venerdì 8 maggio 2015

Non si ripetono più

Ieri sera UnRagazzo, oltre ad essere bello carico di compiti era un po' con le pive nel sasso. Il suo München Bayern ne ha presi tre dal Barcellona. Devo dire che nonostante la sua passione per la squadra bavarese riconosceva la superiorità degli avversari. Né fazioso né fanatico, rimane obiettivo e intellettualmente onesto, mi fa piacere!

Stavo curiosando questo articolo sull'impresa dell'Hellas Verona: ho sempre avuto un debole per le squadre minori (outsider) e qualche volta ce l'hanno fatta.
Sfoglio, leggo e arrivo a questo

Un altro elemento che molti, a posteriori, riterranno fondamentale per l’epopea veronese è il sorteggio integrale degli arbitri. Verrà utilizzato solo in quel fatidico 1984-1985
Esplora il significato del termine: Secondo quei molti, la scelta totalmente a random delle direzioni arbitrali avrebbe favorito una squadra piccola come il Verona, perché nessuno avrebbe avuto bisogno di «ingraziarsi» le grandi per poterle dirigere.Secondo quei molti, la scelta totalmente a random delle direzioni arbitrali avrebbe favorito una squadra piccola come il Verona, perché nessuno avrebbe avuto bisogno di «ingraziarsi» le grandi per poterle dirigere.

Io mi chiedo, un po' stralunato, per quale motivo gli arbitri non dovrebbero essere sorteggiati. Solo un sistema marcio può pilotare le designazioni arbitrali. Giustizia  giusta come democraticità di un sistema elettorale che attribuisce pesi diversi agli stessi voti. Contraddizioni in termini.
Insomma, 'sto calcio proprio non ce la fa ad essere o a tornare sufficientemente pulito: troppi soldi, troppo potere, troppi media, troppa merda. Anche qui come altrove è necessaria una radicale cura decrescitiva a base di "Meno è meglio!".
Tutta 'sta robaccia lo rovina, lo rovina proprio. Le storie di piccola e grande gloria non si ripetono più.

52 commenti:

  1. Ti spiego le due ragioni per cui gli arbitri non devono essere sorteggiati:

    1. sei Moggi e quindi vuoi che gli arbitri sotto il tuo dominio dirigano le partite di cui vuoi decidere l'andamento. Che non è solo il risultato ma anche squalifiche eccetera.

    2. gli arbitri non sono tutti bravi allo stesso modo. Cosi come quando ti fai trapanare un dente idealmente vorresti avere il migliore dentista disponibile, allo stesso modo quando giochi partite importanti o in contesti difficili, vorresti avere il migliore arbitro disponibile.

    Bisognerebbe ripensare tutto il macchinario. Per esempio, adesso le squadre ricevono soldi dalle TV in proporzione al proprio "bacino di utenza stimato", cioè tanto più una squadra è popolare, tanti più soldi riceve. SI potrebbe invece dividere in parti uguali e questo moltiplicherebbe la competitività delle società minori e ridurrebbe quella delle società maggiori. Allo stesso modo si potrebbe rendere "neutro" tutto il meccanismo, compresi gli arbitri.

    Ma ci imbattiamo nel solito dilemma e cioè che chi ha il potere di gestire e cambiare le cose è lo stesso che ha il massimo vantaggio nel lasciarle come sono o nel peggiorarle.

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    1. Contesto il punto 2 di Lorenzo.
      Non seguo pedissequamente la pedata-alla-palla da anni, ma non ci credo.
      Cioè.
      SE un Paese praticamente mono-sport come 0039 non riesce a formare 10 - 12 arbitri dello stesso, altissimo livello, allora sarebbe più dignitoso chiudere baracca-e-burattini.

      Il punto è che la Mafia governa e quindi vince, anche nella pedata-alla-palla.

      +++

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    2. Se fosse come dici, lo stesso Paese dovrebbe anche formare i calciatori, invece li importa.

