazione di concorrenza perfetta, per motivi di costi arrivi sempre a un sistema di oligopolio.
      Esempio pratico: una sola azienda che costruisce 1 milione di automobili ti offre il prodotto a costi inferiori rispetto a 1000 piccole aziende che hanno una capacità produttiva di mille auto ciascuna.

      Prima ancora che i vizi o il malaffare, gli oligopoli / monopoli sono premiati dal mercato perchè, a parità di prodotto, la grande azienda è in grado di offrire le stesse tecnologie (se non migliori, per capacità di investimenti) rispetto a quella piccola.

      Diciamo che il settore pubblico dovrebbe avere un ruolo di arbitro per evitare degenerazioni.
      E' chiaro che qui la differenza è ovviamente fatta dalla qualità e dal livello evolutivo che una certa comunità (o popolo) ha saputo raggiungere nel tempo.

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    16. Tra tutto e niente ci sono infiniti stati intermedi. Tradizionalmente ogni Stato acquista prodotti e servizi dalla "industria nazionale". Cosa che forse può avere senso per gli armamenti ma non ha senso per qualsiasi altra cosa. Mettiamo il caso che agli Italiani serva un ponte in acciaio sopra il fiume pincopalla. Il compito del "pubblico" è fungere da committente, punto. Selezionare un fornitore ovunque nel mondo che abbia il migliore rapporto qualità/prezzo. Seguire i lavori, intervenire dove serve. Verificare alla consegna che il ponte sia conforme alle specifiche e realizzato a regola d'arte.

      Certo, in ogni settore si tende alla concentrazione. Ma, primo, il ponte lo possono fabbricare cento aziende locali e internazionali. Secondo, quando si verifica una concentrazione ECCESSIVA, interviene la opportuna commissione, se serve anche internazionale, che forza lo smembramento della concentrazione a livelli accettabili.

      Il mondo è grande, c'è spazio per un numero "n" di "grandi aziende". Ovviamente concentrazioni come Google sono eccessive e se il "pubblico" non interviene dipende dal fatto che sta fallendo ancora, come abitualmente fa.

      Il pubblico fallisce perché è auto-referente o al massimo riferisce ai gruppi di interesse di cui è espressione.

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    17. Il pubblico fallisce perché è auto-referente o al massimo riferisce ai gruppi di interesse di cui è espressione

      Come dicevo sopra, è chiaro che tutto dipende da come lo implementi. Ripeto, il settore pubblico di posti come Svizzera e Norvegia non è quello dell'Unione Sovietica.

      Il punto è che il privato fallisce e degenera tanto quanto il pubblico (vedi, appunto Unione Sovietica e vedi anche Globalizzazione)

      Mi permetto di insistere perchè, mentre l'Unione Sovietica è stata smantellata, la Globalizzazione è al suo apice (intesi entrambi come sistemi oligopolistici).
      Voglio solo porre l'attenzione sul fatto che stiamo smantellando gli Stati e, così facendo, lasceremo campo libero agli oligopoli, esattamente come in un sistema di tipo sovietico.

      Chi vi sta facendo smantellare lo stato brutto-sprecone, il dirittismo e balle varie vi sta apparecchiando un altro sistema oligopolistico.

      A me la possibilità di votare da casa con il PC e il telecomando per partecipare alle decisiioni parlamentari non è ancora arrivato.

      Capisci che ti voglio dire e in che senso faccio il discorso che faccio?


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    18. Tutto verissimo, ma voi parlate di massimi sistemi, di primo motore immobile aristotelico. E finché si rimane sulle idee funziona pure.
      Poi però c'è la pratica e allora tutto questa discussione finisce dove?

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    19. @Alahambra

      Non c'è niente di più pratico di una banca centrale che detta l'agenda dei governi europei, al riparo dal processo elettorale.

      Del resto i grossi operatori economici hanno in mano anche gli organi di informazione, per cui danno spazio all'urlo: casta-cricca-corruzione, per cui smantellano Stati e democrazie tra gli applausi.

      As simple as that.

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    20. Ognuno di noi ha i suoi pallini: io la coerenza, tu le banche, Lorenzo i comunisti, l'uomo la decrescita e via così...
      Ti rendi conto che stiamo parlando di un tizio che si è permesso addirittura di comprare una bottiglia di aranciata in un distributore automatico, e non dei problemi del mondo?
      Ora sono la prima a sostenere che sia necessario cambiare rotta, ma non è certo discutendo di pubblico e privato in un blog che si ottiene. Ma neanche scassando la minchia al bevitore di Fanta...

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    21. Riguardo lo Sato, NotteCoso, ragioni al contrario.

      Lo Stato non si smantella perché e quando dismetti una "industria di Stato". Semplicemente perché non fa parte degli attributi dello Stato quello di possedere delle industrie.

      Invece gli Italiani, liberi individui, si associano e si costituiscono in Nazione. Lo Stato è l'insieme degli apparati di cui si dota la Nazione, cioè la comunità degli Italiani, per provvedere tutte e sole le funzioni che, per loro natura, sono collettive.

      Prego notare che lo Stato che prescinde dalla libera associazione degli individui è quello che origina da un potere assoluto, monarchico, autocratico. In quel caso lo Stato prescinde la Nazione, cioè la macchina burocratica/amministrativa non serve gli scopi del Popolo, serve gli scopi dell'autocrate e gli scopi propri nella misura della sua auto-referenzialità. Il "Servitore dello Stato" non serve il Popolo, non serve la Nazione, concetto che sarebbe contraddittorio perché l'associazione di liberi individui non prevede servitori, invece serve l'apparato, serve il potere, il quale invece richiede servi, a diversi livelli.

      Detto questo, noi non stiamo smantellando lo Stato, stiamo smantellando il concetto di Popolo e di Nazione, cioè l'idea che gli Italiani si riconoscano in una comunità, che abbiano una propria comunità di intenti.

      Lo Stato sopravvive questo smantellamento perché, nella eccezione di cui sopra, cioè lo Stato che non emana dal Popolo ma vive di vita propria, come strumento di un potere autocratico, non ha alcun rapporto con i suoi "servi", cioè con noi. Lo Stato italiano si può trasformare senza soluzione di continuità un uno Stato transnazionale, con tutti i suoi burocrati, uffici, sedi di potere, eccetera. Quello che cessa di esistere sono l'Italia e gli Italiani.

      Invertendo il ragionamento, è chiaro che se gli italiani smettono di pensare a se stessi come Italiani ma si considerano "cittadini del mondo", lo Stato da cui si aspettano che assolva agli scopi comuni non è lo Stato italiano, è la filiale locale di uno Stato sovranazionale e svincolato da qualsiasi legame territoriale.

      Mi sembra evidente NotteCoso che parliamo e non ci capiamo. Quando dici Unione Sovietica non stai dicendo lo Stato dei Russi, stai dicendo un regime totalitario in cui il Partito Comunista è una organizzazione sovranazionale che ambisce ad estendere il proprio dominio su tutta l'umanità, ovunque. L'apparato amministrativo, tutte le funzioni collettive, non sono espressione degli scopi di una comunità locale di persone, sono indifferenti e nelle intenzioni universali. L'Unione Sovietica è lo Stato come lo intendono gli Italiani "cittadini del mondo" e infatti il filo conduttore che lega le due cose è evidente.

