mercoledì 20 maggio 2015

Una goduria pazzesca

Non sono meravigliosamente radicale e coerente come Gaia Baracetti che ha molto chiaro il problema auto ed è anni che non sale neppure su una di esse. Cerco di ridurre al minimo l'uso dell'auto: a volte rinuncio ad impegni se non sono gestibili con una mobilità intelligente, a volte cerco di...farle viaggiare con più bipedi a bordo.
Questo vale anche per il tango, lezioni e milonga. Ora condivido con _aria e _vid, _nni, _zia (vicina di casa e tangheri che vivono più a monte in valle) quanti viaggi possibile. Ier _vid era già in città, siamo finiti alla milonga mia preferita e così mi sono organizzato per tornare con lui (il grande buco notturno dei servizi pubblici è veramente un ostacolo all'utilizzo dei mezzi pubblici per coloro che son poco motivati).
Anche lunedì, dopo il corso. Una mano lava l'altra: egli ci mette la benna (auto), a volte lo invito a mangiare un boccone oppure ci prendiamo qualcosa da mangiare fuori, quando è tardi o l'appetito è mordace.
Insomma, sono ritornato in città in treno, poi dalla stazione alla milonga in bici. Al termine della serata, sono tornato in stazione in bici in modo da poterla riusare stamani per il lavoro e _vid è venuto a prendermi lì.
Mi godevo l'aria mite, il pedalare nella prima periferia deserta, poi per le vie del centro affollatissime di universitari (al ritorno molti di essi eran 'mbriaghi, la fattanza alcolica è notevole). Amo il senso di libertà, la leggerezza della bici, il pedalare, l'energia che ti dà. Arrivo a tre metri dall'ingresso della milonga e "parcheggio" la bici, nessuna paturnia per il parcheggio, nessun rischio di multe.
Ecco, andare in milonga e tornare da essa in bici è U N A  G O D U R I A  P A Z Z E S C A.
Uno dei molti casi del meno è meglio della decrescita, anche quando non così radicale.

37 commenti:

  1. ManDude rediscovers the wheel.

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  2. Chissà perché mi aspettavo un post sul cibo...

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  3. di questa Gaia Baracetti, di cui ho visto qualche foto sulla rete e sembra discretamente carina anche se sicuramente squinternata all'undicesima potenza, mi piace che sarà sicuramente tra le poche donne a costare poco.

    non vorrà andare in ristoranti, dei regali non gliene fotte una mazza, non devi avere il macchinone per fare colpo su di lei.

    è un esemplare più unico che raro.

    ovviamente una così in noi maschietti esercita un fascino tendente a zero.

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    1. anche se le foto del suo blog non sono dei selfie ma è andata a far guadagnare un fotografo professionista. ovviamente si è truccata prima.

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    2. Stronzetto, con affetto parlando, Fra' :)

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    3. Detesto i puristi e mi piace evidenziare le incoerenze

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    4. Gli esempi di di UomoCoso sono come UomoCoso.
      Non è questione di coerenza, è questione della necessità di mantenere un certo stile. Se una donna fa la profetessa e nel farlo non si lava, si veste di stracci ed è una racchiona, pochi o nessuno la prenderanno ad esempio. La profetessa chic invece...

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    5. x Francesco:
      A me accusi di essere incoerente, a lei di essere coerente.
      :)
      Gaia e' una persona assai poco squinternata. Anzi, a volte la trovo cosi' estremamente razionale da risultare quasi... aliena.

      Se ricordo bene, le foto sono di una sua amica.
      Trucco, non e' truccata e non lo era neppure quando la incontrai in stazione.
      E' una bella giovane donna, non servono trucchi.
      E con una testa potente. Decisamente una bomba, per me! :)

      x Lorenzo:
      Un caro amico ex calciatore, impegnato in molte cose ambientaliste, di gas, etc., un bell'uomo mi diceva che... noi "piu' o meno belli, bellini, bellocci" abbiamo il dovere di dare l'esempio in quanto il buon esempio portato da una persona gradevole risulta ancora piu' efficace.