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    3. Lo sradicamento dalla terra e dal territorio è uno dei mali che affliggono il business del calcio di un certo livello (impropriamente noto come sport).
      _rio. caro amico del milanese e appassionato sfegatato dell'Inter mi diceva che in quella squadra ci fu un anno in cui non c'erano non dico giocatori milanesi ma neppure italiano.
      Di fatto sono imprese economiche che vestono delle magliette con certi colori per un certo tempo.
      Francamente è come appassionarsi di una SpA o di una GmbH o di una Ltd. Faccio fatica a capire.

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    4. Il taglio delle radici non affligge lo sport, affligge tutto.
      E' una cosa voluta, parte del famoso "piano", forse la parte più ovvia ed evidente.

      Episodio: tempo fa intrattenevo una corrispondenza con una signora scozzese e mi divertiva il fatto che ne sapessi più io di lei di tradizioni della sua terra. Il meccanismo di taglio delle radici infatti non è "moderno", non è iniziato, come si potrebbe pensare, come risultato delle ideologie del '900. Invece è un sottoprodotto della "rivoluzione industriale", quando la gran parte della umanità europea è diventata un pezzo della macchina. Non importa se fossero proletari privi di tutto forzati nei condomini attorno alle fabbriche o ricchi borghesi. Tutti erano ugualmente "meccanizzati" ed estraniati dalla terra e dal loro passato.

      Poi, certo, gli ideologismi hanno ulteriormente esacerbato la situazione. Pensiamo al concetto contemporaneo di "cittadino del mondo".

      Una delle critiche che gli stranieri fanno all'Italia è che siamo troppo tradizionalisti, per esempio in Italia è difficile trovare gli ingredienti per la "cucina esotica" che invece è "normale" all'estero. Uno scozzese non sa che coi cardi si fa la zuppa, però vuole il curry indiano o qualche preparazione thailandese.

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    5. Ah e poi all'estero la maggior parte della gente non ha idea che i cibi sono "stagionali", sono convinti che un certo frutto o una certa verdura debba essere disponibile tutto l'anno e che si debbano mangiare le stesse cose d'estate e d'inverno. Conosco anche gente all'estero che vive vicino al mare ma non ha idea di che pesci ci vivano e se si possano cucinare.

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    6. L'omologazione delle masse ad un grigio uniforme e mediocre è funzionale proprio ad approcci di industrializzazione capitalistica.
      Il famoso volume di affari per cui prodotti uguali in tutti il mondo vengono prodotti da sempre meno persone, con qualità sempre inferiore, smaltiti (sono spesso rifiuti già dopo essere stati progettati) sulle masse.

      Se tu osservi, i vertici della piramide, si guardano bene dall'usare i prodotti che essi somministrano a il_bobbolo.
      I figli di Bill Gates hanno accesso limitato al web, i figli degli azionisti della Monsanto, quasi certamente mangeranno cibo bio (organico) e integrale, i Benetton non è escluso che vestano capi fatti produrre da maestri sarti artigianali, non certo in qualche loro stabilimento in Bengala.

      Una delle cose che tiene da sempre lontane le persone dal gas è proprio l'ostilità al calendario biologico ovvero che in fasce di alcuni mesi tu devi mangiare due o tre soli di quei prodotti.
      Non hai il pomodoro a marzo, non hai gli asparagi a novembre, non hai la zucca a giugno, non hai le melanzane a dicembre, le albicocche a settembre , le pesche a febbraio o le ciliegie a marzo.

      Industrializzazione, GDO, inurbamento, cibo a km mille mila hanno fatto dei disastri incredibili.

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    7. Contesto che sia inevitabile.