      Il contrario della Unione Sovietica non è il governo della "sinistra", è quello che non si vuole considerare, quello che viene definito dispregiativamente come "populismo". Cioè le Patrie, i localismi, ognuno padrone a casa propria.

      Prego notare, come dicevo prima, che la "sinistra" di oggi è esattamente e perfettamente in linea con la "globalizzazione" di cui si incolpa il "liberismo", infatti la globalizzazione è la premessa del Comunismo prima che del "liberismo". Proletari di tutto il mondo unitevi. Chi vive di inganni non fa distinzione tra un inganno e l'altro. I fatti sono una cosa, la retorica un'altra. Alle feste della Unità di quando fui ragazzo si mangiava la "cucina etnica" che oggi si associa alla "globalizzazione". Ante litteram.

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    22. "Ognuno di noi ha i suoi pallini: io la coerenza, tu le banche, Lorenzo i comunisti, l'uomo la decrescita e via così...
      Ti rendi conto che stiamo parlando di un tizio che si è permesso addirittura di comprare una bottiglia di aranciata in un distributore automatico, e non dei problemi del mondo? "

      Ecco, sulla coerenza non mi pronuncio ma potresti farti venire il pallino della comprensione dei concetti. Qui non stiamo parlando di UNO che ha comprato UNA bottiglia in UN distributore, stiamo parlando di TUTTI che comprano TUTTE le bottigliette in TUTTI i distributori. E questo è UN PROBLEMA DEL MONDO, infatti è evidente che il meccanismo dei distributori di bottigliette è generalmente insostenibile.

      Faccio un esempio: ogni tanto si legge l'articolo scritto dal solito mestierante in cui si racconta come le grandi multinazionali del "digitale" stiano cercando di trovare un modo per collegare ad Internet i miliardi di persone che vivono nei paesi poveri. E giù progetti di ogni tipo, tecnologie futuribili, tecnologie insolite, eccetera.

      In quel caso non parliamo di uno che si collega ad internet col suo furbofono invece di parlare dei "problemi del mondo", invece è il contrario, parliamo del fatto che invece di investire in una migliore gestione delle risorse, nella cura delle malattie o qualsiasi altra cosa, si progetta di fare girare degli aerostati sopra le capanne di chi beve acqua sporca cosi che si possa collegare anche lui a Facebook. E se questo non è un problema allora io non so cosa sia un problema.

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    23. Vabbe', dai, Alahambra è chiaro che un blog è solo un social dove fare 4 chiacchiere. E' anche chiaro che nessuno di noi (o perlomeno io) ha la pretesa di cambiare il mondo.

      Poi sai anche tu che la situazione è abbastanza drammatica da non dover essere presa seriamente, come gli illustri avi (italici) ci insegnano.

      Credo che comunque sia interessante parlare con la gente, sentire quale sia la percezione dei problemi, farsi un'idea dell'aria che tira.

      Certo, non c'è neanche bisogno di leggere un blog per farsi un'idea, è vero anche questo. Basta ascoltare le conversazioni sui mezzi pubblici o in coda alla cassa del supermercato.

      Poi, se vuoi, parliamo di calcio, di finale di Champions League, di amore, di musica, di cinema.
      Insomma, tu dicci pure tutto quello che vuoi, che tanto poi ti raddrizziamo noi la conversazione su Comunismo, Banche, Decrescita. Non ci credi ??! ;-)))

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    24. Notte, riesci sempre a strapparsi un sorriso :) Ci credo eccome ed il punto è esattamente questo: ci prendiamo tutti troppo sul serio qui dentro. Ogni tanto ridimensionare sarebbe opportuno...
      Lorenzo, come sopra: sono d'accordo con quello che dici, ma restiamo con i piedi per terra e molliamo il sesso degli angeli. Non serve a niente se non a parlarci addosso ancora un altro po' tutti belli tronfi e pieni di noi :)

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    25. Non so con che criterio ritieni di potere assegnare ad ognuno di noi la sua dimensione ideale. Per quanto mi riguarda siamo già al livello minimo, quello delle parole. Sotto questo c'è il mutismo della cosa inanimata.

      Un altro discorso sarebbe andare ad esaminare le azioni di ognuno di noi. Cosa difficile visto che siete tutti "anonimi".

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    26. > E' chiaro che il servizio pubblico della Svizzera o della Norvegia non è quello dell'Unione Sovietica.

      Ooooh....
      nottebuia ha citato, ad esempio, dei paesi del'europa settentrionale.
      Oooh :-o

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    27. Ahaha, Man...ma allora tu sei un provocatore...

      Oh, però avrai anche notato la sottigliezza che i due paesi citati sono fuori dall'eurozona... ;-)

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    28. Anche la Norvegia è sull'orlo del baratro con il 50% della popolazione di stranieri.

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    29. @Lorenzo

      si, ma tieni sempre conto che i norvegesi a casa loro governano e, se fanno entrare stranieri, è perché lo decidono consapevolmente. Puoi starne certo. Poi, dopo, tu puoi essere o non essere d'accordo con le loro decisioni, ma si tratta delle loro scelte e su questo non ci piove.


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    30. @Lorenzo

      Per dirti: in Norvegia non hanno rifatto due o tre volte un referendum in attesa che la risposta fosse quella "giusta" ;-)
      (ma anche in Svizzera, dove le consultazioni referendarie abbondano)

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    31. NotteCoso, sei riuscito a farmi incazzare.
      Non mi capacito come si possano scrivere certe corbellerie, come se la Norvegia sia invasa da stranieri come risultato di un astuto piano dei Norvegesi che ha come scopo quello di estinguere la loro etnia e ripopolare la Norvegia di africani. Mentre noi straccioni italiani siamo invasi dagli stranieri cosi, un po' per caso, senza averne l'intenzione.

      Come se i Norvegesi o gli Italiani potessero decidere di comportarsi diversamente. E nel caso degli Italiani, come se non avessimo Boldrini & Vendola, come se non celebrassimo ricorrenze inventate, una storia inventata, come se non avessimo un panteon di santi ed eroi che in realtà erano criminali e traditori, eccetera eccetera.

      Dai, su, smettila.

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    32. @Lorenzo

      Si, però vai sul sito ufficiale di Statistica Norvegese (Statistisk Sentral Byrå) e dai un'occhiata alla situazione: guarda da dove provengono gli immigrati in Norvegia Vai poi a controllare anche quanti ne sono stati espulsi, chi e perché, e dimmi se veramente hai l'impressione che loro non abbiano la situazione sotto controllo.

      (poi, per carità, può anche darsi che io mi sbagli e ci mancherebbe...)

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    33. Secondo me invece sono solo molto più avvezzi di noi, per prassi e per cultura, a nascondere lo sporco sotto il tappeto, dove noi mettiamo tutto in piazza. E nascondere, reprimere, sono comportamenti molto meno "salutari" rispetto a mettere tutto in piazza.