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    6. https://gaiabaracetti.files.wordpress.com/2009/01/dsc_6899.jpg

      sembrerei figa pure io

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    7. mica l'accusa, e di che poi ? ho detto solo che ha un fidanzato fortunato. è una ragazza a basso mantenimento

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    8. Dipende a chi ti rivolgi.

      Vedi bene che Francesco è infastidito dal tuo/vostro anti-modernismo e percepisce il vostro essere "gradevoli" come prova della inconsistenza del vostro pensare ed agire.

      Nel caso mio, non vi vedo affatto come esempio, per due ragioni, primo sono involontariamente più coerente col vostro messaggio di voi, secondo, non credo negli esempi ma nel metodo socratico, per cui prima bisogna che ci si riconosca reciprocamente ognuno nel suo ruolo e poi bisogna che il mestro/levatrice ti porti a vedere i tuoi errori in modo che tu possa fare venire alla luce la verità (relativa). Non è "ecco come si fa, guarda me" ma è "dare la cera, togliere la cera".

      Nel blog di Gaia ci sono troppe parole, è illeggibile.

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    9. > sono involontariamente più coerente col vostro messaggio di voi
      Gaia e' molto radicale e coerente.
      Anche tu sei piu' spartano di me, per quel poco che conosco di te.
      Forse sono piu' spartano di te solo sul riscaldamento in inverno.

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    10. Devi credermi sulla parola: sono più "spartano" di te e di Gaia ma non lo faccio di proposito, per convinzione. Per me è un modo di essere. Oppure il sintomo di problemi mentali. Lo riconosco per primo.

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    11. credo che l'essere spartani, da zero a dieci, vi renda zero.

      Lorenzo, devo aver letto un articolo sull'immigrazione, da questa Gaia..... letto.... dopo un po' ho mollato.... assolutamente illeggibile. ma è giovane, farà in tempo a cambiare idea. è questione di pricing

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    12. La questione dello zero e del dieci è controversa. E' controversa perché per ogni cosa c'è un prezzo da pagare. Che il prezzo sia commisurato a quello che ottieni in cambio è una valutazione soggettiva, che dipende dal "valore" che si percepisce e/o si attribuisce alle cose.

      Per esempio il fatto di vivere non tendendo conto di certe convenzioni o tenendo conto solo di alcune di queste, implica il fatto di essere, volenti o nolenti, esclusi da certi ambiti sociali, di cui queste convenzioni sono premessa necessaria.

      Essendo l'essere umano un animale gregario, fino a che punto è "sano" essere fuori dai rapporti sociali, oppure, a quanti di questi rapporti è "sano" rinunciare?

      La cosa si può leggere all'inverso ovviamente e cioè nel nostro modo di vivere attuale, quante delle cose che facciamo, quanto del modo di vivere "convenzionale" è effettivamente necessario per una vita "sana"? A quante di queste cose potremmo o dovremmo rinunciare?

      Io sto cercando casa e mai come ora la città mi sembra una macchina orrenda, sembra costruita per macinare la gente invece che per fornire un ambiente ideale per vivere.

      A differenza di UomoCoso col suo "antimodernismo apocalittico" che poi non vive, a me sembra che si tratti di ripensare la modernità.

      E mi sembra che un ostacolo insormontabile sia proprio il fatto che la gente non è disposta a rinunciare a niente del suo modo di vivere attuale, non so se per incomprensione, per timore, per cupidigia insaziabile o per quale altra ragione.

      Ma se non si rinuncia a qualcosa non si può ottenere qualcos'altro, quindi siamo come paralizzati in un ciclo chiuso.