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    8. Infatti, è benissimo evitabile.
      I descrescitisti, anarcoidi, resilienti, biointegralisti, maestri contadini, pastori, artigiani, artistoidi, biomuratori, etc. che con sommo diletto (e pure molti incazzamenti) frequento nel GAS sono esattamente la dimostrazione pratica, reale che si può vivere senza omologarsi in un ammasso di multidipendendenti con la testa spenta allineati sulla peggiore antieconomia.

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    9. UomoCoso, io vivo nel posto peggiore possibile. Sabato sono andato a mangiare una pizza sul lungolago di Como e per arrivarci da casa mia, ghetto multietnico di bar cinesi e kebab, ho attraversato la "ridente Brianza". Non solo una sconfinata periferia di strade vuote in mezzo al nulla e capannoni ma anche una sconfinata periferia in progressivo stato di abbandono, vetri rotti, edifici fantasma.

      Ora, tu mi dici di "ismi" resistenziali. Io invece ti dico di Consigli Comunali, di lottizzazioni, di centri commerciali, di imposte e di incassi, di spesa e di obbiettivi. Prima abbiamo desertificato tutto e adesso scopriamo che anche la Grande Distribuzione licenzia e che i "mall" sono vuoti.

      Al punto in cui siamo ci vuole altro che il GAS.

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    10. Al punto in cui siamo, secondo me, siamo già fottuti.
      Il titanic sbanda e la_gggente si diletta con l0 0virgola percento di ripresa del tumore crescita o con le gioiose e colorate ricchezze multiinculturali di milioni di amici e freatelli africani e asiatici sfondaconfini.
      Francamente siamo fottuti, solo questione di qualche lustro prima che la balcanizzazione si dimostri quello che è.

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  2. teoricamente per il punto 2) richiamato da Lorenzo, non tutti gli arbitri sono bravi allo stesso modo.

    c'è da dire che quell'Hellas era fortissimo

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    1. Ovviamente anche gli arbitri non sono tutti uguali.
      Un motivo in più per sorteggiarli.
      Anche per evitare "commistioni di interessi" ovvero arbitri che per giocare con le ingombranti cerchino di ingraziarsele.

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  3. Io sono per il sorteggio. Allora potrebbe vincere il Carpi il prossimo anno. E sarei per il sorteggio anche dei deputati. Cosi il Carpi mi diventa pure Presidente del Consiglio...

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    1. E' una idea meno peregrina di quanto sembri. Ai primordi della democrazia le cariche pubbliche venivano assegnate per sorteggio tra i cittadini. SI potrebbe benissimo sorteggiare i Deputati.

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    2. be' i M5S lo fanno...tramite il web no?

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    3. Non mi risulta che i deputati del M5S siano sorteggiati.
      Inoltre, nel M5S Grillo e Casaleggio hanno il potere di vita e di morte (politica) sui membri del Movimento e sul Movimento medesimo.

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    4. strano che non ti risulti ...eppure vengono scelti così, mettono una lista di nomi per regione e poi i " cittadini" via web votano, chi ha più voti entra nelle liste da presentare...
      poi che siano burattini è un altro discorso...mi meravigli Lorenzo come mai ti è sfuggita questa pratica, direi conosciuta ai più ? perdi colpi?

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    5. "Chi ha più voti entra nelle liste" != "sorteggio"

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    6. Essessa, il punto non è i criteri, per quanto discutibilli e forse non così perfettamente chiari, all'interno del M5S.
      Il punto è che negli altri partiti imperano i favoritismi personali, gli insindacabili giudizii del capo corrente, le nomine per vicinanza geografica o familistica o di clan.

      Certamente una persona vestita decentgemente si può accusare di non avere i gemelli di platino ai polsi, ma se la critica non osserva gli astanti, con le croste di merda sulle mutande rotte, le scarpe aperte, i pantoloni con le macchie di piscia e la canotta a vista con il nero del sudore di mesi, forse l'attenzione non è posta al meglio.