      Piccoli indizi come questo:
      http://it.wikipedia.org/wiki/Anders_Breivik

      Mi fanno sospettare che "la situazione sotto controllo" sia un pietoso eufemismo per dire che in quei Paesi, apparentemente tranquilli e controllati, il timer della bomba stia facendo tic tac.

      Aggiungo: l'idea che ci siano immigrati "regolari" e "irregolari", il termine "migrante" e tanta altra fuffa retorica servono a vendere la menzogna che il fenomeno sia "naturale", che sia "inevitabile", che sia "una cosa buona" e che sia "gestibile". Il tuo stesso commento spaccia l'idea che i Norvegesi abbiano "la situazione sotto controllo".

      Non è il mio mestiere, intuisco le ragioni di opportunità ciniche e il bisogno psicologico di rassicurazione. Entrambe le cose originano in un pensiero decadente e masochista e finiscono per alimentare decadenza e masochismo.

      La chiosa finale con "può darsi che mi sbagli" è insopportabile ipocrisia.

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    34. No, no: il può darsi che mi sbagli è sincero, perché non do niente per scontato ed io nonfaccio sconti nemmeno a me stesso.

      Tutto ciò io te lo dico perché la curva demografica è più o meno la stessa in tutta Europa. Se va sul sito dell'Istat e ti guardi i numeri delle nascite dal 1950 a oggi (Italia) e poi fai una proiezione, ti accorgi che nel 2050 la maggiior parte della popolazione avrà tra 70 e gli 80 anni.
      Quindi è evidente che questo Paese (come l'Europa) abbia una data di scadenza.
      Tra l'altro non capisco perché Uomo si affanni a fare tutto questo casino mentre gli europei dovrebbero essere incentivati perlomeno a fare mantenere la propria popolazione stabile, visto che l'andamento demografico ci dice molto male.

      A fronte di ciò, io deduco che evidentemente un apaese come la Norvegia stia provando a invertire o correggere la curva demografica, proprio per tentare di mantenere la popolazione stabile.

      E come lo fa? Innanzi tutto incentivando le famiglie Norvegesi (hanno anche gli asili nido dentro le aziende), poi andando a scegliersi i ragazzi tra 25 e 30 anni (magari laureati, con capacità e competenze) che vengono da Italia, Spagna, Francia, Inghilterra, sud Europa, est Europa.

      Occhio: nel 2014, dei 38.000 ingressi nella terra dei fiordi, circa 11.000 provenivano da Polonia, Lituania, Lettonia e Svezia. A tutti questi, provvedono a insegnare la lingua e le tradizioni norvegesi.
      Il 2013 è stato poi un anno record per le espulsioni: ne hanno rimpatriati circa 6000, di cui circa 2500 avevano commesso crimini.

      Capisci forse che cosa stanno facendo loro, i norvegesi ? Vogliamo poi andare a vedere come si stanno gestendo in Svizzera?
      Stai quindi tranquillo che tra 100 anni la Norvegia e i norvegesi ci saranno ancora, gli italiani no (per la gioia di Uomo).

      (e adesso si apra pure la flambata su immigrazione e decrescita)

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    35. Io invece vedo ANCORA fandonie e ipocrisia.

      Apertura (Repubblica di oggi):
      "Ancora migliaia di migranti sbarcati questa mattina nei porti siciliani dalle navi della Guardia costiera e della Marina militare. "

      Svolgimento:
      "Durante i controlli i medici dell'Asp 7 hanno riscontrato più di 300 casi di scabbia e 5 di varicella." (malattie che si vedono per via delle eruzioni cutanee, quello che non dicono per ovvie ragioni è quanti casi di TBC, Lebbra, Epatite e tante altre simpatiche affezioni che per essere diagnosticate richiedono test specifici)

      Chiusura:
      "Stanno ricevendo assistenza fino alla loro ripartenza, prevista per il pomeriggio di oggi con destinazione Piemonte, Lombardia e Emilia Romagna."

      Con tutto questo, nonostante i comunisti e i cattolici che OGNI GIORNO martellano sulla necessità di andare a prendere tutta l'Africa e tutta l'Asia per portarle in Italia e in Europa, gli immigrati in Italia sono ancora percentualmente MOLTI MENO che gli immigrati in Scandinavia, perché l'Italia è una Nazione di 50 milioni di persone mentre la Norvegia ne ha dieci volte meno, 5 milioni, meno della metà della popolazione della Lombardia, su un territorio largamente disabitato.

      Tra cento anni la Norvegia ci sarà ancora e ci sarà anche l'Italia. Ma nelle intenzioni di tutti saranno i nomi generici di località geografiche, senza nessun significato etnico, linguistico, storico o culturale.

      Quello che dovresti fare per verificare è confrontare la periferia di Milano con la periferia di Oslo.

      Inoltre, come dicevo sopra, siamo tutti qui a ridere e a scherzare e a leggere gli articoli-marchetta vomitevoli di Repubblica fintanto che il timer smette di fare tic tac e si cominciano a vedere i morti per le strade. Perché siamo qui a farci le seghe pensando a quanto sia eccitante il "mondo nuovo" che nascerà con la caduta della "civiltà occidentale" ma non consideriamo che prima del Rinascimento ci sono stati mille anni di Medio Evo.

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    36. Un'altra cosa: i "compagni" sono idioti per definizione quindi non si accorgono della ironia colossale per cui mentre noi abbiamo qui la Boldrini che sta ancora combattendo la "resistenza", nel "Paradiso dei Lavoratori", cioè in Russia, si sta ricreando una situazione uguale a quella della Germania degli anni '30.

      Non solo per via del Fuhrer che impone le mani sui bimbi con effetti taumaturgici quando non pilota bombardieri e non guida carri armati a torso nudo ma anche per via del fatto che alle parate militari, insieme a ogni sorta di nuove armi, sfilano ragazzoni biondi di etnia slava purissima, non c'è una faccia o un colore di capelli anche solo leggermente differente. Se si affaccia un Vendola sulla Piazza Rossa lo manganellano e lo fanno sparire in qualche segreta.

      In quei famosi 100 anni possono succedere tante cose. La maggior parte brutte o bruttissime. Noi ce le andiamo a cercare cantando "bella ciao", grazie a sapete chi, sapete perché, sapete come.

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    37. Scusa, ma dovresti incazzarti con Uomo, non con me. E' lui che sta sbraitando di non fare figli anche in Europa dove siamo a crescita negativa.

      Dopodicchè, il mio discorso sulla Norvegia era (ed è) relativo al fatto che hanno mantenuto la propria sovranità, e prendono le loro decisioni, giuste o sbagliate che siano. Sono le LORO decisioni a casa propria, non quelle di soggetti terzi.

      Altro punto: quando uno vuole prendere delle decisioni, si deve dare gli STRUMENTI per poterlo fare. Noi abbiamo allegramente messo in mano a terzi tali STRUMENTI per poter esercitare la sovranità.

      E attenzione: naturalmente avere gli strumenti non significa poi prendere le decisioni giuste, sia chiaro. Ma converrai con me che senza strumenti è oggettivamente difficile attuare la propria volontà.