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    13. Di certo rinunciare all'auto è una inutile privazione della libertà. Da Milano a Lodi ci vogliono venti minuti in auto. Con la combinazione autobus più metro più treno anche più di un'ora. E costa di più.
      Chi va in bici per non inquinare lo vedi pedalare sui marciapiedi e attraversare sulle strisce pedonali. E spesso non ha problemi di orario tipo le casalinghe.
      L'ecologismo se proclamato spesso rivela tipi dannosi, a se stessi e al prossimo

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    14. Che la modernità vada ripensato non vi piove

      L'antimodernismo mi è fastidioso quanto un camorrista della terra dei fuochi

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    15. Ma appunto, UomoCoso nella sua apocalisse immagina un mondo tipo Mad Max, io invece immagino un mondo dove invece della "auto" per come la intendiamo oggi, c'è un veicolo che ti permette comunque di spostarti liberamente ad una frazione del costo. Siccome c'è un prezzo da pagare, si tratta di decidere a cosa siamo disposti a rinunciare per raggiungere lo scopo.

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    16. che poi Lorenzo pensa a questa altra cosa. 'sta Gaia non sale su nessuna auto. benissimo. magari compra cibo biologico, dal contadino. che usa un furgone strainquinante del 1979 per portarlo al mercato. magari il cibo dell'esselunga è meno sano, però viene trasportato in grandi quantitativi in un unico tir meno inquinante di 100 furgoni del contadino.

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    17. Il "radicalismo o "estremismo" di questa Gaia francamente mi inquieta. Anche perché gli esempi sulle contraddizioni e sulle mediazioni che in ogni caso devi accettare, sarebbero infiniti. Si può e si deve vivere meglio, ma nei confronti dei modi "talebani" di vivere provo un forte senso di disagio.
      E, in effetti, i suoi post sono...illeggibili. Sono dei...saggi.. e beh, se proprio non hai nulla da fare...

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    18. Io non conosco a sufficienza Gaia per poterne fare l'avvocato difensore. Direi che obiezioni e critiche sarebbe opportuno scriverle nel suo luogo e non qui, in sua assenza.

      Io osservo, da parte mia, una eccellenza che non solo non viene percepita ma viene denigrata. Tutto sommato segno del suo valore.
      Ella non blatera, non specula, assume su se stessa le conseguenze delle proprie scelte.
      Ella eccelle anche solo per questa responsabilità tanto rara.

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    19. x Lorenzo:
      Solitudine dei numeri primi!

      x Francesco:
      > il cibo dell'esselunga è meno sano, però viene trasportato in grandi quantitativi in un unico tir meno inquinante
      Spero che tu ti renda conto dei limiti di questa tua provocazione che sostiene e la GDO, il cibo a km 1000, il tumore catramitico, etc.
      Poi qualcuno sostiene pure che non bisogna indossare le cinture perché c'è stato un caso nel 1987 a Bellinzona e un altro caso nel 2006 a Wolfsburh in cui esse hanno causato la morte del passeggero....

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    20. x John Barish:
      > Sono dei...saggi..

      Piccoli saggi.
      Il suo diario non ha scopi di socialità virtuale ma di analisi, osservazione dei problemi.
      Le persone radicali hanno valore in sé anche solo per il fatto che ci recano disagio perché ci mostrano che altri modi di vita sono possibili.
      In altre parole portano molte persone sul baratro del discernimento, dell'arbitrio, della percezione che la realtà non è quella usuale, nota.

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    21. le persone radicali sono le più pericolose. hai presente Pol Pot, Stalin e Hitler? ecco, direi che molto ma molto radicali.

      io non sto provocando, tutt'altro, sei tu che non vuoi vedere la realtà. la GDO è obbligata per evitare sputtanamenti reputazionali a comportarsi bene. il contadino del GAS può avvelenarti e un minuto dopo che lo ha fatto scompare.

      lo scandalo del vino al metanolo mi pare che insegni qualcosa, o della carne di cinghiale che in realtà era kit&kat. se non era km zero poco ci mancava, altro che km 1000. poi parliamo del pomodorino di Pachino che non è di Pachino, del pistacchio di Bronte venduto dai contadini di Bronte ma che non cresce a Bronte ecc.....

      ecco uomo, se neghi queste cose perdi un sacco di punti a livello di intelligenza, perchè parli secondo assumendo una posa. invece che il locale sia bello è solo una tua convinzione, poco suffragata dai fatti (e dal prezzo). il contadino ti incula e spesso gli dici grazie di avermi inculato

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    22. Primo, definire gli obbiettivi.
      Secondo, progettare il percorso per arrivare agli obbiettivi.