      Io sono dell'idea che l'unica cosa che conta è un patto etico e all'interno di un movimento e tra elettori e delegati.
      Sono ferocemente contrario ad ogni libertà di mandato e alle mille fisime dei teorici della più sconclusionata e anacronistica nonché marcia pseudodemocrazia pseudorappresentativa tu mi dai mandato e io faccio il contrario di quello che tu vuoi e che io ti avevo promesso per prendere la tua delega.

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    7. Il sorteggio dei parlamentari è un'idea molto interessante.
      Il sistema attuale è talmente marcio e corrotto e strutturalmente oligarchico che ci vuole veramente poco per far di meglio.
      Ancora una volta mi trovo d'accordo con Lorenzo.

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    8. "... l'unica cosa che conta è un patto etico e all'interno di un movimento e tra elettori e delegati."

      Aria fritta.

      Osservazione laterale: in Italia non abbiamo il problema che "gli altri partiti" siano di natura pessima, tutto il contrario, sono di natura ottima, cioè sono esattamente quello che gli italiani che votano si aspettano e chiedono.

      In Italia abbiamo il problema che gli elettori sono di natura pessima. Quindi, non importa che forma gli dai, la "democrazia" continuerà a rappresentare la natura degli Italiani.

      In questo consiste la menzogna fondamentale del Movimento di Grillo&Casaleggio. Non è questione di regole e organizzazione interna. La rappresentanza non cambia natura sostituendo i "politici" di carriera con persone che saltano un certo numero di passaggi per diventare "politici" improvvisati.

      Quindi torniamo al punto di cui sopra: se anche le cariche pubbliche fossero assegnate per sorteggio tra gli Italiani qualsiasi, avremmo esattamente le stesse qualità e difetti del sistema attuale. Anche perché, considerazione ovvia ma ignorata, tutti gli apparati della amministrazione, la Giustizia, eccetera, sono immutabili e le loro dinamiche non cambiano certo quando si incarica Tizio invece di Caio.

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    9. forse non si è capito...il mio commento era "ironico" (per Lorenzo).
      che i "cittadini grillini" con i loro fili ed i due burattinai, il Gatto e la Volpe, proprio mi stanno sulle ovaie..
      per chiarire.

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    10. Il sistema del "sorteggio" funzionava in tempi arcaici in cui al "cittadino", piccolo proprietario terriero, era richiesta la "virtù", cioè l'adempimento del dovere verso la propria terra fino all'estremo sacrificio.

      Cominciò a non funzionare più quando le cariche pubbliche si potevano comprare e l'incarico divenne un privilegio invece di un dovere.

      Il concetto di "democrazia" che abbiamo al giorno d'oggi, cioè non solo il potere alla classe mercantile ma anche il suffragio universale, esclude a priori la possibilità che la carica pubblica corrisponda al dovere mentre diventa necessariamente un privilegio, che si acquista o si conquista in vari modi, nessuno dei quali moralmente apprezzabile.

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  4. Ah, UomoCoso si dice "con le pive nel sacco" e significa mettere via le cornamuse e tornare a casa mesti.

    La "piva" è la cornamusa italiana nella versione bassa padana/emiliana/appenninica, nella bergamasca è chiamata "baghet" credo.

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    1. Strumenti antichi quelli a sacca che, su di me, esercitano un fascino incredibile. Sono strumenti che fanno la musica dell'anima, delle radici che va a risvegliare archetipi antichi.

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  5. UUIC, questo post è una assoluta novità, parli di calcio, osservi che è malato, che gli arbitri sono soggetti ad essere assegnati con criteri poco trasparenti e che se ho capito bene: meglio il calcio internazionale che quello nostrano; anzi no un sottile amore per Hellas-Verona...quello di mister Bagnoli e campioni d'italia, che immagino uno dei pochi lasciato andare dalle grinfie dei grossi (garndi?) club nostrani. La mia opinione sul marciume nel calcio annessi e connessi, basterebbe una semplice riforma: obbligare (almeno i club che militano nella massima serie) a trasformarsi in s.p.a e quotarle in borsa; successivamente obbligo per tutte le società professioniste all'utilizzo di ultilizzo per ogni pertita del campionato, dell'utilizzo di almeno 3 giovani del vivaio ecc. Sarebbe un modo di evitare situazioni tipo Parma.
    Ci sarebbero molte cose da dire ancora, come il ruolo della medicina e dei farmaci ecc.