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    38. Lo dici tu che hanno mantenuto la "sovranità" e come corollario di questa tua idea c'è quello che ho scritto sopra e cioè che mentre noi ci stiamo suicidando inconsapevolmente, loro lo stanno facendo apposta. Usano la loro supposta "sovranità" per decidere liberamente l'auto distruzione.

      Che è un concetto paradossale e se non te ne accorgi peggio per te.

      Io non mi incazzo ne con te ne con UomoCoso. Altrimenti mi dovrei incazzare con chiunque. Non sono incazzato, sono disperato, come poteva esserlo Cassandra vedendo portare dentro il Cavallo di Legno.

      Riguardo UomoCoso, non lo conosco quindi non so bene da che direzione arrivi. Posso ipotizzare che in lui ci siano dei riflessi condizionati che gli derivano dal vissuto, dalla gente che frequenta. Lui vive in un eremo sugli appennini e si reca a lavorare a Bologna, tutto questo definisce un certo tipo di ecosistema, popolato da un certo tipo di persone. Quelle a cui dobbiamo il ministro congolese. UomoCoso o si uniforma oppure per non impazzire è costretto a spostarsi di lato, in un piano del tutto metafisico dove può vagheggiare di demografia senza considerare le questioni pratiche, che sono tutta un'altra cosa. Mi devo incazzare con UomoCoso? Sarebbe come sparare sulle Croce Rossa, maramaldeggiare.

      Mi incazzo un po' con Francesco, perché lo capisco bene, lo conosco senza conoscerlo e non sopporto certi suoi riflessi condizionati "falce e martello" che poi un secondo dopo nega. Però capisco che, nonostante lui di dichiari "laico", cioè facente parte del popolo comune e non del clero, puoi portare via il comunista dal comunismo ma non puoi portare via il comunismo dal comunista, certe cose sono saldate cosi in fondo nell'anima di Francesco che non c'è verso di toglierle di mezzo.

      Nel caso tuo la cosa fastidiosa (per me ovviamente) è questa posa inutilmente intellettualistica, che fa parte anch'essa di una amplissima e noiosissima letteratura di genere. In questo caso per esempio straparli di "sovranità" e di "scelte consapevoli" cercando di vendere l'idea che i Norvegesi abbiano pianificato scinetemente le loro periferie-ghetto, invece di avere fatto esattamente come noi, per lo stesso motivo, a causa delle stesse persone e delle stesse ideologie. E confondi il fatto che in Norvegia al telegiornale non facciano vedere i Centri Sociali che tirano sassi a Salvini col fatto che siano tutti felici e contenti di essere sopraffatti dagli immigrati. Poi ignori a bella posta la domanda di cosa sarebbe successo in Italia se un "fascioleghista" avesse preso bombe e fucile e avesse fatto una strage di ragazzi militanti del PD, come è successo in Norvegia.

      Poi la frase "noi abbiamo". Noi chi? Io no di sicuro. Io sono andato DI PROPOSITO a fare l'alpino invece di fare il servizio civile come tutti voilatri. Non provo nemmeno a spiegare il ragionamento che ci sta dietro, però mi girano quando poi devo leggere le prese per il culo di chi mi invita ad "andare a mitragliare" i "migranti".

      Non è affatto questione di strumenti, se vuoi piantare un chiodo e non hai il martello ti arrangi con qualsiasi cosa. Ma devi volere piantare il chiodo.

      Nei milioni di Franceschi italiani invece c'è questa idea che l'Italia come Nazione, quindi legame di sangue, lingua e cultura, sia una aberrazione che deve essere eliminata in nome di una specie di "umanitarianesimo" per cui devono essere eliminate tutte le differenze concettuali e fisiche tra due esseri umani qualsiasi. Salvo poi parcheggiare il Mercedes a qualche isolato dalla riunione dei "compagni" per non farselo incendiare.

      Tutto questo è una ripetizione ennesima di cose già dette.

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    39. E siccome sono fatti, non chiacchiere sui massimi sistemi, eccoci:
      L'italia sono anch'io

      Cose come queste certo sono conseguenza della "sovranità" ceduta, non della merda che è stata ficcata in testa alla gente in questi 70 anni di "bella ciao". Non abbiamo gli "strumenti". Bla bla.

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    40. Apprezzo indubbiamente il taglio letterario, di più in questo caso (io) non riesco a vedere, e può darsi che sia per miei limiti (anzi sicuramente).

      Come Uomo, finisci per gettare tutto sull'aspetto passionale, quindi che altro ti posso dire?

      Ti porto i dati ma poi va a finire che sono solo i soliti freddi numeri che non spiegano i veri fenomeni sottostanti: quelli che noi umani intrappolati nella matrice (come me o Francesco) non siamo in grado di comprendere. Eccerto, non abbiamo la tua capacità di visione e di comprensione dei fenomeni, come abbiamo fatto a non capirlo prima?

      D'altro canto, è vero anche che gente come me o come Francesco deve fare un atto di fede perché poi va a finire che tu invece ci porti opinioni e fotografie (in questo specifico caso). E allora va bene anche così.

      Servire la patria? Non devi venire a fare certi discorsi a me, amico, perchè se mi spolvero la spalla si vedono i gradi, che si son quasi tatuati. Lascia perdere.

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    41. Oh, a questo punto diventa un problema capire se ci sei o ci fai con la storia dei "dati" che dici di portare.

      Primo, la questione della sovranità ceduta non ha niente a che fare con il fatto che quando viene incaricato un Presidente del Consiglio del PD, quindi di estrazione cattocomunista, si nomina un ministro solo perché africano, a rappresentare i "nuovi italiani". E non ha niente a che fare col fatto conseguente che questo ministro africano sale in cattedra e ci fa il predicozzo per rinforzare la convinzione insita negli Italiani di essere delle merde.

      Secondo, la sovranità ceduta non ha niente a che fare col "voto simbolico" linkato sopra, che vorrebbe rappresentare il concetto innovativo del passaggio dallo "jus soli", cioè basta partorire in Italia per garantire la cittadinanza di fatto a tutta la tribù, al C.I.A.O. cittadinanza italiana automatica obbligatoria, da estendere a tutta l'umanità, volente o nolente.

      Terzo, l'espressione "ti porto i dati" mi fa ridere. Te sei la stessa persona che sostiene che i fenomeni sono infinitamente complessi e la stessa persona che sostiene che gli Italiani devono smetterla di auto flagellarsi ma qui sostieni che i tuoi "dati" siano significativi e che i Norvegesi, pur essendo nella merda molto più di noi perché sono solo 5 milioni, sono migliori di noi perché, grazie alla loro "sovranità" nella merda ci si tuffano di proposito, mentre noi ce la facciamo tirare addosso dagli altri.

      Sui gradi tatuati io stenderei un velo pietoso, si apre un'altra parentesi da Caporetto al Don.

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    42. Francesco mi fa incazzare ma mi è familiare, è come uno dei miei amici d'infanzia o come uno dei miei parenti. Non capisce un cazzo ma è questione di sfiga perché veniamo più o meno dallo stesso posto.