      A parte tutti i discorsi fatti sopra, al momento l'Italia ha delegato e continua a delegare la propria sovranità, quindi di fatto, anche volendo fare, anche sapendo cosa fare e anche essendo capaci di farlo, non lo potremmo fare comunque.

      Quindi, se per ipotesi volessimo invertire il processo di mondializzazione che sta disertificando l'Italia, uniformando produzione e consumo ad uno standard e cancellandoci culturalmente ed etnicamente, non si tratta di discutere del furgone del contadino da cui si approvvigiona il GAS o se il contadino compra la verdura al mercato e poi la rivende al GAS dicendo che viene dal suo campo. Si tratta di discutere come riprendere abbastanza sovranità per potere decidere una cosa qualsiasi.

      Ma attenzione: il demagogo promette che se si fa come dice lui ci sarà più [qualsiasi cosa] per tutti.

      Invece io, se fossi nella condizione di farlo, direi che per qualsiasi cosa c'è un prezzo da pagare. C'è un prezzo per la auto-determinazione e c'è un prezzo per mangiare la verdura locale invece di quella che viene dall'altra parte del mondo. C'è un prezzo per il trasporto pubblico e c'è un prezzo per sviluppare nuovi veicoli e le relative infrastrutture.

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    23. Un esempio lapalissiano è la vexata quaestio dello "andare a mitragliare".

      Il demagogo promette tutto a tutti, quindi che sia possibile la disponibilità infinita di risorse economiche, alimentari, idriche, di suolo, che sia possibile realizzare tutti gli infiniti "diritti" e perfino i sogni e le aspirazioni di chiunque.

      Invece nel mondo reale, se tu hai un campo coltivato a pomodori, il possesso del campo e dei pomodori esiste solo in funzione della tua volontà e capacità di applicare la forza necessaria ad imporlo.

      Quindi, il prezzo per l'esistenza della Italia è esattamente la volontà e la capacità di mitragliare chi viene a spossessarci del campo e dei pomodori. Il fatto che questi non abbia ne campo ne pomodori non significa nulla rispetto al meccanismo elementare di cui sopra.

      L'alternativa infatti non è di creare dal nulla altri campi di pomodori, perché è fisicamente impossibile. L'alternativa, se non siamo disposti a pagare il prezzo del mitragliare, è dividere il campo e i pomodori che possediamo e continuare a dividerli finché non ce ne rimane che un infinitesimo, quindi pagare un alto prezzo, quello di dovere vivere senza campo e senza pomodori.

      Ma è una cosa ben diversa.
      Un conto è postulare che sia possibile avere qualcosa senza pagare il prezzo, un altro è dire semplicemente che se vuoi una cosa c'è un prezzo, se ne vuoi un'altra c'è un altro prezzo ma un prezzo lo paghi comunque.

      E' anche abbastanza diverso quando io ottengo una cosa e faccio in modo che il prezzo lo paghi qualcun altro, che è il meccanismo su cui si fonda il nostro bellissimo "Stato Sociale".

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    24. x Francesco:
      > le persone radicali sono le più pericolose.

      No
      Se tu assumi scale temporali meno limitate, quindi sul medio e lungo periodo, sono i sistemi moderati che fanno i disastri preggiori, proprio perché di massa.
      Sulla sfera politica gli "estremismi" radicali sono settori circolari diversi dagli "estremismi" moderati.
      I dittatori (radicali) durano alcuni lustri, i sistemi moderati molto di più.