    Va bè, Buon fine settimana.

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    1. Calcio internazionale meglio di quello italiano?
      Mah, non saprei per quale motivo.
      Già, il Parma, e poi tante squadre che hanno bilanci insostenibili nonostante le assurde, orribili facilitazioni fiscali.
      Togliere tutto questo ciarpame procalcistico.
      Solo che è noto che se vuoi tenere a bada le masse, sedate, devi garantire il pane e il circo.
      Io tenderei all'autarchia su base provinciale, cosa vuoi che dica di squadre pagliaccio piene di gente d'ogni dove?
      Sono dei meccanismi di business fatti per fottere soldi, energia, tempo alle masse e tenerle lì.
      Ecco, esagerando: non potresti vedere calcio più tempo di quanto non lo abbia giocate in quella settimana.

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    2. Esterofilia, odio per se stessi indotto da decenni di propaganda.

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  6. vi consiglio la visione, post partita, del commento di Aurelio De Laurentis relativa
    all' Europa League...ma penso valga per il calcio in generale...

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  7. Io invece comincerei da quest'altra riforma, per quel che riguarda il calcio: la collettività non partecipa neppure con un centesimo alle spese, e le società calcistiche pagano TUTTO per intero di tasca propria, dagli stadi al servizio d'ordine ai rimborsi per OGNI danno subito da CHIUNQUE [1] a causa dell'attività sportiva in sé e di tutto l'indotto. Soddisfatte queste condizioni, e solo dopo averle soddisfatte, si tassano gli utili come fino agli anni '80 si tassavano i cosiddetti "beni di lusso" [2], imponendo un'IVA doppia rispetto a quella ordinaria [3]. A seguire, si tassano i redditi in modo progressivo, come dovrebbe accadere [4] per ogni altra attività.

    [1] Compresi dunque i beni pubblici, tipo treni e altro.
    [2] Tra i quali anche cose lussuosissime come gli impianti stereofonici e le motociclette oltre i 350cc., per chi non si ricordasse.
    [3] Ai tempi, l'IVA ordinaria era al 19%, laddove i "beni di lusso" subivano un'imposizione al 38%. Oggi, con l'iva ordinaria al 22%, l'imposizione per il lusso dovrebbe essere al 44%. Per instillare un po' d'ottimismo, faccio presente a chi non lo sapesse che l'IVA ordinaria potrebbe balzare al 25,5% entro il 2018 (vedi qui. Ovviamente alla cosa è stata data la massima evidenza in tutti i notiziari, e voi non ve ne siete accorti perché siete ciechi e sordi. E pure un po' stupidotti. (ovviamente è sarcasmo: la cosa è passata assai silenziosamente, come i ladri di notte)
    [4] ...dovrebbe accadere, ma non accade per via dei noti meccanismi di elusione, che ovviamente sono preclusi a chi ha una paga ordinaria.

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    1. Direi che è un ragionamento "fascista" che non tiene conto della "valenza sociale" del "fenomeno calcio".

      Secondo me ti sfugge quanto è profonda la tana del Bianconiglio. Non solo lo Stato è socio delle aziende che producono intrattenimento televisivo e sportivo, vedi alla voce "pane e giochi" ma ricorda quanti professionisti degli "sport minori" vengono stipendiati in quanto membri delle Forze Armate o della Polizia.