      Tu invece non mi fai incazzare ma mi intristisci, un po' come fa UomoCoso quando cerca di evitare la questione fondamentale e cioè che il fatto di essere immersi nella merda non dipende dal "nemico esterno", dipende dalla qualità media degli Italiani. La qualità media degli Italiani è conseguenza degli eventi storici.

      Anche in questo caso riguardo il fenomeno comune della immigrazione da altri continenti verso l'Europa invece di trovare l'elemento comune andiamo a cercare il "nemico esterno" e anche ad inventarci una differenza (tra Norvegia e Italia, la Norvegia che importa immigrati di proposito, l'Italia che invece subisce l'immigrazione come decisione di altri) che non esiste e che se esistesse sarebbe paradossale.

      La soluzione a questo punto esiste anche se è difficilmente praticabile. Consiste nel prendere la macchina, fare un giro per la periferia di Milano, poi prendere la autostrada, guidare fino in Norvegia e fare un giro per la periferia di Oslo. A quel punto potremmo raccogliere le testimonianze dei vecchietti milanesi e osloesi su come si vive nel ghetto accanto ai simpatici "nuovi italiani" e "nuovi norvegesi".

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    43. Nota bene: io continuo a sostenere che l'immigrazione è strumento di un progetto di ingegneria sociale su scala planetaria che nello specifico punta all'annientamento dei popoli europei. Quindi, non solo è impossibile che questo piano funzioni in un modo in Italia e nel modo opposto in Norvegia, inoltre un piano del genere può funzionare solo perché a tutti gli Europei contemporaneamente viene applicato il lavaggio del cervello in modo che provino piacere nell'essere sodomizzati e che ringrazino per il favore. In altre parole, sono gli Europei che aprono le porte e fanno entrare il Cavallo di Legno, è colpa loro.

      Ma figurarsi, qui non riusciamo a fare un ragionamento sensato sul sistema pensionistico perché certi argomenti sono dogma di fede, non c'è speranza di riconoscere che l'immigrazione non è una "opprtunità" nel linguaggio del venditore ma è una catastrofe astronomica e non c'è speranza di riconoscere le responsabilità dei demagoghi e del demos che si fa menare per il naso tutto intorno.

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    44. Perché i "dati" dimostrano che gli immigrati (politicamente corretto: "migranti" che diventano "nuovi italiani") pagheranno le nostre pensioni e faranno i lavori che gli Italiani non vogliono fare.

      NotteCoso sposta nella Norvegia di oggi il mantra che io mi sentivo ripetere vent'anni fa quando il progetto di annientamento è diventato palese.

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    45. E da chi è ordito questo piano di ingegneria sociale, secondo te? Come? E a che scopo?
      E perché le classi dirigenti europee lo permettono?

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    46. Non ho accesso a queste informazioni. Posso solo ipotizzare che esistano delle elite sovranazionali con le risorse necessarie a influire sui fenomeni di scala planetaria. Volendo trovare un riferimento storico è inevitabile ritornare alle famose potenze giudo-pluto-massoniche della Buonanima a cui veniva imputato il volere strangolare l'Italia e in generale le potenze economiche europee continentali impedendogli l'accesso a quelli che allora erano i territori di oltremare e gli imperi coloniali, con i relativi mercati, giacimenti di materie prime, eccetera. Se vai a vedere i discorsi del Fuhere dei Russi, girano attorno allo stesso argomento e alle stesse risposte, cioè nazionalismo, sindrome di accerchiamento, militarizzazione, xenofobia, culto della purezza della "razza", eccetera.

      In ogni caso, ripeto quanto detto in passato. Basta prendere un atlante geografico, localizzare l'Eritrea, valutare le distanze in gioco tra Eritrea e Italia, considerare i problemi logistici collegati allo spostamento di migliaia o milioni di persone. Inevitabilmente si deve concludere che un fenomeno del genere non può essere ne spontaneo ne auto-finanziato dai famosi "ciabattanti". Ci deve essere una organizzazione capace di provvedere al reclutamento e alla logistica e dotata dei fondi per pagare tutto. Se esiste una organizzazione, esistono esecutori e mandanti.

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    47. Le "classi dirigenti".
      Se ci riferiamo a Vendola o a Boldrini o anche a Salvini, sono persone che, partendo da un loro vissuto, ad un certo punto hanno deciso che si vive meglio vivendo di "politica" piuttosto che vendere Folletto porta a porta.

      Il loro vissuto è necessariamente coerente con quello di ognuno di noi, quindi sono della stessa natura dello "italiano medio", con gli stessi pregi e difetti. Poi subentra il mestiere del venditore che si rivolge ad una propria clientela per vendere un prodotto. Mi dicono che i venditori se vogliono avere successo devono auto-convincersi che la cacca che vendono in realtà è cioccolata purissima, quindi non fatico a pensare che un Vendola si auto-convinca delle cose che poi vende agli altri.

      Se io facessi parte delle elite sovranazionali di cui sopra ovviamente farei quanto necessario per assicurarmi che ci siano le persone giuste nei posti che contano. Possono essere sia complici al corrente del progetto che si prestano per partecipare alle spoglie, sia essere pedine inconsapevoli, che assolvono una funzione utile senza capire le conseguenze o perché obnubilati da una fede o perché condizionati a non pensare o perché franza o spagna basta che se magna.

      Il guaio comunque non sono le "classi dirigenti", concetto che implica ancora la dicotomia tra una aristocrazia di potenti e sapienti e una plebe di minus habens. Il guaio invece è il modo di pensare di ogni singolo europeo, che è condizionato ad odiare se stesso, al masochismo e alla auto distruzione.

      Quello che ho appena scritto è quello che dice Putin, a ragione. Poi lui adotta una ricetta già vista che storicamente non ha dato buoni risultati. Al momento non saprei proporgli una soluzione alternativa. Ma l'analisi è corretta.

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    48. Lo vedi che se ti fermi a riflettere con calma ti rendi conto da solo che non esiste un circolo di optimates mondiali che sta portando avanti un progetto di ingegneria sociale per far scomparire gli europei? Non c'è, e non ci sono nemmeno i rettiliani.

      Anche perchè la maggior parte delle elites che contano a livello mondiale sono di estrazione occidentale (per ora), quindi mi sembra difficile che possano portare avanti l'annientamento delle popolazioni europee dalla Norvegia alla Grecia, dal Portogallo alla Bielorussia.

      C'è casomai una serie di elites (come le chiami tu), che hanno semplicemente interesse ad accumulare ricchezza e potere e se ne fregano bellamente di qualsiasi conseguenza. Loro passano il tempo sui red carpets o sullo yacht, si limitano a nominare uns serie di manager che agiscono secondo la logica dei soldi. Punto.

      Per dire: se hai un impero immobiliare, tu avrai interesse a acquistare terreni in periferia, renderli edificabili, costruirci palazzi di 15 piani, far lavorare extracomunitari in modo da pagarli in nero (magari riciclando anche danaro sporco), coinvolgere speculatori finanziari e infine trovare dei poveracci a cui far pagare un mutuo trentennale a tasso di interesse conveniente per te e per le finanziarie.