      > la GDO è obbligata per evitare sputtanamenti reputazionali a comportarsi bene.
      > il contadino del GAS può avvelenarti e un minuto dopo che lo ha fatto scompare

      Vedo che sei stato ben ammansito dal pensiero principale.
      Ora io non ho molto tempo ma posso demolire in pochi secondi tutte le credenze positiviste sul cibo industriale e la GDO.
      Tutte le frodi più gravi,tutte i danni più gravi, sono SEMPRE stati danni del sistema alimentare industriale.
      Mucca pazza, carni marce rigenerate, mozzarelle blu, grassi idrogenati, finti oli di oliva, olio di palma, vino al metanolo, cosci di prosciutto alla diossina, mozzarelle italiane con cagliate danesi o francesci, etc etc etc.

      Certo che ci possono essere frodi anche nel locale ma il sistema è strutturalmente a sicurezza passiva, perché se tu lavori male, in poco tempo nessuno viene nella tua pizzeria, nella tua macelleria, nella tua forneria. In altre parole non è conveniente sputtanarsi il piccolo mercato da cui dipende la sopravvivenza della tua impresa.

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    25. x Lorenzo:
      > se tu hai un campo coltivato a pomodori, il possesso del campo e dei pomodori esiste solo in funzione della tua volontà e capacità di applicare la forza necessaria ad imporlo

      !!!!!!!

      Aggiungo che nel mondo non esiste alcun diritto al pomodoro: se non sei capace di fare il contadino (lavoro difficile e complesso) il pomodoro non viene e crepi di fame.
      Tanto per ricordare quanto sia stupido il dirittismo demagogico che dilaga.

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    26. Non è nemmeno quello, se anche i pomodori crescessero spontaneamente sul campo, l'idea che i pomodori sono di tutti, tra i mille paradossi, significa che bisogna dividere un certo numero di pomodori per sei miliardi e rotti. Quanti pomodori toccano a testa?
      E' sempre il solito problema di non considerare che le risorse disponibili sono una quantità finita e che, per ogni modalità di ripartizione vogliamo scegliere, c'è un prezzo da pagare.

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  4. Io mi immagino la scena: Uo' entra in milonga dopo la pedalata, gli si avvicina una tanguera e gli dice: Uo', ti va di sudare un po' con me? E Uo' risponde:"No grazie. Già sudato!".


    Sì, è meglio se me ne vado, sono d'accordo. Ciao, ciao. Buonasera. Arrivederci!

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    1. Clorì, voglio pensare che fosse un tragitto breve per la miseria!
      uomo, difenditi, dì che non puzzavi cazzo !

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    2. Penso che in quasi quattro anni di milonga, sia andato una volta sola in milonga lavato ma non docciato.
      Barbaro e dandy.
      Sempre con un paio di gocce del mio profumo.
      Ecco, _aria mi ha ripreso per la "fiatella", visto che qualche volta mi sbaffavo qualche piatto con aglio.

      Clorinda. ahahha, che meravglioso snobismo.
      Ieri era venuta una a chiedermi di ballare e ho declinato.
      No grazie, ora sto fermo un paio di brani almeno per asciugarmi un po'
      Baci,Clo'!

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    4. Pessimo italiano, riformulo:

      Io qui affermo e dico che qualsiasi attività non preveda di sudare e di puzzare e richiede due gocce di profumo, non è un attività consona ad un uomo.

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    5. Mi spiace non potermi sbilanciare in merito.
      Ma sarei tanto curiosa di sentire il parere di UUIC su alcuni clienti della mia azienda.

      Ci sarebbe sa ridere :)

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    6. x Lorenzo:
      Insomma, 'sto omo c'ha da faticare e puzzare. :)

      x Pippa:
      Sai che io sono non poco misantropo. Che giudizi vuoi che dia ai clienti dell'azienda per cui lavori? Saranno più o meno come la massa degli homo.

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    7. Come dicevo altrove, le cose che non fatichi non hanno valore.

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