      Le imposte, qualunque imposta, sono inevitabili. Da un punto di vista meccanico, perché l'Italia, contrariamente alla propaganda del "basta austerità", non riesce a contenere la Spesa Pubblica. Da un punto di vista politico, è la conseguenza del fatto che per qualsiasi problema l'unica soluzione che viene proposta dal "cattocomunismo" è lo esproprio della proprietà privata, in quanto crimine contro l'umanità.

      A questo punto se ne esce solo con una rivoluzione, una guerra civile.

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    2. è così ovunque Lorenzo, per lo meno in Europa e Asia. come potrebbe un tiratore con l'arco essere stipendiato da una società sportiva ?

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    3. Pane e circo.
      Non è cambiato nulla da Commodo e altri imperatori romani che cercavano di ingraziarsi la plebe con gli spettacoli e i gladiatori.
      Il circo ora si chiama calcio e questo calcio è una della cacca citrocapitalistica fatta a spese della maggioranza di persone che forse arriva ad un qualche interesse.
      Ecco, se gli appassionati dovessero pagare per i costi di questo fenomeno diminuirebbero sensibilmente.

      Meno è meglio.

      Ancora una volta, quasi sempre in questo contesto storico.

      Uno stato in deficit sempre maggiore che sperpera per le peggiori cose. No grazie!

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    4. Francesco, negli USA gli atleti professionisti guadagnano i soldi con i contratti che stipulano con le aziende sponsor, con le televisioni, con le esibizioni, eccetera. I migliori pattinatori a rotelle sono scritturati dalle aziende che producono abbigliamento e attrezzature per chi va sui pattini a rotelle.

      L'idea di assumere un atleta nelle Forze Armate invece è tipica dei regimi, di qualsiasi natura. Dove anche il delegato di una scala del condominio porta la divisa e gli stivali.

      UomoCoso, perché dobbiamo rassegnarci a ripercorrere la storia del tardo impero? E' quello che non capisco, ogni volta che parlo con qualcuno di un argomento qualsiasi, sembra che ci sia un fato avverso a cui ci dobbiamo rassegnare.

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    5. Lorenzo...questa volta sono non d'accordo, ma di più.
      (non so se devo preoccuparmi o_O)

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    6. Fai come me. A me non importa chi è d'accordo o chi non lo è, mi importa solo se una certa affermazione è giusta o sbagliata.

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    7. Il denaro è lo sterco del demonio, per dirla alla Massimo Fini.
      Qui in Italia abbiamo il calcio che rappresenta molto bene la degenerazione e la corruzione a cui è arrivato un ex sport a furia di caricarlo di denaro, potere, attenzioni mediatiche, fama.

      Se c'è il colera dello sport di regime c'è anche il vajolo dello sport commerciale, affaristico.

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    8. UomoCoso, te l'ho già detto in passato e il tuo ultimo post mi mostra quanto tu sia meccanicamente funzionale al tuo contesto.

      Lo "sport affaristico" risponde a logiche commerciali, le stesse a cui risponde qualsiasi attività lavorativa. In sostanza ci sono due parti che addivengono ad un accordo in base al quale ognuno da e riceve qualcosa.

      Che questo accordo sia più o meno penalizzante per una delle due parti può essere spiacevole ma è anche irrilevante, infatti il meccanismo di perse è inevitabile. Anche se io vengo a casa tua con tre galline e ti chiedo di darmi dieci chili di patate sto comportandomi da "affarista".

      Invece lo "sport di regime" non ha una sua "ecologia", non ci sono due parti che si accordano. Ci sono dei servi e c'è un padrone. Ci sono dei bimbi e c'è la maestra. La parte che riceve quello che cala dall'alto è soccombente a priori, qualsiasi cosa sia. La sola esistenza di un regime è un male assoluto, perché per esistere DEVE creare servi, non puoi esistere dentro un regime se non sei servo o guardiano dei servi.

      Quindi non si tratta di colera e vaiolo. Si tratta di anti-vita e vita.