      In tutto questo un extracomunitario che entra in europa e lavora in condizioni precarie, o che si accende un mutuo per comprarsi la casa ti fa schifo?
      Chi se la compra la casa? Gli italiani che ne hanno già 2 a testa?
      Ne entra uno che lavora e uno che delinque? Va bene lo stesso: quello che delinque è assoldato nella mafia che produce i soldi da riciclare.

      In questo giro poi ci guadagna la mafia con i centri di accoglienza, ci guadagnano certi politici perchè fanno favori agli imprenditori, e via così. Tutte cose note a tutti.

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    49. Lo dici tu che non c'è.
      L'osservazione dei fenomeni dice che ci deve essere.
      Il fatto che io non lo veda non significa che non c'è, significa che per ora non ho gli strumenti per vederlo/provarlo.

      Le "elite" quali? Secondo te per un Rothschild il concetto di Norvegia o di Grecia, per non parlare di Nazioni semi-inventate come la Bielorussia, ha un qualche significato?

      Questo discorso è inutile. Il punto di partenza è che tu, come UomoCoso, davanti alla semplice osservazione che non si spostano milioni di persone senza disponibilità di risorse, davanti alla osservazione che questo è appunto il motivo per cui migrazioni su larga scala non sono mai state fisicamente possibili per i poveri ma solo per le grandi potenze, fai scattare l'interruttore delle tre scimmiette e ti resetti su una messa a fuoco molto più ravvicinata e quindi dalle grandi distanze e masse di milioni si passa alla costruzione di palazzi in aree agricole.

      Le conseguenze della immigrazione sono poi una cosa non vogliamo considerare per ragioni psicologiche ovvie. Siccome abbiamo vagamente presenti episodi storici similari con le loro conseguenze, facciamo scattare anche li l'interruttore delle tre scimmiette e ci illudiamo che questa volta finirà con una festa.

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    50. Un po' come il discorso di Dalema che cito spesso, il quale era tutto contento che l'immigrazione avrà sulla Europa le stesse conseguenze che ebbe quella dei Germani sull'Impero romano. La sua contentezza ha due presupposti, il primo che lui vede nell'impero romano un male, una piaga da cauterizzare non importa a che prezzo. Il secondo è che a lui non importa il prezzo, perché anche Lenin concordava sul proverbio che non si può fare la frittata senza rompere le uova.

      Poi ci sono anche quelli che si resettano sulle speculazioni immobiliari, la mafia, eccetera. Cosa vuoi che sia l'immigrazione, è solo un dettaglio secondario davanti a problemi molto più rilevanti. E questa è una cosa che puoi pensare solo finché l'immigrazione è un concetto astratto, cioè non sei il vecchietto che vive nel ghetto.

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    51. Vabbe' ma è chiaro che a questa stregua allora non puoi nemmeno escludere che tra noi siano presenti una famiglia di "eletti" atterrati sul pianeta Terra 5000 anni fa e che si stiano tramandando il potere da secoli, passando dalle famiglie imperiali alla nobiltà medievale, per poi finire alle famose elite che controllano grandi gruppi economici.
      Non so, magari erano gli stessi che avevano inseminato il brodo primordiale terrestre e ora proseguono nei loro test...

      Perdonami, ma io sono un po' gretto e alla fine vorrei fare 2+2 e trovare, anche nella fantasia più sfrenata, ipotesi che abbiano un minimo di plausibilità logica e di possibilità concreta di esistere.

      Io continuo a non vedere come 10 o 12 famiglie ricche di origine europea possano sedersi intorno a un camino per decidere di pianificare un esperimento di ingegneria sociale facendo sparire la popolazione europea. Per me è una cazzata, anche come mera ipotesi di fantasia. Non sta in piedi. Correggimi se secondo te sbaglio, ma dammi qualche motivo logico per cui una ipotesi del genere possa avere un senso.


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    52. No, non ci capiamo.

      Faccio un ultimo tentativo: è fisicamente impossibile che un povero straccione che vive in Eritrea si metta in viaggio in ciabatte insieme a migliaia o milioni di sui compaesani e attraversi continenti, deserti, fiumi, zone di guerra e mari senza che esista non solo una rete di supporto logistico ma qualcuno che la finanzia.

      Ci sono infiniti esempi storici riguardo la difficoltà di muovere gente da un punto ad un altro della Terra, su distanze molto più brevi di quelle che stiamo considerando.

      Come dicevo, i poveri non si sono mai spostati, chi si sposta deve avere i mezzi economici e tecnologici per farlo, quindi è una super-potenza. Gli Spagnoli che hanno colonizzato il Sud-America erano la super potenza del loro tempo eppure all'inizio tutto quello che potevano fare era spostare qualche centinaio di soldati con il minimo di equipaggiamento. Portare un cavallo dalla Spagna all'America era come oggi mandare un cavallo sulla Luna.

      Oggi ci raccontiamo la fola che appaiono migliaia di africani in mezzo al mare e ci sono arrivati in ciabatte, partendo da un contesto da cui fuggono in quanto (in teoria) profughi.

      Non sei gretto, è che preferisci non pensare a certe cose. Non chiedermi però di assecondarti.

      Quando dici "10 o 12 famiglie" stai mettendo tutto in burletta. Fossi in te invece allargherei un attimo la messa a fuoco, per esempio includerei le multinazionali che spostano persone, materie prime e prodotti finiti da una parte all'altra e creano foreste oppure deserti dove gli pare, multinazionali farmaceutiche che fanno il calcolo su chi vive e chi muore e volendo fanno ogni sorta di esperimento alla Frankestein, il complesso militare che costruisce macchine che costano più del doppio del loro peso in oro e le vendono ai governi, che le mettono a bilancio insieme alle aspirine e ai pannoloni, eccetera.

      E' tutto una cazzata. Va bene. Tanto al mio livello di protozoo posso espandere appena o contrarre la mia membrana ma la mia possibilità di modificare gli eventi è zero, quindi che sia A oppure Non-A alla fine non fa differenza. E' solo una speculazione filosofica.

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    53. Facciamo una ipotesi plausibile: gli immigrati ci pagheranno la pensione e faranno i lavori che noi non vogliamo fare. Bella Ciao, tutti contenti. Va bene cosi?

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    54. Ma scusa, è sufficiente che io sia un mafioso: creo un casino, come con la munnezza e a quel punto la comunità europea o qualcuno deve mettere sul piatto i soldi per gestire l'emergenza (e lo fa come dico io, perché la politica è spesso infiltrata da mafia e affari).

      A quel punto gestisco il traffico pagando gli scafisti e tutti i personaggi sul percorso. Arriva gente che faccio lavorare in agricoltura in tutto il sud Europa per 10 euro al giorno e poi rivendo la frutta a peso d'oro nel tuo supermercato.

      Il resto del panorama industriale non dice niente sull'immigrazione perché son tutti contenti di trovare mano d'opera a basso costo e far concorrenza ai poveri europei che devono accontentarsi di paghe più basse. Eccetera.

      Per me la realtà è molto più vicina a questo tipo di approccio cinico da parte di tutta la catena di persone che ha solo da guadagnare in questo casino dell'immigrazione (certamente voluto e consentito da chi ha potere, perché ha da guadagnarci qualcosa).