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    9. Parentesi: dalle tue parti probabilmente qualcuno pensa che il fatto che io possegga tre galline e tu dieci chili di patate è un crimine.

      In realtà ne io ne te dovremmo possedere alcunche, dovremmo invece recarci presso lo Spaccio di Stato con la nostra tessera e ci verrebbe dato tanto di gallina e tanto di patata quanto ci spetta in base alla pianificazione economica dello Stato, uguale per tutti.

      Quindi è ovvio che per chi pensa cosi, il "regime" che stipendia gli atleti è solo una cosa buona e giusta, tutti devono essere stipendiati o meglio accuditi nelle loro necessità, dallo Stato. Invece lo "sport affaristico" è il male, perché presuppone proprio che uno abbia le galline e l'altro abbia le patate, quando nessuno dovrebbe avere galline e patate tranne i malfattori.

      Niente, non se ne esce.

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    10. arricchirsi se lecitamente non è mai un crimine e il denaro non è in sè lo sterco del demonio

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    11. Le logiche commerciali sono indipendenti dalle logiche sportive non meno di quanto lo siano le logiche di regime,
      Consumismo, fama, potere non solo sono dei "regimi" ma lo sono in maniera molto più sottilmente inquinante e subdola.

      Io osservo la cacca nello sport commerciale della pedata e questi sono realtà, fatti.
      Non conosco sport di regime in Italia.

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    12. > arricchirsi se lecitamente non è mai un crimine

      Questa frase ha tanti se e ma che non è più vera di molti slogan sostanzialmente falsi.

      Allora, per tagliare corto
      Arricchirsi può essere sostenibile ed ecologico, quindi lecito se
      o - è frutto del proprio lavoro e del proprio merito
      o - non ha effetti dannosi sulle libertà di altri
      o - è ecologicamente compatibile nel senso più ampio del termine
      o - è sostenibile nello spazio e nel tempo

      Sono motivi ostativi
      o - la rendita
      o - i lavori inutili, nefasti, inquinanti, ecocriminali, criminogeni
      o - tutte le attività che comportano insorgere di problemi o il loro aggravamento
      o - l'arricchimento per eredità, chiave di volta del capitalismo

      Parte rilevante del sistema normativo sostiene arricchimenti molto pericolosi e, de-facto, criminali. Un sistema legale sostanzialmente illecito, dal punto di vista etico.
      Non c'è alcun diritto e questo vale anche per l'essere ricchi.

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    13. sui primi quattro punti direi che siamo d'accordo

      sui secondi quattro c'è tanta, troppo soggettività....lo decidi tu che un lavoro è un inutile e nefasto? e chi sei scusa, il padreterno ?
      sul diritto di successione si aprirebbe poi un dibattito che non finisce più.... ma te la banalizzo...quando moriranno i tuoi non è che i loro beni andranno allo stato o ai meritevoli e giusti.... andranno a te e a tuo fratello, che vi arricchirete....

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    14. UomoCoso, ti stai involvendo. Ti ricordi Alberto Tomba, lo sciatore bolognese? Ebbene, sciava da Carabiniere. Il marciatore sudtirolese Alex Schwazer, carabiniere anche lui.

      Leggere qui:
      http://it.wikipedia.org/wiki/Atleta_di_stato

      Poi aggiungo un'altra considerazione ovvia alla tua bambinata del "non c'è alcun diritto". Se non c'è diritto di essere ricchi a maggior ragione non c'è diritto a spossessare i ricchi. Non è che rubare al ladro è lecito.

      Bisognerebbe psicanalizzarti ma non è il mio lavoro e poi chissenefrega.

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    15. x Francesco:
      In territori sempre più stipati le possibilità di arricchirsi senza far danni ad altri calano vertiginosamente.
      La stessa filosofia del diritto che sostiene il fare (disastri) è anacronistica. Io non sono più padreterno nel mio resistere a danni altrui di quanto siano padreterno coloro che decidono di fare a danno mio.