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    55. Il mafioso non ha ne l'intelligenza ne le risorse per spostare MILIONI di persone da una parte all'altra. Ancora, non cogli le dimensioni della faccenda.

      Inoltre, al mafioso basta molto meno per arricchirsi, gli basta fare le cose alla scala che dicevi, cioè speculare sulla monnezza o su qualsiasi altra cosa "locale".

      Io non so tu dove vivi. Questa "industria" che impiega gli immigrati deve essere nascosta proprio bene perché qui dove vivo io è tutto raso al suolo. Proprio ieri leggevo di un progetto di "riqualificazione" nell'area del mio Comune che si fonda sull'abbattimento di grandi aree industriali dismesse per creare parchi e costruzioni di edilizia convenzionata con finalità "sociale". Se poi esco dal mio comune e faccio un giro in Brianza, idem, sembra The Day After.

      Pensala come vuoi. Ok, approccio cinico.

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    56. Sul concetto di stato che si comporta come fine a se stesso non sono d'accordo. Se lo stato o le classi dirigenti si comportassero cosi' ci sarebbero rivolte ogni giorno, invece no il modo di agire delle classi dirigenti trova il plauso di gran parte della popolazione, popolazione da una parte ideologizzata dall'altra presa da meschini interessi. Intendiamoci l'immigrato serve ad una popolazione come quella italiana con l'età media di oltre 40 anni, per accudire gli anziani, serve agli imprenditori che risolvono il problema dei salari pagando 4 lire al primo immigrato trovato in mezzo alla strada, serve come manovalanza criminale. A Roma molti romani perbene in caso di liti chiamano gli zingari come strumento per risolvere le controversie. e Renzi e compagnia bella prendono voti. In Giappone nonostante il disastroso crollo della natalità l'immigrazione è un fattore marginale e fanno entrare gente da paesi che dicono loro e con una certa qualifica. (coreani, filippini anche cinesi) non disperati attaccati a libri vecchi di 2000 anni. Gli anziani li vengono assistiti da robot e da centri ultraspecializzati, non come in italia dove l'anziano se non ha la badante non è contento.

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    57. aggiungo l'immigrato serve anche ai sindacati, quando ti presenti in un centro sindacale vedi tutti stranieri. L'italia è la rappresentazione qi quello che è e vuole essere

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    58. In Giappone non esistono periferie che scoppiano e li il vero periocolo è la loro mafia la Yakuza

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    59. Ci sono troppe persone che campano, lavorano, speculano, prendono voti, hanno riconoscimenti "morali" proprio sostenendo e aumentando il problema dell'immigrazione di massa.
      E' un circolo vizioso che si auto alimenterà fino a che il peso della struttura e le tensioni che essa alimenta porteranno a drammatici e repentini cambiamenti (una sorta di collasso da cui emergerà una società decisamente più rozza e semplificata, v. Soumission di Michelle Houellebecq, La Fine del mondo storto di Mauro Corona, etc.)

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  5. Nel "pubblico" dovrebbero lavorare i migliori talenti ed essere strapagati, cosi come ognuno di noi, potendo, si rivolge al migliore sulla piazza.

    Ed anche avere carta abbastanza bianca sulle riforme "impopolari".


    Ritorno più' su all'intervento di Lorenzo:

    Il "pubblico" non esiste se non come libera associazione di individui che hanno uno scopo comune. Dobbiamo smetterla di pensare che il "pubblico" abbia una sua esistenza indipendente e ad un livello superiore all'individuo-servo, al protozoo che vive sopra l'elefante.

    Totalmente d'accordo.

    Al massimo, per migliorare l'efficienza e la comodità, ci si può mettere d'accordo tra liberi individui affinché un certo esercizio aperto a tutti abbia una sempre certa dotazione minima, per esempio che un distributore debba avere obbligatoriamente un gabinetto e una fontanella e un riparo dalle intemperie.

    Unica cosa sensata da fare. Individui fisici, che si conoscono e si guardano negli occhi, che non si raccontano storie, che non hanno condizionamenti mentali.
    E che sanno imporsi il giusto per far rispettare la cosa (che e' in fondo sensata/utile per tutti)

    Comunque il discorso che facevo sopra era differente e cioè che la gente ottiene quello che la gente vuole.

    Infatti.

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    1. @bulutn

      Non ti offendere, questa è un po' acqua calda. Tu sei una persona di un certo livello e di una certa preparazione e hai tutti gli strumenti per capire cosa ci sia tra le righe di questa discussione.

      Come dicevo a Lorenzo, il comparto pubblico (e, in generale gli Stati) oggi vengono smantellati evidenziando sprechi, difetti, inefficienze.

      Giustissimo, per carità: però questo non viene fatto per sostituirli con sistemi più giusti ed efficienti, ma per lasciare campo libero a oligopoli industriali.

      Detto in altri termini: stanno smantellando stati e democrazie europee. Lo vedete ache voi o lo vedo solo io?

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    2. Hai detto una cosa falsa. Gli Stati non vengono smantellati.

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    3. Detto in poche parole
      Il pubblico soffre di inefficienze, incompetenze, assistenzialismo, parassitismo diffuso.
      Il privato di ingordigia, di frenesia delfare (danni), parassitismo acuto, espansionismo a tuo danno.
      Entrambi di vari alti problemi come la corruzione, la mancanza di senso della cosa pubblica, di etica pubblica.

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  6. Ma insomma, era una fanta. ...

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  7. Storie di vita vissuta...
    Prezzo della tavola calda: circa 10 euro.
    Reazione: mi porto il pranzo da casa (2-3 euro; anche meno quando posso attingere all'orto)
    Prezzo del caffè alla macchinetta: aumentato da 0.50 a 0.65 euro dal giorno alla notte (eh, la deflazione, dovete capire, è per questo che il mio stipendio è bloccato dal 2008)
    Reazione: che se lo bevano loro, mica sono drogato di caffè?
    Prezzo dei carburanti: non in linea con l'andamento della materia prima, accise in continuo aumento
    Reazione: accordi coi colleghi, eliminazione del diporto da tempo libero, velocità max 60/70 km/h, abbattimento dei consumi mensili del 70% (come minimo)
    Autovelox: pervasivi, truffaldini e vessatori
    Reazione: rispetto ostentato, alla lettera e con largo margine, dei limiti di velocità (con conseguente intralcio del traffico) -- non incasseranno mai una lira dal sottoscritto, pagano con una perdita d'efficienza del sistema dei trasporti
    Prezzo dell'abbigliamento: non in linea con la qualità (pessima) e la durabilità
    Reazione: complice una corporatura che non è cambiata negli anni, recupero sistematico dei vecchi abiti di gioventù ormai smessi ed accantonati; scambio di abiti usati con parenti ed amici che cambiano corporatura
    Prezzo delle calzature: demenziale, anche in questo caso con qualità non corrispondente alle pretese
    Reazione: son due anni che uso esclusivamente un unico paio di scarponi da trekking d'ottima qualità - cari, ma comodi e indistruttibili
    Prezzo del "fresco": in costante crescita (ancora quella maledetta deflazione)
    Reazione: coltivazione in proprio, scambio con parenti ed amici (ancora oggi ho portato a casa quattro kg di ciliegie, donati da una coppia di anziani in cambio delle mie "prestazioni" di raccolta)
    Iva: al 22%, con prospettive di crescita al 25.5%
    Reazione: baratto, accordi informali, scambio di favori, abbattimento fin dove possibile del ricorso al denaro, "abusivismo"
    Parcheggio: quasi impraticabile se non a pagamento
    Reazione: fin dove possibile, evito le città; in caso di costrizione, parcheggio "distante" e uso i piedi; in casi estremi, metto una vecchia Graziella nel baule
    Devo andare avanti?

    La rinuncia è un'arma.
    Che chi crede che "mercato" significhi "strozzinaggio" si suicidi pure col suo "mercato".
    O abbassi la cresta.

    P.S. Nelle città è diventata prassi (tentare di) costringere a pagare anche per una semplice minzione. Quelle rare volte che non posso evitare d'andare in città porto sempre con me una bottiglia, inizialmente piena d'acqua (di rubinetto o di fonte). Esistono i cassonetti.

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    1. Grazie MKS.
      Ti voglio bene.
      Ahaha, quasi quasi mi stai dando un'idea.
      Dovrei riportarmi a casa la mia plin plin dall'ufficio in modo che la possa riportare da dove viene, alla terra e alle flora. Non so, non sono (ancora) così radicale.

      Se il mondo fosse con gente così andrebbe molto meglio.
      La libertà e l'autonomia sono preziose ed hanno un costo.
      Tu, Lorenzo, Gaia, etc. con le vostre rinunce siete sabbia negli ingranaggi di un sistema sempre più patologico.

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  8. @ Lorenzo
    Scusa ma ho cambiato idea circa il proseguimento della discussione nella pagina "Invalsi". Non ho proprio voglia di imbarcarmi in uno scambio fluviale sul tema. Non prenderlo come un segno di spregio nei tuoi confronti perché non lo è. Semplicemente, ci ho pensato ed ho concluso che non serve a nulla.

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    1. Bah, la stessa considerazione la puoi estendere a qualsiasi argomento, quindi cosa scrivi a fare?

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    2. Sì, in sostanza hai ragione. La differenza è che su quell'argomento mi sarei dilungato particolarmente e avrei rischiato di farmi coinvolgere in una disputa più accesa di quanto vorrei.

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    3. Quindi è che sei un codardo.

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    4. E vai con l'insulto! (tra l'altro, immotivato)
      Siccome so che sei molto attento al significato delle parole, mi esprimerò con più precisione: non ho voglia di accendere una inutile disputa. E questo, ribadisco qualora servisse, non per spregio nei tuoi confronti.
      Ora, se ritieni di insultarmi nuovamente nella più assoluta assenza di provocazione direi che c'è qualcosa che non va.

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    5. Ne sono certo. Prima che tu parli, Persiano, sappi che a Sparta ogni uomo, finanche il messaggero di un re, risponde personalmente delle parole che pronuncia. Dunque, quale messaggio ci porti?

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    6. Non capisco quale gioco stai tentando di giocare.

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    7. Lascia perdere non è importante.

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    8. Va bene, concordo. Continuo a leggerti con interesse.

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  9. Oggi, lo confesso, mentre aspettavo in aeroporto mi e' tornato in mente il discorso delle macchinette.
    Mi sono avvicinata a quella appena fuori gli arrivi dall'estero, e ho guardato i prezzi: da infarto! 7 volte il prezzo delle macchinette usuali. Ovviamente, il prezzo dei generi si adatta al luogo in cui si e'. Se non fosse così, sarebbero sempre vuote. Così' invece non fanno concorrenza ai bar.

    Ho pensato anche: ma chi ha voglia di comprarsi qualcosa alla macchinetta dopo avere volato Turkish o Lufthansa? Ti riempiono di cibo/bevande/acqua, di qualità' molto decente, tra l'altro.
    Non oso pensare quanto siano vecchie le cose dentro le macchinette, dentro quella macchinetta in particolare, poi, imbucata in un anfratto degli arrivi internazionali.

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  10. Lorenzo: "Quindi, nessuno va a questionare il "diritto" a pagare l'aranciata, però dove distributore di aranciate non c'è la fontanella per quelli che non hanno l'esigenza della aranciata. Da cui tutti sono obbligati a mettere qualcosa dentro il distributore. Viene meno il "diritto" di non pagare l'aranciata."

    Un aneddoto, che vi racconto solo perché ho voglia di schiacciare un po' di tasti.

    Nei pressi delle Capanne di Marcarolo (un paesino in un parco naturale) era stata allestita un'area con tavolini perché la gente potesse fermarsi e mangiare sotto agli alberi. Un sacco di gente se la spassava in modo rustico e un po' spartano, senza spendere un centesimo.
    Un bel giorno, il proprietario d'una cascina adiacente decide di ristrutturare ed aprire un agriturismo.
    L'ente parco, nel giro di poco, s'accorge che la gente che frequenta l'area di ristoro, col suo calpestio danneggia irrimediabilmente la crescita dei faggi. Le dirigenze decidono che l'accesso all'area deve essere inibito e provvedono a farla recintare.
    I visitatori non possono più accedere all'area attrezzata; parte di essi si sparpaglia bivaccando per il parco; l'agriturismo offre i suoi servizi alla rimanente parte dei visitatori.
    Sono assolutamente convinto della mancanza di legami tra la chiusura dell'area picnic e l'apertura dell'agriturismo. Sono altresì convinto che sostenere una qualsiasi forma d'immanicamento tra il titolare dell'agriturismo e le dirigenze del parco sia null'altro che un'illazione gratuita ed infondata.
    Al mondo esistono le coincidenze.

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    1. Ma si, tanto a chi deve rendere conto lo "ente parco"?

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  11. Sulle macchinette la penso come te. Io bevo l'acqua del rubinetto da anni!

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    1. Volendo potrebbero distribuire la Fanta dal rubinetto.

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    2. Io non guardo la TV. Ma pago lo stesso l'esistenza della "azienda di Stato" RAI con i suoi "n" canali inutili. Il nostro libero arbitrio, oltre a richiedere il prezzo della emarginazione, è limitato dalle cose che ci vengono comunque imposte senza che possiamo esimerci.

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    3. La Fanta dal rubinetto.
      Più Fanta per tutti!
      Se ricordo bene, a Treviso c'era o ci dovrebbe essere una fontana dai due zampilli della quale, una volta all'anno sgorgano vino bianco e vino rosso.
      Sara, io mi porto l'acqua da casa, viaggio a plastica 0, almeno su quella.
      I canali televisivi sono quasi tutti non solo inutili ma dannosi, Lorenzo.

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  12. E' sempre così, la legge di Gresham non fa che confermarsi e "la moneta cattiva scaccia quella buona", in tutti i campi. Amaramente è la constatazione dell'avanzamento inesorabile del peggio sul meglio. http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Gresham

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.