      Se vogliamo aprire una discussione sull'etica dell'ereditarietà...


      x Lorenzo:
      Quantitativamente, quanti sono in Italia gli atleti di regime?
      Quanti sono i calciatori non amatoriali?

      > Se non c'è diritto di essere ricchi a maggior ragione non c'è diritto a spossessare i ricchi.
      Infatti, la lotta per la ricchezza fa parte della natura umana.
      E chi lo nega?

      >Non è che rubare al ladro è lecito.
      Rubare al ladro la sua refurtiva che erano tuoi oggetti è massimamente ecologico.
      Quando mi rubarono la bici io non andai nelle vie indicatemi a tentare di recuperarla proprio perché conoscendomi, nel caso l'avessi ritrovata, sarei arrivato allo scontro fisico, sarei finito male io o il ladro o il ricettatore.

      Merdpo e quasi tutte le grandi opere, lo stesso sistema previdenziale parassitario, la GDO, gli OGM, l'accoglilenza filomassmigrazionista etc. sono tutte forme di furto legalizzate.
      Fare robe con i soldi degli altri e contro il loro consenso, ambiente, salute.

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    16. Quindi quando riceverai la tua parte di eredità la devolverai in beneficenza? E farai lo stesso con ogni tuo avere perchè non arrivi a tuo figlio?
      Questa cosa della ricchezza che non dovrebbe esistere e che rubare ai ladri è ecologico è talmente infantile che non aggiungo altro. Han già detto tutto quello che c'era da dire.

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    17. pure sulla sostenibilità nel tempo ho seri dubbi tra l'altro...anche qui.... lo decidi tu ? certo che no.....

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    18. UomoCoso, per me ragioni al contrario. Il fatto di possedere qualcosa, segnatamente la terra e di lasciarla ai figli, è l'unica cosa buona e che può tenere insieme l'umanità, pur con i meccanismi ovvi di rapina.

      Invece, il fatto di non possedere nulla e di non lasciare nulla ai figli, priva l'essere umano di un qualsiasi senso alla propria esistenza, diventa un nulla, un ingranaggio, un'alga. I meccanismi correttivi che puntano a ridistribuire continuamente le risorse, hanno in realtà lo scopo di perpetuare una umanità sofferente che non ha niente da tramandare.

      Quella che tu chiami "lotta per la ricchezza" in realtà è la lotta per esistere. Tu sei quello che conquisti. Se invece tutto ti viene concesso dallo Stato, tu sei nulla, non esisti. E, per quanto uno possa essere beota, questo non è lo stato naturale.

      Riguardo gli atleti di Stato, non lo so, ho provato a fare una ricerca ma non ho trovato dati significativi. Ma del resto è normale, vale per qualsiasi cosa, il bilancio dello Stato è volutamente occulto.

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  8. Sugli atleti di Stato vi è una interessante pubblicazione scientifica, del 2008 ma sempre valida: Stefano Frapiccini, Atleti di Stato, storia, ecc., Edizioni Progetto Cultura.

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    Risposte
    1. Ohibò, e tu da dove sbuchi?
      Benvenuto! :)

      Atleti di stato: intervista a Stefano Frapiccini


      14:18" Qual'è l'atleta che più di altri ha contribuito a sputtanare il corpo cui apparteneva?
      Le figuracce si sprecano. Più l'atleta diventa un VIP più fa sciocchezze.

      Poi Frapiccini arriva al cazzaro massimo, Alberto Tomba. "Tomba è stato il massimo degli imbarazzi per i Carabinieri".

      Unico libro autofinanziato, non sponsorizzato dai soggetti della ricerca.
      15' 56' Questi 2500 costano alla collettività in media, in un anno, dagli 80 ai 100 milioni di euro.

      Intervista interessante
      Grazie per la segnalazione

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    2. 26' 24"
      Lo sport è un affare oggi che paghiamo noi tifosi come collettività.

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